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Matrifen: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Matrifen è un medicinale antidolorifico appartenente alla classe degli analgesici oppioidi, formulato come cerotto transdermico a base di fentanil. Viene utilizzato per il trattamento del dolore cronico severo e di lunga durata in pazienti adulti che necessitano di una terapia analgesica continuativa e, in ambito pediatrico, nei bambini a partire dai 2 anni di età che sono già in trattamento con altri oppioidi. In questo articolo trovi una guida chiara e approfondita del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 22 settembre 2024, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Matrifen e a cosa serve

Matrifen è un medicinale a base di fentanil, un potente analgesico oppioide. Il farmaco è formulato come cerotto transdermico, un sistema che rilascia gradualmente il principio attivo attraverso la pelle nel corso di 72 ore (3 giorni), garantendo un controllo del dolore continuo e prolungato. I cerotti sono trasparenti e rettangolari, con stampa a colori differenti per ciascun dosaggio.

Matrifen è indicato per il trattamento del dolore intenso e di lunga durata:

  • negli adulti che necessitano di una terapia continua contro il dolore cronico severo;
  • nei bambini di età superiore ai 2 anni che stanno già assumendo medicinali oppioidi e che necessitano di un trattamento continuo.

Il fentanil appartiene al gruppo degli analgesici oppioidi forti ed è utilizzato soprattutto nella gestione del dolore oncologico e di altre forme di dolore cronico non controllabili con farmaci meno potenti. Matrifen non deve mai essere utilizzato per dolori acuti di breve durata o per il controllo del dolore postoperatorio.

Formulazioni disponibili di Matrifen

Matrifen è commercializzato in Italia da Istituto Gentili S.r.l. in cinque diversi dosaggi, ciascuno identificabile dal colore della stampa sul cerotto. La dose è espressa in microgrammi di fentanil rilasciati per ora.

Dosaggi disponibili

  • Matrifen 12 microgrammi/ora cerotto transdermico (stampa marrone, superficie 4,2 cm², contenuto 1,38 mg di fentanil);
  • Matrifen 25 microgrammi/ora cerotto transdermico (stampa rossa, superficie 8,4 cm², contenuto 2,75 mg di fentanil);
  • Matrifen 50 microgrammi/ora cerotto transdermico (stampa verde, superficie 16,8 cm², contenuto 5,5 mg di fentanil);
  • Matrifen 75 microgrammi/ora cerotto transdermico (stampa azzurra, superficie 25,2 cm², contenuto 8,25 mg di fentanil);
  • Matrifen 100 microgrammi/ora cerotto transdermico (stampa grigia, superficie 33,6 cm², contenuto 11 mg di fentanil).

Le confezioni disponibili possono contenere 1, 2, 3, 4, 5, 8, 10, 16 o 20 cerotti, anche se non tutte sono effettivamente commercializzate. Matrifen è classificato come medicinale equivalente solo per i dosaggi da 25 a 100 microgrammi/ora.

Eccipienti di Matrifen

Oltre al principio attivo fentanil, Matrifen contiene: glicole dipropilenico, idrossipropilcellulosa, dimeticone, silicone adesivo (amino-resistente), etilenvinilacetato (EVA, membrana di rilascio), polietilene tereftalato (PET, pellicola di copertura), poliestere rivestito con fluoropolimero (pellicola protettiva) e inchiostro per stampa.

Quando non usare Matrifen: controindicazioni

Matrifen non deve essere utilizzato nelle seguenti situazioni:

  • in caso di ipersensibilità (allergia) al fentanil o a uno qualsiasi degli altri componenti del cerotto;
  • in caso di dolore di breve durata, come dolori improvvisi o dolore postoperatorio;
  • in presenza di difficoltà respiratorie gravi, con respiro lento o corto (depressione respiratoria severa).

Se uno qualsiasi di questi punti riguarda il paziente o un bambino a cui il medicinale viene somministrato, occorre rivolgersi al medico prima dell’applicazione.

Avvertenze e precauzioni d’uso di Matrifen

Matrifen può causare effetti indesiderati pericolosi per la vita nelle persone che non stanno già usando regolarmente oppioidi prescritti. Per i bambini, anche un cerotto già usato può essere fatale se viene attaccato accidentalmente alla pelle o messo in bocca, perché contiene ancora quantità significative di fentanil.

Trasferimento accidentale del cerotto

Il cerotto deve essere utilizzato esclusivamente sulla cute della persona a cui è stato prescritto. Sono stati segnalati casi di aderenza accidentale del cerotto a familiari (soprattutto bambini) durante il contatto fisico o la condivisione del letto. In questi casi il fentanil può passare attraverso la pelle dell’altra persona e provocare gravi effetti collaterali, come una depressione respiratoria potenzialmente fatale. Se il cerotto si attacca accidentalmente a un’altra persona, va rimosso immediatamente e bisogna contattare il medico.

Condizioni che richiedono cautela

Prima di iniziare il trattamento con Matrifen è importante informare il medico se ci si trova in una delle seguenti condizioni:

  • problemi polmonari o respiratori pregressi;
  • patologie cardiache, epatiche o renali, oppure ipertensione arteriosa o pressione bassa;
  • tumori cerebrali o lesioni alla testa;
  • cefalee persistenti o episodi frequenti di emicrania;
  • età avanzata (maggiore sensibilità al farmaco);
  • miastenia grave, patologia caratterizzata da debolezza muscolare.

Disturbi del sonno e depressione respiratoria

Gli oppioidi come Matrifen possono causare apnea notturna (pause respiratorie durante il sonno) e ipossiemia correlata al sonno (bassi livelli di ossigeno nel sangue). È fondamentale segnalare al medico:

  • pause respiratorie durante il sonno;
  • risvegli notturni dovuti a mancanza di respiro;
  • difficoltà a mantenere il sonno e insonnia;
  • sonnolenza eccessiva durante il giorno.

In questi casi il medico potrebbe decidere di modificare la dose prescritta.

Febbre ed esposizione al calore

In caso di febbre è necessario avvertire il medico, perché l’aumento della temperatura corporea può incrementare l’assorbimento del fentanil attraverso la pelle. Per lo stesso motivo, quando si indossa il cerotto bisogna evitare fonti dirette di calore come termofori, coperte elettriche, borse di acqua calda, letti ad acqua riscaldati, lampade termiche o abbronzanti, bagni caldi prolungati, saune e idromassaggi termali caldi.

Tolleranza, dipendenza e uso prolungato

L’uso ripetuto di Matrifen può portare a tolleranza (riduzione dell’efficacia con il tempo), iperalgesia (aumentata sensibilità al dolore) e dipendenza fisica e psicologica. Il rischio di dipendenza è maggiore in caso di:

  • storia personale o familiare di abuso di alcol, medicinali o sostanze illegali;
  • tabagismo;
  • precedenti problemi dell’umore come depressione, ansia o disturbi della personalità.

Non bisogna mai interrompere bruscamente Matrifen: una sospensione improvvisa può provocare sintomi di astinenza come irrequietezza, difficoltà a dormire, irritabilità, palpitazioni, aumento della pressione sanguigna, diarrea, tremori, brividi o sudorazione. L’interruzione va sempre concordata con il medico, riducendo gradualmente la dose.

L’uso di Matrifen senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare positività ai test antidoping.

Interazioni di Matrifen con altri medicinali

Matrifen può interagire con numerosi farmaci e sostanze. È indispensabile informare il medico di ogni medicinale assunto, anche senza prescrizione o a base di piante medicinali.

Farmaci che interagiscono con Matrifen

  • altri antidolorifici oppioidi (buprenorfina, nalbufina, pentazocina) e antidolorifici per il dolore neuropatico (gabapentin, pregabalin);
  • farmaci ipnotici (temazepam, zaleplon, zolpidem) e ansiolitici/tranquillanti (alprazolam, clonazepam, diazepam, idrossizina, lorazepam);
  • antipsicotici (aripiprazolo, aloperidolo, olanzapina, risperidone, fenotiazine) e miorilassanti (ciclobenzaprina, diazepam);
  • antidepressivi SSRI e SNRI (citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, venlafaxina);
  • antidepressivi IMAO (isocarbossazide, fenelzina, selegilina, tranilcipromina): da non associare nei 14 giorni successivi all’interruzione;
  • antistaminici sedativi (clorfeniramina, clemastina, ciproeptadina, difenidramina);
  • antibiotici macrolidi (eritromicina, claritromicina);
  • antifungini azolici (itraconazolo, ketoconazolo, fluconazolo, voriconazolo);
  • antiretrovirali per HIV (ritonavir);
  • farmaci per le aritmie cardiache (amiodarone, diltiazem, verapamil);
  • antitubercolari (rifampicina);
  • antiepilettici per il trattamento dell’epilessia (carbamazepina, fenobarbital, fenitoina);
  • antiemetici fenotiazinici;
  • antiacidi e antiulcera (cimetidina);
  • antianginosi e antipertensivi (nicardipina) per il dolore al petto;
  • antitumorali per il cancro del sangue (idelalisib).

Matrifen e antidepressivi: sindrome serotoninergica

L’associazione con alcuni antidepressivi aumenta il rischio di sindrome serotoninergica, caratterizzata da agitazione, allucinazioni, variazioni della pressione sanguigna, battiti cardiaci accelerati, ipertermia, iperreflessia, mancanza di coordinazione, rigidità muscolare, nausea, vomito.

Matrifen, alcol e depressori del sistema nervoso centrale

L’assunzione concomitante di Matrifen con benzodiazepine, alcolici o altri farmaci sedativi aumenta il rischio di sonnolenza, depressione respiratoria, coma e morte. Questa associazione va evitata se possibile e, quando necessaria, richiede uno stretto controllo medico con limitazione della dose e della durata della terapia.

Prima di un’anestesia (per operazioni chirurgiche o interventi odontoiatrici) è fondamentale informare il medico o il dentista dell’uso di Matrifen.

Matrifen in gravidanza e allattamento

Matrifen non deve essere utilizzato in gravidanza se non dopo esplicita valutazione medica. L’uso prolungato durante la gestazione può provocare nel neonato una sindrome da astinenza con pianto acuto, agitazione, convulsioni, difficoltà ad alimentarsi e diarrea, condizioni potenzialmente fatali se non riconosciute e trattate tempestivamente.

Matrifen non deve essere usato durante il parto, perché può influenzare la respirazione del neonato.

Durante l’allattamento Matrifen è controindicato: il fentanil passa nel latte materno e può causare effetti gravi al bambino. Non bisogna allattare nei 3 giorni successivi alla rimozione dell’ultimo cerotto.

Matrifen, guida e uso di macchinari

Matrifen può provocare sonnolenza, stordimento, vertigini e ridotta concentrazione, compromettendo la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari. Nella fase iniziale della terapia e in caso di variazioni di dose è opportuno astenersi dalla guida fino a quando non si conoscono con certezza gli effetti del farmaco sul proprio organismo. La valutazione dell’idoneità alla guida rimane responsabilità del paziente, che deve confrontarsi con il proprio medico in caso di dubbi.

Come si usa Matrifen: dosaggio e applicazione

Il dosaggio di Matrifen viene stabilito dal medico sulla base dell’intensità del dolore, delle condizioni generali del paziente e della precedente terapia antidolorifica. Ogni cerotto rilascia il principio attivo per 72 ore (3 giorni) e va sostituito sempre alla stessa ora del giorno, ogni terzo giorno.

Dove applicare il cerotto di Matrifen

  • Adulti: il cerotto va applicato su una parte piatta del tronco o del braccio, evitando le articolazioni.
  • Bambini: il cerotto deve essere sempre applicato sulla parte alta della schiena, in modo che il bambino non possa rimuoverlo o portarlo alla bocca. È necessario un monitoraggio costante, soprattutto nelle prime 48 ore dopo la prima applicazione o dopo un aumento di dose.

Non applicare Matrifen sulla stessa zona di pelle due volte di seguito, su aree con peli abbondanti (tagliarli con le forbici, mai con il rasoio), su articolazioni o su pelle irritata o lesa.

Istruzioni per l’applicazione del cerotto

  1. Preparazione della pelle: la zona deve essere asciutta, pulita e fresca. Lavare solo con acqua fredda, senza sapone, creme, lozioni, oli o talco. Non applicare subito dopo bagni o docce calde.
  2. Apertura della bustina: tagliare con le forbici lungo la linea tratteggiata facendo attenzione a non danneggiare il cerotto. Il cerotto va usato immediatamente dopo l’apertura. Non dividere, tagliare o utilizzare cerotti danneggiati.
  3. Applicazione: rimuovere metà del rivestimento di plastica e premere il cerotto sulla pelle, quindi rimuovere la seconda metà e premere con il palmo della mano per almeno 30 secondi, assicurandosi che i bordi aderiscano.
  4. Smaltimento: una volta rimosso, piegare il cerotto a metà con la parte adesiva verso l’interno, riporlo nella bustina originale e smaltirlo secondo le indicazioni del farmacista.
  5. Lavaggio mani: dopo ogni manipolazione, lavare sempre le mani con sola acqua corrente.

Attività quotidiane con il cerotto

Il cerotto è impermeabile: è possibile fare la doccia, il bagno e nuotare, purché non venga strofinato. Non vanno usati idromassaggi termali caldi né bendaggi stretti o elasticizzati. Su indicazione del medico è possibile svolgere attività fisica o sportiva indossando il cerotto.

Tempo di azione ed eventuali integrazioni

Il primo cerotto può impiegare diverse ore prima di raggiungere il pieno effetto analgesico. Per questo motivo il medico può prescrivere antidolorifici supplementari nelle prime ore di trattamento. Una volta raggiunto il regime terapeutico, il cerotto garantisce un controllo continuo del dolore.

Cerotto dimenticato o staccato

Se si dimentica di cambiare Matrifen, bisogna farlo appena possibile e annotare l’orario per il cambio successivo. In caso di ritardo significativo, contattare il medico senza applicare un cerotto aggiuntivo. Se il cerotto si stacca prima delle 72 ore, applicarne subito uno nuovo su un’area di pelle differente e avvertire il medico.

Sovradosaggio di Matrifen

In caso di sovradosaggio, rimuovere immediatamente il cerotto e contattare il medico o il pronto soccorso. I segni includono: difficoltà a respirare, respiro superficiale, estrema sonnolenza, incapacità di pensare lucidamente, di camminare o parlare normalmente, svenimento, capogiri, confusione. Un grave sovradosaggio può provocare convulsioni e leucoencefalopatia tossica.

Possibili effetti indesiderati di Matrifen

Come tutti i medicinali, Matrifen può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Alcuni richiedono attenzione immediata.

Effetti gravi: rimuovere il cerotto e contattare urgentemente il medico

  • sonnolenza insolita con respiro lento o superficiale (non comune, possibile depressione respiratoria potenzialmente fatale);
  • arrossamento improvviso del volto o della gola, formazione di vesciche sulla pelle (possibile reazione allergica grave);
  • crisi convulsive (non comuni);
  • riduzione del livello di coscienza o perdita di coscienza (non comuni).

Effetti molto comuni (più di 1 persona su 10)

Effetti comuni (fino a 1 persona su 10)

  • reazione allergica, perdita di appetito;
  • difficoltà a dormire, ansia, confusione;
  • allucinazioni visive, uditive o olfattive;
  • tremori, spasmi muscolari, parestesie (formicolii);
  • sensazione di rotazione (vertigine);
  • palpitazioni, tachicardia, pressione alta;
  • dispnea (fiato corto);
  • diarrea, bocca secca, dolore addominale o indigestione;
  • sudorazione eccessiva, prurito, rash o arrossamento della pelle;
  • difficoltà a urinare o a svuotare completamente la vescica;
  • stanchezza, debolezza, sensazione di freddo;
  • edema periferico (gonfiore a mani, caviglie o piedi).

Effetti non comuni (fino a 1 persona su 100)

  • agitazione, disorientamento, euforia;
  • diminuzione della sensibilità cutanea (ipoestesia), perdita di memoria;
  • visione offuscata;
  • bradicardia o pressione bassa;
  • cianosi (colorazione bluastra della pelle);
  • ileo (perdita delle contrazioni intestinali);
  • eczema, reazione allergica o dermatite nella zona del cerotto;
  • sindrome simil-influenzale, febbre, spasmo muscolare;
  • impotenza o difficoltà durante i rapporti sessuali;
  • difficoltà a deglutire (disfagia).

Effetti rari e molto rari

  • miosi (restringimento delle pupille) e apnea (rari, fino a 1 persona su 1.000);
  • carenza di androgeni, delirium, sviluppo di dipendenza (frequenza non nota).

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Come conservare Matrifen

Matrifen deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, sia i cerotti nuovi sia quelli già utilizzati, perché anche i cerotti usati contengono quantità significative di fentanil potenzialmente letali. Il medicinale va tenuto nell’astuccio originale per proteggerlo dalla luce e non richiede particolari condizioni di temperatura.

Matrifen va conservato in un luogo sicuro e protetto, inaccessibile ad altre persone: l’assunzione accidentale o volontaria da parte di soggetti a cui il farmaco non è stato prescritto può essere fatale.

Non utilizzare Matrifen dopo la data di scadenza riportata sulla scatola e sulla bustina (si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato). I cerotti scaduti o non utilizzati devono essere consegnati in farmacia. I cerotti usati vanno piegati a metà con la parte adesiva all’interno, riposti nella bustina originale e smaltiti in modo sicuro, seguendo le indicazioni del farmacista. Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Matrifen

A cosa serve il cerotto di Matrifen?

Matrifen è un cerotto transdermico a base di fentanil indicato per il trattamento del dolore cronico severo negli adulti che necessitano di una terapia antidolorifica continua. È utilizzato anche nei bambini dai 2 anni già in trattamento con oppioidi. Non è indicato per il dolore acuto o postoperatorio.

Ogni quanto va cambiato il cerotto di Matrifen?

Il cerotto di Matrifen rilascia il principio attivo per 72 ore e deve essere sostituito ogni 3 giorni, alla stessa ora, salvo diversa indicazione del medico. È utile annotare il giorno e l’ora dell’applicazione per non dimenticare il cambio.

Dove va applicato il cerotto di Matrifen?

Negli adulti il cerotto va applicato su una zona piatta del tronco o del braccio, lontano dalle articolazioni. Nei bambini va sempre applicato sulla parte alta della schiena per evitare rimozioni accidentali. La pelle deve essere asciutta, pulita, senza peli folti, creme o lozioni.

Matrifen può creare dipendenza?

Sì, Matrifen contiene fentanil, un oppioide potente che può indurre tolleranza, dipendenza fisica e psicologica, soprattutto con un uso prolungato o a dosaggi elevati. È essenziale seguire le indicazioni del medico, non modificare autonomamente la dose e non interrompere bruscamente la terapia per evitare sintomi da astinenza.

Si possono bere alcolici durante il trattamento con Matrifen?

No, l’alcol deve essere evitato durante la terapia con Matrifen. L’associazione può aumentare la sonnolenza e rallentare la respirazione, con rischio di depressione respiratoria grave e potenzialmente fatale. Qualsiasi consumo di alcolici deve essere preventivamente discusso con il medico.

Cosa fare se il cerotto di Matrifen si stacca prima dei 3 giorni?

Se Matrifen si stacca prima della scadenza delle 72 ore, va applicato subito un nuovo cerotto su una zona diversa di pelle, annotando giorno e ora. Il nuovo cerotto andrà mantenuto per i successivi 3 giorni. In caso di distacchi ripetuti è necessario parlarne con il medico o il farmacista.

Si può fare la doccia o nuotare con il cerotto di Matrifen?

Sì, il cerotto di Matrifen è impermeabile: è possibile fare la doccia, il bagno e nuotare. Va però evitato di strofinare la zona del cerotto, così come l’esposizione a fonti di calore intenso come saune, idromassaggi caldi, bagni prolungati caldi, lampade abbronzanti o termofori, che possono aumentare l’assorbimento del fentanil.

Matrifen è un medicinale equivalente?

Matrifen è classificato come medicinale equivalente solo per i dosaggi da 25, 50, 75 e 100 microgrammi/ora. Il dosaggio da 12 microgrammi/ora non rientra nella categoria degli equivalenti. La scelta del dosaggio iniziale e dei successivi aggiustamenti è sempre competenza del medico, in base al tipo di dolore e alla precedente esposizione agli oppioidi.

Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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