Pentasa è un medicinale a base del principio attivo mesalazina, appartenente al gruppo dei salicilati, antinfiammatori intestinali utilizzati nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino. È prodotto e commercializzato in Italia da Ferring S.p.A. con codice AIC 027130 ed è disponibile in cinque diverse formulazioni (compresse a rilascio modificato, granulato a rilascio prolungato, supposte e sospensione rettale) per adattarsi alla localizzazione e gravità della patologia da trattare. In questo articolo trovi tutte le informazioni del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 26/03/2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Pentasa: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Pentasa e a cosa serve
- ▸ Formulazioni di Pentasa disponibili
- ▸ Quando non usare Pentasa: controindicazioni
- ▸ Avvertenze e precauzioni d’uso di Pentasa
- ▸ Interazioni di Pentasa con altri medicinali
- ▸ Pentasa in gravidanza e allattamento
- ▸ Come usare Pentasa: posologia e modalità
- ▸ Possibili effetti indesiderati di Pentasa
- ▸ Come conservare Pentasa
- ▸ FAQ su Pentasa
Che cos’è Pentasa e a cosa serve
Pentasa contiene il principio attivo mesalazina (acido 5-aminosalicilico o 5-ASA), un antinfiammatorio intestinale appartenente al gruppo dei salicilati. La sua azione è locale a livello della mucosa intestinale e permette di ridurre l’infiammazione direttamente nei tratti dell’intestino interessati dalla malattia, limitando gli effetti collaterali sistemici.
Le indicazioni terapeutiche variano a seconda della formulazione utilizzata:
- Pentasa compresse a rilascio modificato e granulato a rilascio prolungato: trattamento della colite ulcerosa e del morbo di Crohn, sia nelle fasi attive della malattia sia per la prevenzione delle recidive;
- Pentasa sospensione rettale: trattamento della colite ulcerosa a localizzazione retto-sigmoidea, sia in fase attiva sia in mantenimento;
- Pentasa supposte: trattamento della proctite ulcerosa (infiammazione del retto), sia in fase attiva sia nel mantenimento della remissione.
Nelle fasi attive di grado severo, il medico può consigliare l’associazione di Pentasa con farmaci cortisonici per potenziare l’efficacia terapeutica.
Formulazioni di Pentasa disponibili
Pentasa è disponibile in Italia in cinque diverse formulazioni, ciascuna pensata per raggiungere in modo ottimale il tratto intestinale interessato dalla patologia:
- Pentasa 500 mg compresse a rilascio modificato — confezione da 50 compresse;
- Pentasa 1 g compresse a rilascio modificato — confezione da 60 compresse;
- Pentasa 1 g granulato a rilascio prolungato — confezione da 50 bustine;
- Pentasa 1 g supposte — confezione da 28 supposte;
- Pentasa 4 g/100 ml sospensione rettale — confezione da 7 contenitori monodose da 100 ml.
Le compresse e il granulato sono indicati per la somministrazione orale, mentre supposte e sospensione rettale agiscono per via locale rispettivamente sul retto e sul tratto retto-sigmoideo. Pentasa è classificato come farmaco di fascia A, soggetto a prescrizione medica con ricetta ripetibile (RR).
Quando non usare Pentasa: controindicazioni
Pentasa non deve essere assunto nei seguenti casi:
- ipersensibilità nota al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti;
- allergia ai salicilati (es. acido acetilsalicilico/aspirina);
- bambini di età inferiore ai 2 anni;
- durante le ultime settimane di gravidanza e durante l’allattamento;
- grave compromissione della funzionalità epatica o renale;
- nefropatie gravi;
- ulcera peptica in fase attiva (lesioni allo stomaco e alla prima parte dell’intestino).
In presenza di una o più di queste condizioni, è fondamentale informare il medico prima di iniziare il trattamento, in modo da valutare alternative terapeutiche più sicure.
Avvertenze e precauzioni d’uso di Pentasa
Prima di iniziare il trattamento con Pentasa è necessario informare il medico o il farmacista in caso di:
- allergia alla sulfasalazina (allergia ai salicilati): in caso di crampi addominali, dolore addominale acuto, diarrea con sangue, febbre, cefalea grave o eruzioni cutanee, sospendere immediatamente il farmaco;
- funzionalità epatica alterata o ridotta;
- disturbi renali: la mesalazina può indurre nefrotossicità e deve essere sospesa in caso di disfunzione renale durante il trattamento;
- trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalità renale (FANS, azatioprina);
- trattamento con azatioprina, 6-mercaptopurina o tioguanina (rischio di discrasie ematiche);
- digestione gastrica particolarmente lenta o stenosi pilorica;
- problemi respiratori, in particolare asma;
- precedenti effetti indesiderati da preparati contenenti sulfasalazina;
- storia di gravi eruzioni cutanee, esfoliazione della cute, vescicole o ulcere alla bocca dopo uso di mesalazina.
L’uso di mesalazina può causare la formazione di calcoli renali, con sintomi quali dolore ai lati dell’addome e sangue nelle urine: si raccomanda di bere una quantità sufficiente di liquidi durante tutto il trattamento.
In caso di cefalea forte o ricorrente, disturbi della vista, ronzii o fischi nelle orecchie è necessario contattare immediatamente il medico, perché potrebbero essere segni di ipertensione intracranica idiopatica.
Sono state riportate reazioni cutanee gravi associate al trattamento con mesalazina, tra cui la sindrome DRESS, la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica: in presenza di sintomi sospetti, interrompere immediatamente il farmaco e rivolgersi al medico.
La mesalazina può causare una colorazione rosso-marrone delle urine dopo il contatto con candeggina contenente ipoclorito di sodio: si tratta di una reazione chimica innocua e non patologica.
Bambini e adolescenti: Pentasa non deve essere usato nei bambini di età inferiore ai 2 anni. Le compresse, in particolare, sono sconsigliate sotto i 6 anni di età.
Interazioni di Pentasa con altri medicinali
Informare il medico o il farmacista riguardo qualsiasi altro medicinale assunto, anche senza prescrizione. Particolare attenzione va prestata in caso di terapia con:
- Azatioprina, 6-mercaptopurina e tioguanina (immunosoppressori);
- Anticoagulanti cumarinici come il warfarin (aumento del tempo di coagulazione);
- Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
- Sulfaniluree (medicinali per il trattamento del diabete);
- Metotrexato (immunosoppressore e antitumorale);
- Probenecid (utilizzato per la gotta);
- Sulfinpirazone (post-infarto miocardico);
- Spironolattone e furosemide (diuretici);
- Rifampicina (antibiotico);
- Corticosteroidi (utilizzati per le infiammazioni).
Pentasa può essere assunto con cibi e bevande senza particolari restrizioni alimentari.
Pentasa in gravidanza e allattamento
In caso di gravidanza in corso, sospetta o programmata, oppure di allattamento al seno, è indispensabile consultare il medico prima di assumere Pentasa. Il medicinale deve essere usato con cautela durante la gravidanza o l’allattamento, e solo in caso di assoluta necessità.
Pentasa non deve essere usato durante le ultime settimane di gravidanza. Sono stati osservati disturbi del sangue in neonati di madri trattate con mesalazina e, in un singolo caso, è stata segnalata insufficienza renale neonatale dopo somministrazione di dosi elevate del farmaco durante la gestazione.
Nei lattanti non possono essere escluse reazioni allergiche come la diarrea: in tal caso, l’allattamento al seno deve essere sospeso.
Guida di veicoli e uso di macchinari: il trattamento con Pentasa non altera la capacità di guidare veicoli o usare macchinari.
Come usare Pentasa: posologia e modalità d’uso
La posologia di Pentasa va sempre stabilita dal medico e adattata alla gravità della malattia, alla localizzazione e alla risposta individuale del paziente. Di seguito le indicazioni generali del foglietto illustrativo.
Posologia di Pentasa compresse e granulato (uso orale)
Adulti — colite ulcerosa:
- Trattamento acuto: fino a 4 g di mesalazina al giorno, in unica somministrazione o suddivisi in 2-4 dosi;
- Trattamento di mantenimento: dose media 2 g al giorno, in unica somministrazione o divisa in 2 dosi.
Adulti — morbo di Crohn:
- Trattamento acuto: 3-4 g di mesalazina al giorno, suddivisi in 2-3 somministrazioni;
- Trattamento di mantenimento: iniziare con 3 g al giorno, suddivisi in 3 somministrazioni.
Bambini dai 6 anni di età: in generale si somministra metà della dose adulta a bambini con peso fino a 40 kg, e dose adulta normale per peso superiore a 40 kg. Trattamento acuto: 30-50 mg/kg/die (max 75 mg/kg/die, comunque non oltre 4 g/die). Trattamento di mantenimento: 15-30 mg/kg/die (max 2 g/die).
Le compresse e le bustine possono essere prese durante o subito dopo i pasti, con acqua o yogurt. Le compresse possono essere deglutite intere oppure rotte o sciolte in un bicchiere o cucchiaio con un po’ d’acqua. Compresse e granulato non devono essere masticati. Dopo l’apertura della bustina, il granulato deve essere assunto entro 24 ore.
Posologia di Pentasa sospensione rettale
La dose raccomandata è di un clisma la sera prima di coricarsi, per 2-3 settimane. È preferibile praticare il clisma con l’intestino libero da feci. Le istruzioni dettagliate per l’applicazione sono riportate sul foglietto illustrativo della confezione, con figure esplicative numerate da 1 a 8.
Posologia di Pentasa supposte
La dose raccomandata è di 1 supposta al giorno, da applicare preferibilmente con l’intestino libero da feci. Se la supposta viene espulsa entro 10 minuti, può essere applicata un’altra supposta.
Sovradosaggio e dose dimenticata
In caso di assunzione di una dose superiore a quella prescritta, contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso più vicino. Se si dimentica una dose, prendere quella successiva all’orario abituale, senza raddoppiare la dose per compensare quella saltata. La durata del trattamento è stabilita dal medico: non interrompere il farmaco senza prima aver consultato il medico curante.
Possibili effetti indesiderati di Pentasa
Come tutti i medicinali, Pentasa può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. È necessario interrompere immediatamente il farmaco e contattare il medico in caso di:
- cefalea forte o ricorrente, disturbi della vista, ronzii o fischi nelle orecchie (possibili segni di ipertensione intracranica idiopatica);
- chiazze rossastre a forma di bersaglio sul tronco, vescicole, esfoliazione cutanea, ulcere a bocca, gola, naso, genitali e occhi, eruzione cutanea estesa, febbre e linfonodi ingrossati (segni di reazioni cutanee gravi).
Effetti indesiderati comuni di Pentasa (fino a 1 persona su 10)
- Mal di testa;
- Aumento della pressione del sangue (ipertensione arteriosa);
- Diarrea;
- Nausea;
- Vomito;
- Flatulenza (gas intestinale);
- Dolore addominale e distensione dell’addome;
- Eruzioni cutanee come orticaria ed eritema;
- Stanchezza (astenia);
- Aumento della temperatura corporea (febbre);
- Per supposte e sospensione rettale: disturbo anale, irritazione al sito di applicazione, prurito, contrazione dello sfintere (tenesmo).
Effetti indesiderati non comuni di Pentasa (fino a 1 persona su 100)
- Sonnolenza;
- Tremore;
- Tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
- Abbassamento della pressione del sangue (ipotensione);
- Prurito;
- Affaticamento;
- Gonfiore del viso (edema del viso).
Effetti indesiderati rari di Pentasa (fino a 1 persona su 1.000)
- Capogiri e vertigini;
- Miocarditi e pericarditi (infiammazioni cardiache) con possibile fiato corto, dolore al petto o palpitazioni;
- Pancreatite acuta;
- Aumento delle amilasi pancreatiche;
- Fotosensibilità (sensibilità aumentata della pelle a luce solare e ultravioletta).
Effetti indesiderati molto rari di Pentasa (fino a 1 persona su 10.000)
- Disturbi del sangue (eosinofilia, anemia, anemia aplastica, leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi, neutropenia, pancitopenia);
- Reazioni di ipersensibilità (allergia) come esantema allergico, febbre da farmaci, sindrome simil-lupoide, pancolite, reazione anafilattica, eritema multiforme;
- Neuropatia periferica;
- Disturbi polmonari (reazioni fibrotiche, dispnea, tosse, broncospasmo, alveoliti allergiche, polmonite eosinofila, polmoniti);
- Disturbi epatici (aumento di enzimi epatici e bilirubina, epatite, epatite colestatica, cirrosi, insufficienza epatica), colelitiasi;
- Alopecia (perdita o assottigliamento dei capelli) reversibile;
- Dolore muscolare (mialgia) e dolore alle articolazioni (artralgia);
- Disturbi renali (nefrite interstiziale, sindrome nefrotica, insufficienza renale, scolorimento delle urine);
- Oligospermia reversibile.
Effetti indesiderati a frequenza non nota
- Angioedema (gonfiore improvviso di viso, labbra o gola);
- Calcoli renali e dolore renale associato;
- Cefalea forte o ricorrente, disturbi della vista, ronzii o fischi nelle orecchie (possibile emicrania o ipertensione intracranica idiopatica).
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Pentasa
Pentasa deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Le indicazioni di conservazione variano a seconda della formulazione:
- Pentasa compresse e granulato: nessuna condizione particolare di conservazione richiesta. Dopo l’apertura della bustina di granulato, utilizzare entro 24 ore;
- Pentasa sospensione rettale: non conservare a temperatura superiore ai 25°C, non refrigerare né congelare; conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce;
- Pentasa supposte: conservare nella confezione originale a temperatura ambiente.
Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (la data si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato). Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non utilizzati per contribuire a proteggere l’ambiente.
FAQ su Pentasa
A cosa serve Pentasa?
Pentasa è un antinfiammatorio intestinale a base di mesalazina, indicato per il trattamento della colite ulcerosa, del morbo di Crohn e della proctite ulcerosa. Agisce sia nelle fasi attive della malattia sia nella prevenzione delle recidive, riducendo l’infiammazione direttamente sulla mucosa intestinale.
Quante formulazioni di Pentasa esistono?
In Italia Pentasa è commercializzato da Ferring S.p.A. in cinque formulazioni: compresse a rilascio modificato da 500 mg e 1 g, granulato a rilascio prolungato in bustine da 1 g, supposte da 1 g e sospensione rettale da 4 g/100 ml. La scelta della formulazione dipende dalla localizzazione della malattia e dalla valutazione del medico.
Pentasa serve la ricetta medica?
Sì, Pentasa è un farmaco di fascia A soggetto a prescrizione medica con ricetta ripetibile (RR). Il costo può essere rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, eventualmente con il pagamento di un ticket secondo le normative regionali vigenti.
Pentasa può causare colorazione anomala delle urine?
Sì, la mesalazina può causare una colorazione rosso-marrone delle urine quando entra in contatto con candeggina contenente ipoclorito di sodio (presente nell’acqua del wc). Si tratta di una reazione chimica innocua e non è segno di alcun problema di salute.
Pentasa si può prendere in gravidanza?
Pentasa deve essere usato in gravidanza solo in caso di assoluta necessità e sotto stretto controllo medico. È controindicato durante le ultime settimane di gravidanza e durante l’allattamento. Sono stati osservati disturbi del sangue in neonati di madri trattate con mesalazina, quindi la decisione spetta sempre al medico curante.
Pentasa si può dare ai bambini?
Pentasa è controindicato nei bambini di età inferiore ai 2 anni. Le compresse sono sconsigliate sotto i 6 anni. Dai 6 anni in su il farmaco può essere prescritto, con dosi adeguate al peso corporeo: in genere metà della dose adulta per peso fino a 40 kg, dose adulta normale per peso superiore.
Pentasa si può assumere con il cibo?
Sì, le compresse e le bustine di granulato di Pentasa possono essere assunte durante o subito dopo i pasti, con acqua o yogurt. Le compresse possono essere deglutite intere oppure rotte o sciolte in acqua, ma non devono essere masticate. Anche il granulato non va masticato.
Cosa fare se si dimentica una dose di Pentasa?
Se si dimentica una dose di Pentasa, è sufficiente prendere quella successiva all’orario abituale. Non bisogna mai raddoppiare la dose per compensare quella saltata. La continuità del trattamento è importante per mantenere l’efficacia terapeutica, quindi si consiglia di seguire orari regolari di assunzione.
