Il foglietto illustrativo di Cardirene raccoglie tutte le informazioni ufficiali su questo medicinale antiaggregante piastrinico a base di acetilsalicilato di D,L-lisina. L’articolo è una rielaborazione del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 31/03/2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Cardirene: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Cardirene e a cosa serve
- ▸ Formulazioni disponibili di Cardirene
- ▸ Controindicazioni di Cardirene
- ▸ Avvertenze e precauzioni d’uso di Cardirene
- ▸ Interazioni di Cardirene con altri medicinali
- ▸ Come prendere Cardirene: dosaggio e istruzioni
- ▸ Possibili effetti indesiderati di Cardirene
- ▸ Come conservare Cardirene
- ▸ Composizione e confezionamento di Cardirene
- ▸ FAQ su Cardirene
Che cos’è Cardirene e a cosa serve
Cardirene è un medicinale che contiene come principio attivo l’acetilsalicilato di D,L-lisina, analogo all’acido acetilsalicilico (ASA). Appartiene alla categoria degli antitrombotici e antiaggreganti piastrinici e agisce impedendo la formazione di coaguli di sangue (trombi) bloccando l’aggregazione delle piastrine.
È indicato per le seguenti condizioni:
1. Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori (tutti i dosaggi)
- dopo infarto del miocardio;
- dopo lesioni ai vasi cerebrali (ictus cerebrale) o disturbi transitori della circolazione (attacchi ischemici transitori – TIA);
- nelle persone con dolore al petto a riposo (angina pectoris instabile);
- nelle persone con angina pectoris stabile cronica.
2. Prevenzione della richiusura dei by-pass e nelle PTCA (tutti i dosaggi)
È indicato nella prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA).
3. Prevenzione cardiovascolare in condizioni specifiche (tutti i dosaggi)
È indicato nella prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti con malattia ateromasica conclamata, nella sindrome di Kawasaki, nei pazienti in emodialisi e nella prevenzione della trombosi durante la circolazione extracorporea.
4. Prevenzione cardiovascolare in pazienti ad alto rischio (solo 100 mg)
Il dosaggio da 100 mg è indicato esclusivamente per la prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio (rischio a 10 anni superiore al 20% secondo le carte del Progetto Cuore dell’ISS).
Formulazioni disponibili di Cardirene
È disponibile in Italia in quattro formulazioni, tutte sotto forma di polvere per soluzione orale in bustine (confezione da 30 bustine). Di seguito i dosaggi disponibili con le rispettive quantità di principio attivo.
- Cardirene 75 mg polvere per soluzione orale: ogni bustina contiene 135 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 75 mg di acido acetilsalicilico) — AIC 028717041.
- Cardirene 100 mg polvere per soluzione orale: ogni bustina contiene 180 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 100 mg di acido acetilsalicilico) — AIC 028717039.
- Cardirene 160 mg polvere per soluzione orale: ogni bustina contiene 288 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 160 mg di acido acetilsalicilico) — AIC 028717015.
- Cardirene 300 mg polvere per soluzione orale: ogni bustina contiene 540 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina (corrispondenti a 300 mg di acido acetilsalicilico) — AIC 028717027.
Tutti i dosaggi sono prodotti da Sanofi Winthrop Industrie (Francia) e commercializzati in Italia da Sanofi S.r.l. (Milano). Sono classificati in Classe A (rimborsabili SSN) e soggetti a ricetta medica ripetibile (RR).
Controindicazioni di Cardirene
Non assumere questo farmaco se ricorre una delle seguenti condizioni:
- allergia all’acetilsalicilato di D,L-lisina o ad altri componenti del medicinale;
- allergia ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
- anamnesi di asma o polipi nasali associati ad asma indotti da acetilsalicilati o FANS, oppure reazioni allergiche (broncospasmo, anafilassi) a salicilici;
- terzo trimestre di gravidanza (oltre le 24 settimane di gestazione);
- ulcera peptica attiva, cronica o ricorrente, oppure emorragia gastrica o perforazione in anamnesi dopo trattamento con ASA o FANS;
- qualsiasi malattia emorragica (costituzionale o acquisita) o rischio emorragico;
- insufficienza epatica grave;
- insufficienza renale grave;
- insufficienza cardiaca grave non controllata;
- trattamento concomitante con metotrexato a dosi superiori a 15 mg/settimana;
- trattamento concomitante con anticoagulanti orali;
- mastocitosi (l’acido acetilsalicilico può scatenare gravi reazioni allergiche);
- età inferiore a 16 anni.
Avvertenze e precauzioni d’uso di Cardirene
Prima di assumere questo medicinale, informare il medico o il farmacista in presenza delle seguenti condizioni:
Rischio di sanguinamento gastrointestinale
Il rischio di sanguinamento e ulcerazioni gastrointestinali aumenta con la dose e può verificarsi in qualsiasi momento del trattamento, anche senza sintomi pregressi. Il rischio è maggiore negli anziani, nei soggetti sottopeso e in chi assume anticoagulanti o antiaggreganti. In caso di sanguinamento gastrointestinale, sospendere immediatamente il trattamento.
Condizioni che richiedono cautela
- presenza di altri medicinali contenenti acido acetilsalicilico (rischio sovradosaggio);
- uso regolare e prolungato di analgesici, anche in combinazione (rischio di lesioni renali);
- deficit di G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi): rischio di anemia emolitica;
- anamnesi di ulcera gastrica o duodenale, o gastrite;
- insufficienza renale o epatica lieve-moderata;
- mestruazioni abbondanti o metrorragia (possibile aumento del volume e della durata dei cicli);
- interventi chirurgici programmati, anche di carattere minore (es. estrazione dentaria): aumentato rischio di sanguinamento;
- età superiore a 70 anni;
- gotta: Cardirene è sconsigliato (interferenza con l’escrezione di acido urico);
- uso di dispositivi intrauterini (IUD/spirale);
- vaccinazione recente contro la varicella: evitare acido acetilsalicilico nelle 6 settimane successive alla somministrazione del vaccino anti-varicella.
Gravidanza, allattamento e fertilità
Gravidanza: la somministrazione nel terzo trimestre (dopo le 24 settimane) è controindicata. Nelle prime 24 settimane, il medico potrà autorizzarne l’uso solo se strettamente necessario, mantenendo la dose più bassa per il minor tempo possibile. Cardirene può aumentare il rischio di aborto e malformazioni cardiache fetali.
Allattamento: non usare Cardirene durante l’allattamento. L’acido acetilsalicilico passa nel latte materno con rischio di acidosi e sindrome emorragica nel lattante.
Fertilità: a dosi uguali o superiori a 500 mg/giorno, Cardirene può ridurre la fertilità femminile interferendo con l’ovulazione. L’effetto è reversibile alla sospensione del farmaco.
Bambini e adolescenti
L’uso di questo farmaco è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni. Nei soggetti giovani affetti da malattie virali (in particolare varicella e influenza), l’assunzione di acido acetilsalicilico è associata al rischio di sindrome di Reye, una malattia rara ma potenzialmente letale a carico del sistema nervoso e del fegato.
Interazioni di Cardirene con altri medicinali
Informare sempre il medico o il farmacista di tutti i medicinali assunti. Le principali interazioni di questo farmaco sono riportate di seguito.
Associazioni controindicate
- Metotrexato a dosi superiori a 15 mg/settimana: aumenta la tossicità ematologica del metotrexato.
- Anticoagulanti orali con Cardirene a dosi antinfiammatorie in pazienti con ulcera gastroduodenale: grave rischio di emorragia.
Associazioni non raccomandate
- Anticoagulanti orali con Cardirene a dosi analgesiche o antipiretiche: aumentato rischio emorragico.
- Altri FANS con Cardirene a dosi antinfiammatorie: aumentato rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali.
- Eparine con Cardirene a dosi antinfiammatorie o nel paziente anziano (≥ 65 anni): aumentato rischio di sanguinamento.
- Clopidogrel: aumentato rischio di sanguinamento.
- Ticlopidina: aumentato rischio di sanguinamento.
- Uricosurici (benzbromarone, probenecid): riduzione della loro efficacia e aumento dei livelli plasmatici di ASA.
- Pemetrexed: aumentato rischio di tossicità del pemetrexed.
- Levotiroxina: Cardirene può modificare i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue.
- Pentossifillina: aumentato rischio di sanguinamento.
- Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (citalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina, ecc.) usati nel trattamento della depressione: aumentato rischio di sanguinamento del tratto digestivo superiore.
Associazioni che richiedono precauzioni
- Diuretici, ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II con Cardirene a dosi antinfiammatorie: rischio di insufficienza renale acuta e riduzione dell’effetto antipertensivo, specialmente in caso di disidratazione;
- Metotrexato a dosi ≤ 15 mg/settimana: aumenta la tossicità per le cellule del sangue; monitorare nelle prime settimane;
- Antiacidi e topici gastrointestinali: riducono l’assorbimento di Cardirene (assumere a distanza di almeno 2 ore);
- Glucocorticoidi (escluso idrocortisone): aumentato rischio di sanguinamento;
- Acetazolamide: rischio di acidosi metabolica, vomito e confusione mentale;
- Ibuprofene: possibile interferenza con l’effetto antipiastrinico di Cardirene a basse dosi;
- Metamizolo: può ridurre l’effetto antipiastrinico di Cardirene;
- Insulina e sulfoniluree: aumento del rischio di ipoglicemia nel paziente diabete;
- Nicorandil: aumentato rischio di ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinale;
- Acido valproico (usato nell’epilessia): Cardirene può aumentare i livelli plasmatici di valproato;
- Tenofovir: aumentato rischio di insufficienza renale.
Cardirene e alcol
L’alcol assunto insieme all’acido acetilsalicilico aumenta il rischio di lesioni gastrointestinali e altera gli esami della coagulazione. Le bevande alcoliche devono essere assunte con cautela durante e nelle 36 ore successive all’assunzione di questo farmaco.
Come prendere Cardirene: dosaggio e istruzioni
Prendere il farmaco sempre seguendo le istruzioni del medico o del farmacista. La dose raccomandata per gli adulti è 1 bustina al giorno, da sciogliere completamente in un bicchiere d’acqua prima di bere.
Dosaggi di avvio e mantenimento
- Fase iniziale (eventi acuti — infarto, angina instabile): iniziare con Cardirene 160 mg o 300 mg subito dopo la comparsa dei primi sintomi, per almeno 5 settimane.
- Fase di mantenimento: proseguire con Cardirene 75 mg o 100 mg secondo prescrizione medica.
- Prevenzione primaria ad alto rischio cardiovascolare: il medico prescriverà esclusivamente il dosaggio da 100 mg.
Sovradosaggio
In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva, contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso. Le dosi tossiche per via orale sono comprese tra 200 mg/kg e 300 mg/kg nell’adulto; nei bambini il sovradosaggio può essere mortale già da 100 mg/kg in singola somministrazione.
I sintomi da intossicazione moderata includono mal di testa, ronzii alle orecchie, riduzione dell’udito, capogiri e nausea. L’intossicazione grave può provocare febbre, iperventilazione, variazioni del pH ematico, coma e collasso cardiovascolare.
In caso di dose dimenticata: non raddoppiare la dose successiva. Proseguire normalmente con la dose prevista.
Possibili effetti indesiderati di Cardirene
Come tutti i medicinali può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La frequenza degli effetti avversi è classificata come “non nota” in quanto non determinabile dai dati disponibili.
Effetti a carico del sangue e della coagulazione
- Epistassi (sanguinamento dal naso), sanguinamento delle gengive, porpora, lividi, prolungamento del tempo di sanguinamento;
- emorragia intracranica (più frequente negli anziani), emorragia gastrointestinale (ematemesi, melena) con conseguente carenza di ferro;
- trombocitopenia (riduzione delle piastrine);
- anemia emolitica in soggetti con deficit di G6PD;
- pancitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi, neutropenia, leucopenia.
Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo la sospensione di Cardirene.
Effetti gastrointestinali
- Dolore addominale, dispepsia, nausea;
- gastrite, duodenite erosiva, esofagite, ulcere esofagee;
- colite e perforazione del tratto gastrointestinale;
- stenosi intestinale diaframma-simile (gonfiore, fastidio addominale, sangue nelle feci);
- pancreatite acuta come reazione allergica all’acido acetilsalicilico.
Effetti a carico del sistema nervoso e dell’udito
- mal di testa, vertigini e capogiri (indicativi di sovradosaggio ad alte dosi);
- tinnito (acufene) e sordità (soprattutto con trattamenti prolungati ad alte dosi).
Effetti a carico del fegato, reni e altri organi
- Epatite cronica con aumento degli enzimi epatici;
- insufficienza renale;
- orticaria, eruzioni cutanee fisse;
- reazioni allergiche (ipersensibilità, shock anafilattico, angioedema, broncospasmo);
- edema polmonare non cardiogeno (uso prolungato o reazione allergica);
- vasculite, compresa la Porpora di Schönlein-Henoch;
- sindrome di Kounis (disturbi coronarici di natura allergica);
- sindrome di Reye nei bambini (v. Avvertenze);
- ematospermia (presenza di sangue nello sperma);
- ritardo del parto e prolungamento del travaglio.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Cardirene
- Conservare fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
- Conservare a temperatura inferiore ai 25°C.
- Conservare nel contenitore originale.
- Non usare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
- Non gettare i medicinali nei rifiuti domestici o nell’acqua di scarico: chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non più utilizzati.
Composizione e confezionamento di Cardirene
È disponibile in scatole da 30 bustine di polvere per soluzione orale. La composizione per ciascun dosaggio è la seguente:
- Principio attivo Cardirene 75 mg: acetilsalicilato di D,L-lisina 135 mg (= 75 mg di acido acetilsalicilico).
- Principio attivo Cardirene 100 mg: acetilsalicilato di D,L-lisina 180 mg (= 100 mg di acido acetilsalicilico).
- Principio attivo Cardirene 160 mg: acetilsalicilato di D,L-lisina 288 mg (= 160 mg di acido acetilsalicilico).
- Principio attivo Cardirene 300 mg: acetilsalicilato di D,L-lisina 540 mg (= 300 mg di acido acetilsalicilico).
Eccipienti comuni a tutte le formulazioni: glicina, aroma di mandarino (olio essenziale di mandarino, succo di agrumi e lattosio), ammonio glicirrizato.
Avvertenza per gli intolleranti al lattosio: Cardirene contiene lattosio. I pazienti con intolleranza al lattosio o malassorbimento di glucosio-galattosio devono consultare il medico prima dell’assunzione.
Sodio: ogni bustina contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio, pertanto è considerata essenzialmente “senza sodio”.
Titolare AIC: Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B – Milano. Produttore: Sanofi Winthrop Industrie – 196, rue du Maréchal Juin – Amilly (Francia).
FAQ su Cardirene
A cosa serve Cardirene?
È un antiaggregante piastrinico a base di acetilsalicilato di D,L-lisina indicato per la prevenzione di eventi cardiovascolari maggiori come infarto del miocardio, ictus cerebrale e angina pectoris, per la prevenzione della riocclusione dei by-pass coronarici e per la prevenzione cardiovascolare in pazienti ad elevato rischio.
Qual è la differenza tra Cardirene e Aspirina?
Entrambi contengono come principio attivo l’acido acetilsalicilico (ASA), ma in forme chimiche diverse. Cardirene utilizza il sale acetilsalicilato di D,L-lisina, una formulazione idrosolubile in bustina che si scioglie in acqua. Questa forma garantisce una dissoluzione rapida e una buona tollerabilità gastrica. La scelta tra i due prodotti dipende dalla prescrizione medica e dall’indicazione clinica specifica.
Cardirene 75 mg o 100 mg: quale scegliere?
La scelta del dosaggio spetta esclusivamente al medico. Il dosaggio da 75 mg è generalmente usato come terapia di mantenimento per la prevenzione degli eventi cardiovascolari in soggetti già trattati. Il dosaggio da 100 mg è l’unico indicato per la prevenzione primaria in pazienti ad elevato rischio cardiovascolare. Non modificare mai autonomamente il dosaggio.
Cardirene può essere usato in gravidanza?
No, è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza (dopo le 24 settimane). Nelle prime 24 settimane può essere usato solo su stretta indicazione medica, con la dose più bassa per il minor tempo possibile. Prima di assumere qualsiasi medicinale in gravidanza, consultare sempre il proprio medico.
Quali sono i principali effetti collaterali di Cardirene?
I principali effetti indesiderati riguardano il rischio di sanguinamento (gastrointestinale, intracranico, gengivale), disturbi gastrointestinali (dolore addominale, nausea, gastrite, ulcere), reazioni allergiche (asma, angioedema) e, ad alte dosi, sintomi neurológici come mal di testa, vertigini e tinnito. La frequenza non è determinabile dai dati disponibili.
Per quanto tempo rimane il rischio di sanguinamento dopo aver smesso Cardirene?
Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo la sua sospensione, poiché l’acido acetilsalicilico inibisce in modo irreversibile la funzione piastrinica. È particolarmente importante comunicarlo al chirurgo o all’anestesista prima di qualsiasi intervento chirurgico, anche di carattere minore come un’estrazione dentaria.
