Benvenuto nella guida completa ad Avastin (bevacizumab), un medicinale antitumorale appartenente alla classe degli anticorpi monoclonali umanizzati. In questa pagina trovi la rielaborazione del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 14 gennaio 2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Avastin: Indice dell’articolo
Che cos’è Avastin e a cosa serve
Avastin è un medicinale antitumorale il cui principio attivo è il bevacizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato prodotto in laboratorio. Appartiene alla categoria dei farmaci biologici e agisce legandosi in modo selettivo al fattore di crescita per l’endotelio vascolare umano (VEGF), una proteina presente sul rivestimento dei vasi sanguigni e linfatici.
Bloccando il VEGF, Avastin impedisce la formazione di nuovi vasi sanguigni all’interno del tumore — un processo noto come angiogenesi — privando così la massa tumorale di ossigeno e sostanze nutritive. Questo meccanismo d’azione rallenta o arresta la crescita dei tumori.
È somministrato esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura assimilabile, sempre in associazione con altri farmaci chemioterapici, su prescrizione medica specialistica. Il medicinale è prodotto da Roche Pharma AG e commercializzato da Roche Registration GmbH.
Formulazione disponibile di Avastin
Avastin è disponibile in Italia in un’unica forma farmaceutica:
- Avastin 25 mg/mL concentrato per soluzione per infusione, disponibile in due formati di flaconcino:
- flaconcino da 4 mL, contenente 100 mg di bevacizumab;
- flaconcino da 16 mL, contenente 400 mg di bevacizumab.
Il concentrato si presenta come un liquido limpido, da incolore a marrone chiaro, in un flaconcino di vetro chiuso con tappo di gomma. Ogni confezione contiene un singolo flaconcino. Prima della somministrazione, il concentrato viene diluito in soluzione di sodio cloruro dal personale sanitario.
Indicazioni terapeutiche di Avastin
Avastin è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti dai seguenti tumori in stadio avanzato o metastatico, sempre in combinazione con specifici regimi chemioterapici:
Carcinoma del colon-retto
Avastin è utilizzato nel trattamento del carcinoma avanzato dell’intestino crasso (colon o retto). Viene somministrato in associazione con una chemioterapia a base di fluoropirimidine.
Carcinoma mammario metastatico
Nel tumore al seno metastatico, Avastin è somministrato in prima linea in associazione con paclitaxel o capecitabina.
Carcinoma polmonare non a piccole cellule
Avastin è utilizzato nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, in associazione con una chemioterapia a base di platino. È indicato anche nei pazienti con mutazioni del recettore EGFR, in combinazione con erlotinib.
Carcinoma renale avanzato
Nel carcinoma renale avanzato, Avastin è somministrato in combinazione con interferone.
Carcinoma ovarico, delle tube di Falloppio e peritoneale primario
Avastin è indicato in diverse situazioni cliniche legate a questi tumori:
- in prima linea in stadio avanzato, in associazione con carboplatino e paclitaxel;
- nelle recidive platino-sensibili (oltre 6 mesi dall’ultimo trattamento), in associazione con carboplatino e gemcitabina, oppure con carboplatino e paclitaxel;
- nelle recidive platino-resistenti (entro 6 mesi dall’ultimo trattamento), in associazione con paclitaxel, topotecan o doxorubicina liposomiale pegilata.
Carcinoma della cervice persistente, ricorrente o metastatico
Avastin è somministrato in associazione con paclitaxel e cisplatino, oppure con paclitaxel e topotecan nelle pazienti non sottoponibili a terapia a base di platino.
Controindicazioni e precauzioni d’uso di Avastin
Quando non usare Avastin
Avastin non deve essere utilizzato nei seguenti casi:
- Allergia (ipersensibilità) a bevacizumab o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- allergia a prodotti derivati da cellule ovariche di criceto cinese (CHO) o ad altri anticorpi ricombinanti umani o umanizzati;
- gravidanza in corso;
- bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni (sicurezza ed efficacia non stabilite).
Precauzioni e avvertenze importanti
Prima di iniziare il trattamento con Avastin, è fondamentale informare il medico della propria situazione clinica, in particolare in presenza di:
- infiammazioni addominali (diverticolite, ulcere gastriche, colite associata a chemioterapia), per il rischio aumentato di perforazione intestinale;
- pressione sanguigna elevata non ben controllata dai farmaci antipertensivi;
- aneurismi o lacerazioni di un vaso sanguigno;
- interventi chirurgici recenti o ferite non ancora cicatrizzate (non assumere Avastin nei 28 giorni successivi a un’operazione maggiore);
- precedenti episodi di coaguli di sangue nelle arterie o nelle vene; il rischio aumenta nei pazienti con più di 65 anni e nei pazienti con diabete;
- tumori metastatici che interessano il cervello (per rischio di sanguinamento intracranico);
- precedente terapia con antracicline o radioterapia toracica (per rischio di insufficienza cardiaca);
- proteine nelle urine, soprattutto in presenza di pressione sanguigna elevata;
- sanguinamenti polmonari o emoftoe (sangue nella tosse);
- problemi dentali o alla mascella: informare il dentista del trattamento in corso prima di qualsiasi intervento invasivo.
Avastin, gravidanza, allattamento e fertilità
Avastin è controindicato in gravidanza: il bevacizumab può attraversare la placenta e causare gravi danni al feto, in quanto inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni. Le donne in età fertile devono adottare un metodo contraccettivo adeguato durante l’intero trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima dose.
L’allattamento al seno è controindicato durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima somministrazione, poiché Avastin può interferire con la crescita e lo sviluppo del bambino. Avastin può inoltre ridurre la fertilità femminile: le donne in età riproduttiva devono discutere questo aspetto con il medico prima di iniziare la terapia. Le donne in premenopausa potrebbero riscontrare irregolarità mestruali o amenorrea.
Interazioni con altri medicinali
Informare sempre il medico di tutti i medicinali in uso. Le principali interazioni da segnalare sono:
- Sunitinib maleato: la combinazione con Avastin può causare gravi effetti indesiderati e deve essere evitata;
- Farmaci a base di platino o taxani: in associazione con Avastin per tumore polmonare o mammario metastatico, aumenta il rischio di effetti indesiderati gravi;
- Radioterapia recente: informare il medico se è stato effettuato di recente un ciclo di radioterapia.
Avastin non influisce sulla capacità di guidare, tuttavia sonnolenza e svenimento sono stati segnalati: in presenza di questi sintomi evitare la guida e l’uso di macchinari.
Come si usa Avastin: dosaggio e somministrazione
Avastin è somministrato esclusivamente per infusione endovenosa (flebo), dal medico o dall’infermiere in ambiente ospedaliero. Non è mai destinato all’auto-somministrazione.
Dosaggio
La dose dipende dal peso corporeo del paziente e dal tipo di tumore da trattare. Le dosi raccomandate sono:
- 5 mg/kg, 7,5 mg/kg, 10 mg/kg o 15 mg/kg di peso corporeo, a seconda dell’indicazione terapeutica.
Il trattamento viene ripetuto una volta ogni 2 o 3 settimane. Il numero totale di infusioni dipende dalla risposta al trattamento e viene deciso dal medico.
Modalità di somministrazione
Il concentrato viene diluito in soluzione di sodio cloruro prima dell’uso. La durata delle infusioni è la seguente:
- Prima infusione: somministrata in 90 minuti;
- Seconda infusione (se la prima è stata ben tollerata): somministrata in 60 minuti;
- Infusioni successive: possono essere somministrate in 30 minuti.
Il flaconcino non deve essere agitato prima dell’uso.
Quando sospendere temporaneamente o definitivamente Avastin
Il medico può decidere di sospendere temporaneamente il trattamento in caso di:
- pressione sanguigna gravemente elevata che richiede trattamento farmacologico;
- problemi di cicatrizzazione delle ferite post-operatorie;
- necessità di un intervento chirurgico.
La sospensione definitiva è invece necessaria in presenza di:
- ipertensione grave non controllabile con farmaci, o crisi ipertensive;
- proteine nelle urine associate a edema;
- perforazione intestinale;
- fistole gravi (connessioni anomale tra organi);
- gravi infezioni cutanee o sottocutanee;
- coaguli di sangue nelle arterie o nei vasi polmonari;
- sanguinamento grave di qualunque tipo.
Non interrompere mai il trattamento autonomamente senza averne discusso con il medico: l’interruzione potrebbe permettere la ripresa della crescita tumorale.
Effetti indesiderati di Avastin
Come tutti i medicinali può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti riportati di seguito sono stati osservati in pazienti trattati con Avastin in associazione con chemioterapia.
Effetti indesiderati gravi molto comuni (più di 1 persona su 10)
- pressione sanguigna elevata;
- sensazione di intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi;
- riduzione dei globuli bianchi (con possibile febbre) e delle piastrine;
- debolezza e mancanza di energia;
- diarrea, nausea, vomito e dolore addominale.
Effetti indesiderati gravi comuni (fino a 1 persona su 10)
- perforazione intestinale;
- sanguinamento, incluso sanguinamento polmonare;
- coaguli di sangue nelle arterie, nelle vene o nei vasi polmonari;
- trombosi venosa profonda (coaguli nelle vene delle gambe);
- insufficienza cardiaca;
- problemi di cicatrizzazione delle ferite post-chirurgiche;
- arrossamento, desquamazione e vesciche sulle dita (sindrome mano-piede);
- riduzione dei globuli rossi (anemia);
- ulcere nella bocca e nell’esofago;
- riduzione dell’afflusso di sangue al cervello o ictus;
- epistassi (sangue dal naso);
- battito cardiaco accelerato (aritmie cardiache);
- blocco intestinale;
- infezioni gravi della cute o degli strati sottocutanei;
- fistole (connessioni anomale tra organi o tessuti);
- reazioni allergiche durante l’infusione (difficoltà respiratorie, arrossamento, eruzione cutanea, nausea).
Effetti indesiderati di frequenza non nota
- sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES), con sintomi quali convulsioni, emicrania, confusione e disturbi visivi; contattare subito il medico;
- aneurismi e dissezioni arteriose (dilatazione o lacerazione della parete dei vasi);
- ostruzione dei piccoli vasi renali;
- ipertensione polmonare;
- perforazione dello stomaco o dell’intestino (segnali: dolore addominale, feci nere, sangue nel vomito);
- osteonecrosi della mascella (lesioni alle gengive con esposizione ossea non guarente);
- riduzione della fertilità femminile.
Effetti indesiderati non gravi molto comuni
- stitichezza e perdita di appetito;
- lacrimazione aumentata e altri disturbi agli occhi;
- alterazioni del gusto e del linguaggio;
- naso che cola;
- pelle secca, desquamante o con cambiamento di colore;
- calo ponderale.
I pazienti con più di 65 anni presentano un rischio aumentato di coaguli nelle arterie, riduzione delle cellule del sangue, diarrea, mal di testa, affaticamento e pressione elevata.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Avastin
Avastin deve essere conservato seguendo le indicazioni riportate sull’imballaggio:
- tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini;
- conservare in frigorifero, a temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C;
- non congelare;
- tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce;
- non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sull’imballaggio (Scad./EXP);
- non utilizzare se si notano materiale particellare o variazioni di colore nella soluzione.
Una volta diluita, la soluzione per infusione va utilizzata preferibilmente subito. Se non è possibile, può essere conservata fino a 24 ore a 2–8 °C (l’utilizzatore è responsabile dei tempi di conservazione). Se la diluizione è avvenuta in ambiente sterile, Avastin è stabile per 30 giorni a 2–8 °C e per ulteriori 48 ore fino a 30 °C.
Non smaltire i medicinali nell’acqua di scarico o tra i rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non più utilizzati.
FAQ su Avastin
A cosa serve Avastin?
Avastin (bevacizumab) è un anticorpo monoclonale antitumorale che blocca il fattore di crescita vascolare VEGF, impedendo la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. È indicato in diversi tumori in stadio avanzato o metastatico: carcinoma del colon-retto, carcinoma mammario metastatico, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma renale, carcinoma ovarico, carcinoma delle tube di Falloppio, carcinoma peritoneale primario e carcinoma della cervice.
Come viene somministrato Avastin?
Viene somministrato esclusivamente per infusione endovenosa lenta (flebo) in ambiente ospedaliero. Non è destinato all’uso domiciliare. La prima infusione dura 90 minuti; se ben tollerata, la seconda può essere ridotta a 60 minuti e le successive a 30 minuti. La frequenza è di una volta ogni 2 o 3 settimane, in base al piano terapeutico.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Avastin?
Gli effetti indesiderati più frequenti includono: pressione sanguigna elevata, formicolio alle mani o ai piedi, riduzione delle cellule del sangue (con possibile febbre), diarrea, nausea, vomito, stanchezza e mancanza di energia. Effetti più gravi ma meno frequenti comprendono: sanguinamento, coaguli di sangue, perforazione intestinale e problemi di cicatrizzazione. In caso di sintomi preoccupanti, è fondamentale contattare subito il medico.
Avastin può essere usato durante la gravidanza?
No, è controindicato in gravidanza. Il bevacizumab può causare gravi danni al feto interferendo con la formazione dei vasi sanguigni. Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima dose. Anche l’allattamento al seno è controindicato durante la terapia e per almeno 6 mesi dopo l’ultima somministrazione.
Come si conserva Avastin?
Deve essere conservato in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, al riparo dalla luce, nell’imballaggio originale. Non deve essere congelato. La soluzione diluita per infusione va usata preferibilmente subito dopo la preparazione, oppure entro 24 ore se conservata a 2–8 °C in condizioni normali, o entro 30 giorni se preparata in ambiente sterile.
Qual è il principio attivo di Avastin?
Il principio attivo è il bevacizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato prodotto tramite tecnologia del DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese (CHO). Ogni mL di concentrato contiene 25 mg di bevacizumab. Il medicinale è disponibile in flaconcini da 100 mg/4 mL e da 400 mg/16 mL.
