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Mifegyne: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Mifegyne è un medicinale a base di mifepristone, un antiormone che agisce bloccando gli effetti del progesterone e può determinare l’interruzione della gravidanza. Appartiene al gruppo terapeutico degli abortivi farmacologici (classe H) ed è soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili. Le informazioni riportate di seguito sono tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 30 gennaio 2024, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Mifegyne e a cosa serve

Mifegyne contiene come principio attivo il mifepristone, un antiormone sintetico che agisce bloccando i recettori del progesterone, l’ormone necessario alla prosecuzione della gravidanza. Attraverso questo meccanismo, il farmaco può determinare l’interruzione della gravidanza e può essere impiegato anche per ammorbidire e dilatare la cervice uterina (il canale di accesso all’utero).

Mifegyne è raccomandato, secondo il foglietto illustrativo ufficiale, per i seguenti impieghi terapeutici:

  • interruzione medica di una gravidanza intrauterina in corso, non oltre il 63° giorno dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, in associazione sequenziale con un analogo delle prostaglandine somministrato 36-48 ore dopo;
  • ammorbidimento e dilatazione della cervice uterina prima dell’interruzione chirurgica della gravidanza nel primo trimestre (uso previsto solo per la formulazione da 200 mg);
  • pre-trattamento prima della somministrazione di prostaglandine per l’interruzione terapeutica della gravidanza oltre il terzo mese di gestazione;
  • induzione del travaglio nei casi di morte fetale intrauterina, quando non è possibile utilizzare altri trattamenti medici come prostaglandine o ossitocina.

Formulazioni disponibili di Mifegyne

Mifegyne è autorizzato in Italia in due dosaggi distinti, entrambi in forma di compresse per via orale:

  • Mifegyne 200 mg compresse — compresse biconvesse di colore giallo, del diametro di 11 mm, con la scritta “167 B” incisa su un lato. Disponibile in confezioni da 1, 3 x 1, 15 x 1 o 30 x 1 compresse in blister divisibile per dose unitaria (PVC/alluminio).
  • Mifegyne 600 mg compresse — compresse biconvesse di colore giallo chiaro a forma di mandorla, di lunghezza 19 mm e larghezza 11 mm, con la scritta “γ” incisa su un lato e “600” sull’altro. Disponibile in confezioni da 1, 8, 16 o 20 compresse in blister PVC/alluminio.

È possibile che non tutte le confezioni descritte siano effettivamente commercializzate. Mifegyne è classificato come medicinale di classe H, soggetto a prescrizione medica limitativa utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili.

Indicazioni terapeutiche di Mifegyne

Le indicazioni approvate per Mifegyne riguardano esclusivamente ambiti di ostetricia e ginecologia e si differenziano parzialmente tra la formulazione da 200 mg e quella da 600 mg.

Interruzione medica di gravidanza intrauterina

L’indicazione principale comune a entrambi i dosaggi è l’interruzione medica di una gravidanza intrauterina in corso fino al 63° giorno dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Mifegyne deve sempre essere usato in associazione sequenziale con un analogo delle prostaglandine (misoprostolo o gemeprost) da assumere 36-48 ore dopo la compressa di mifepristone.

Preparazione cervicale prima dell’interruzione chirurgica

La sola formulazione Mifegyne 200 mg è indicata anche per ammorbidire e dilatare la cervice uterina prima di un’interruzione chirurgica della gravidanza nel primo trimestre. Questa indicazione non è prevista per la formulazione da 600 mg.

Interruzione di gravidanza oltre il primo trimestre

Sia Mifegyne 200 mg sia Mifegyne 600 mg sono indicati come pre-trattamento prima della somministrazione di prostaglandine per l’interruzione terapeutica della gravidanza oltre il terzo mese di gestazione.

Induzione del travaglio dopo morte fetale intrauterina

Entrambe le formulazioni di Mifegyne possono essere utilizzate per indurre il travaglio nei casi in cui il feto sia morto all’interno dell’utero e nei casi in cui non sia possibile utilizzare altri trattamenti medici come prostaglandine o ossitocina.

Controindicazioni di Mifegyne

Mifegyne non deve essere assunto in presenza delle seguenti condizioni generali:

  • allergia al mifepristone o ad uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
  • insufficienza surrenalica;
  • asma severa che non può essere trattata in maniera adeguata con i farmaci;
  • porfiria ereditaria.

Esistono inoltre controindicazioni specifiche legate all’indicazione terapeutica. Per l’interruzione della gravidanza fino al 63° giorno dall’ultimo ciclo mestruale, Mifegyne non deve essere usato se:

  • la gravidanza non è stata confermata da test di laboratorio o da esame ecografico;
  • il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale risale a più di 63 giorni addietro;
  • il medico sospetta una gravidanza ectopica (l’ovulo è impiantato al di fuori dell’utero);
  • non è possibile assumere l’analogo delle prostaglandine prescelto.

Per l’uso di Mifegyne 200 mg nella preparazione cervicale prima dell’interruzione chirurgica della gravidanza si aggiunge, come ulteriore controindicazione, che il primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale risalga a 84 giorni addietro o più. Per l’interruzione di gravidanza oltre il terzo mese, Mifegyne è controindicato se non è possibile assumere l’analogo delle prostaglandine prescelto.

Avvertenze e precauzioni d’uso di Mifegyne

Prima di assumere Mifegyne è necessario informare il medico in presenza delle seguenti condizioni cliniche:

  • malattia del fegato o dei reni;
  • anemia o stato di malnutrizione;
  • malattia cardiovascolare (cardiaca o circolatoria);
  • maggior rischio di malattie cardiovascolari, che comprende età superiore ai 35 anni, essere fumatrice, avere ipertensione arteriosa, colesterolo alto o diabete;
  • malattia che può influire sulla coagulazione sanguigna;
  • asma.

In caso di uso di spirale contraccettiva (IUD), il dispositivo deve essere rimosso prima dell’assunzione di Mifegyne. Prima della somministrazione è inoltre necessario individuare il fattore Rh del sangue: in caso di Rh negativo il medico indicherà il trattamento di routine richiesto per la prevenzione dell’alloimmunizzazione Rh.

In associazione al trattamento con Mifegyne sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi, tra cui necrolisi epidermica tossica e pustolosi esantematica acuta generalizzata. È necessario interrompere l’uso di Mifegyne e contattare immediatamente il medico se si nota la comparsa dei sintomi descritti nella sezione effetti indesiderati. In caso di reazione cutanea grave, il mifepristone non deve essere assunto di nuovo in futuro.

Interazioni di Mifegyne con altri medicinali

È fondamentale informare il medico o il farmacista se si sta assumendo, si è recentemente assunto o si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli ottenibili senza prescrizione. In particolare, richiedono attenzione le seguenti classi di farmaci:

  • corticosteroidi, utilizzati nel trattamento dell’asma o di altre infiammazioni;
  • ketoconazolo e itraconazolo, usati contro le infezioni micotiche;
  • eritromicina e rifampicina, antibiotici;
  • iperico, rimedio naturale usato nel trattamento delle forme leggere di depressione;
  • fenitoina, fenobarbitale e carbamazepina, utilizzati nel trattamento di convulsioni ed epilessia;
  • farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come acido acetilsalicilico o diclofenac.

Per quanto riguarda cibi e bevande, durante il trattamento con Mifegyne non si può assumere succo di pompelmo, poiché può influire sul metabolismo del mifepristone.

Mifegyne in gravidanza, allattamento e fertilità

Mifegyne in gravidanza

L’insuccesso dell’interruzione di gravidanza (ovvero la prosecuzione della gravidanza) dopo l’assunzione di Mifegyne, da solo o in combinazione con la prostaglandina, è stato associato a malformazioni congenite. Il rischio di insuccesso aumenta se la prostaglandina non viene somministrata in conformità con le rispettive informazioni prescrittive, con la durata della gravidanza e con il numero di gravidanze avute in precedenza.

Se l’interruzione della gravidanza non ha esito positivo dopo l’assunzione del medicinale o della combinazione di medicinali, sussiste un rischio non noto per il feto. Se la paziente decide di continuare la gravidanza, dovrà sottoporsi a un attento monitoraggio prenatale e a ripetuti esami ecografici, con particolare attenzione agli arti, presso una clinica specializzata. Se invece decide di proseguire con l’interruzione della gravidanza, verrà utilizzato un altro metodo indicato dal medico.

Mifegyne in allattamento

Durante l’assunzione di Mifegyne non è possibile allattare al seno, in quanto il medicinale si trasferisce nel latte materno. Chi sta allattando deve informare il proprio medico prima di utilizzare il farmaco.

Mifegyne e fertilità

Mifegyne non influisce sulla fertilità. È possibile avere una nuova gravidanza immediatamente dopo il completamento dell’interruzione di gravidanza. Per questo motivo la contraccezione deve essere avviata immediatamente dopo la conferma medica dell’interruzione di gravidanza.

Mifegyne e guida di veicoli

Come effetto inerente alla procedura di aborto possono manifestarsi capogiri. È pertanto opportuno prestare particolare attenzione durante la guida di veicoli o l’uso di macchinari dopo aver assunto Mifegyne, almeno finché non si conoscono gli effetti individuali del medicinale.

Posologia e modo di somministrazione di Mifegyne

Mifegyne deve essere assunto seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. La posologia varia in funzione dell’indicazione terapeutica e del dosaggio utilizzato (200 mg o 600 mg). In tutti i casi, se si verifica vomito entro 45 minuti dall’assunzione della compressa, è necessario rivolgersi immediatamente al medico perché sarà necessario riprendere il medicinale.

Interruzione medica di gravidanza con Mifegyne 200 mg

Per l’interruzione medica di una gravidanza intrauterina in corso, sia fino a 49 giorni sia tra 50 e 63 giorni dall’ultimo ciclo mestruale, la posologia negli adulti prevede 3 compresse da 200 mg da prendere per via orale, deglutite intere con un bicchiere d’acqua in presenza di un medico o di un membro dello staff medico. L’analogo della prostaglandina viene somministrato 36-48 ore dopo Mifegyne: può essere misoprostolo 400 microgrammi in compresse orali (fino a 49 giorni) oppure gemeprost 1 mg in ovulo vaginale.

Interruzione medica di gravidanza con Mifegyne 600 mg

Per la stessa indicazione, Mifegyne 600 mg prevede una posologia negli adulti di 1 sola compressa da prendere per via orale, deglutita intera con un bicchiere d’acqua in presenza di un medico o di un membro dell’equipe medica. Anche in questo caso l’analogo della prostaglandina viene somministrato 36-48 ore dopo: misoprostolo 400 microgrammi per via orale (fino a 49 giorni) oppure gemeprost 1 mg come pessario vaginale.

Preparazione cervicale prima dell’interruzione chirurgica con Mifegyne 200 mg

Per ammorbidire e aprire la cervice prima dell’interruzione chirurgica della gravidanza, la posologia prevede 1 compressa da 200 mg da prendere per via orale. L’intervento chirurgico viene poi effettuato 36-48 ore dopo. Questa indicazione non è prevista per la formulazione da 600 mg.

Interruzione di gravidanza oltre il terzo mese

Per l’interruzione della gravidanza oltre i primi tre mesi di gestazione, la posologia prevede 3 compresse di Mifegyne 200 mg o, in alternativa, 1 compressa di Mifegyne 600 mg da prendere per via orale. L’analogo della prostaglandina viene assunto 36-48 ore dopo il mifepristone e può essere ripetuto diverse volte a intervalli regolari fino al completamento dell’espulsione.

Induzione del travaglio dopo morte fetale intrauterina

Per l’induzione del travaglio in caso di morte fetale intrauterina, la posologia prevede 3 compresse di Mifegyne 200 mg, oppure 1 compressa di Mifegyne 600 mg, da prendere per via orale ogni giorno per due giorni consecutivi.

Monitoraggio post-somministrazione di Mifegyne

Dopo l’assunzione di Mifegyne è prevista una visita di controllo entro 14-21 giorni per verificare che l’espulsione sia completa. È fondamentale contattare immediatamente il centro di prescrizione in caso di:

  • sanguinamento vaginale di durata superiore ai 12 giorni o molto intenso (più di 2 assorbenti l’ora per 2 ore);
  • forte dolore addominale;
  • febbre, sensazione di freddo o tremori.

Il sanguinamento uterino inizia di solito 1-2 giorni dopo l’assunzione di Mifegyne e ha una durata media di circa 12 giorni, con diminuzione progressiva dell’intensità. L’esperienza clinica sull’uso di Mifegyne nelle adolescenti è limitata.

Sovradosaggio di Mifegyne

In caso di assunzione di un numero eccessivo di compresse di Mifegyne, è necessario rivolgersi immediatamente al medico o recarsi presso il più vicino pronto soccorso. Poiché il medico consegna personalmente l’esatta quantità di medicinale, è improbabile che si verifichi un sovradosaggio accidentale.

L’assunzione di dosi eccessive può causare sintomi di insufficienza surrenalica. I sintomi di intossicazione acuta possono richiedere un trattamento specialistico, che comprende la somministrazione di desametasone: 1 mg di desametasone antagonizza una dose di 400 mg di mifepristone.

Effetti indesiderati di Mifegyne

Come tutti i medicinali, Mifegyne può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati gravi di Mifegyne

I seguenti effetti indesiderati gravi richiedono contatto immediato con il medico o accesso al pronto soccorso:

  • reazione allergica con eruzione cutanea, gonfiore localizzato del viso e/o della laringe anche accompagnato da orticaria;
  • chiazze rossastre sul tronco a forma di bersaglio o circolari, spesso con vescicole centrali, desquamazione cutanea e ulcere in bocca, gola, naso, genitali e occhi, talvolta precedute da febbre e sintomi simil-influenzali (necrolisi epidermica tossica, frequenza rara);
  • eruzione cutanea rossa, squamosa e diffusa, con rigonfiamenti sottocutanei e vescicole accompagnata da febbre, generalmente a inizio trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata, frequenza non nota);
  • casi gravi o fatali di shock tossico o settico, con febbre, dolore muscolare, tachicardia, capogiri, diarrea, vomito o sensazione di debolezza. Questo effetto può verificarsi se non viene assunto il secondo medicinale (compressa di misoprostolo) per via orale.

Altri effetti indesiderati di Mifegyne

Gli altri effetti indesiderati di Mifegyne sono classificati in base alla frequenza di comparsa.

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

  • sanguinamento abbondante;
  • crampi gastrointestinali lievi o moderati;
  • infezione dell’utero (endometrite e malattia infiammatoria pelvica).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

  • abbassamento della pressione sanguigna.

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000):

  • febbre;
  • mal di testa;
  • malessere generale o sensazione di stanchezza;
  • sintomi vagali (vampate di calore, vertigini, brividi);
  • orticaria e reazioni cutanee che possono essere gravi;
  • rottura dell’utero in seguito alla somministrazione di prostaglandina entro il secondo e terzo trimestre di gravidanza, in particolare in donne pluripare o in donne che avevano subito un taglio cesareo.

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Conservazione di Mifegyne

Mifegyne deve essere tenuto fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Le indicazioni di conservazione variano leggermente tra le due formulazioni:

  • Mifegyne 200 mg non richiede particolari condizioni di conservazione, ma deve essere conservato nella confezione originale per proteggerlo dalla luce;
  • Mifegyne 600 mg deve essere conservato a temperatura inferiore a 25 °C e nella confezione originale per proteggerlo dalla luce.

Il medicinale non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla scatola dopo “SCAD” o “EXP”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato. Mifegyne non deve essere usato se si nota che il cartone o il blister mostrano segni di deterioramento. I medicinali non utilizzati non vanno gettati nell’acqua di scarico: il farmacista può indicare il corretto smaltimento, utile a proteggere l’ambiente.

Composizione di Mifegyne e titolare AIC

Il principio attivo di Mifegyne è il mifepristone. Una compressa di Mifegyne 200 mg contiene 200 mg di mifepristone, mentre una compressa di Mifegyne 600 mg contiene 600 mg di mifepristone. Gli altri componenti (eccipienti) sono uguali per entrambe le formulazioni: silice colloidale anidra, amido di mais, povidone, magnesio stearato e cellulosa microcristallina.

Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è EXELGYN, 216 boulevard Saint-Germain, 75007 Parigi, Francia. Il produttore di Mifegyne 200 mg è Laboratoires Macors (ZI Plaine des Isles, 89000 Auxerre, Francia). Per Mifegyne 600 mg il produttore è Laboratoires Macors, con coinvolgimento anche di Nordic Pharma B.V. (Siriusdreef 41, 2132 WT Hoofddorp, Paesi Bassi). Mifegyne è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con la denominazione MIFEGYNE.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Mifegyne

A cosa serve Mifegyne?

Mifegyne è un medicinale a base di mifepristone impiegato per l’interruzione medica della gravidanza intrauterina fino al 63° giorno dall’ultimo ciclo mestruale, in associazione con un analogo delle prostaglandine. È inoltre indicato per ammorbidire la cervice prima dell’interruzione chirurgica nel primo trimestre (solo 200 mg), come pre-trattamento per l’interruzione oltre il terzo mese e per l’induzione del travaglio in caso di morte fetale intrauterina.

Come si prende Mifegyne?

Mifegyne è un medicinale a uso ospedaliero e si assume per via orale, deglutendo la compressa intera con un bicchiere d’acqua in presenza di un medico o di un membro dello staff medico. La posologia dipende dal dosaggio (200 mg o 600 mg) e dall’indicazione terapeutica: deve essere sempre seguita esattamente la prescrizione del medico.

Mifegyne si può acquistare in farmacia?

Mifegyne è un medicinale di classe H, soggetto a prescrizione medica limitativa e utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in strutture ad esso assimilabili. Non è quindi acquistabile in farmacia dal pubblico: la sua erogazione avviene direttamente presso il centro di prescrizione autorizzato.

Quali sono gli effetti indesiderati più comuni di Mifegyne?

Gli effetti indesiderati molto comuni di Mifegyne, che possono interessare più di 1 persona su 10, comprendono contrazioni o crampi dell’utero, diarrea, nausea o vomito. Sono considerati comuni anche il sanguinamento abbondante, i crampi gastrointestinali lievi o moderati e le infezioni dell’utero come endometrite e malattia infiammatoria pelvica.

È possibile rimanere nuovamente incinta dopo aver assunto Mifegyne?

Sì, Mifegyne non influisce sulla fertilità ed è possibile avere una nuova gravidanza immediatamente dopo il completamento dell’interruzione di gravidanza. Per questo motivo il foglietto illustrativo indica di avviare la contraccezione immediatamente dopo la conferma medica dell’interruzione di gravidanza.

Si può allattare durante il trattamento con Mifegyne?

No, durante l’assunzione di Mifegyne non è possibile allattare al seno perché il medicinale si trasferisce nel latte materno. Chi sta allattando deve informare il proprio medico prima di utilizzare il farmaco per valutare le opzioni disponibili.

Cosa succede se si vomita dopo aver preso Mifegyne?

In caso di vomito entro 45 minuti dall’assunzione della compressa di mifepristone, è necessario rivolgersi immediatamente al medico: la dose dovrà essere ripresa, poiché l’efficacia del trattamento potrebbe risultare ridotta. Dopo i 45 minuti l’assorbimento è generalmente completo.

Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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