Anafranil è un farmaco antidepressivo a base di clomipramina cloridrato, appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici (inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione). È prodotto da Alfasigma S.p.A. e autorizzato in Italia dall’AIFA. Questo articolo riporta in modo chiaro e completo le informazioni del foglietto illustrativo ufficiale, aggiornato al 16/07/2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Anafranil: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Anafranil e a cosa serve
- ▸ Formulazioni disponibili di Anafranil in Italia
- ▸ Controindicazioni di Anafranil
- ▸ Avvertenze e precauzioni d’uso di Anafranil
- ▸ Interazioni di Anafranil con altri medicinali
- ▸ Dosaggio e somministrazione di Anafranil
- ▸ Effetti indesiderati di Anafranil
- ▸ Come conservare Anafranil
- ▸ FAQ su Anafranil
Che cos’è Anafranil e a cosa serve
Anafranil contiene il principio attivo clomipramina cloridrato, un antidepressivo triciclico che agisce bloccando in modo non selettivo la ricaptazione neuronale di serotonina e noradrenalina. Questo meccanismo prolunga la permanenza dei neurotrasmettitori nelle sinapsi cerebrali, contribuendo a migliorare l’umore e a ridurre i sintomi di diverse condizioni psichiatriche e neurologiche.
Anafranil è indicato nel trattamento di:
- stati di depressione di varia natura: endogena, reattiva, nevrotica, organica, mascherata e forme involutive;
- depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalità;
- depressione in pazienti anziani;
- depressione associata a stati dolorosi e disturbi somatici persistenti;
- sindromi ossessivo-compulsive (DOC);
- fobie;
- attacchi di panico;
- stati dolorosi cronici, indipendentemente dalla presenza di ansia o depressione associata.
Anafranil è un medicinale soggetto a prescrizione medica obbligatoria (ricetta ripetibile) e non deve essere utilizzato in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Formulazioni disponibili di Anafranil in Italia
Anafranil è prodotto da Alfasigma S.p.A. ed è disponibile in Italia in quattro formulazioni distinte, adatte a diverse esigenze terapeutiche e modalità di somministrazione:
- Anafranil 10 mg compresse rivestite — confezione da 50 compresse. Principio attivo: clomipramina cloridrato 10 mg per compressa. Eccipienti principali: lattosio, saccarosio.
- Anafranil 25 mg compresse rivestite — confezione da 20 compresse. Principio attivo: clomipramina cloridrato 25 mg per compressa. Eccipienti principali: lattosio, saccarosio.
- Anafranil 75 mg compresse a rilascio prolungato — confezione da 20 compresse. Principio attivo: clomipramina cloridrato 75 mg per compressa. Eccipiente da segnalare: gliceril-polietilenglicole ossistearato (derivato dell’olio di ricino), che può causare disturbi gastrici e diarrea.
- Anafranil 25 mg/2 mL soluzione iniettabile — confezione da 5 fiale. Principio attivo: clomipramina cloridrato 25 mg per fiala da 2 mL. Eccipienti: glicerina, acqua per preparazioni iniettabili.
Le compresse rivestite da 10 mg e 25 mg contengono lattosio e saccarosio: i pazienti con intolleranza a questi zuccheri devono consultare il medico prima dell’assunzione. Le compresse a rilascio prolungato da 75 mg possono essere divise a metà ma non devono essere masticate; la soluzione iniettabile è riservata a contesti clinici specifici e può essere somministrata per via intramuscolare o endovenosa lenta.
Controindicazioni di Anafranil
Non deve essere assunto nelle seguenti condizioni:
- allergia alla clomipramina cloridrato, ad altri antidepressivi triciclici del gruppo delle dibenzazepine o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- pregresso infarto del miocardio;
- insufficienza cardiaca;
- aritmie cardiache o disturbi della conduzione elettrica del cuore, inclusa la sindrome congenita del QT lungo;
- assunzione contemporanea, o nelle ultime due settimane, di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), inclusa la moclobemide;
- gravi malattie epatiche (classe C secondo la classificazione di Child-Pugh);
- episodi maniacali in atto;
- glaucoma (aumento della pressione intraoculare);
- ipertrofia prostatica;
- stenosi del piloro o altre condizioni ostruttive del tratto gastrointestinale o genito-urinario;
- gravidanza accertata o sospetta;
- allattamento al seno (la clomipramina passa nel latte materno);
- età inferiore ai 18 anni.
Avvertenze e precauzioni d’uso di Anafranil
Prima di iniziare il trattamento è necessario effettuare controlli sui livelli di potassio nel sangue e sulla pressione arteriosa. L’eventuale ipokaliemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia, poiché rappresenta un fattore di rischio per il prolungamento dell’intervallo QTc e per l’insorgenza di aritmie gravi.
È indispensabile informare il medico in caso di:
- disturbo bipolare: Anafranil può scatenare episodi di mania o ipomania durante la fase depressiva;
- epilessia o predisposizione a crisi convulsive (danni cerebrali, uso di neurolettici, astinenza da alcol o benzodiazepine);
- ipertiroidismo o assunzione di preparati tiroidei;
- ipotensione arteriosa, poiché Anafranil può causare ulteriori abbassamenti della pressione, specialmente al cambiamento di postura;
- malattie epatiche o renali, che richiedono monitoraggio periodico degli enzimi del fegato e della funzionalità renale;
- tumori delle ghiandole surrenali (feocromocitoma, neuroblastoma);
- stitichezza cronica;
- uso di lenti a contatto, poiché Anafranil riduce la lacrimazione e può favorire accumulo di muco dannoso per la cornea;
- sottoposizione imminente ad anestesia locale o generale: l’anestesista deve essere informato dell’uso di Anafranil.
Nei primi mesi di terapia e durante trattamenti prolungati, il medico disporrà periodici esami del sangue per monitorare i leucociti: alcuni pazienti hanno riportato alterazioni del numero dei globuli bianchi, con comparsa di febbre e mal di gola come sintomi spia.
Anafranil può aumentare il rischio di pensieri e comportamenti suicidari, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e in occasione di modifiche della dose. È importante segnalare immediatamente al medico qualsiasi peggioramento dell’umore, cambiamenti comportamentali o ideazione suicidaria. Nei pazienti con attacchi di panico l’ansia può transitoriamente aumentare nelle prime due settimane di terapia.
L’uso prolungato di Anafranil aumenta il rischio di carie dentali: si raccomanda di sottoporsi a controlli odontoiatrici regolari durante i trattamenti a lungo termine.
Guida e uso di macchinari: Anafranil può causare sonnolenza, offuscamento della vista, confusione e disorientamento. Non guidare veicoli né utilizzare macchinari durante il trattamento, soprattutto nelle fasi iniziali o in concomitanza con l’assunzione di alcol.
Interazioni di Anafranil con altri medicinali
Informare sempre il medico o il farmacista di tutti i medicinali in uso, inclusi quelli senza ricetta e i prodotti erboristici. Alcune associazioni possono essere pericolose o richiedere aggiustamenti di dose.
Farmaci che rendono pericoloso l’uso di Anafranil
- inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), inclusa la moclobemide: uso concomitante controindicato, rischio di gravi reazioni (ipertermia, convulsioni, crisi ipertensive);
- inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI): fluoxetina, paroxetina, sertralina, fluvoxamina;
- altri antidepressivi triciclici;
- inibitori del reuptake della serotonina e della noradrenalina (SNRI);
- litio;
- buprenorfina e altri oppioidi;
- diuretici;
- antiaritmici di tipo chinidinico e propafenone.
Farmaci che aumentano l’effetto di Anafranil
- cimetidina (antistaminico);
- metilfenidato, usato nel trattamento dell’ADHD;
- fenotiazine e neurolettici (inclusa tioridazina) e aloperidolo;
- estrogeni;
- acido valproico;
- acido acetilsalicilico (aspirina) e fenilbutazone;
- scopolamina.
Farmaci che riducono l’effetto di Anafranil
- rifampicina (antibiotico);
- contraccettivi orali;
- antiepilettici: barbiturici, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina;
- nicotina e sostanze del fumo di sigaretta;
- colestipolo e colestiramina;
- erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).
Anafranil con cibi e bevande
Il pompelmo, il succo di pompelmo e il succo di mirtillo possono aumentare i livelli plasmatici di Anafranil e potenziarne gli effetti. L’alcol interagisce con Anafranil amplificando gli effetti sedativi: è consigliabile evitarne il consumo durante il trattamento. Le compresse rivestite e le compresse a rilascio prolungato possono essere assunte indipendentemente dai pasti.
Dosaggio e somministrazione di Anafranil
Il dosaggio deve essere sempre stabilito dal medico in base alla patologia trattata, all’età del paziente e alla risposta individuale alla terapia. Di seguito si riportano le indicazioni posologiche tratte dal foglietto illustrativo ufficiale.
Anafranil compresse rivestite (10 mg e 25 mg)
Depressione, sindromi ossessivo-compulsive, fobie: la dose iniziale raccomandata è 1 compressa da 25 mg 2-3 volte al giorno. Durante la prima settimana il medico aumenta gradualmente il dosaggio fino a 100-150 mg/die (4-6 compresse da 25 mg). Nei casi gravi la dose può raggiungere 250 mg al giorno. La dose di mantenimento è in genere di 2-4 compresse da 25 mg al giorno.
Attacchi di panico: si inizia con 1 compressa da 10 mg al giorno. Il dosaggio giornaliero varia tra 25 e 100 mg; se necessario può essere elevato fino a 150 mg. Il trattamento non deve essere interrotto prima di 6 mesi.
Stati dolorosi cronici: da 10 a 150 mg al giorno, secondo valutazione medica.
Pazienti anziani: si inizia con 1 compressa da 10 mg al giorno, con incremento graduale fino a 30-50 mg al giorno nell’arco di circa 10 giorni.
Anafranil 75 mg compresse a rilascio prolungato
Depressione, sindromi ossessivo-compulsive, fobie: la dose iniziale è 1 compressa da 75 mg una volta al giorno, preferibilmente la sera. Nei casi gravi può essere necessario aumentare fino a 250 mg al giorno (fino a 2 compresse a rilascio prolungato da 75 mg possono essere combinate con compresse rivestite). La compressa può essere divisa a metà per la somministrazione frazionata, ma non deve essere masticata.
Anafranil soluzione iniettabile (25 mg/2 mL)
Via intramuscolare: la dose iniziale è 1-2 fiale al giorno, aumentabile fino a 4-6 fiale al giorno. Non appena si osserva un miglioramento, il medico riduce progressivamente le iniezioni e introduce la terapia orale.
Via endovenosa lenta (infusione): 2-3 fiale al giorno in infusione lenta (1,5-3 ore), diluite in soluzione appropriata. La terapia endovenosa prosegue per ulteriori 3-5 giorni dopo il primo miglioramento, per poi essere sostituita dalla forma orale. Le fiale si aprono con un movimento secco tenendo il punto colorato rivolto verso l’alto.
Non interrompere mai Anafranil bruscamente senza consultare il medico: la sospensione improvvisa può causare sintomi da astinenza quali nausea, dolori addominali, insonnia, cefalea e nervosismo.
Effetti indesiderati di Anafranil
Come tutti i medicinali, Anafranil può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. In genere sono di entità lieve e tendono a ridursi proseguendo la terapia o diminuendo il dosaggio.
Effetti indesiderati molto comuni (più di 1 persona su 10)
- sonnolenza, stanchezza fisica, irrequietezza, aumento dell’appetito;
- vertigini e capogiri, tremori, mal di testa, contrazioni muscolari involontarie;
- bocca secca, sudorazione, stitichezza, disturbi visivi, difficoltà a urinare;
- nausea;
- aumento del peso corporeo, disturbi della libido e della potenza sessuale.
Effetti indesiderati comuni (fino a 1 persona su 10)
- alterazione del gusto, acufene (fischi o ronzii nelle orecchie);
- confusione mentale, disorientamento, allucinazioni, agitazione;
- insonnia, disturbi del sonno, incubi;
- episodi maniacali o ipomaniacali, aggressività, depersonalizzazione;
- peggioramento della depressione, deficit di memoria, difficoltà di concentrazione;
- disturbi della parola, formicolii, debolezza muscolare;
- vampate di calore, pupille dilatate;
- brusco calo della pressione alzandosi in piedi, tachicardia, palpitazioni, alterazioni dell’ECG in pazienti senza cardiopatie note;
- vomito, disturbi addominali, diarrea, diminuzione dell’appetito;
- aumento degli enzimi epatici (transaminasi);
- reazioni allergiche cutanee (rash, orticaria), prurito, fotosensibilità;
- galattorrea (anomala secrezione di latte nelle donne), ginecomastia (aumento del seno).
Effetti indesiderati non comuni (fino a 1 persona su 100)
- alterazioni del pensiero;
- convulsioni, disordini del movimento;
- alterazioni del ritmo cardiaco, ipertensione arteriosa.
Effetti indesiderati molto rari (fino a 1 persona su 10.000)
- febbre molto alta, glaucoma acuto ad angolo chiuso;
- ritenzione urinaria acuta, disturbi della conduzione cardiaca;
- epatite con o senza ittero;
- polmonite allergica (alveolite), gravi reazioni allergiche sistemiche;
- edema (gonfiore localizzato o generalizzato);
- perdita dei capelli;
- alterazioni ematologiche (riduzione di leucociti, granulociti, piastrine; eosinofilia);
- porpora (macchie rosso-brune sulla pelle);
- sindrome neurolettica maligna (febbre altissima, rigidità muscolare, alterazioni cardiache e dello stato di coscienza).
Effetti indesiderati a frequenza non nota
- sindrome serotoninergica (brividi, diarrea, rigidità muscolare grave, febbre, convulsioni);
- disturbi extrapiramidali (problemi nel controllo dei movimenti);
- rabdomiolisi (grave danno muscolare);
- ritardo o incapacità di eiaculazione;
- iperprolattinemia (aumento del livello di prolattina nel sangue).
Nei pazienti in terapia con antidepressivi triciclici è stato osservato un aumento del rischio di fratture ossee; in caso di uso prolungato il medico potrebbe valutare l’opportunità di monitorare la densità ossea (osteoporosi).
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Anafranil
Conservare Anafranil fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
- Compresse rivestite (10 mg e 25 mg): conservare a temperatura inferiore ai 25°C, nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.
- Compresse a rilascio prolungato (75 mg): non richiedono particolari condizioni di conservazione.
- Soluzione iniettabile (25 mg/2 mL): conservare a temperatura inferiore ai 25°C, nella confezione originale per proteggere dalla luce.
Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare in modo corretto i medicinali non utilizzati: questo aiuta a proteggere l’ambiente.
FAQ su Anafranil
A cosa serve Anafranil?
È un antidepressivo triciclico indicato nel trattamento della depressione di varia natura, delle sindromi ossessivo-compulsive (DOC), delle fobie, degli attacchi di panico e degli stati dolorosi cronici. Agisce inibendo la ricaptazione di serotonina e noradrenalina a livello delle sinapsi cerebrali.
Quali sono le formulazioni di Anafranil disponibili in Italia?
In Italia è disponibile in quattro formulazioni: compresse rivestite da 10 mg (50 cpr), compresse rivestite da 25 mg (20 cpr), compresse a rilascio prolungato da 75 mg (20 cpr) e soluzione iniettabile da 25 mg/2 mL (5 fiale). Non esistono generici: l’unico produttore autorizzato in Italia è Alfasigma S.p.A.
Quanto tempo ci vuole per fare effetto Anafranil?
L’effetto antidepressivo si manifesta generalmente dopo 2-4 settimane di trattamento continuativo. Un miglioramento significativo dei sintomi depressivi può richiedere fino a 6 settimane. Per le sindromi ossessivo-compulsive i tempi possono essere più lunghi. Non interrompere mai il trattamento senza indicazione medica.
Anafranil può essere assunto durante la gravidanza o l’allattamento?
No, è controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. La clomipramina passa nel latte materno e il suo utilizzo in gravidanza è sconsigliato. In caso di gravidanza accertata, sospetta o pianificata, è indispensabile consultare immediatamente il medico prima di assumere o continuare il trattamento.
Quali sono i principali effetti collaterali di Anafranil?
Gli effetti indesiderati più comuni includono sonnolenza, bocca secca, stitichezza, nausea, vertigini, tremori, aumento di peso e disturbi della sfera sessuale. Meno frequentemente possono comparire palpitazioni, confusione mentale, insonnia e reazioni cutanee. In rari casi sono stati segnalati epatite, alterazioni ematologiche e sindrome neurolettica maligna. In caso di effetti gravi è necessario contattare immediatamente il medico.
