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Pevaryl: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Pevaryl è un medicinale antimicotico a base di econazolo (sotto forma di econazolo nitrato nella maggior parte delle formulazioni), appartenente alla classe dei derivati imidazolici, utilizzato per il trattamento locale di infezioni della pelle e delle mucose causate da funghi, lieviti e dermatofiti, comprese le sospette infezioni concomitanti da batteri Gram-positivi. Disponibile in numerose formulazioni dermatologiche e ginecologiche, è prodotto da Karo Healthcare AB. Le informazioni che seguono sono tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al Marzo-Aprile 2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Pevaryl e a cosa serve

Pevaryl è un medicinale antimicotico per uso topico il cui principio attivo è l’econazolo nitrato (in alcune formulazioni indicato semplicemente come econazolo). L’econazolo appartiene alla classe degli imidazoli, una famiglia di antifungini ad ampio spettro che agiscono interferendo con la sintesi dell’ergosterolo, un componente essenziale della membrana cellulare dei funghi. Bloccando questa sintesi, Pevaryl provoca la rottura della membrana fungina e quindi la morte del microrganismo.

Le formulazioni dermatologiche di Pevaryl sono indicate per il trattamento locale di:

  • micosi cutanee causate da dermatofiti, candidiasi cutanee e sospette infezioni concomitanti da batteri Gram-positivi (in particolare tinea pedis, tinea cruris, tinea corporis, tinea manuum);
  • Pityriasis Versicolor, un’infezione micotica della pelle caratterizzata dallo sviluppo di macchie chiare e scure leggermente squamose, principalmente sul tronco, sulle braccia, sul viso, sul collo e sulle spalle.

È importante distinguere queste patologie da altre affezioni cutanee con sintomi simili ma origine diversa: la dermatite seborroica, la forfora, la psoriasi, l’impetigine, l’herpes labiale o la follicolite, ad esempio, non sono di natura micotica e richiedono trattamenti specifici diversi da Pevaryl. Anche l’acne e la pelle secca non sono indicazioni per cui Pevaryl è autorizzato.

Le formulazioni ginecologiche (ovuli e soluzione cutanea per genitali esterni) sono invece indicate per il trattamento locale delle micosi della regione vaginale (interna) e della regione genitale (esterna), comunemente note come micosi vulvovaginali. La soluzione cutanea per genitali esterni è indicata anche nel trattamento delle micosi dei genitali esterni dell’uomo (Balanitis micotica). Il principio attivo è particolarmente efficace contro la Candida, la principale responsabile delle infezioni vulvovaginali femminili. È importante non confondere la candidosi vaginale con altre patologie urogenitali come la cistite, l’uretrite o la secchezza vaginale tipica della menopausa, condizioni che richiedono terapie specifiche e una diagnosi medica accurata.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se i sintomi peggiorano dopo le applicazioni indicate.

Formulazioni e composizione di Pevaryl

Pevaryl è disponibile in numerose forme farmaceutiche, suddivise in due grandi gruppi: dermatologiche (per la pelle) e ginecologiche (per uso intravaginale o sui genitali esterni). Tutte le formulazioni contengono come principio attivo l’econazolo nitrato (o econazolo nelle formulazioni in soluzione cutanea), in concentrazione 1% nelle preparazioni topiche o in dosaggi specifici negli ovuli.

Formulazioni dermatologiche di Pevaryl

Le formulazioni dermatologiche di Pevaryl autorizzate da AIFA sono cinque:

  • Pevaryl 1% crema: tubo da 30 g. Contiene econazolo nitrato 1 g per 100 g di crema. Eccipienti: miscela di esteri dell’acido stearico con glicoli, miscela di acidi grassi con glicole polietilenico, olio di vaselina, butilidrossianisolo, acido benzoico, acqua depurata.
  • Pevaryl 1% spray cutaneo, soluzione alcolica: flacone da 30 g. Contiene econazolo nitrato 1 g per 100 g, alcool etilico (49,5%), glicole propilenico, profumo n. 4074, tris(idrossimetil)amino metano.
  • Pevaryl 1% polvere cutanea: flacone da 30 g. Contiene econazolo nitrato 1 g per 100 g, silice precipitata, profumo n. 4074, ossido di zinco, talco.
  • Pevaryl 1% emulsione cutanea: flacone da 30 ml. Contiene econazolo nitrato 1 g per 100 g, miscela di esteri dell’acido stearico con glicoli, miscela di acidi grassi con glicole polietilenico, olio di vaselina, butilidrossianisolo, acido benzoico, profumo, acqua depurata.
  • Pevaryl 1% soluzione cutanea non alcolica: confezione da 6 bustine da 10 g. Contiene econazolo (non nitrato) 1 g per 100 g, polisorbato 20, alcool benzilico, sorbitan monolaurato, poliossietilenglicole 6000 distearato, acqua depurata. Indicata specificamente per il trattamento della Pityriasis Versicolor.

Formulazioni ginecologiche di Pevaryl

Le formulazioni ginecologiche di Pevaryl autorizzate da AIFA sono quattro:

  • Pevaryl 50 mg ovuli: blister da 15 ovuli. Ogni ovulo contiene 50 mg di econazolo nitrato, miscela di trigliceridi sintetici e miscela di gliceridi sintetici.
  • Pevaryl 150 mg ovuli: blister da 6 ovuli. Ogni ovulo contiene 150 mg di econazolo nitrato, miscela di trigliceridi e gliceridi sintetici.
  • Pevaryl 150 mg ovuli a rilascio prolungato: blister da 2 ovuli. Ogni ovulo contiene 150 mg di econazolo nitrato micronizzato, polisaccaride galattomanano, silice colloidale, miscela di trigliceridi di acidi grassi saturi, miscela di trigliceridi sintetici, stearil eptanoato.
  • Pevaryl 1% soluzione cutanea per genitali esterni: flacone in polietilene da 60 ml. Contiene econazolo 1,033 g per 100 ml, polisorbato 20, alcool benzilico, sorbitan monolaurato, macrogol 6000 distearato, acido lattico, profumo n. 4074, acqua depurata.

Come si usa Pevaryl: posologia e modalità d’uso

Le modalità di applicazione di Pevaryl variano in base alla formulazione e all’indicazione terapeutica. Salvo diversa prescrizione medica, le indicazioni standard sono le seguenti.

Pevaryl crema, spray, polvere, emulsione: dosaggio

Pevaryl deve essere applicato sulle zone cutanee infette con un leggero massaggio, 2 volte al giorno (mattina e sera). La durata abituale del trattamento è di 2-4 settimane. Se i sintomi non migliorano dopo 4 settimane è necessario consultare il medico. Nel caso di infezioni negli spazi intertriginosi (per esempio gli spazi tra le dita del piede o le pieghe dei glutei) può risultare utile l’impiego della formulazione in polvere cutanea. Se è presente essudato (liquido o sangue) tra le piaghe, è opportuno ripulire la zona con garze o bende prima dell’applicazione.

Pevaryl soluzione cutanea non alcolica: trattamento Pityriasis Versicolor

La soluzione cutanea non alcolica è formulata specificamente per la Pityriasis Versicolor. Va cosparsa, per tre sere consecutive, su tutto il corpo umido ponendo il prodotto su una spugna senza poi risciacquare. Il medicinale agisce durante la notte e va rimosso con un lavaggio il mattino seguente. Il trattamento di tutta la superficie corporea consente l’eliminazione del fungo anche dove la pelle appare apparentemente sana. Se dopo 15 giorni dal termine delle applicazioni la Pityriasis Versicolor non risulta debellata, il trattamento va ripetuto. Per evitare ricadute si raccomanda di ripetere il trattamento dopo 1 e 3 mesi.

Pevaryl ovuli: dosaggio nelle micosi vulvovaginali

Le posologie degli ovuli vaginali variano in base al dosaggio:

  • Pevaryl 50 mg ovuli: inserire profondamente in vagina 1 ovulo per 15 giorni, ogni sera prima di coricarsi, preferibilmente in posizione sdraiata. Il trattamento deve essere continuato anche dopo la scomparsa del prurito e delle perdite bianche (leucorrea).
  • Pevaryl 150 mg ovuli: inserire profondamente in vagina 1 ovulo per 3 giorni consecutivi, ogni sera prima di coricarsi. Ripetere il trattamento se la micosi si ripresenta o se l’esame colturale di controllo dopo una settimana è ancora positivo.
  • Pevaryl 150 mg ovuli a rilascio prolungato: terapia di un solo giorno. Introdurre profondamente in vagina 1 ovulo a rilascio prolungato al mattino e 1 alla sera, preferibilmente in posizione sdraiata.

Pevaryl soluzione cutanea per genitali esterni

Per le donne, la soluzione cutanea per genitali esterni può essere usata come terapia complementare degli ovuli vaginali Pevaryl: detergere i genitali esterni con 10 cc (1 dose) di soluzione disciolti in acqua calda, 1 o 2 volte al giorno. Per gli uomini, può essere utilizzata come terapia complementare nel trattamento della Balanitis micotica, sempre disciolta in acqua calda; dopo il trattamento non si deve risciacquare.

Controindicazioni e avvertenze di Pevaryl

Pevaryl non deve essere usato in caso di ipersensibilità all’econazolo nitrato (o all’econazolo) o ad uno qualsiasi degli altri componenti del medicinale. I pazienti già allergici ad altri imidazoli possono essere sensibili anche all’econazolo a causa della reattività crociata.

Pevaryl è indicato esclusivamente per uso esterno (cutaneo o intravaginale): non deve essere utilizzato per uso oftalmico né per uso orale. Se durante il trattamento si verificano reazioni allergiche o irritazione cutanea, è necessario interrompere immediatamente l’uso e contattare il medico.

Avvertenze specifiche per alcune formulazioni:

  • Polvere cutanea: contiene talco, è necessario evitarne l’inalazione per prevenire l’irritazione delle vie aeree, soprattutto nei bambini e nei neonati. Una massiccia aspirazione accidentale può provocare blocco delle vie aeree.
  • Spray cutaneo: l’applicazione deve avvenire evitando di inalare il prodotto e senza farne un uso eccessivo. Contiene 49,5% di etanolo e glicole propilenico, che possono causare bruciore sulla pelle danneggiata e irritazione locale; non utilizzare su ferite aperte o aree estese di pelle danneggiata (come ustioni) senza consulto medico.
  • Crema, emulsione cutanea: contengono butilidrossianisolo, che può causare reazioni cutanee localizzate (ad es. dermatiti da contatto) o irritazione di occhi e mucose; contengono inoltre acido benzoico (60 mg per tubo/flacone da 30 g, equivalenti a 2 mg/g), che può causare irritazione locale e aumentare l’ittero nei neonati fino a 4 settimane di età.
  • Soluzione cutanea non alcolica e soluzione per genitali esterni: contengono alcool benzilico (1 mg/g circa), che può causare reazioni allergiche e lieve irritazione locale.
  • Polvere cutanea, spray, emulsione, soluzione per genitali esterni: contengono il profumo n. 4074, che include allergeni come linalolo, citronellolo, geraniolo, cumarina, eugenolo, isoeugenolo, farnesolo, alcol benzilico e cinnamale, potenzialmente responsabili di reazioni allergiche.
  • Ovuli a rilascio prolungato: contengono stearil eptanoato, che può causare reazioni cutanee localizzate (ad es. dermatite da contatto).

Per le formulazioni ginecologiche, è importante evitare il contatto degli ovuli e della soluzione per genitali esterni con contraccettivi a base di lattice (preservativi e diaframmi), perché l’uso contemporaneo con preparati antimicrobici può ridurre l’efficacia del contraccettivo. Anche gli spermicidi possono essere inattivati dai trattamenti vaginali locali. Pevaryl non deve essere usato contemporaneamente ad altri prodotti per il trattamento, interno o esterno, dei genitali.

Le formulazioni ginecologiche non devono essere usate in bambini e adolescenti tra i 2 e i 16 anni né in pazienti anziani di età superiore ai 65 anni, per assenza di dati di sicurezza adeguati.

Interazioni di Pevaryl con altri medicinali

L’econazolo è un noto inibitore degli enzimi epatici CYP3A4 e CYP2C9. Anche se la disponibilità sistemica del farmaco dopo applicazione cutanea o vaginale è limitata (assorbimento sistemico inferiore al 10% sulla pelle intatta), sono state segnalate interazioni clinicamente rilevanti, in particolare con gli anticoagulanti orali.

L’interazione più documentata riguarda i farmaci anticoagulanti come warfarin e acenocumarolo: Pevaryl può modificarne l’effetto, potenziandolo. Per questo motivo, nei pazienti in terapia con anticoagulanti orali è necessario:

  • usare cautela durante l’applicazione di Pevaryl;
  • monitorare più frequentemente l’INR e le analisi del sangue;
  • valutare con il medico un eventuale aggiustamento del dosaggio dell’anticoagulante orale durante il trattamento con econazolo e dopo la sua interruzione.

È fondamentale informare il medico o il farmacista di tutti i medicinali assunti, recentemente assunti o che si potrebbero assumere durante il trattamento con Pevaryl, inclusi quelli senza obbligo di prescrizione.

Pevaryl in gravidanza e allattamento

Se si è in corso di gravidanza, si sospetta o si pianifica una gravidanza, oppure si sta allattando con latte materno, è necessario consultare il medico o il farmacista prima di usare Pevaryl.

Pevaryl durante la gravidanza

A causa dell’assorbimento sistemico (per le formulazioni cutanee) o vaginale (per le formulazioni ginecologiche), Pevaryl non deve essere usato nel primo trimestre di gravidanza, salvo che il medico non lo consideri necessario per la salute della paziente. Pevaryl può essere utilizzato durante il secondo e il terzo trimestre solo se il medico stabilisce che il potenziale beneficio per la madre supera i possibili rischi per il bambino.

Pevaryl durante l’allattamento

Non è noto se l’econazolo nitrato sia escreto nel latte materno umano. Studi sugli animali hanno evidenziato che il principio attivo e i suoi metaboliti possono essere escreti nel latte. Per questo motivo Pevaryl deve essere utilizzato con cautela durante l’allattamento e sotto stretto controllo medico.

Pevaryl, guida e uso di macchinari

Non sono noti effetti di Pevaryl sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Tuttavia, in caso di reazioni di ipersensibilità o irritazione, è prudente sospendere temporaneamente attività che richiedano alto livello di attenzione fino al chiarimento dei sintomi.

Effetti indesiderati di Pevaryl

Come tutti i medicinali, Pevaryl può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. L’uso di prodotti per uso topico, soprattutto se prolungato, può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione cutanea o vere e proprie reazioni di allergia. Se ciò si verifica, è necessario sospendere il trattamento e consultare il medico. In caso di reazioni locali particolarmente intense, il trattamento deve essere interrotto.

Effetti indesiderati comuni di Pevaryl

Possono interessare fino a 1 persona su 10:

  • prurito;
  • sensazione di bruciore della pelle;
  • dolore al sito di applicazione.

Effetti indesiderati non comuni di Pevaryl

Possono interessare fino a 1 persona su 100:

  • eritema;
  • malessere generale;
  • gonfiore al sito di applicazione;
  • eruzioni sulla pelle (rash) — in particolare con le formulazioni ginecologiche;
  • sensazione di bruciore della regione vulvovaginale (formulazioni ginecologiche).

Effetti indesiderati rari e con frequenza non nota di Pevaryl

Effetti indesiderati rari (fino a 1 persona su 1.000) o molto rari (fino a 1 persona su 10.000) includono l’eritema con la soluzione cutanea per genitali esterni. Effetti indesiderati con frequenza non nota includono:

  • ipersensibilità;
  • angioedema (gonfiore di viso, bocca, labbra e/o lingua);
  • dermatite da contatto;
  • eruzione cutanea (rash);
  • orticaria;
  • formazione di vescicole;
  • esfoliazione della pelle;
  • dolore, irritazione e gonfiore al sito di applicazione (formulazioni ginecologiche).

In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva di Pevaryl possono verificarsi nausea, vomito e diarrea: è necessario avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. In caso di contatto accidentale con gli occhi, sciacquare con acqua pulita o soluzione salina e rivolgersi al medico se i sintomi persistono.

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Come conservare Pevaryl

Pevaryl deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Le condizioni di conservazione variano in base alla formulazione:

  • Pevaryl polvere cutanea: non richiede particolari condizioni di conservazione.
  • Pevaryl crema, spray, emulsione: conservare a temperatura inferiore ai 25°C.
  • Pevaryl ovuli: conservare a temperatura inferiore ai 30°C.
  • Pevaryl soluzione cutanea non alcolica e soluzione per genitali esterni: non richiedono particolari condizioni di conservazione.

Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione dopo la parola “Scad.”: la data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato e al prodotto in confezionamento integro e correttamente conservato. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non utilizzati, contribuendo così a proteggere l’ambiente.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Pevaryl

Pevaryl serve davvero per la candida?

Sì, Pevaryl nelle formulazioni ginecologiche (ovuli e soluzione per genitali esterni) è specificamente indicato per il trattamento delle micosi vulvovaginali, di cui la Candida albicans è la principale responsabile. L’econazolo nitrato è un antimicotico ad ampio spettro particolarmente efficace contro lieviti come la Candida. La candidosi vaginale può essere favorita da diversi fattori predisponenti tra cui antibioticoterapia prolungata, diabete, abbassamento delle difese immunitarie e stress psicofisico.

Quanto tempo ci vuole perché Pevaryl faccia effetto?

La durata del trattamento varia in base alla formulazione e all’infezione. Per le formulazioni dermatologiche (crema, spray, polvere, emulsione), la durata abituale è di 2-4 settimane con applicazione 2 volte al giorno. Per gli ovuli vaginali da 50 mg il ciclo è di 15 giorni; per gli ovuli da 150 mg di 3 giorni; per gli ovuli a rilascio prolungato 1 solo giorno (1 ovulo mattina e 1 sera). I primi miglioramenti si possono notare già nei primi giorni, ma il trattamento va completato per intero.

Pevaryl si può usare in gravidanza?

Pevaryl non deve essere usato nel primo trimestre di gravidanza, salvo che il medico non lo ritenga necessario per la salute della paziente. Nel secondo e terzo trimestre può essere utilizzato solo se il medico valuta che il beneficio per la madre supera i possibili rischi per il bambino. È sempre indispensabile consultare il medico prima dell’uso in gravidanza.

Pevaryl ovuli si possono usare durante il ciclo mestruale?

Il foglietto illustrativo non controindica esplicitamente l’uso degli ovuli Pevaryl durante le mestruazioni, ma in genere si consiglia di consultare il medico, poiché il flusso mestruale può ridurre l’efficacia del trattamento. Spesso è preferibile iniziare il ciclo terapeutico al termine delle mestruazioni o sospenderlo durante il flusso, riprendendolo subito dopo.

Pevaryl è compatibile con il preservativo?

No, le formulazioni ginecologiche di Pevaryl (ovuli e soluzione cutanea per genitali esterni) non devono essere usate contemporaneamente a preservativi o diaframmi in lattice, perché possono ridurne l’efficacia. Anche gli spermicidi possono essere inattivati dai trattamenti vaginali locali. Durante la terapia è consigliabile utilizzare metodi contraccettivi alternativi previo confronto con il medico.

Pevaryl è un farmaco da banco o serve la ricetta?

Pevaryl è classificato come farmaco di classe C, soggetto a prescrizione medica obbligatoria. Per acquistarlo è necessaria la ricetta del medico, che valuterà la formulazione più adatta in base al tipo di infezione, alla sede anatomica e alle caratteristiche del paziente.

Pevaryl può causare allergia?

Sì, anche se non frequentemente. Il trattamento topico prolungato può causare fenomeni di sensibilizzazione, e alcuni eccipienti (butilidrossianisolo, acido benzoico, profumo n. 4074, alcool benzilico, stearil eptanoato) possono provocare reazioni allergiche o irritative. In caso di reazioni allergiche o irritazione marcata è necessario interrompere immediatamente il trattamento e consultare il medico. I pazienti già allergici ad altri imidazoli possono presentare reattività crociata anche all’econazolo.

Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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