NuvaRing è un anello vaginale contraccettivo a base di etonogestrel ed etinilestradiolo, indicato per la prevenzione della gravidanza nelle donne in età fertile. Prodotto da Organon Italia S.r.l., rilascia gradualmente due ormoni femminili a basso dosaggio per tre settimane consecutive, offrendo un’efficacia paragonabile alla pillola combinata senza la necessità di un’assunzione giornaliera. In questa guida trovi tutte le informazioni tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 03/2022, per la formulazione disponibile in Italia.
📑 NuvaRing: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è NuvaRing e a cosa serve
- ▸ Formulazione disponibile di NuvaRing
- ▸ Come si usa NuvaRing
- ▸ Quando non usare NuvaRing
- ▸ Avvertenze e precauzioni per l’uso di NuvaRing
- ▸ Interazioni di NuvaRing con altri medicinali
- ▸ NuvaRing in gravidanza e allattamento
- ▸ Effetti indesiderati di NuvaRing
- ▸ Come conservare NuvaRing
- ▸ FAQ su NuvaRing
Che cos’è NuvaRing e a cosa serve
NuvaRing è un anello vaginale contraccettivo utilizzato per prevenire la gravidanza. Ogni anello contiene una piccola quantità di due ormoni sessuali femminili, etonogestrel ed etinilestradiolo, che vengono rilasciati lentamente nel circolo sanguigno a dosaggio basso e costante. Per questo motivo rientra tra i contraccettivi ormonali combinati a basso dosaggio.
Il meccanismo d’azione di NuvaRing è analogo a quello della pillola contraccettiva combinata: gli ormoni rilasciati inibiscono l’ovulazione, ovvero impediscono il rilascio della cellula uovo dalle ovaie. Senza ovulazione non può instaurarsi una gravidanza. La differenza principale rispetto alla pillola è la modalità d’uso: l’anello viene inserito in vagina e lasciato in sede per tre settimane consecutive, evitando così l’assunzione quotidiana di una compressa.
Come tutti i contraccettivi ormonali, NuvaRing non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale, incluso l’HIV. Per la protezione dalle infezioni sessualmente trasmesse è necessario l’uso del preservativo.
Formulazione disponibile di NuvaRing
NuvaRing è autorizzato da AIFA in Italia in un’unica formulazione, commercializzata da Organon Italia S.r.l.:
- NuvaRing 0,120 mg/0,015 mg ogni 24 ore, dispositivo vaginale — anello flessibile, trasparente, incolore o quasi incolore, del diametro di 54 mm, contenente 11,7 mg di etonogestrel e 2,7 mg di etinilestradiolo.
L’anello rilascia quotidianamente in media 0,120 mg di etonogestrel e 0,015 mg di etinilestradiolo per un periodo di 3 settimane. Le confezioni disponibili possono contenere 1 oppure 3 anelli, ciascuno in bustina di alluminio richiudibile, con o senza applicatore monouso. Non tutte le confezioni sono necessariamente commercializzate.
NuvaRing è un medicinale soggetto a prescrizione medica (classe RR) e il codice ATC è G02BB01 (contraccettivi intravaginali, anello vaginale con progestinico ed estrogeno).
Come si usa NuvaRing
L’inserimento e la rimozione di NuvaRing possono essere eseguiti autonomamente dalla donna. L’anello deve restare in vagina senza interruzione per 3 settimane, seguite da 1 settimana di pausa durante la quale si manifesta solitamente il sanguinamento da sospensione, simile al ciclo mestruale. Dopo la settimana di pausa si inserisce un nuovo anello, lo stesso giorno della settimana e approssimativamente alla stessa ora del precedente.
Come inserire e rimuovere l’anello
Prima di inserire NuvaRing è fondamentale controllare la data di scadenza e lavarsi accuratamente le mani. La donna può scegliere la posizione più comoda: in piedi con una gamba alzata, accovacciata o sdraiata. L’anello va estratto dalla bustina, compresso tra pollice e indice e inserito delicatamente in vagina. La posizione esatta all’interno della vagina non è rilevante per l’efficacia: l’importante è che sia inserito in modo confortevole e non venga avvertito. Se si percepisce fastidio, è sufficiente spingerlo un po’ più in profondità.
Dopo 3 settimane, l’anello va rimosso agganciandolo con il dito indice o afferrandolo tra indice e medio, tirando verso l’esterno. L’anello usato va smaltito con i normali rifiuti domestici, preferibilmente riposto nella bustina richiudibile: non va mai gettato nel water. In alternativa al posizionamento con le dita è disponibile l’applicatore NuvaRing, monouso, che facilita l’inserimento.
Quando iniziare con il primo anello di NuvaRing
Se non si è usato un contraccettivo ormonale nel mese precedente, il primo NuvaRing va inserito il primo giorno del ciclo mestruale: in questo caso l’effetto contraccettivo è immediato. È possibile iniziare anche tra il 2° e il 5° giorno del ciclo, ma nei primi 7 giorni di utilizzo è necessario un metodo contraccettivo di barriera aggiuntivo, come il preservativo maschile.
Chi proviene da una pillola combinata deve inserire NuvaRing al più tardi il giorno successivo all’intervallo libero da pillola (o alle compresse inattive). Nel passaggio da una minipillola, da un’iniezione, da un impianto o da uno IUD al progestinico, è consigliato usare il preservativo come protezione aggiuntiva per i primi 7 giorni di uso dell’anello. Dopo un parto o un aborto è necessario consultare il medico prima di iniziare.
Cosa fare se l’anello di NuvaRing viene espulso
NuvaRing può fuoriuscire accidentalmente dalla vagina, ad esempio se non è stato inserito correttamente, durante la rimozione di un tampone assorbente, durante un rapporto sessuale o in presenza di stitichezza severa. È buona norma controllare regolarmente la presenza dell’anello, specialmente prima e dopo un rapporto.
Se l’anello rimane fuori dalla vagina per meno di 3 ore, la protezione contraccettiva è mantenuta: basta sciacquarlo con acqua fredda o tiepida (mai calda) e reinserirlo. Se l’espulsione supera le 3 ore durante la 1ª o 2ª settimana di utilizzo, l’efficacia può essere compromessa: occorre reinserirlo, lasciarlo in sede per almeno 7 giorni e usare un metodo di barriera aggiuntivo. Durante la 3ª settimana, invece, è necessario gettare l’anello e inserirne uno nuovo oppure attendere il ciclo e inserirne uno nuovo entro 7 giorni. Se il tempo fuori vagina è sconosciuto, è indicato eseguire un test di gravidanza e consultare il medico prima di riprendere l’uso.
Quando non usare NuvaRing
NuvaRing è controindicato in presenza di condizioni che aumentano il rischio di complicanze cardiovascolari o oncologiche legate all’uso di ormoni. Non deve essere usato nei seguenti casi:
- coagulo sanguigno in atto o pregresso in un vaso della gamba (trombosi venosa profonda), del polmone (embolia polmonare) o di altri organi;
- disturbi della coagulazione del sangue, come carenza di proteina C, proteina S, antitrombina III, fattore V di Leiden o presenza di anticorpi antifosfolipidi;
- intervento chirurgico programmato o prolungato allettamento;
- precedenti di infarto del miocardio (attacco cardiaco) o ictus;
- angina pectoris o attacco ischemico transitorio (TIA);
- malattie che aumentano il rischio di coaguli arteriosi: diabete grave con lesione dei vasi, ipertensione arteriosa molto alta, colesterolo alto o trigliceridi molto elevati, iperomocisteinemia;
- emicrania con aura;
- pancreatite associata ad alti livelli di grassi nel sangue;
- grave malattia del fegato non ancora risolta, o tumore epatico benigno/maligno attuale o pregresso;
- tumore al seno o agli organi genitali, attuale, pregresso o sospetto;
- emorragia vaginale di origine sconosciuta;
- allergia a etinilestradiolo, etonogestrel o a uno qualsiasi degli eccipienti;
- epatite C trattata con medicinali contenenti ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir o glecaprevir/pibrentasvir.
Se una di queste condizioni compare per la prima volta durante l’uso di NuvaRing, l’anello va rimosso immediatamente e bisogna rivolgersi al medico, utilizzando nel frattempo metodi contraccettivi non ormonali.
Avvertenze e precauzioni per l’uso di NuvaRing
Prima di iniziare l’uso di NuvaRing è importante informare il medico di qualsiasi condizione medica personale o familiare potenzialmente rilevante, tra cui un familiare stretto con tumore al seno, epilessia, malattie del fegato o della colecisti, morbo di Crohn o colite ulcerosa, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitica-uremica, anemia falciforme, ipertrigliceridemia, tromboflebite superficiale o vene varicose.
Coaguli sanguigni e rischio tromboembolico di NuvaRing
L’uso di contraccettivi ormonali combinati come NuvaRing aumenta leggermente il rischio di sviluppare coaguli sanguigni nelle vene (tromboembolia venosa, TEV) e nelle arterie (tromboembolia arteriosa, TEA). Il rischio globale resta basso, ma è importante conoscerlo: su 10.000 donne non utilizzatrici di contraccettivi ormonali combinati, circa 2 sviluppano un coagulo sanguigno in un anno; tra le utilizzatrici di NuvaRing la stima è di circa 6-12 casi su 10.000 all’anno.
Il rischio è massimo durante il primo anno di utilizzo o quando si riprende un contraccettivo ormonale combinato dopo una pausa di 4 o più settimane. Aumenta in presenza di obesità (IMC superiore a 30 kg/m²), età superiore ai 35 anni, fumo, pressione alta, storia familiare di trombosi o di problemi cardiovascolari in giovane età, emicrania con aura, aritmie cardiache come la fibrillazione atriale, difetti valvolari, lungo allettamento, viaggi aerei superiori a 4 ore e periodo immediatamente successivo al parto.
È necessario rivolgersi urgentemente al medico in presenza di segni sospetti di coagulo: gonfiore o dolore a una gamba, mancanza di respiro improvvisa, tosse improvvisa con possibile emissione di sangue, dolore acuto al torace, capogiri gravi, battito cardiaco irregolare, debolezza improvvisa di viso o arti, difficoltà a parlare o a vedere, perdita di vista improvvisa o forte dolore allo stomaco.
NuvaRing e rischio di tumori
Le diagnosi di tumore del seno risultano lievemente più frequenti nelle donne che usano la pillola combinata, ma non è chiaro se ciò sia dovuto al trattamento o al fatto che queste pazienti vengano controllate più spesso. L’aumento si riduce gradualmente dopo l’interruzione del contraccettivo. È importante effettuare regolarmente l’autopalpazione del seno e segnalare eventuali noduli al medico. Dati analoghi possono essere applicati a NuvaRing.
Raramente, in donne che assumono la pillola combinata sono stati riportati tumori epatici benigni e, ancor più raramente, maligni: in caso di forti dolori addominali inconsueti è opportuno consultare il medico. Per contro, l’uso della pillola combinata sembra associato a una riduzione di frequenza del tumore dell’endometrio e delle ovaie.
Disturbi psichiatrici e umore durante l’uso di NuvaRing
Alcune donne che utilizzano contraccettivi ormonali, incluso NuvaRing, hanno riferito episodi di depressione o umore depresso. In alcuni casi la depressione può essere grave e portare a pensieri suicidari. In presenza di cambiamenti d’umore o sintomi depressivi è necessario rivolgersi al più presto al medico per una valutazione.
Interazioni di NuvaRing con altri medicinali
Alcuni medicinali possono influenzare i livelli ematici degli ormoni contenuti in NuvaRing, ridurne l’efficacia contraccettiva o provocare sanguinamenti inattesi. Tra questi figurano:
- antiepilettici (primidone, fenitoina, barbiturici, carbamazepina, oxcarbazepina, topiramato, felbamato);
- antitubercolari come la rifampicina;
- antiretrovirali per l’infezione da HIV (ritonavir, nelfinavir, nevirapina, efavirenz);
- farmaci per l’epatite C (boceprevir, telaprevir);
- griseofulvina, usata per le infezioni fungine;
- bosentan, per l’ipertensione polmonare;
- rimedi a base di erba di San Giovanni.
In presenza di terapie che possono ridurre l’efficacia di NuvaRing è necessario utilizzare un metodo di barriera aggiuntivo, come il preservativo maschile, durante tutto il periodo del trattamento e fino a 28 giorni dopo la sua sospensione. NuvaRing non deve mai essere associato a diaframma, cappuccio cervicale o preservativo femminile, poiché l’anello può interferire con il loro corretto posizionamento.
NuvaRing può a sua volta modificare l’effetto di altri farmaci, come la ciclosporina e la lamotrigina (in quest’ultimo caso aumentando potenzialmente la frequenza delle convulsioni). L’uso di NuvaRing è controindicato in chi assume medicinali contenenti ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir o glecaprevir/pibrentasvir per l’epatite C.
Durante l’uso di NuvaRing è possibile utilizzare tamponi assorbenti, a patto di inserire prima l’anello e rimuovere il tampone con attenzione per evitare espulsioni accidentali. Lubrificanti e trattamenti antinfettivi vaginali sono stati associati a rari casi di rottura dell’anello.
NuvaRing in gravidanza e allattamento
NuvaRing non deve essere utilizzato in caso di gravidanza accertata o sospetta. Se la gravidanza si instaura durante l’uso dell’anello, è necessario rimuoverlo immediatamente e contattare il medico.
L’uso di NuvaRing non è generalmente raccomandato durante l’allattamento al seno, poiché gli estrogeni possono ridurre la produzione di latte e piccole quantità di ormoni possono passare nel latte materno. Se si desidera usarlo in questa fase, è indispensabile consultare prima il medico.
È improbabile che NuvaRing influenzi la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari.
Effetti indesiderati di NuvaRing
Come tutti i medicinali, NuvaRing può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le donne li manifestino. Un aumento del rischio di tromboembolia venosa e arteriosa è presente in tutte le utilizzatrici di contraccettivi ormonali combinati, come descritto nelle avvertenze.
Gli effetti indesiderati comuni (fino a 1 donna su 10) includono: dolore addominale, nausea, micosi vaginale da Candida, disturbo vaginale dovuto all’anello, prurito genitale, secrezione vaginale, mal di testa o emicrania, umore depresso, diminuzione della libido, dolore al seno, dolore pelvico, mestruazioni dolorose, acne, aumento di peso ed espulsione dell’anello.
Tra gli effetti non comuni (fino a 1 donna su 100) sono segnalati: disturbi visivi, capogiri, addome gonfio, vomito, diarrea, stanchezza, irritabilità, sbalzi d’umore, ritenzione di liquidi, infezioni del tratto urinario come cistite, difficoltà o dolore durante la minzione, problemi durante il rapporto sessuale, aumento della pressione sanguigna, aumento dell’appetito, dolore alla schiena, spasmi muscolari, dolore agli arti, ridotta sensibilità cutanea, seno ingrossato o dolente, mastopatia fibrocistica, infiammazione o polipi della cervice, alterazioni del ciclo mestruale, sindrome premestruale, infezioni vaginali fungine e batteriche, perdita dei capelli, eczema, prurito, eruzione cutanea, vampate di calore e orticaria.
Gli effetti rari (fino a 1 donna su 1.000) comprendono i coaguli sanguigni pericolosi (trombosi venosa profonda, embolia polmonare, infarto cardiaco, ictus, attacco ischemico transitorio, coaguli nel fegato, stomaco, intestino, reni o occhio) e la galattorrea (secrezione mammaria).
Con frequenza non nota, sono stati segnalati: cloasma (chiazze cutanee marrone-giallognole soprattutto sul viso), fastidio al pene del partner (irritazione, eruzione cutanea, prurito), incapacità di rimuovere l’anello senza assistenza medica, lesione vaginale associata a rottura dell’anello. In caso di reazione allergica grave (angioedema, anafilassi, orticaria con difficoltà respiratoria) è necessario rimuovere NuvaRing e consultare immediatamente il medico.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare NuvaRing
NuvaRing deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. La temperatura di conservazione deve essere inferiore a 30°C: l’anello va mantenuto nella confezione originale per proteggerlo dalla luce e dall’umidità.
Non utilizzare NuvaRing se sono trascorsi più di 4 mesi dalla data di dispensazione (riportata sulla scatola e sulla bustina) o se è stata superata la data di scadenza. L’anello non va impiegato se presenta cambiamenti di colore o altri segni visibili di deterioramento.
L’anello usato va smaltito con i normali rifiuti domestici, preferibilmente riposto nella bustina richiudibile, così come l’eventuale applicatore nel suo contenitore per rifiuti. Né l’anello né l’applicatore devono essere gettati nel water. Per gli anelli scaduti o non utilizzati è possibile chiedere indicazioni al farmacista per il corretto smaltimento, a tutela dell’ambiente.
FAQ su NuvaRing
A cosa serve NuvaRing?
NuvaRing è un anello vaginale contraccettivo a base di etonogestrel ed etinilestradiolo, indicato per prevenire la gravidanza nelle donne in età fertile. Agisce principalmente inibendo l’ovulazione, in modo simile alla pillola contraccettiva combinata, ma con la comodità di un’unica applicazione mensile invece dell’assunzione quotidiana.
Come si inserisce NuvaRing?
Dopo essersi lavate le mani, si estrae l’anello dalla bustina, lo si comprime tra pollice e indice e lo si inserisce in vagina, scegliendo la posizione più comoda (in piedi con una gamba alzata, accovacciata o sdraiata). La posizione esatta all’interno della vagina non è rilevante per l’efficacia contraccettiva: è sufficiente che l’anello sia in sede e non venga avvertito. In alternativa è disponibile l’applicatore NuvaRing monouso.
Per quanto tempo si lascia NuvaRing in vagina?
NuvaRing va mantenuto in vagina senza interruzione per 3 settimane consecutive, seguite da 1 settimana di pausa durante la quale compare il sanguinamento da sospensione. Dopo questa settimana libera si inserisce un nuovo anello, lo stesso giorno della settimana e approssimativamente alla stessa ora in cui era stato inserito il precedente.
Cosa fare se NuvaRing fuoriesce accidentalmente?
Se NuvaRing resta fuori dalla vagina per meno di 3 ore, è sufficiente lavarlo con acqua fredda o tiepida (mai calda) e reinserirlo: la protezione contraccettiva è mantenuta. Se il tempo supera le 3 ore, durante la 1ª o 2ª settimana va reinserito e bisogna usare un metodo di barriera aggiuntivo per 7 giorni; durante la 3ª settimana occorre gettare l’anello e inserirne uno nuovo, oppure attendere il ciclo e inserire il successivo anello entro 7 giorni.
NuvaRing protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili?
No. Come tutti i contraccettivi ormonali, NuvaRing non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale, incluso l’HIV. Per la protezione dalle infezioni sessualmente trasmesse è necessario utilizzare il preservativo maschile in aggiunta all’anello vaginale.
NuvaRing può essere usato durante l’allattamento?
NuvaRing non è generalmente raccomandato durante l’allattamento al seno, poiché gli estrogeni contenuti possono ridurre la produzione di latte e piccole quantità di ormoni possono passare nel latte materno. Se si desidera utilizzarlo in questa fase, è indispensabile consultare preventivamente il medico per valutare alternative contraccettive più adatte.
Serve la ricetta medica per acquistare NuvaRing?
Sì, NuvaRing è un medicinale soggetto a prescrizione medica (classe RR): può essere acquistato solo in farmacia dietro presentazione di ricetta rilasciata dal medico o dal ginecologo. Non è in vendita online né senza prescrizione.
