Nexplanon è un impianto contraccettivo ormonale per uso sottocutaneo a lunga durata d’azione, a base di etonogestrel (un progestinico sintetico simile al progesterone). Si presenta come un piccolo bastoncino flessibile di 4 cm di lunghezza e 2 mm di diametro, precaricato in un applicatore monouso, che viene inserito appena sotto la pelle nella parte interna superiore del braccio non dominante da un operatore sanitario. Commercializzato in Italia da Organon Italia S.r.l., Nexplanon è un medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (RNRL) e garantisce una protezione contraccettiva fino a tre anni. Il contenuto di questa guida deriva dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato a settembre 2025, per l’unica formulazione disponibile in Italia.
📑 Nexplanon: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Nexplanon e a cosa serve
- ▸ Formulazione disponibile di Nexplanon
- ▸ Come agisce Nexplanon
- ▸ Quando non usare Nexplanon: controindicazioni
- ▸ Avvertenze e precauzioni per l’uso di Nexplanon
- ▸ Interazioni di Nexplanon con altri medicinali
- ▸ Nexplanon in gravidanza e allattamento
- ▸ Come si inserisce e rimuove Nexplanon
- ▸ Effetti indesiderati di Nexplanon
- ▸ Come conservare Nexplanon
- ▸ FAQ su Nexplanon
Che cos’è Nexplanon e a cosa serve
Nexplanon è un contraccettivo ormonale a base di solo progestinico, utilizzato esclusivamente per la prevenzione della gravidanza. Consiste in un impianto radiopaco biancastro della lunghezza di 4 cm e del diametro di 2 mm, contenente 68 mg di etonogestrel, un ormone femminile sintetico simile al progesterone. L’impianto viene inserito appena sotto la pelle nella parte interna superiore del braccio non dominante da un operatore sanitario qualificato e rilascia continuamente piccole quantità di principio attivo nel flusso sanguigno.
La sicurezza e l’efficacia di Nexplanon sono state stabilite in donne di età compresa tra 18 e 40 anni, con un’efficacia contraccettiva superiore al 99%. L’impianto è realizzato in copolimero etilene vinilacetato, una plastica che non si scioglie nel corpo, e contiene anche una piccola quantità di solfato di bario che lo rende visibile ai raggi X.
A differenza della pillola orale combinata, Nexplanon può essere utilizzato anche da donne che non possono o non vogliono assumere estrogeni. Un ulteriore vantaggio è che, una volta inserito, non è necessario ricordarsi di assumere la pillola ogni giorno: questa è una delle ragioni principali della sua affidabilità. Nexplanon protegge dalla gravidanza per un periodo di tre anni, ma in donne in sovrappeso il medico può consigliare una sostituzione anticipata dell’impianto.
Importante: Nexplanon non protegge in alcun modo dalle infezioni da HIV (AIDS) né da altre malattie a trasmissione sessuale.
Formulazione disponibile di Nexplanon
In Italia è commercializzata un’unica formulazione di Nexplanon, disponibile in due diverse dimensioni di confezione:
- Nexplanon 68 mg impianto per uso sottocutaneo — scatola di cartone con 1 blister;
- Nexplanon 68 mg impianto per uso sottocutaneo — scatola di cartone con 5 blister.
Ogni applicatore contiene un singolo impianto con il principio attivo etonogestrel (68 mg) e, tra gli eccipienti, copolimero etilene vinilacetato, solfato di bario e magnesio stearato. È possibile che non tutte le confezioni siano effettivamente commercializzate sul territorio italiano. Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è Organon Italia S.r.l. (Roma), mentre il produttore è N.V. Organon (Oss, Paesi Bassi).
Come agisce Nexplanon
Il principio attivo etonogestrel contenuto in Nexplanon esplica la sua azione contraccettiva attraverso due meccanismi complementari:
- previene il rilascio di una cellula uovo dalle ovaie (inibizione dell’ovulazione);
- provoca cambiamenti nel muco della cervice che rendono difficile la penetrazione dello spermatozoo nell’utero.
Durante l’utilizzo di Nexplanon, il sanguinamento mestruale può modificarsi significativamente: può diventare assente, irregolare, infrequente, frequente, prolungato o raramente abbondante. Le caratteristiche del sanguinamento che si osservano nei primi tre mesi forniscono, generalmente, indicazioni su quelle che saranno le caratteristiche future del ciclo. In alcuni casi si può osservare un miglioramento delle mestruazioni dolorose.
L’uso di Nexplanon può essere interrotto in qualunque momento richiedendo all’operatore sanitario la rimozione dell’impianto.
Quando non usare Nexplanon: controindicazioni
Nexplanon non deve essere utilizzato in presenza di una qualunque delle seguenti condizioni. Se anche solo una di esse riguarda la paziente, è necessario informare il medico prima dell’inserimento:
- allergia all’etonogestrel o ad uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- presenza di una trombosi venosa profonda o embolia polmonare, ossia formazione di un coagulo di sangue in un vaso sanguigno (ad esempio nelle gambe o nei polmoni);
- presenza o storia di ittero, di una grave malattia al fegato (quando il fegato non funziona in modo adeguato) o di un tumore al fegato;
- presenza o storia (o sospetto) di tumore al seno o agli organi genitali;
- sanguinamento vaginale di origine sconosciuta.
Se una qualunque di queste condizioni si manifesta per la prima volta durante l’uso di Nexplanon, è necessario rivolgersi immediatamente al medico per valutare la rimozione dell’impianto.
Avvertenze e precauzioni per l’uso di Nexplanon
Prima dell’inserimento di Nexplanon è fondamentale parlare con il medico se si è in una delle condizioni seguenti o se queste si manifestano durante l’uso dell’impianto:
- pregresso tumore al seno o familiarità per cancro al seno;
- malattia al fegato attuale o pregressa;
- trombosi pregressa;
- diabete;
- sovrappeso;
- epilessia;
- tubercolosi;
- ipertensione arteriosa;
- cloasma attuale o pregresso (macchie di colore bruno-giallastro sulla pelle, soprattutto del viso); in questo caso occorre evitare l’eccessiva esposizione al sole o alle radiazioni ultraviolette.
Rischio oncologico associato a Nexplanon
Le informazioni disponibili sul rischio oncologico derivano principalmente da studi su contraccettivi orali combinati (la “pillola”), e non è noto se siano pienamente applicabili anche ai contraccettivi a base di solo progestinico come Nexplanon. Il tumore al seno è stato rilevato con una frequenza lievemente superiore nelle donne che usano la pillola orale combinata, ma non è chiaro se ciò sia attribuibile al trattamento stesso. È comunque importante controllare regolarmente il seno e consultare il medico nel caso si percepisca un nodulo.
Nelle donne che assumono la pillola sono stati segnalati raramente tumori epatici benigni e ancor più raramente tumori epatici maligni. In caso di forte dolore addominale improvviso, è necessario rivolgersi immediatamente al medico.
Rischio trombotico con Nexplanon
La presenza di un coagulo di sangue in una vena (trombosi venosa) o in un’arteria (trombosi arteriosa) può bloccare il vaso coinvolto. Una trombosi arteriosa può causare un infarto del miocardio (attacco di cuore) o un ictus cerebrale. Si ritiene che il rischio di eventi tromboembolici associato ai metodi a base di solo progestinico, come Nexplanon, sia inferiore rispetto alle pillole contenenti anche estrogeni. I dati attualmente disponibili non suggeriscono un aumento del rischio di questi eventi nelle donne che usano l’impianto di etonogestrel.
È necessario rivolgersi immediatamente al medico in presenza di segni possibili di trombosi, come forte dolore o gonfiore a una gamba, inspiegabile dolore al petto, mancanza di respiro o tosse inusuale, soprattutto se accompagnata da emissione di sangue.
Disturbi psichiatrici in corso di terapia con Nexplanon
Alcune donne che usano contraccettivi ormonali, tra cui Nexplanon, hanno segnalato depressione o umore depresso. In alcuni casi la depressione può essere grave e può portare a pensieri suicidari. In presenza di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi è fondamentale contattare il medico il prima possibile per un consulto.
Eventi legati all’inserimento e alla rimozione di Nexplanon
Se inserito in maniera non corretta, o per effetto di forze esterne (manipolazione dell’impianto, sport da contatto), l’impianto può spostarsi dal punto di inserimento originario nel braccio. In casi rari sono stati rinvenuti impianti nei vasi sanguigni del braccio o nell’arteria polmonare. Quando l’impianto migra dalla sede di inserimento, localizzarlo può diventare più difficile e la rimozione può richiedere un’incisione più ampia o un intervento chirurgico.
Se in qualsiasi momento non si riesce a percepire la presenza dell’impianto attraverso la palpazione, è necessario contattare il medico il prima possibile.
Cisti ovariche e Nexplanon
Durante l’utilizzo dei contraccettivi ormonali a basso dosaggio possono formarsi nelle ovaie piccole sacche piene di liquido (cisti ovariche), che di solito scompaiono spontaneamente. Talvolta provocano un lieve dolore addominale; solo raramente possono portare a complicazioni più gravi.
Interazioni di Nexplanon con altri medicinali
È importante informare sempre il medico su eventuali medicinali o prodotti a base di erbe già in uso, e informare a loro volta i medici o dentisti che prescrivono altri farmaci del fatto che si sta utilizzando Nexplanon, così da valutare se sia necessario un metodo contraccettivo aggiuntivo (ad esempio, un profilattico) o se sia necessario modificare l’uso di un altro medicinale.
Alcuni medicinali possono ridurre l’efficacia di Nexplanon o provocare sanguinamenti inattesi. Tra questi rientrano i farmaci utilizzati per il trattamento delle seguenti patologie:
- epilessia (es. primidone, fenitoina, barbiturici, carbamazepina, oxcarbazepina, topiramato, felbamato);
- tubercolosi (es. rifampicina);
- infezioni da HIV (es. nelfinavir, nevirapina, efavirenz);
- infezione da virus dell’epatite C (es. boceprevir, telaprevir);
- altre malattie infettive (es. griseofulvina);
- ipertensione polmonare (bosentan);
- umore depresso (erba di San Giovanni, Hypericum perforatum).
Nexplanon, a sua volta, può influenzare l’effetto di altri medicinali, come la ciclosporina e l’antiepilettico lamotrigina (con possibile aumento della frequenza delle convulsioni).
Non vi sono indicazioni di alcun effetto di cibi e bevande sull’uso di Nexplanon.
Nexplanon in gravidanza e allattamento
Nexplanon non deve essere utilizzato in gravidanza o in caso di sospetta gravidanza. In caso di dubbio, è necessario eseguire un test di gravidanza prima dell’inserimento dell’impianto.
L’impianto può invece essere utilizzato durante l’allattamento. Sebbene piccole quantità di etonogestrel passino nel latte materno, non sono stati osservati effetti sulla produzione o sulla qualità del latte, né sulla crescita e sullo sviluppo del bambino. In caso di allattamento è comunque opportuno chiedere consiglio al medico prima dell’inserimento di Nexplanon.
La sicurezza e l’efficacia di Nexplanon in adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state studiate, così come non sono segnalati effetti dell’uso dell’impianto sulla capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari.
Come si inserisce e rimuove Nexplanon
Nexplanon deve essere inserito e rimosso esclusivamente da un operatore sanitario qualificato che abbia familiarità con le procedure. L’operatore valuterà con la paziente il momento più adatto per l’inserimento in base alla situazione personale (ad esempio il metodo contraccettivo in uso al momento).
Salvo il passaggio da un altro metodo contraccettivo ormonale, l’inserimento deve essere effettuato nei giorni 1-5 del sanguinamento mestruale spontaneo per escludere una gravidanza. Se l’impianto viene posizionato dopo il quinto giorno del ciclo mestruale, è necessario utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo (come il profilattico) per i primi 7 giorni successivi all’inserimento.
La procedura di inserimento di Nexplanon
Prima di inserire o rimuovere Nexplanon, l’operatore sanitario somministra un anestetico locale. L’impianto viene posizionato direttamente sotto la pelle, all’interno della parte superiore del braccio non dominante (il braccio che non si usa per scrivere). Al termine della procedura, l’operatore chiede alla paziente di palpare l’impianto per confermarne la presenza: un impianto inserito correttamente deve essere chiaramente palpabile tra pollice e indice sia dall’operatore sia dalla donna.
Occorre sapere che la palpazione non consente di verificare al 100% la presenza dell’impianto. Se l’impianto non risulta palpabile immediatamente dopo l’inserimento, o in qualsiasi momento successivo, è possibile che non sia stato inserito correttamente, che sia stato inserito in profondità o che sia migrato dalla sede originaria. In questi casi l’operatore può ricorrere a ecografia, raggi X o risonanza magnetica per verificarne la presenza.
La Scheda di Allerta per il Paziente
Al termine dell’inserimento di Nexplanon, l’operatore sanitario consegna alla paziente una Scheda di Allerta per il Paziente, che riporta la sede di inserimento, la data di impianto e la data entro la quale l’impianto deve essere rimosso o sostituito (al più tardi 3 anni). La scheda deve essere conservata in un luogo sicuro e mostrata all’operatore sanitario in tutte le visite relative all’uso dell’impianto.
La rimozione di Nexplanon
Nexplanon deve essere rimosso o sostituito non oltre tre anni dall’inserimento. La paziente può in ogni caso richiedere la rimozione in qualunque momento. La procedura prevede l’anestesia locale e una piccola incisione lungo il braccio, sotto l’estremità dell’impianto, attraverso la quale il bastoncino viene delicatamente estratto con l’aiuto di una pinza.
Se l’impianto non è palpabile, l’operatore può utilizzare raggi X, ecografia, tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica per localizzarlo. In alcuni casi la rimozione può essere più difficile e può richiedere un intervento chirurgico. Se la donna desidera continuare a utilizzare Nexplanon, un nuovo impianto può essere inserito immediatamente dopo la rimozione del precedente, anche attraverso la stessa incisione.
Se si interrompe Nexplanon perché si desidera una gravidanza, di solito si raccomanda di attendere il successivo ciclo mestruale naturale prima di tentare il concepimento, così da poter calcolare con maggiore precisione la data prevista del parto.
Effetti indesiderati di Nexplanon
Come tutti i medicinali, Nexplanon può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le pazienti li manifestino. Durante l’uso dell’impianto può verificarsi un sanguinamento mestruale a intervalli irregolari, che può variare da un lieve spotting a un sanguinamento più simile a una mestruazione leggera, oppure essere totalmente assente. I sanguinamenti irregolari non sono un segno di ridotta protezione contraccettiva; tuttavia, se il sanguinamento è intenso o prolungato, è necessario consultare il medico.
Effetti indesiderati molto comuni di Nexplanon
Possono interessare più di 1 paziente su 10:
- acne;
- mal di testa;
- aumento del peso corporeo;
- tensione e dolorabilità mammaria;
- sanguinamento irregolare;
- infezione della vagina.
Effetti indesiderati comuni di Nexplanon
Possono interessare fino a 1 paziente su 10:
- alopecia (perdita di capelli);
- vertigini (capogiro);
- umore depresso e labilità emotiva;
- nervosismo;
- riduzione della libido;
- aumento dell’appetito;
- dolore addominale;
- nausea;
- presenza di gas nello stomaco e nell’intestino;
- mestruazioni dolorose;
- riduzione del peso corporeo;
- sintomi simil-influenzali, dolore, affaticamento;
- vampate di calore;
- dolore o reazione nel sito d’impianto;
- cisti ovariche.
Effetti indesiderati non comuni di Nexplanon
Possono interessare fino a 1 paziente su 100:
- prurito, prurito nell’area genitale ed eruzione cutanea;
- eccessiva crescita dei peli;
- emicrania;
- ansia;
- insonnia e sonnolenza;
- diarrea, vomito e stitichezza;
- infezione delle vie urinarie;
- sensazione di disagio vaginale (es. secrezione vaginale);
- aumento del seno e secrezione mammaria;
- mal di schiena;
- febbre;
- ritenzione dei liquidi;
- minzione difficoltosa o dolorosa;
- reazioni allergiche;
- infiammazione e dolore alla gola, rinite;
- dolore articolare, muscolare e osseo.
Altri effetti indesiderati segnalati con Nexplanon
È stato occasionalmente osservato un aumento della pressione del sangue e, in alcuni casi, un aumento della pressione endocranica benigna, con mal di testa persistente, nausea, vomito e cambiamenti nella vista inclusa visione offuscata. È stata anche osservata pelle unta. In presenza di sintomi di una grave reazione allergica — gonfiore del viso, della lingua o della faringe, difficoltà di deglutizione o respiratorie, orticaria — è necessario consultare immediatamente il medico.
Durante l’inserimento o la rimozione di Nexplanon possono verificarsi ecchimosi (in alcuni casi gravi), dolore, gonfiore o prurito e, in casi rari, infezione. Può formarsi una cicatrice o un ascesso nel sito di inserimento, ed è possibile sperimentare sensazioni di svenimento, intorpidimento o perdita di sensibilità locale. Raramente sono stati riportati casi di impianti rinvenuti all’interno di un vaso sanguigno, compreso un vaso polmonare, associati a respiro corto e/o tosse con o senza sanguinamento: in questi casi può essere necessario un intervento chirurgico per la rimozione dell’impianto.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Nexplanon
Come tutti i medicinali, Nexplanon deve essere tenuto fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. L’impianto non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola, e deve essere conservato nel blister originale.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. I medicinali non utilizzati non devono essere gettati nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici: è necessario chiedere al farmacista come eliminare i medicinali inutilizzati, per contribuire alla protezione dell’ambiente.
FAQ su Nexplanon
Quanto dura l’effetto contraccettivo di Nexplanon?
Nexplanon garantisce una protezione contraccettiva per un periodo di tre anni dall’inserimento e deve essere rimosso o sostituito al più tardi entro questo termine. Nelle donne in sovrappeso il medico può consigliare una sostituzione anticipata dell’impianto.
Nexplanon protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili?
No, Nexplanon è un contraccettivo ormonale che protegge esclusivamente dalla gravidanza. Non offre alcuna protezione contro le infezioni da HIV (AIDS) né contro altre malattie a trasmissione sessuale. Per tale protezione è necessario utilizzare il profilattico.
Nexplanon può essere usato durante l’allattamento?
Sì, Nexplanon può essere utilizzato durante l’allattamento. Sebbene piccole quantità di etonogestrel passino nel latte materno, non sono stati osservati effetti sulla produzione o qualità del latte, né sulla crescita e sviluppo del bambino. È comunque opportuno consultare il medico prima dell’inserimento.
L’inserimento di Nexplanon è doloroso?
Prima dell’inserimento e della rimozione di Nexplanon, l’operatore sanitario somministra un anestetico locale nell’area interessata, minimizzando fastidio e dolore. La procedura è rapida e viene eseguita ambulatorialmente. Nei giorni successivi possono comparire ecchimosi, lieve dolore o gonfiore nel sito di inserimento.
Cosa fare se non si riesce a sentire l’impianto di Nexplanon sotto la pelle?
È necessario contattare il medico il prima possibile. Se l’impianto non è palpabile, può non essere stato inserito, può essere stato inserito troppo in profondità o può essere migrato. Fino alla verifica della sua presenza, è opportuno utilizzare un metodo contraccettivo di barriera, come il profilattico.
È possibile rimanere incinta dopo la rimozione di Nexplanon?
Sì, dopo la rimozione di Nexplanon la fertilità ritorna rapidamente. Se si desidera una gravidanza, di solito si raccomanda di attendere il successivo ciclo mestruale naturale prima di tentare il concepimento, così da poter calcolare con maggiore precisione la data prevista del parto.
Nexplanon richiede la prescrizione medica?
Sì, Nexplanon è un medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (RNRL), da rinnovare volta per volta, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti in ostetricia e ginecologia. L’inserimento e la rimozione devono essere effettuati esclusivamente da un operatore sanitario qualificato.
