MabThera è un medicinale biotecnologico a base del principio attivo rituximab, un anticorpo monoclonale chimerico murino/umano che si lega alla proteina CD20 presente sulla superficie dei linfociti B, causandone la distruzione. Prodotto da Roche e autorizzato in Italia con monitoraggio dell’AIFA, viene utilizzato nel trattamento di diverse patologie oncoematologiche e autoimmuni, tra cui linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, artrite reumatoide, granulomatosi con poliangite, poliangite microscopica e pemfigo volgare. MabThera è disponibile in quattro formulazioni ospedaliere: due concentrati per infusione endovenosa (100 mg e 500 mg) e due soluzioni per iniezione sottocutanea a dose fissa (1400 mg e 1600 mg). In questo articolo trovi tutte le informazioni essenziali del foglietto illustrativo: indicazioni terapeutiche, posologia, controindicazioni, avvertenze, interazioni ed effetti collaterali.
📑 MabThera: Indice dell’articolo
- ▸ Cos’è MabThera e a cosa serve
- ▸ Formulazioni disponibili di MabThera
- ▸ Indicazioni terapeutiche di MabThera
- ▸ Controindicazioni di MabThera
- ▸ Avvertenze e precauzioni nell’uso di MabThera
- ▸ Uso di MabThera in gravidanza e allattamento
- ▸ Interazioni di MabThera con altri farmaci
- ▸ Come viene somministrato MabThera
- ▸ Effetti collaterali di MabThera
- ▸ Come conservare MabThera
- ▸ FAQ su MabThera
Cos’è MabThera e a cosa serve
MabThera è un farmaco biologico il cui principio attivo, il rituximab, appartiene alla classe degli anticorpi monoclonali. Si tratta di una proteina ingegnerizzata in laboratorio che riconosce in modo selettivo un recettore chiamato CD20, espresso sulla superficie di un particolare tipo di globuli bianchi: i linfociti B. Una volta legato al CD20, rituximab innesca meccanismi immunitari che portano alla morte cellulare dei linfociti B bersaglio, sia normali sia alterati.
Poiché i linfociti B sono coinvolti nella patogenesi di diversi tumori ematologici e malattie autoimmuni, MabThera trova indicazione in un ampio ventaglio di patologie. Viene impiegato sia in oncoematologia, per il trattamento del linfoma non-Hodgkin e della leucemia linfatica cronica, sia in reumatologia e dermatologia per patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, la granulomatosi con poliangite, la poliangite microscopica e il pemfigo volgare.
La somministrazione avviene sempre in ambiente ospedaliero o assimilabile, sotto la supervisione di personale medico esperto, data la classificazione come medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa di Classe H.
Formulazioni disponibili di MabThera
MabThera è disponibile in Italia in quattro diverse formulazioni ospedaliere, distinte per dosaggio e via di somministrazione. Le due formulazioni endovenose coprono tutte le indicazioni autorizzate, mentre le due formulazioni sottocutanee sono riservate rispettivamente al linfoma non-Hodgkin e alla leucemia linfatica cronica negli adulti.
Le formulazioni autorizzate di MabThera sono:
- MabThera 100 mg concentrato per soluzione per infusione — flaconcino da 10 mL contenente 100 mg di rituximab (10 mg/mL), in confezione da 2 flaconcini, per somministrazione endovenosa;
- MabThera 500 mg concentrato per soluzione per infusione — flaconcino da 50 mL contenente 500 mg di rituximab (10 mg/mL), in confezione da 1 flaconcino, per somministrazione endovenosa;
- MabThera 1400 mg soluzione per iniezione sottocutanea — flaconcino da 11,7 mL con 120 mg/mL di rituximab, identificato dal disco flip-off di colore rosa, dedicato al trattamento del linfoma non-Hodgkin negli adulti;
- MabThera 1600 mg soluzione per iniezione sottocutanea — flaconcino da 13,4 mL con 120 mg/mL di rituximab, identificato dal disco flip-off di colore blu, dedicato al trattamento della leucemia linfatica cronica negli adulti.
Per entrambe le formulazioni sottocutanee, la prima dose di ogni ciclo terapeutico viene sempre somministrata per via endovenosa utilizzando MabThera concentrato; il passaggio alla formulazione sottocutanea avviene solo dal secondo ciclo in poi.
Gli eccipienti variano in base alla formulazione. I concentrati endovenosi contengono sodio citrato, polisorbato 80, sodio cloruro, sodio idrossido, acido cloridrico e acqua per preparazioni iniettabili; le formulazioni sottocutanee contengono invece ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20), L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, α,α-trealosio diidrato, L-metionina, polisorbato 80 e acqua per preparazioni iniettabili.
Indicazioni terapeutiche di MabThera
MabThera è autorizzato per cinque differenti condizioni cliniche, sia in età adulta sia, per alcune indicazioni specifiche, in ambito pediatrico. Di seguito le indicazioni terapeutiche in dettaglio.
MabThera nel linfoma non-Hodgkin
Il linfoma non-Hodgkin è una malattia del tessuto linfatico che coinvolge i linfociti B. Negli adulti MabThera può essere somministrato in monoterapia o in associazione a chemioterapia; nei pazienti che rispondono al trattamento iniziale, può essere utilizzato come terapia di mantenimento per 2 anni. Nei bambini e negli adolescenti di età pari o superiore a 6 mesi, MabThera è indicato in associazione alla chemioterapia per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) CD20 positivo, del linfoma di Burkitt (BL)/leucemia di Burkitt (BAL) o del linfoma simil-Burkitt (BLL).
MabThera nella leucemia linfatica cronica
La leucemia linfatica cronica (LLC) è la forma più comune di leucemia dell’adulto e coinvolge i linfociti B, che si accumulano in modo abnorme nel midollo osseo e nel sangue. MabThera, somministrato in associazione a chemioterapia, distrugge queste cellule che vengono gradualmente rimosse dall’organismo attraverso processi biologici. È indicato sia nei pazienti precedentemente non trattati sia in quelli con malattia recidiva o refrattaria.
MabThera nell’artrite reumatoide
MabThera è indicato, in associazione a metotrexato, per il trattamento dell’artrite reumatoide attiva di grado severo in pazienti adulti che non hanno risposto in modo adeguato o non hanno tollerato altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), compresi uno o più inibitori del TNF. Rallenta il danno articolare evidenziabile con raggi X e migliora la capacità funzionale del paziente. La miglior risposta si osserva nei pazienti positivi al fattore reumatoide (RF) e/o agli anticorpi anti-peptidi ciclici citrullinati (anti-CCP).
MabThera nella granulomatosi con poliangite e poliangite microscopica
La granulomatosi con poliangite (in precedenza malattia di Wegener) e la poliangite microscopica sono due forme di infiammazione dei vasi sanguigni che colpiscono principalmente polmone e reni, ma possono interessare anche altri organi. MabThera, in associazione a glucocorticoidi, è autorizzato per il trattamento di adulti e bambini di età pari o superiore a 2 anni affetti da queste patologie vasculitiche.
MabThera nel pemfigo volgare
Il pemfigo volgare è una malattia autoimmune che provoca la formazione di vesciche dolorose sulla pelle e sulle mucose di bocca, naso, gola e area genitale. MabThera è indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da pemfigo volgare da moderato a grave.
Controindicazioni di MabThera
MabThera non deve essere somministrato nei seguenti casi:
- ipersensibilità nota al rituximab, ad altre proteine simili al rituximab o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- ipersensibilità alla ialuronidasi, limitatamente alle formulazioni sottocutanee da 1400 mg e 1600 mg;
- presenza di un’infezione attiva grave in corso;
- condizione di immunodeficienza severa o sistema immunitario gravemente compromesso;
- insufficienza cardiaca grave o malattia cardiaca grave non controllata nei pazienti con artrite reumatoide, granulomatosi con poliangite, poliangite microscopica o pemfigo volgare.
Se una qualsiasi di queste condizioni risulta applicabile, è fondamentale informare il medico, il farmacista o l’infermiere prima dell’inizio del trattamento con MabThera.
Avvertenze e precauzioni nell’uso di MabThera
Prima della somministrazione di MabThera è essenziale informare il personale sanitario di qualsiasi condizione medica rilevante, con particolare attenzione ad alcuni aspetti chiave.
MabThera e infezione da virus dell’epatite B
MabThera può causare, in un numero ridotto di casi, la riattivazione del virus dell’epatite B, evento che in rarissime situazioni può essere fatale. Per questo motivo è raccomandato lo screening per il virus HBV prima dell’avvio della terapia in tutti i pazienti. Chi presenta sierologia positiva per epatite B, anche senza malattia attiva, sarà indirizzato a un epatologo e monitorato attentamente durante e dopo il trattamento.
MabThera in presenza di problemi cardiaci o respiratori
I pazienti con anamnesi di patologie cardiache (come angina pectoris, palpitazioni o insufficienza cardiaca) o respiratorie devono segnalare la propria condizione al medico. Durante l’infusione si possono verificare reazioni che peggiorano tali quadri clinici, rendendo necessaria una sorveglianza più stretta.
Vaccinazioni durante la terapia con MabThera
Il medico valuta se sia possibile effettuare vaccinazioni prima o durante il trattamento con MabThera. Alcuni vaccini, in particolare quelli vivi attenuati, non devono essere somministrati in concomitanza con il farmaco né nei mesi immediatamente successivi. Anche le vaccinazioni raccomandate per viaggi internazionali devono essere discusse anticipatamente con il medico.
MabThera nelle patologie autoimmuni
Nei pazienti in trattamento per artrite reumatoide, granulomatosi con poliangite, poliangite microscopica o pemfigo volgare, è necessario informare il medico di ogni sospetta infezione, anche lieve come un semplice raffreddore. Poiché MabThera riduce temporaneamente le difese immunitarie, è consigliato attendere la risoluzione dell’infezione prima di iniziare il ciclo. Va inoltre segnalata qualsiasi storia di infezioni gravi o ricorrenti in passato.
Bambini e adolescenti e MabThera
L’uso di MabThera nei pazienti di età inferiore a 18 anni è limitato al linfoma non-Hodgkin (da 6 mesi di età) e alla granulomatosi con poliangite/poliangite microscopica (da 2 anni di età). Per le altre indicazioni i dati pediatrici sono scarsi o assenti e l’uso non è raccomandato.
Uso di MabThera in gravidanza e allattamento
MabThera può attraversare la placenta e avere effetti sul bambino in via di sviluppo. In caso di gravidanza in corso, sospetta o pianificata, è indispensabile informare tempestivamente il medico o l’infermiere. Durante la terapia con MabThera e per i 12 mesi successivi all’ultima somministrazione, le donne in età fertile e i loro partner devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace.
Il rituximab passa nel latte materno in quantità molto ridotte, ma poiché gli effetti a lungo termine sul lattante non sono noti, l’allattamento al seno non è consigliato durante il trattamento e nei 6 mesi successivi. Non è noto, invece, se MabThera influenzi la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari.
Interazioni di MabThera con altri farmaci
È importante informare il medico di tutti i farmaci assunti recentemente o che si intendono assumere, compresi i medicinali senza obbligo di prescrizione e i prodotti a base di erbe. Le interazioni farmacologiche più rilevanti riguardano:
- medicinali antipertensivi: durante la somministrazione di MabThera può verificarsi un calo della pressione arteriosa. Il medico può richiedere la sospensione degli antipertensivi nelle 12 ore precedenti l’infusione;
- farmaci immunosoppressori e chemioterapici: l’assunzione pregressa o concomitante di medicinali che agiscono sul sistema immunitario può influenzare risposta ed eventi avversi del trattamento con MabThera;
- vaccini vivi attenuati: sono sconsigliati durante e nei mesi successivi al trattamento.
Nei pazienti con leucemia linfatica cronica, la co-somministrazione con fludarabina o ciclofosfamide non modifica in modo significativo la farmacocinetica di MabThera. Analogamente, nei pazienti con artrite reumatoide non si osservano interazioni clinicamente rilevanti tra MabThera e metotrexato.
Come viene somministrato MabThera
MabThera viene sempre somministrato da un medico o da un infermiere esperto, in ambiente ospedaliero o assimilabile, con monitoraggio continuo del paziente. Prima di ogni infusione viene effettuata una premedicazione (tipicamente con antistaminico, paracetamolo e, in alcuni casi, corticosteroidi) per prevenire o ridurre le reazioni correlate all’infusione. All’inizio del trattamento MabThera è somministrato sempre per via endovenosa; solo dal secondo ciclo, e solo per linfoma non-Hodgkin e leucemia linfatica cronica, è possibile passare alla formulazione sottocutanea.
MabThera nel linfoma non-Hodgkin: posologia
Negli adulti MabThera in monoterapia viene somministrato una volta alla settimana per 4 settimane, con possibilità di cicli ripetuti. In associazione a chemioterapia, l’infusione avviene lo stesso giorno del ciclo chemioterapico, generalmente ogni 3 settimane fino a un massimo di 8 somministrazioni. La terapia di mantenimento, se indicata, prevede un’infusione ogni 2 o 3 mesi per due anni. Nei pazienti pediatrici MabThera è somministrato in associazione alla chemioterapia, fino a 6 volte in un periodo di 3,5-5,5 mesi.
MabThera nella leucemia linfatica cronica: posologia
Il trattamento prevede un’infusione di MabThera al Giorno 0 del primo ciclo, seguita da infusioni al Giorno 1 di ciascuno dei successivi cicli, per un totale di 6 cicli, ognuno della durata di 28 giorni. La chemioterapia viene somministrata dopo l’infusione di MabThera. Il medico può decidere di associare una terapia di supporto, in particolare profilassi con idratazione e uricostatici nei pazienti a rischio di sindrome da lisi tumorale.
MabThera nell’artrite reumatoide: posologia
Ciascun ciclo di trattamento con MabThera prevede due infusioni distinte, somministrate a distanza di 2 settimane l’una dall’altra. Il medico, sulla base della risposta clinica e dei segni di malattia, stabilisce se e quando ripetere il ciclo; la ripetizione può avvenire anche dopo diversi mesi.
MabThera nella granulomatosi con poliangite e poliangite microscopica: posologia
Il trattamento iniziale prevede quattro infusioni distinte a distanza settimanale, con corticosteroidi somministrati per via iniettiva prima dell’avvio della terapia e, se necessario, per via orale durante il trattamento. Nei pazienti adulti con buona risposta, la terapia di mantenimento consiste in due infusioni iniziali a distanza di 2 settimane, seguite da un’infusione ogni 6 mesi per almeno 2 anni; il medico può prolungare la terapia fino a una durata massima di 5 anni.
MabThera nel pemfigo volgare: posologia
Ogni ciclo iniziale di MabThera prevede due infusioni distinte a distanza di 2 settimane. Nei pazienti che rispondono al trattamento, MabThera può essere somministrato come terapia di mantenimento a 1 anno e a 18 mesi dall’inizio del trattamento e, successivamente, ogni 6 mesi se necessario, sulla base della risposta clinica.
Effetti collaterali di MabThera
Come tutti i medicinali, MabThera può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li sviluppino. La maggior parte è di entità lieve o moderata, ma in alcuni casi può trattarsi di reazioni gravi che richiedono intervento medico tempestivo; raramente alcune di queste reazioni sono state fatali.
Reazioni infusionali correlate a MabThera
Durante l’infusione o entro le prime 24 ore si possono manifestare febbre, brividi e tremore. Meno frequentemente sono stati segnalati dolore nella sede di infusione, formazione di vescicole, prurito, nausea, stanchezza, mal di testa, difficoltà respiratoria, aumento della pressione arteriosa, respiro sibilante, fastidio alla gola, gonfiore della lingua o della gola, naso pruriginoso o che cola, vomito, arrossamento del volto, palpitazioni, attacco cardiaco o riduzione delle piastrine. In caso di comparsa di questi sintomi è essenziale avvisare immediatamente il personale sanitario, che può rallentare o sospendere l’infusione e somministrare trattamenti aggiuntivi.
Reazioni locali nella sede di iniezione sottocutanea
Con le formulazioni sottocutanee MabThera 1400 mg e 1600 mg molti pazienti manifestano reazioni locali: dolore, gonfiore, formazione di lividi, sanguinamento, arrossamento, prurito ed eruzione cutanea nel sito di iniezione. Nei casi più gravi il medico può decidere di interrompere il trattamento.
Infezioni durante il trattamento con MabThera
MabThera riduce temporaneamente la capacità del sistema immunitario di contrastare le infezioni. Oltre ai comuni raffreddori, sono stati osservati casi di infezione polmonare (polmonite), infezioni delle vie urinarie e infezioni virali gravi. Sono inoltre segnalati, seppur molto raramente, casi fatali di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), che può manifestarsi con perdita di memoria, disturbi del pensiero, difficoltà a camminare o perdita della vista, e di meningoencefalite enterovirale, che può causare febbre, rigidità del collo, convulsioni, allucinazioni o coma. Qualsiasi sintomo di infezione deve essere comunicato immediatamente al medico.
Reazioni cutanee gravi associate a MabThera
Molto raramente possono manifestarsi gravi reazioni cutanee con formazione di vescicole potenzialmente fatali, caratterizzate da arrossamento della pelle o delle mucose (bocca, genitali, palpebre) e febbre. L’insorgenza di questi sintomi richiede la comunicazione immediata al medico.
Altri effetti collaterali di MabThera
Gli effetti indesiderati variano in frequenza e tipologia in base all’indicazione terapeutica. Nei pazienti oncoematologici sono molto comuni: infezioni batteriche o virali, bronchite, riduzione dei globuli bianchi o delle piastrine, nausea, aree di calvizie sul cuoio capelluto, brividi e riduzione delle difese immunitarie per calo delle immunoglobuline.
Tra gli effetti comuni figurano sepsi, polmonite, herpes zoster, sinusite, epatite B, anemia, reazioni allergiche (ipersensibilità), iperglicemia, perdita di peso, formicolii e ansia, congiuntivite, ronzio alle orecchie, aritmie o tachicardia, broncospasmo, diarrea, dolore addominale, stipsi, indigestione, orticaria, sudorazione, dolori muscolari o articolari e insufficienza multiorgano.
Tra gli effetti non comuni si annoverano asma, umore depresso, alterazioni del gusto, bradicardia e angina pectoris. Tra gli effetti molto rari: paralisi facciale, insufficienza cardiaca, vasculiti, insufficienza respiratoria, perforazione intestinale, insufficienza renale, perdita della vista e i già citati tumori-correlati eventi di lisi cellulare.
Nei pazienti in trattamento per artrite reumatoide gli eventi molto comuni includono infezioni polmonari, infezioni delle vie urinarie, reazioni allergiche, variazioni pressorie, eruzioni cutanee, mal di testa, mal di gola e alterazione delle immunoglobuline. Tra quelli comuni compaiono bronchite, sinusite, infezione fungina ai piedi, ipercolesterolemia, emicrania, capogiro, perdita dei capelli, depressione e allergia alimentare o da contatto.
Nei pazienti con granulomatosi con poliangite o poliangite microscopica sono molto comuni infezioni del torace e delle vie urinarie, infezioni da herpes, reazioni allergiche, diarrea, tosse, epistassi, aumento della pressione sanguigna, dolori articolari, tensione muscolare, capogiri, tremori, insonnia e gonfiore a mani e caviglie. Nei pazienti con pemfigo volgare sono molto comuni reazioni allergiche, mal di testa, infezioni del torace, depressione persistente e perdita di capelli.
Per qualsiasi effetto indesiderato, anche non elencato, è importante rivolgersi al medico, al farmacista o all’infermiere. Le segnalazioni possono essere effettuate anche direttamente tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza AIFA, contribuendo a fornire informazioni utili sulla sicurezza del medicinale.
Come conservare MabThera
Tutte le formulazioni di MabThera devono essere conservate in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, senza essere congelate. I flaconcini vanno mantenuti nell’imballaggio esterno originale per proteggerli dalla luce. Il medicinale non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, intesa come ultimo giorno del mese indicato.
MabThera deve essere tenuto fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Qualsiasi medicinale non utilizzato o scaduto non va gettato nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici, ma deve essere smaltito secondo le istruzioni del farmacista, nel rispetto dell’ambiente.
FAQ su MabThera
MabThera si compra in farmacia con la ricetta?
No. MabThera è un medicinale di Classe H soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura assimilabile. La vendita al pubblico in farmacia è vietata; la somministrazione avviene sempre sotto il controllo di personale sanitario esperto nella gestione del farmaco.
Qual è la differenza tra MabThera endovenoso e MabThera sottocutaneo?
Le formulazioni endovenose (100 mg e 500 mg) vengono somministrate tramite infusione goccia a goccia in vena e coprono tutte le indicazioni terapeutiche di MabThera. Le formulazioni sottocutanee (1400 mg per linfoma non-Hodgkin e 1600 mg per leucemia linfatica cronica) prevedono invece un’iniezione sotto la pelle nella regione dell’addome, con durata di pochi minuti, e sono disponibili solo dopo la prima somministrazione endovenosa di ogni ciclo.
Quanto dura una seduta di infusione con MabThera?
La durata della prima infusione endovenosa di MabThera è generalmente superiore alle 4 ore, per consentire una progressione lenta della velocità di somministrazione e ridurre il rischio di reazioni infusionali. Le infusioni successive, nei pazienti che tollerano bene la prima, possono essere effettuate in tempi più brevi. L’iniezione sottocutanea dura invece circa 5 minuti (1400 mg) o 7 minuti (1600 mg).
MabThera provoca la caduta dei capelli?
Nei pazienti trattati per linfoma non-Hodgkin o leucemia linfatica cronica la comparsa di aree di calvizie sul cuoio capelluto è un effetto indesiderato molto comune. Nei pazienti con pemfigo volgare la perdita di capelli è anch’essa molto frequente, mentre nell’artrite reumatoide è di frequenza comune. Generalmente si tratta di un fenomeno reversibile al termine della terapia.
Si può assumere MabThera in gravidanza?
No. MabThera può attraversare la placenta e avere effetti sul bambino. L’uso in gravidanza è sconsigliato e deve essere riservato a situazioni in cui i benefici attesi superano chiaramente i rischi. Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e nei 12 mesi successivi all’ultima dose; l’allattamento al seno non è consigliato durante e nei 6 mesi successivi alla terapia.
Cosa fare se compaiono sintomi di infezione durante la terapia con MabThera?
È necessario contattare immediatamente il medico in presenza di febbre, tosse, mal di gola, bruciore alla minzione, debolezza o malessere generale. Vanno segnalati con urgenza anche sintomi neurologici come perdita di memoria, difficoltà a camminare, alterazione della vista, rigidità del collo, convulsioni o alterazione della coscienza, perché potrebbero indicare rare ma gravi infezioni cerebrali.
Cosa succede se ho avuto l’epatite B e devo iniziare MabThera?
Prima di iniziare MabThera viene eseguito lo screening per il virus dell’epatite B in tutti i pazienti. Chi presenta sierologia positiva, anche senza malattia attiva, deve essere valutato da un epatologo e sottoposto a monitoraggio ravvicinato durante e dopo il trattamento, per prevenire o intercettare tempestivamente un’eventuale riattivazione virale.
