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Pradaxa: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Pradaxa è un medicinale a base di dabigatran etexilato, principio attivo appartenente alla classe degli anticoagulanti orali diretti (NAO o DOAC), prodotto da Boehringer Ingelheim e utilizzato per prevenire e trattare la formazione di coaguli di sangue. Le informazioni che seguono sono tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 16/02/2023, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Pradaxa e a cosa serve

Pradaxa contiene il principio attivo dabigatran etexilato e appartiene a un gruppo di medicinali denominati anticoagulanti orali diretti (inibitori diretti della trombina). Il farmaco blocca l’azione di una sostanza presente nell’organismo coinvolta nella formazione dei coaguli di sangue, impedendo così la formazione di trombi pericolosi.

Pradaxa viene utilizzato in pazienti adulti per:

  • prevenire la formazione di coaguli di sangue nelle vene a seguito di interventi di chirurgia per sostituzione del ginocchio o dell’anca;
  • prevenire i coaguli di sangue nel cervello (ictus) e in altri vasi sanguigni del corpo nei pazienti che presentano fibrillazione atriale non valvolare e almeno un ulteriore fattore di rischio;
  • trattare i coaguli di sangue nelle vene delle gambe (trombosi venosa profonda) e dei polmoni (embolia polmonare) e prevenirne la riformazione.

Pradaxa è inoltre indicato nei bambini, dalla nascita fino ai 18 anni di età, per il trattamento dei coaguli di sangue e la prevenzione della formazione di nuovi coaguli. Le formulazioni pediatriche (granulato rivestito in bustine e polvere per soluzione orale) sono studiate per offrire dosaggi adeguati a tutte le fasce d’età.

Il dabigatran etexilato è un profarmaco che, dopo l’assunzione, viene rapidamente convertito in dabigatran, l’inibitore diretto e reversibile della trombina. Questo meccanismo d’azione blocca le ultime fasi della cascata coagulativa, riducendo il rischio di eventi tromboembolici come l’ictus, l’infarto del miocardio e l’embolia polmonare.

Formulazioni di Pradaxa disponibili in Italia

Pradaxa è disponibile in Italia in tre diverse forme farmaceutiche, ciascuna con dosaggi specifici per adattarsi alle differenti fasce d’età e indicazioni terapeutiche.

Pradaxa capsule rigide (adulti e bambini ≥ 8 anni)

Le capsule rigide sono la formulazione più diffusa, indicata per adulti e bambini di età pari o superiore a 8 anni che siano in grado di deglutire le capsule intere. Sono disponibili in tre dosaggi:

  • Pradaxa 75 mg capsule rigide — capsule bianche opache con codice “R75”;
  • Pradaxa 110 mg capsule rigide — capsule blu chiaro opache con codice “R110”;
  • Pradaxa 150 mg capsule rigide — capsule con testa blu chiaro opaca e corpo bianco opaco, codice “R150”.

Le confezioni disponibili contengono 10, 30 o 60 capsule rigide in blister di alluminio divisibili per dose unitaria, oppure flaconi di polipropilene da 60 capsule.

Pradaxa granulato rivestito (bambini da 1 a 12 anni)

Il granulato rivestito in bustine è destinato ai bambini di età inferiore a 12 anni, non appena sono in grado di ingerire cibi morbidi. È disponibile in sei dosaggi:

  • Pradaxa 20 mg granulato rivestito;
  • Pradaxa 30 mg granulato rivestito;
  • Pradaxa 40 mg granulato rivestito;
  • Pradaxa 50 mg granulato rivestito;
  • Pradaxa 110 mg granulato rivestito;
  • Pradaxa 150 mg granulato rivestito.

Ogni confezione contiene 60 bustine in alluminio color argento e un essiccante (su cui è riportato “DO NOT EAT” e “SILICA GEL”). Il granulato deve essere somministrato con cibi morbidi (purea di carote, salsa di mele, purea di banana) o con succo di mela. Non vanno utilizzati cibi morbidi contenenti latticini.

Pradaxa polvere e solvente per soluzione orale (bambini < 1 anno)

Questa formulazione è destinata esclusivamente ai bambini di età inferiore a 1 anno:

  • Pradaxa 6,25 mg/mL polvere e solvente per soluzione orale.

Il kit per soluzione orale contiene 30 bustine di polvere (in busta di alluminio con essiccante), 30 confezioni per la preparazione della dose individuale (flacone di solvente, adattatore per pipetta, bustina di sucralosio dolcificante e 2 pipette dosatrici monouso da 12 mL). La preparazione richiede passaggi specifici descritti nelle istruzioni per l’uso del foglietto illustrativo.

Come si assume Pradaxa: posologia e modo d’uso

La posologia di Pradaxa varia in base all’indicazione terapeutica, all’età, al peso del paziente e alla funzionalità renale. È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del medico curante senza mai modificare la dose o sospendere il trattamento autonomamente.

Posologia di Pradaxa nella prevenzione TEV dopo chirurgia ortopedica

Per la prevenzione di coaguli di sangue dopo intervento di sostituzione di ginocchio o anca, la dose raccomandata è:

  • 220 mg una volta al giorno (2 capsule da 110 mg) nei pazienti adulti;
  • 150 mg una volta al giorno (2 capsule da 75 mg) nei pazienti con funzionalità renale ridotta più della metà o con età ≥ 75 anni;
  • 150 mg una volta al giorno se il paziente assume amiodarone, chinidina o verapamil.

Il trattamento deve iniziare entro 1-4 ore dalla conclusione dell’intervento chirurgico, con una singola capsula. Successivamente, si assumono due capsule una volta al giorno per un totale di 10 giorni dopo intervento al ginocchio e 28-35 giorni dopo intervento all’anca.

Posologia di Pradaxa per fibrillazione atriale e trombosi venosa

Per la prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e per il trattamento della trombosi venosa profonda ed embolia polmonare:

  • la dose raccomandata è 300 mg al giorno, assunti come una capsula da 150 mg due volte al giorno;
  • nei pazienti di età ≥ 80 anni, la dose è ridotta a 220 mg al giorno (una capsula da 110 mg due volte al giorno);
  • in caso di assunzione concomitante di verapamil o di rischio aumentato di sanguinamento, il medico può prescrivere 220 mg al giorno.

Posologia di Pradaxa nei pazienti pediatrici

Per il trattamento e la prevenzione della riformazione di coaguli di sangue nei bambini, Pradaxa va assunto due volte al giorno con un intervallo il più vicino possibile alle 12 ore. La dose dipende dal peso e dall’età del paziente, secondo tabelle dettagliate del foglietto illustrativo. Il medico stabilirà la dose corretta e potrà aggiustarla nel corso del trattamento.

Modo d’uso di Pradaxa

Pradaxa può essere assunto con o senza cibo. La capsula deve essere ingoiata intera con un bicchiere d’acqua, per assicurare il rilascio a livello gastrico. Non rompere, masticare o rimuovere i granuli dalla capsula, perché ciò può aumentare il rischio di sanguinamento. Per il granulato rivestito, seguire le istruzioni di somministrazione con cibi morbidi o succo di mela. La soluzione orale deve essere somministrata con la pipetta dosatrice fornita nel kit, mai con sondini per alimentazione.

Controindicazioni e avvertenze di Pradaxa

Pradaxa non deve essere assunto nelle seguenti situazioni:

  • allergia al dabigatran etexilato o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
  • funzionalità renale gravemente ridotta;
  • sanguinamento in corso;
  • lesioni a un organo che aumentano il rischio di grave sanguinamento (ad esempio ulcera peptica dello stomaco, lesioni o sanguinamenti al cervello, interventi chirurgici recenti al cervello o agli occhi);
  • aumentata tendenza al sanguinamento, congenita, idiopatica o farmaco-indotta;
  • assunzione concomitante di altri anticoagulanti (warfarin, rivaroxaban, apixaban, eparina), salvo casi specifici previsti dal medico;
  • funzionalità del fegato gravemente ridotta o malattia epatica potenzialmente fatale;
  • assunzione di ketoconazolo o itraconazolo orali, ciclosporina orale, dronedarone, glecaprevir+pibrentasvir;
  • pazienti portatori di valvola cardiaca artificiale che richiede uso permanente di anticoagulanti.

Avvertenze speciali per l’uso di Pradaxa

È necessario informare il medico prima di assumere Pradaxa se si soffre o si è sofferto di:

  • aumentato rischio di sanguinamento, recente sanguinamento, biopsia recente, gravi lesioni o fratture (incluse fratture del femore);
  • infiammazione dell’esofago o dello stomaco (gastrite);
  • problemi di reflusso gastroesofageo;
  • infezione del cuore (endocardite batterica);
  • funzionalità renale ridotta o disidratazione;
  • età superiore ai 75 anni o peso corporeo ≤ 50 kg;
  • sindrome antifosfolipidica (disturbo del sistema immunitario);
  • attacco cardiaco precedente o condizioni che ne aumentano il rischio.

In caso di intervento chirurgico programmato, sarà necessario sospendere temporaneamente Pradaxa per ridurre il rischio di sanguinamento. È fondamentale rispettare gli orari indicati dal medico per la sospensione e la ripresa. Se si subisce una caduta o un trauma, soprattutto un colpo alla testa (trauma cranico), è necessario contattare immediatamente il medico per il rischio elevato di sanguinamento.

Interazioni di Pradaxa con altri medicinali

È fondamentale informare il medico o il farmacista di tutti i medicinali che si stanno assumendo, hanno recentemente assunto o si potrebbero assumere. In particolare, devono essere segnalati:

  • medicinali che riducono la coagulazione del sangue (warfarin, fenprocumone, acenocumarolo, eparina, clopidogrel, prasugrel, ticagrelor, rivaroxaban, acido acetilsalicilico);
  • antifungini sistemici (ketoconazolo, itraconazolo) tranne quelli applicati solo sulla pelle;
  • antiaritmici per aritmie cardiache (amiodarone, dronedarone, chinidina, verapamil);
  • immunosoppressori per il rigetto post-trapianto (tacrolimus, ciclosporina);
  • antivirali per epatite C (associazione glecaprevir + pibrentasvir);
  • antinfiammatori e antidolorifici (acido acetilsalicilico, ibuprofene, diclofenac);
  • erba di San Giovanni (iperico) per la depressione;
  • antidepressivi SSRI o SNRI (inibitori della ricaptazione della serotonina o serotonina-noradrenalina);
  • antibiotici come rifampicina o claritromicina;
  • antivirali per AIDS (ad esempio ritonavir);
  • antiepilettici (carbamazepina, fenitoina) usati per convulsioni.

Se si assumono medicinali contenenti amiodarone, chinidina o verapamil, il medico potrà prescrivere una dose ridotta di Pradaxa per ridurre il rischio di sanguinamento.

Pradaxa in gravidanza, allattamento e guida

Gli effetti di Pradaxa sulla gravidanza e sul feto non sono noti. Il medicinale non deve essere assunto durante la gravidanza, salvo diversa indicazione del medico curante. Le donne in età fertile devono evitare la gravidanza durante il trattamento con Pradaxa.

L’allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento con Pradaxa, in quanto non sono disponibili dati sufficienti sulla sicurezza per il neonato.

Pradaxa non ha effetti noti sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari, pertanto può essere assunto senza limitazioni in tal senso. Tuttavia, in caso di sintomi come capogiri o vertigini che potrebbero indicare un sanguinamento, è opportuno evitare la guida e contattare immediatamente il medico.

Effetti indesiderati di Pradaxa

Come tutti i medicinali, Pradaxa può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Poiché il dabigatran agisce sul sistema della coagulazione, la maggior parte degli effetti indesiderati è correlata a segni di sanguinamento o lividi. Possono verificarsi eventi di sanguinamento maggiori o gravi che, indipendentemente dalla localizzazione, possono essere invalidanti, pericolosi per la vita o portare a morte.

Effetti indesiderati comuni di Pradaxa

Possono interessare fino a 1 persona su 10:

  • sanguinamento dal naso (epistassi), dallo stomaco o dall’intestino, dal tratto urinario, sotto la pelle;
  • riduzione del numero di globuli rossi nel sangue;
  • riduzione dell’emoglobina nel sangue;
  • risultati anormali dei test di funzionalità del fegato;
  • dolore alla pancia o allo stomaco (dolore addominale);
  • indigestione e diarrea;
  • sensazione di malessere e nausea;
  • aumento degli enzimi epatici;
  • nei bambini: riduzione delle piastrine, ematomi, eruzione cutanea, vomito e perdita dei capelli.

Effetti indesiderati non comuni di Pradaxa

Possono interessare fino a 1 persona su 100:

  • sanguinamento da emorroidi, retto o nel cervello;
  • formazione di ematoma post-operatorio;
  • presenza di sangue nelle feci;
  • tosse con sangue o espettorato macchiato di sangue;
  • riduzione delle piastrine nel sangue;
  • reazione allergica;
  • prurito e alterazioni cutanee;
  • ulcera dello stomaco o dell’intestino (compresa ulcera dell’esofago);
  • infiammazione dell’esofago e dello stomaco;
  • difficoltà a deglutire;
  • secrezione dalla ferita chirurgica.

Effetti indesiderati rari di Pradaxa

Possono interessare fino a 1 persona su 1.000:

  • sanguinamento nel cervello, da incisione chirurgica, dal sito di iniezione o catetere;
  • grave reazione allergica con respirazione difficoltosa o capogiri;
  • grave reazione allergica con gonfiore del viso o della gola;
  • eruzione cutanea estesa con noduli rossi pruriginosi;
  • ingiallimento di pelle e occhi (ittero);
  • aumento marcato degli enzimi epatici.

Effetti indesiderati a frequenza non nota di Pradaxa

  • difficoltà di respirazione o respiro sibilante;
  • riduzione o assenza di globuli bianchi (utili per combattere le infezioni);
  • perdita dei capelli.

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Come conservare Pradaxa

Conservare questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare Pradaxa dopo la data di scadenza riportata sulla scatola, blister o flacone (la data si riferisce all’ultimo giorno di quel mese).

Le indicazioni di conservazione variano in base alla formulazione:

  • Capsule rigide in blister: conservare nella confezione originale per proteggerle dall’umidità;
  • Capsule rigide in flacone: una volta aperto, utilizzare entro 4 mesi e tenere il flacone ben chiuso;
  • Granulato rivestito in bustine: una volta aperta la busta di alluminio, utilizzare entro 6 mesi; la singola bustina aperta deve essere usata immediatamente;
  • Polvere e solvente per soluzione orale: una volta aperta la busta di alluminio, utilizzare entro 4 mesi; la soluzione preparata si conserva per max 18 ore in frigorifero (2-8 °C) o 2 ore a temperatura ambiente.

Non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati: questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

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FAQ su Pradaxa

Pradaxa va assunto a stomaco pieno o vuoto?

Pradaxa può essere assunto indifferentemente con o senza cibo. La capsula deve sempre essere ingoiata intera con un bicchiere d’acqua, senza romperla, masticarla o aprirla, perché ciò può aumentare il rischio di sanguinamento. Se si manifestano disturbi gastrici, è possibile assumerlo durante i pasti per migliorare la tollerabilità.

Cosa fare se si dimentica una dose di Pradaxa?

Se si dimentica una dose nella prevenzione TEV post-chirurgia, continuare con le dosi giornaliere restanti all’ora consueta del giorno successivo, senza raddoppiare la dose. Per fibrillazione atriale, TVP/EP e uso pediatrico, la dose dimenticata può essere assunta fino a 6 ore prima della dose successiva; se mancano meno di 6 ore alla dose successiva, saltarla. Non raddoppiare mai la dose per compensare quella dimenticata.

Pradaxa ha un antidoto in caso di sanguinamento?

Sì, per i pazienti adulti è disponibile un inattivatore specifico chiamato idarucizumab (nome commerciale Praxbind), in grado di neutralizzare rapidamente l’effetto anticoagulante del dabigatran in caso di sanguinamento maggiore o necessità di interventi chirurgici urgenti. Nei pazienti pediatrici l’efficacia e la sicurezza dell’idarucizumab non sono state ancora stabilite. Pradaxa è inoltre dializzabile.

Si può sospendere Pradaxa autonomamente?

No, Pradaxa non deve mai essere sospeso senza consultare il medico, perché il rischio di sviluppare un coagulo di sangue può aumentare se si interrompe il trattamento troppo presto. Se si manifestano disturbi allo stomaco o altri effetti indesiderati, contattare il medico per valutare insieme l’eventuale modifica della terapia, senza prendere decisioni autonome.

Pradaxa richiede controlli periodici della coagulazione?

A differenza del warfarin, Pradaxa non richiede il monitoraggio routinario dell’INR (rapporto internazionale normalizzato). Tuttavia, prima di iniziare il trattamento e periodicamente durante la terapia, il medico controllerà la funzionalità renale tramite il calcolo della clearance della creatinina, perché il dabigatran viene eliminato principalmente per via renale (circa 85%). Sono inoltre raccomandati controlli della funzionalità epatica.

Si può assumere Pradaxa con altri anticoagulanti o antiaggreganti?

L’assunzione concomitante di Pradaxa con altri anticoagulanti (warfarin, rivaroxaban, apixaban, eparina) è generalmente controindicata, salvo casi specifici previsti dal medico (cambio di terapia, cateteri vascolari, ablazione transcatetere). L’uso di antiaggreganti (acido acetilsalicilico, clopidogrel) o antinfiammatori (FANS) aumenta il rischio di sanguinamento e va sempre comunicato al medico, che valuterà la prescrizione di una dose adeguata.

Pradaxa può essere assunto da pazienti con valvole cardiache artificiali?

No, Pradaxa è controindicato nei pazienti portatori di valvole cardiache artificiali che richiedono uso permanente di anticoagulanti. Una nota informativa AIFA del 2013 ha rafforzato questa controindicazione sulla base di dati clinici che mostravano un aumento del rischio tromboembolico e di sanguinamento in questa popolazione. Per questi pazienti, gli antagonisti della vitamina K (warfarin) restano la terapia di riferimento.


Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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