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Metadone: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Il Metadone è un farmaco oppioide ad azione analgesica prolungata, utilizzato sia per il controllo del dolore severo refrattario ad altri trattamenti sia per la disassuefazione e la terapia di mantenimento nella dipendenza da stupefacenti oppioidi come l’eroina. La sua lunga emivita e la capacità di attenuare il craving lo rendono uno strumento centrale nei programmi di recupero da tossicodipendenza. Vediamo insieme indicazioni, formulazioni, posologia, controindicazioni ed effetti collaterali, sulla base del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 05/2023, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è il Metadone e a cosa serve

Il Metadone contiene come principio attivo il metadone cloridrato, una molecola appartenente al gruppo degli analgesici oppioidi che agiscono sul sistema nervoso centrale. Rispetto ad altri oppioidi come la morfina, si distingue per una emivita plasmatica molto lunga, caratteristica che consente somministrazioni meno frequenti e un controllo più stabile dei sintomi.

Il Metadone è indicato per due utilizzi principali:

  • trattamento del dolore severo che non risponde più adeguatamente ad altri medicinali antidolorifici, inclusi analgesici, antinfiammatori non steroidei e oppioidi deboli;
  • trattamento della tossicodipendenza da stupefacenti oppioidi (ad esempio l’eroina), sia nella fase di disintossicazione sia nella terapia di mantenimento a lungo termine.

La terapia con Metadone permette di abolire la ricerca compulsiva della sostanza (craving) e di stabilizzare lo stato emotivo del paziente, facilitando il percorso di recupero. Sia il trattamento disintossicante sia quello di mantenimento devono essere eseguiti esclusivamente sotto stretto controllo medico, in centri specializzati.

Formulazioni di Metadone disponibili in Italia

In Italia sono autorizzate in commercio diverse specialità a base di metadone cloridrato, tutte soggette a prescrizione medica speciale per il rischio di abuso e dipendenza.

Metadone Cloridrato Molteni soluzione orale

È la formulazione più diffusa per la terapia di mantenimento, prodotta da L. Molteni & C. dei F.lli Alitti S.p.A. È disponibile in due concentrazioni:

  • Metadone Cloridrato Molteni 1 mg/ml soluzione orale: flaconi monodose da 5, 10, 20, 40 ml e flaconi multidose da 100, 500 e 1000 ml;
  • Metadone Cloridrato Molteni 5 mg/ml soluzione orale: flaconi monodose da 5, 10, 20 mg e flaconi multidose da 60, 100 e 1000 ml.

Le confezioni multidose sono dotate di chiusura a prova di bambino e, in alcuni formati, di pipetta graduata per il dosaggio preciso. La soluzione orale è aromatizzata al limone e contiene saccarosio e glicerolo come eccipienti.

Altre specialità a base di metadone in Italia

Oltre alla soluzione orale Molteni, sul mercato italiano sono disponibili altre due specialità:

  • Eptadone (Molteni): soluzione iniettabile 10 mg/ml in fiale da 1 ml, di esclusivo uso ospedaliero (classe H), indicata per il trattamento sintomatico dei dolori intensi, in particolare di natura neoplastica e post-operatoria.
  • Omtisa (G.L. Pharma Italy): compresse da 5, 10, 20, 40 e 60 mg, indicate per la terapia sostitutiva nella dipendenza da oppioidi (OST) nell’adulto, con ricetta OSP.

Posologia di Metadone: come si prende

La soluzione orale di Metadone si assume esclusivamente per via orale e non deve mai essere usata per iniezione. La dose viene stabilita e regolata dal medico in base alla gravità delle condizioni cliniche e alla risposta individuale alla terapia.

Dosaggio di Metadone nel dolore severo

Nel trattamento del dolore severo refrattario, la dose media di Metadone varia indicativamente da 5 a 20 mg per una o più assunzioni al giorno, secondo le indicazioni del medico. Nei casi di dolore eccezionalmente intenso o quando la dose usuale risulti inefficace, il medico può prescrivere dosi superiori.

Dosaggio di Metadone nella tossicodipendenza da oppioidi

Nel trattamento della disassuefazione, la dose iniziale è generalmente di 15-20 mg al giorno per contrastare le crisi di astinenza. In soggetti dipendenti da quantità elevate di oppioidi, il medico può aumentare progressivamente la dose, di solito fino a 40 mg al giorno in somministrazione singola o suddivisa. La dose rimane stabile per 2-3 giorni e viene poi gradualmente ridotta. Un ciclo di trattamento di disintossicazione non deve superare i 21 giorni e non può essere ripetuto prima di 4 settimane dalla conclusione del precedente ciclo.

Terapia di mantenimento con Metadone

Quando il Metadone viene somministrato per più di tre settimane, si passa dalla fase acuta al trattamento di mantenimento. Le dosi raccomandate variano da 50 a 120 mg al giorno, in funzione del grado di tolleranza del paziente e della sua capacità di metabolizzare il farmaco. Nei pazienti anziani il Metadone deve essere somministrato con cautela e con dose iniziale ridotta.

Controindicazioni di Metadone

L’assunzione di Metadone è controindicata nei seguenti casi:

  • ipersensibilità (allergia) al metadone o a uno qualsiasi degli eccipienti;
  • grave stitichezza;
  • cardiopatie organiche;
  • gravi problemi al fegato e ai reni;
  • diabete non compensato;
  • porfiria (una rara malattia del sangue);
  • bassa pressione sanguigna (ipotensione);
  • aumento della pressione all’interno del cranio (ipertensione intracranica);
  • trauma cranico e traumi cranioencefalici;
  • attacchi acuti di asma o altre broncopneumopatie croniche ostruttive;
  • insufficienza respiratoria;
  • cuore polmonare (ingrossamento del cuore dovuto a malattie polmonari);
  • ipovolemia (basso volume di sangue circolante).

Il Metadone è inoltre controindicato nei bambini e nel trattamento del dolore pediatrico, così come nei dolori del parto, a causa del rischio di depressione respiratoria nel neonato.

Avvertenze e precauzioni d’uso di Metadone

Rischio di tolleranza e dipendenza da Metadone

Il Metadone è un oppioide e il suo uso ripetuto può causare tolleranza (il farmaco diventa meno efficace nel tempo), dipendenza fisica e psicologica, con possibile abuso e sovradosaggio potenzialmente letale. Il rischio aumenta con dosi più alte e con trattamenti prolungati.

Il rischio di sviluppare dipendenza è più elevato in chi ha una storia personale o familiare di abuso di alcol, medicinali o droghe illegali, in chi fuma e in chi ha sofferto di depressione, ansia o altri disturbi psichiatrici. Segnali che possono indicare dipendenza includono la necessità di assumere dosi superiori a quelle prescritte, l’uso del Metadone per scopi diversi da quelli terapeutici e la comparsa di sintomi di astinenza all’interruzione.

Disturbi della respirazione correlati al sonno durante terapia con Metadone

Il Metadone può causare apnea nel sonno e ipossiemia correlata al sonno (basso livello di ossigeno nel sangue durante il riposo). Sintomi come pause della respirazione, risvegli notturni con respiro affannoso, difficoltà a mantenere il sonno o eccessiva sonnolenza diurna devono essere segnalati al medico, che potrebbe valutare una riduzione della dose.

Altre precauzioni d’uso del Metadone

È necessario informare il medico prima di iniziare la terapia con Metadone nelle seguenti condizioni:

  • uso concomitante di farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale o di alcol;
  • stati ansiosi (il Metadone non ha azione ansiolitica);
  • problemi acuti all’addome;
  • ipovolemia o trattamento con fenotiazina/anestetici (rischio di grave ipotensione);
  • sensazione di vertigini quando ci si alza (ipotensione ortostatica);
  • età avanzata o stato di debilitazione;
  • ipotiroidismo;
  • morbo di Addison (malattia delle ghiandole surrenali);
  • ipertrofia prostatica o difficoltà a urinare per restringimento uretrale;
  • malattie cardiache che prolungano l’intervallo QT o assunzione di farmaci che causano tale alterazione.

Vanno segnalati al medico sintomi come stanchezza fisica, mancanza di appetito, nausea, vomito o pressione bassa, che possono indicare una produzione ridotta di cortisolo e richiedere integrazione ormonale. L’uso prolungato di Metadone può inoltre causare diminuzione della libido, impotenza o amenorrea per riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina.

Attenzione: l’assunzione di Metadone può dare risultato positivo ai test antidoping negli atleti.

Interazioni di Metadone con altri medicinali

Il Metadone può influenzare l’attività di altri farmaci e viceversa. È fondamentale informare il medico di tutti i medicinali in uso, anche quelli da banco o di origine naturale.

Farmaci che riducono l’efficacia del Metadone

Il medico potrebbe dover aumentare la dose di Metadone in caso di assunzione concomitante di:

  • antiepilettici come barbiturici, carbamazepina, fenitoina (usati nell’epilessia);
  • antiretrovirali (nevirapina, efavirenz, amprenavir, nelfinavir, abacavir, lopinavir/ritonavir);
  • rifampicina (antitubercolare);
  • desametasone e altri antinfiammatori;
  • metamizolo;
  • erba di San Giovanni (iperico);
  • diuretici come lo spironolattone;
  • cloruro di ammonio (acidificante urinario).

Farmaci che aumentano l’effetto del Metadone

Il medico potrebbe dover ridurre la dose di Metadone in caso di terapia con:

  • chinidina, verapamil e altri calcio-antagonisti;
  • ciclosporina (immunosoppressore);
  • antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina, telitromicina) e ciprofloxacina;
  • cannabinoidi e cannabidiolo;
  • cimetidina (per problemi gastrici);
  • delavirdina (antiretrovirale);
  • antidepressivi come nefazodone, fluvoxamina e fluoxetina;
  • antifungini come itraconazolo e fluconazolo;
  • gabapentin e pregabalin (aumentano il rischio di depressione respiratoria potenzialmente letale).

Interazioni pericolose del Metadone

L’associazione di Metadone con benzodiazepine o altri sedativi aumenta il rischio di sonnolenza, depressione respiratoria, coma e morte: va riservata ai casi in cui non esistano alternative, sotto stretto controllo medico.

L’uso combinato con antidepressivi serotoninergici (citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina, venlafaxina, amitriptilina, clomipramina, imipramina) può provocare sindrome serotoninergica, con agitazione, allucinazioni, tachicardia, febbre, rigidità muscolare e sintomi gastrointestinali.

Durante la terapia con Metadone va evitato il consumo di alcol (rischio di sonnolenza) e di succo di pompelmo, che interferisce con il metabolismo del farmaco.

Metadone in gravidanza e allattamento

Il Metadone è controindicato in gravidanza per i possibili effetti sullo sviluppo del feto e durante l’allattamento, poiché passa nel latte materno. Tuttavia il medico può decidere di mantenere la terapia nei casi in cui vi sia una chiara incapacità di sospendere l’uso di eroina: in tali circostanze l’eventuale sospensione deve avvenire sotto controllo medico, non prima della 14ª settimana di gestazione e non dopo la 32ª, per evitare il rischio rispettivamente di aborto e di parto pre-termine.

In caso di allattamento al seno durante terapia con Metadone, il neonato va monitorato per segnali anomali come sonnolenza eccessiva, difficoltà respiratorie o fiacchezza, informando immediatamente il medico alla comparsa di tali sintomi.

Effetti indesiderati di Metadone

Come tutti i farmaci, il Metadone può causare effetti indesiderati, sebbene non tutti li manifestino. I rischi principali associati al Metadone sono:

  • gravi problemi respiratori (depressione e arresto respiratorio);
  • gravi problemi alla circolazione (depressione circolatoria);
  • shock e arresto cardiaco;
  • alterazioni del ritmo cardiaco (prolungamento dell’intervallo QT, torsione di punta);
  • apnea durante il sonno;
  • dipendenza da Metadone.

Altri effetti indesiderati osservati includono:

  • senso di vuoto alla testa, capogiri e sonnolenza;
  • sudorazione;
  • ipotensione ortostatica;
  • disturbi dell’umore (euforia, disforia);
  • debolezza, mal di testa, insonnia, agitazione;
  • disorientamento e disturbi visivi;
  • bocca secca, anoressia (perdita dell’appetito) e problemi alla cistifellea;
  • rossore al viso, bradicardia e palpitazioni;
  • sensazione di svenimento e perdita di coscienza (sincope);
  • ritenzione urinaria o difficoltà a urinare, ritenzione di liquidi;
  • perdita del desiderio sessuale e impotenza;
  • prurito, orticaria e altre reazioni cutanee;
  • edemi (rigonfiamenti per accumulo di liquidi);
  • ipoglicemia (glicemia bassa, frequenza non nota).

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Sovradosaggio di Metadone

In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva di Metadone è necessario avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Il sovradosaggio si manifesta con:

  • difficoltà respiratoria (respirazione irregolare e superficiale, colorazione bluastra della pelle);
  • estrema sonnolenza fino allo stupore o al coma;
  • restringimento delle pupille (miosi);
  • cute fredda e viscida;
  • flaccidità muscolare;
  • battito cardiaco rallentato e ipotensione;
  • leucoencefalopatia tossica (disturbo del cervello);
  • ipoglicemia.

Nei casi più gravi, specialmente per via endovenosa, si possono verificare apnea, collasso circolatorio, arresto cardiaco e morte. Non bisogna mai interrompere bruscamente il Metadone senza il parere del medico: la sospensione va effettuata gradualmente per evitare effetti indesiderati anche gravi. In caso di dimenticanza di una dose, non assumere mai una dose doppia per compensare.

Come conservare il Metadone

Il Metadone deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, in un luogo sicuro a cui non abbiano accesso altre persone: può causare gravi danni ed essere letale per chi non lo assume su prescrizione. Conservare sempre nella confezione originale ben chiusa, per riparare il medicinale dalla luce.

Il prodotto non va utilizzato oltre la data di scadenza riportata sulla confezione. Per le confezioni multidose, le indicazioni di conservazione dopo la prima apertura sono le seguenti:

  • Metadone Cloridrato Molteni 1 mg/ml (flaconi da 100, 500, 1000 ml): utilizzare entro 2 mesi dall’apertura;
  • Metadone Cloridrato Molteni 5 mg/ml (flaconi da 60, 100, 1000 ml): utilizzare entro 8 mesi dall’apertura.

Il medicinale residuo va eliminato secondo le indicazioni del farmacista: non disperdere i farmaci nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Metadone

A cosa serve il Metadone?

Il Metadone è un analgesico oppioide utilizzato per trattare il dolore severo che non risponde ad altri antidolorifici e per la disintossicazione e la terapia di mantenimento nella dipendenza da oppioidi come l’eroina. Permette di contrastare le crisi di astinenza e di ridurre il craving.

Il Metadone crea dipendenza?

Sì, il Metadone è un oppioide e il suo uso ripetuto può causare tolleranza, dipendenza fisica e psicologica, con rischio di abuso e sovradosaggio. Per questo la terapia deve essere strettamente controllata dal medico e non interrotta bruscamente, ma ridotta gradualmente.

Si può bere alcol durante la terapia con Metadone?

No, durante il trattamento con Metadone non si devono assumere bevande alcoliche, che possono aumentare la sonnolenza e la depressione respiratoria. Va inoltre evitato il succo di pompelmo, che interferisce con il metabolismo del farmaco aumentandone la concentrazione nel sangue.

Il Metadone può essere usato in gravidanza?

Il Metadone è controindicato in gravidanza e allattamento per i possibili effetti sul feto e sul neonato. Tuttavia il medico può decidere di mantenere la terapia quando non sia possibile sospendere l’uso di eroina, con sospensione programmata tra la 14ª e la 32ª settimana di gestazione.

Il Metadone si può usare nei bambini?

No, il Metadone è controindicato nei bambini per il trattamento del dolore, in assenza di dati clinici sufficienti per stabilire uno schema di dosaggio pediatrico sicuro. L’assunzione accidentale da parte di un bambino può essere letale.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni del Metadone?

Tra gli effetti indesiderati più frequenti del Metadone ci sono sonnolenza, capogiri, nausea, vomito, sudorazione, stitichezza, bocca secca, ipotensione ortostatica, bradicardia, mal di testa, insonnia, perdita dell’appetito, riduzione della libido e reazioni cutanee come prurito.

Il Metadone può alterare i test antidoping?

Sì, l’assunzione di Metadone può dare un risultato positivo ai test antidoping. Gli atleti in terapia devono sempre informare il medico sportivo e dichiarare il trattamento in corso, richiedendo se necessario l’esenzione terapeutica.

Come si conserva il Metadone soluzione orale dopo l’apertura?

La soluzione orale Molteni 1 mg/ml nei flaconi multidose (100, 500, 1000 ml) va utilizzata entro 2 mesi dalla prima apertura, mentre la soluzione 5 mg/ml (60, 100, 1000 ml) si conserva fino a 8 mesi. Il farmaco va tenuto nella confezione originale ben chiusa, al riparo dalla luce, e sempre fuori dalla portata dei bambini.


Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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