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Perindopril: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Perindopril è un principio attivo appartenente alla classe degli ACE-inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina), ampiamente utilizzato nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, dell’insufficienza cardiaca e nella prevenzione di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con coronaropatia stabile. In Italia il perindopril è commercializzato in tre forme saline differenti (tert-butilammina/erbumina, arginina e tosilato) con vari dosaggi e numerosi titolari AIC. Le informazioni che seguono si basano sui dati del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Perindopril e a cosa serve

Perindopril è un farmaco appartenente alla classe degli ACE-inibitori, una categoria di medicinali che agisce dilatando i vasi sanguigni e facilitando così il lavoro del cuore nel pompare il sangue. Riducendo la resistenza vascolare periferica, perindopril abbassa la pressione arteriosa e diminuisce il carico di lavoro cardiaco.

Perindopril è indicato per:

  • il trattamento dell’ipertensione (pressione arteriosa elevata);
  • il trattamento dell’insufficienza cardiaca, condizione nella quale il cuore non riesce a pompare una quantità sufficiente di sangue per soddisfare le esigenze dell’organismo;
  • la riduzione del rischio di eventi cardiaci, come l’infarto, in pazienti con coronaropatia stabile (riduzione o blocco dell’apporto di sangue al cuore) che hanno già avuto un infarto e/o un intervento di rivascolarizzazione miocardica.

L’effetto di perindopril inizia entro circa un’ora dall’assunzione, raggiunge il picco dopo 4-6 ore e si protrae per circa 24 ore: per questo è sufficiente una sola somministrazione giornaliera.

Formulazioni e dosaggi disponibili di Perindopril

In Italia, perindopril è disponibile in tre forme saline diverse, ciascuna con dosaggi specifici. Le tre forme sono terapeuticamente equivalenti, ma a causa del diverso peso molecolare i dosaggi non si corrispondono in modo lineare.

Perindopril tert-butilammina (erbumina)

Forma salina commercializzata da numerosi titolari AIC come medicinale equivalente (DOC Generici, EG, Almus, Sandoz, Mylan, Teva, ecc.):

  • Perindopril 2 mg compresse;
  • Perindopril 4 mg compresse;
  • Perindopril 8 mg compresse.

Perindopril arginina

Forma salina dell’originator Servier (commercializzato come Coversyl, Procaptan):

  • Perindopril arginina 5 mg compresse rivestite con film;
  • Perindopril arginina 10 mg compresse rivestite con film.

Perindopril tosilato

Forma salina più recente, commercializzata in Italia da diversi titolari (es. Teva Italia):

  • Perindopril tosilato 5 mg compresse rivestite con film;
  • Perindopril tosilato 10 mg compresse rivestite con film.

Equivalenze tra forme saline

A titolo indicativo, 4 mg di perindopril tert-butilammina corrispondono a circa 5 mg di perindopril arginina o tosilato, mentre 8 mg di tert-butilammina equivalgono a circa 10 mg di arginina o tosilato. Il passaggio tra una forma e l’altra deve sempre avvenire sotto controllo medico.

Quando non prendere Perindopril: controindicazioni

Non assumere Perindopril nei seguenti casi:

  • ipersensibilità al perindopril (in qualsiasi forma salina), ad altri ACE-inibitori o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
  • precedenti episodi di angioedema (gonfiore del viso, della lingua o della gola, prurito intenso o gravi eruzioni cutanee) correlati a un trattamento con ACE-inibitori, oppure angioedema ereditario o idiopatico;
  • gravidanza oltre il terzo mese (è preferibile evitare perindopril anche nella fase iniziale della gravidanza);
  • contemporanea assunzione di medicinali contenenti aliskiren in pazienti con diabete o con compromissione della funzione renale;
  • uso concomitante con sacubitril/valsartan (i due medicinali non devono essere assunti contemporaneamente).

Avvertenze e precauzioni d’uso di Perindopril

Prima di iniziare il trattamento con Perindopril, è necessario informare il medico se ricorre una delle seguenti condizioni:

  • stenosi aortica (restringimento dell’arteria principale che nasce dal cuore), cardiomiopatia ipertrofica o stenosi dell’arteria renale;
  • altri problemi cardiaci o vascolari;
  • problemi di fegato (rischio di epatite o ittero colestatico);
  • problemi renali o trattamento dialitico;
  • malattia vascolare del collagene quale lupus eritematoso sistemico o sclerodermia;
  • diabete mellito;
  • dieta iposodica o uso di sostituti del sale contenenti potassio;
  • programmazione di interventi chirurgici o anestesia generale;
  • trattamento di aferesi delle LDL (depurazione del sangue dal colesterolo);
  • desensibilizzazione per allergia alle punture di api o vespe;
  • recente diarrea, vomito o stato di disidratazione;
  • intolleranza ad alcuni zuccheri (alcune formulazioni contengono lattosio);
  • origine afro-caraibica: in questi pazienti il rischio di angioedema è maggiore e l’efficacia ipotensiva può essere ridotta.

Angioedema durante il trattamento con Perindopril

In pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso perindopril, è stato riportato angioedema, una grave reazione allergica con gonfiore del viso, delle labbra, della lingua o della gola accompagnato da difficoltà a deglutire o respirare. Può verificarsi in qualunque momento del trattamento, anche dopo mesi o anni di assunzione regolare. Alla comparsa di tali sintomi, interrompere immediatamente il farmaco e consultare un medico in urgenza.

Uso di Perindopril nei bambini e adolescenti

L’uso di perindopril non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, in quanto la sicurezza e l’efficacia in questa fascia di età non sono state stabilite.

Interazioni di Perindopril con altri medicinali

Informare il medico o il farmacista se si stanno assumendo, sono stati assunti di recente o potrebbero essere assunti altri medicinali. L’effetto di Perindopril può essere modificato dall’assunzione di altri farmaci e, in alcuni casi, può essere necessario un aggiustamento posologico. Tra i medicinali che possono interagire con perindopril si segnalano:

  • altri antipertensivi, inclusi gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II (sartani come valsartan, telmisartan, irbesartan), aliskiren e i diuretici;
  • farmaci risparmiatori di potassio (triamterene, amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio;
  • eplerenone e spironolattone (alle dosi tra 12,5 mg e 50 mg al giorno) usati nell’insufficienza cardiaca;
  • litio, utilizzato per il trattamento della mania o della depressione;
  • FANS (es. ibuprofene) o dosi elevate di aspirina;
  • medicinali per il diabete (insulina, metformina, gliptine come linagliptina, saxagliptina, sitagliptina, vildagliptina): rischio di ipoglicemia;
  • baclofene (rilassante muscolare);
  • antidepressivi triciclici e antipsicotici;
  • immunosoppressori come ciclosporina e tacrolimus;
  • trimetoprim (antibatterico);
  • estramustina (terapia oncologica);
  • allopurinolo (per la gotta);
  • procainamide (antiaritmico);
  • vasodilatatori e nitrati;
  • eparina;
  • simpaticomimetici (efedrina, noradrenalina, adrenalina);
  • sali di oro per via endovenosa (utilizzati nell’artrite reumatoide);
  • racecadotril (per la diarrea), sirolimus, everolimus, temsirolimus e altri inibitori di mTOR (rischio aumentato di angioedema);
  • sacubitril/valsartan (controindicazione assoluta).

Perindopril con cibi e bevande

L’assunzione di alcol durante il trattamento con perindopril può accentuare la sensazione di vertigini e capogiri legata al calo pressorio. Verificare con il medico la possibilità di consumare alcolici durante la terapia. È preferibile assumere perindopril prima dei pasti, al mattino.

Perindopril in gravidanza e allattamento

In caso di gravidanza in corso, sospetta o programmata, oppure durante l’allattamento, è necessario consultare il medico o il farmacista prima di assumere perindopril.

Gravidanza

Perindopril non è raccomandato all’inizio della gravidanza ed è controindicato dal secondo trimestre in poi, in quanto può causare grave danno al feto se assunto dopo il terzo mese di gestazione. Se viene scoperta una gravidanza durante il trattamento, il medico interromperà perindopril e prescriverà un antipertensivo alternativo compatibile.

Allattamento

Perindopril non è raccomandato per le donne che stanno allattando, in particolare se il neonato è prematuro. Il medico potrà valutare un trattamento alternativo o suggerire la sospensione dell’allattamento.

Effetti sulla guida e sull’uso di macchinari

Perindopril di norma non altera la vigilanza, ma in alcuni pazienti può provocare capogiri o stanchezza, soprattutto a inizio terapia o dopo un aumento di dose, in relazione alla riduzione della pressione arteriosa. In presenza di tali sintomi, la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari può risultare ridotta.

Come prendere Perindopril: posologia

Assumere perindopril sempre seguendo esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. La compressa va inghiottita con un bicchiere d’acqua, preferibilmente ogni giorno alla stessa ora, al mattino e prima del pasto. Le dosi indicate di seguito si riferiscono alla forma perindopril tert-butilammina (erbumina): per arginina e tosilato i dosaggi corrispondenti sono diversi (vedere paragrafo “Equivalenze tra forme saline”).

Posologia di Perindopril nell’ipertensione

La dose iniziale e di mantenimento abituale è di 4 mg una volta al giorno (5 mg per le forme arginina/tosilato). Dopo un mese, se necessario, la dose può essere aumentata fino a 8 mg una volta al giorno (10 mg per arginina/tosilato), che rappresenta la dose massima raccomandata per il trattamento dell’ipertensione.

Nei pazienti di età superiore ai 65 anni, la dose iniziale è di 2 mg una volta al giorno, eventualmente aumentabile dopo un mese a 4 mg e successivamente a 8 mg al giorno.

Posologia di Perindopril nell’insufficienza cardiaca

La dose iniziale abituale è di 2 mg una volta al giorno. Dopo due settimane, se ben tollerata, la dose può essere aumentata a 4 mg una volta al giorno, che costituisce la dose massima raccomandata per questa indicazione.

Posologia di Perindopril nella coronaropatia stabile

La dose iniziale abituale è di 4 mg una volta al giorno. Dopo due settimane, in funzione della risposta clinica e della tolleranza, può essere aumentata a 8 mg una volta al giorno (dose massima raccomandata).

Nei pazienti con più di 65 anni, la dose iniziale è di 2 mg una volta al giorno; dopo una settimana è possibile aumentare a 4 mg e dopo un’ulteriore settimana a 8 mg al giorno.

Sovradosaggio di Perindopril

In caso di assunzione di una quantità eccessiva di compresse, recarsi immediatamente al pronto soccorso o consultare il medico. L’effetto più probabile del sovradosaggio è un marcato abbassamento della pressione che può provocare vertigini o svenimenti; in attesa dei soccorsi può essere utile sdraiarsi tenendo le gambe sollevate.

Dose dimenticata di Perindopril

È importante assumere il medicinale ogni giorno, in quanto un trattamento regolare è più efficace. In caso di dimenticanza, assumere la dose successiva al solito orario, senza raddoppiare la dose per compensare quella saltata.

Interruzione del trattamento con Perindopril

Il trattamento con perindopril è di norma a lungo termine e spesso a vita. Non interrompere mai l’assunzione senza prima consultare il medico, anche se ci si sente bene: la sospensione improvvisa può comportare un rapido peggioramento del controllo pressorio o dell’insufficienza cardiaca.

Possibili effetti indesiderati di Perindopril

Come tutti i medicinali, perindopril può causare effetti indesiderati, sebbene non tutti i pazienti li manifestino.

Effetti indesiderati gravi che richiedono assistenza immediata

Sospendere il farmaco e contattare immediatamente il medico in caso di:

  • gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola con difficoltà a respirare (angioedema);
  • gravi capogiri o svenimenti dovuti a bassa pressione arteriosa;
  • battito cardiaco insolitamente rapido o irregolare, dolore al petto (angina) o infarto;
  • debolezza degli arti o difficoltà nel parlare, possibili segni di ictus;
  • improvvisa difficoltà respiratoria, dolore toracico, respiro corto (broncospasmo);
  • infiammazione del pancreas con dolore addominale grave irradiato alla schiena e malessere intenso;
  • ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero), possibile segno di epatite;
  • eruzioni cutanee con macchie rosse pruriginose su viso, braccia o gambe (eritema multiforme).

Altri effetti che richiedono attenzione medica

Sospendere il farmaco e informare il medico in caso di:

  • problemi renali;
  • alterazioni degli esami del sangue come livelli elevati di potassio (reversibili con la sospensione) o bassi livelli di sodio;
  • infezione polmonare (polmonite eosinofila);
  • comparsa di lividi o sanguinamenti inspiegabili;
  • febbre o infezioni ricorrenti;
  • stanchezza o affanno più accentuati del normale;
  • alterazioni del sangue: riduzione di globuli bianchi, globuli rossi, emoglobina o piastrine.

Effetti indesiderati comuni di Perindopril

Effetti comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 10):

  • mal di testa;
  • capogiro;
  • vertigini;
  • formicolio (parestesie);
  • disturbi della vista;
  • tinnito o acufene (sensazione di rumore nelle orecchie);
  • tosse secca persistente;
  • respiro corto (dispnea);
  • disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, dolore addominale, alterazioni del gusto, dispepsia, diarrea, stitichezza;
  • reazioni allergiche cutanee (eruzioni, prurito);
  • crampi muscolari;
  • sensazione di stanchezza.

Effetti indesiderati non comuni e rari

Effetti non comuni (fino a 1 paziente su 100):

  • alterazioni dell’umore;
  • disturbi del sonno e insonnia;
  • secchezza della bocca;
  • prurito intenso o gravi eruzioni cutanee;
  • vescicole sulla pelle;
  • impotenza;
  • sudorazione eccessiva;
  • eosinofilia (eccesso di un tipo di globuli bianchi);
  • sonnolenza, svenimento, palpitazioni, tachicardia;
  • vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni);
  • reazione di fotosensibilizzazione;
  • artralgia, mialgia, dolore al petto, malessere;
  • edema periferico, febbre, rischio di cadute;
  • ipoglicemia in pazienti diabetici, aumento di urea e creatinina plasmatiche.

Effetti rari (fino a 1 paziente su 1.000):

  • aumento degli enzimi epatici e della bilirubina sierica;
  • peggioramento della psoriasi.

Effetti molto rari (fino a 1 paziente su 10.000):

  • stato confusionale;
  • rinite (naso congestionato o gocciolante).

Frequenza non nota:

  • colorazione anormale, intorpidimento e dolore alle dita di mani o piedi (fenomeno di Raynaud).

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Conservazione di Perindopril

Tenere Perindopril fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Conservare a temperatura inferiore a 25 °C, nella confezione originale per proteggerlo dall’umidità.

Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (la data si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato). Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico né tra i rifiuti domestici: chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati per contribuire a proteggere l’ambiente.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Perindopril

A cosa serve Perindopril?

Perindopril è un ACE-inibitore utilizzato per trattare l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza cardiaca e per ridurre il rischio di eventi cardiaci (come l’infarto) in pazienti con coronaropatia stabile. Agisce dilatando i vasi sanguigni e riducendo il lavoro del cuore.

Qual è la differenza tra Perindopril arginina, tosilato ed erbumina?

Si tratta di tre forme saline diverse dello stesso principio attivo, terapeuticamente equivalenti. La differenza è solo nel peso molecolare: 4 mg di erbumina (tert-butilammina) corrispondono a circa 5 mg di arginina o tosilato, mentre 8 mg di erbumina equivalgono a circa 10 mg di arginina o tosilato. Il passaggio da una forma all’altra deve avvenire sotto controllo medico.

Quando si prende Perindopril, al mattino o alla sera?

Perindopril si assume preferibilmente al mattino, prima del pasto, ogni giorno alla stessa ora. L’assunzione mattutina pre-prandiale ne ottimizza l’assorbimento e garantisce una copertura pressoria delle 24 ore con una sola compressa.

Perindopril fa venire la tosse?

La tosse secca persistente è un effetto indesiderato comune di tutti gli ACE-inibitori, perindopril compreso, e può interessare fino a 1 paziente su 10. Si manifesta in genere nelle prime settimane di trattamento e regredisce alla sospensione. Se la tosse risulta invalidante, il medico può valutare il passaggio a un sartano (ARB), classe di farmaci con meccanismo simile ma con minore incidenza di tosse.

Per quanto tempo si deve prendere Perindopril?

Il trattamento con perindopril è di norma a lungo termine, spesso a vita, sia nell’ipertensione sia nell’insufficienza cardiaca o nella coronaropatia stabile. Non interrompere mai l’assunzione senza prima parlare con il medico: la sospensione improvvisa può comportare un rapido peggioramento del controllo pressorio o della funzione cardiaca.

Perindopril si può assumere in gravidanza?

No, perindopril è controindicato in gravidanza, soprattutto dal secondo trimestre, perché può causare gravi danni al feto. Anche nella fase iniziale della gravidanza è preferibile evitarlo. Se si sta pianificando una gravidanza o si scopre di essere incinta durante il trattamento, è necessario informare immediatamente il medico, che prescriverà un antipertensivo alternativo compatibile.

Cosa succede se dimentico una dose di Perindopril?

In caso di dimenticanza, assumere la dose successiva al solito orario, senza raddoppiarla per recuperare quella saltata. Una singola dose dimenticata non compromette in modo significativo il controllo pressorio, ma è importante mantenere la regolarità del trattamento per garantirne l’efficacia.

Si può bere alcol durante la terapia con Perindopril?

L’alcol può potenziare l’effetto ipotensivo di perindopril e accentuare capogiri e vertigini, soprattutto a inizio terapia o dopo un aumento di dose. Verificare con il medico se e in quale misura sia possibile consumare alcolici durante il trattamento.

Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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