Siccafluid è un gel oftalmico a base di Carbomer 974P, utilizzato per il trattamento sintomatico della sindrome dell’occhio secco. Commercializzato in Italia da Thea Farma S.p.A., è disponibile sia nella versione flacone monodose multiuso da 10 g con conservante (benzalconio cloruro), sia in contenitori monodose da 0,5 g privi di conservanti, particolarmente indicati per chi indossa lenti a contatto o presenta sensibilità al benzalconio. Le informazioni di questo articolo sono tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 09/07/2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Siccafluid: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Siccafluid e a cosa serve
- ▸ Composizione e principio attivo di Siccafluid
- ▸ Formulazioni disponibili di Siccafluid
- ▸ Quando non usare Siccafluid
- ▸ Avvertenze e precauzioni d’uso di Siccafluid
- ▸ Interazioni di Siccafluid con altri medicinali
- ▸ Siccafluid in gravidanza e allattamento
- ▸ Posologia e modo d’uso di Siccafluid
- ▸ Sovradosaggio e dimenticanza di una dose di Siccafluid
- ▸ Effetti indesiderati di Siccafluid
- ▸ Come conservare Siccafluid
- ▸ FAQ su Siccafluid
Che cos’è Siccafluid e a cosa serve
Siccafluid è un sostituto lacrimale sotto forma di gel oftalmico, indicato per il trattamento sintomatico della sindrome dell’occhio secco. Il principio attivo, Carbomer 974P, è un polimero idrofilo ad alto peso molecolare che forma sulla superficie oculare un film trasparente, lubrificante e umidificante, supplendo temporaneamente all’insufficienza delle lacrime naturali.
Siccafluid viene utilizzato per alleviare i sintomi tipici dell’occhio secco, tra cui:
- dolore oculare;
- bruciore agli occhi;
- irritazione oculare;
- sensazione di secchezza persistente.
Questi disturbi si manifestano quando gli occhi non producono una quantità sufficiente di lacrime o quando la qualità del film lacrimale è alterata. Grazie al suo pH (7,3) e all’osmolarità simili a quelli del film lacrimale normale, Siccafluid assicura un’azione lenitiva e prolungata sulla superficie oculare, con un tempo medio di permanenza di circa 30 minuti.
Siccafluid può essere utile anche in presenza di condizioni come la blefarite cronica o di congiuntivite da secchezza, quando ci sia indicazione del medico. Non è invece un farmaco attivo contro allergia oculare, infezioni o glaucoma, per i quali è necessaria una terapia specifica. In associazione al trattamento topico, per sostenere la salute oculare il medico può suggerire anche integratori a base di vitamina A o omega 3, utili per il film lacrimale.
Composizione e principio attivo di Siccafluid
Il principio attivo di Siccafluid è il Carbomer 974P alla concentrazione di 2,5 mg per grammo di gel oftalmico. Il Carbomer è una resina polimerica idrofila solubile in acqua, caratterizzata da elevata viscosità (700 mPas) e lunga permanenza sulla superficie oculare. Queste proprietà consentono una minore frequenza di somministrazione rispetto ad altri sostituti lacrimali di tipo collirio.
Esistono due diverse formulazioni di Siccafluid che presentano differenze importanti nella composizione degli eccipienti:
Eccipienti di Siccafluid flacone 10 g (con conservante)
La formulazione in flacone da 10 g contiene i seguenti eccipienti:
- benzalconio cloruro (0,06 mg/g, circa 0,0015 mg per goccia) come conservante;
- sorbitolo;
- lisina monoidrato;
- sodio acetato triidrato;
- polivinile alcool;
- acqua per preparazioni iniettabili.
Eccipienti di Siccafluid monodose 0,5 g (senza conservanti)
La formulazione in contenitori monodose da 0,5 g è priva di conservanti e contiene:
- sorbitolo;
- lisina monoidrato;
- sodio acetato triidrato;
- polivinile alcool;
- acqua per preparazioni iniettabili.
L’assenza di benzalconio cloruro rende la versione monodose particolarmente adatta a chi porta lenti a contatto morbide, a chi presenta intolleranza ai conservanti o a chi deve utilizzare il gel oftalmico per periodi prolungati. Dal punto di vista visivo, Siccafluid si presenta come un gel opalescente leggermente giallo.
Formulazioni disponibili di Siccafluid
In Italia Siccafluid è autorizzato dall’AIFA in cinque confezioni distinte, tutte con numero AIC base 033816, commercializzate da Thea Farma S.p.A.:
- Siccafluid 2,5 mg/g gel oftalmico, flacone da 10 g — AIC 033816012 — Classe C (SOP, senza ricetta medica), prezzo indicativo 7,00 €;
- Siccafluid 2,5 mg/g gel oftalmico, 10 contenitori monodose in PE bustina da 0,5 g — AIC 033816024 — Classe A con Nota 83;
- Siccafluid 2,5 mg/g gel oftalmico, 20 contenitori monodose in PE bustina da 0,5 g — AIC 033816036 — Classe A con Nota 83;
- Siccafluid 2,5 mg/g gel oftalmico, 30 contenitori monodose in PE bustina da 0,5 g — AIC 033816048 — Classe A con Nota 83, prezzo indicativo 5,71 €;
- Siccafluid 2,5 mg/g gel oftalmico, 60 contenitori monodose in PE bustina da 0,5 g — AIC 033816051 — Classe A con Nota 83.
Le confezioni monodose sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale solo per pazienti affetti da malattia di Sjögren o fenomeno di Sjögren (sindrome sicca su base autoimmune), in base alla Nota AIFA 83. Per tutte le altre indicazioni, il prezzo è a totale carico del paziente. Ciascun contenitore monodose contiene una quantità di gel sufficiente per il trattamento di entrambi gli occhi.
Quando non usare Siccafluid
Siccafluid non deve essere utilizzato in caso di ipersensibilità accertata al Carbomer 974P o a uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto, compreso il benzalconio cloruro nella formulazione in flacone da 10 g. Se nel corso del trattamento si manifestano segni di reazione allergica come prurito intenso, arrossamento persistente, gonfiore palpebrale o orticaria, è necessario sospendere l’uso di Siccafluid e rivolgersi al medico.
Siccafluid non è indicato per il trattamento di infezioni oculari batteriche o virali, né per patologie oftalmiche che richiedono una terapia farmacologica specifica. In presenza di occhio rosso persistente, dolore oculare intenso, alterazioni della vista o secrezione purulenta, è indispensabile consultare un oculista prima di iniziare o proseguire l’uso del prodotto.
Siccafluid è destinato esclusivamente all’uso oftalmico: non deve essere iniettato né ingerito. La somministrazione per vie diverse da quella oculare può essere pericolosa.
Avvertenze e precauzioni d’uso di Siccafluid
Prima di utilizzare Siccafluid è importante tenere presente alcune avvertenze specifiche legate alle due formulazioni disponibili.
Lenti a contatto e Siccafluid
Chi indossa lenti a contatto morbide deve rimuoverle prima di instillare Siccafluid flacone 10 g, in quanto il benzalconio cloruro può essere assorbito dalle lenti e causarne la decolorazione. Dopo l’applicazione, è necessario attendere almeno 30 minuti prima di rimettere le lenti.
Per chi utilizza abitualmente lenti a contatto o deve trattare l’occhio secco più volte al giorno, la formulazione monodose 0,5 g priva di conservanti rappresenta l’alternativa più indicata, perché può essere impiegata anche con le lenti inserite (salvo diverso parere del medico).
Uso di Siccafluid nei bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia di Siccafluid nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni, alla posologia raccomandata per gli adulti, sono state stabilite sulla base dell’esperienza clinica, ma non sono disponibili dati specifici ottenuti da studi clinici strutturati. L’uso in questa fascia d’età deve quindi avvenire su consiglio del medico.
Avvertenze sul benzalconio cloruro in Siccafluid
Il benzalconio cloruro, presente solo nella formulazione flacone 10 g, può causare irritazione oculare, soprattutto nei soggetti con occhio secco grave o con disturbi a carico della cornea. Se dopo l’uso si avverte una sensazione anomala, bruciore intenso o dolore, è necessario interrompere il trattamento e consultare il medico. Raramente sono stati segnalati casi di cheratopatia puntata e/o ulcerativa legati all’uso prolungato di colliri con benzalconio cloruro.
Offuscamento visivo temporaneo dopo Siccafluid
Dopo l’instillazione di Siccafluid può verificarsi un transitorio offuscamento visivo, che dura pochi minuti, fino a quando il gel non si distribuisce uniformemente sulla superficie oculare. Per questo motivo è importante attendere la normale ripresa della visione prima di mettersi alla guida di veicoli, utilizzare macchinari pericolosi o svolgere attività che richiedono una vista nitida.
Se la condizione di occhio secco peggiora o non migliora dopo aver iniziato il trattamento con Siccafluid, è importante rivolgersi al medico o all’oculista per una valutazione specialistica, anche in relazione a eventuali patologie sistemiche sottostanti come artrite reumatoide, lupus o disfunzioni della tiroide. Anche fattori come lo stress, la prolungata esposizione a schermi digitali e le variazioni ormonali della menopausa possono contribuire a peggiorare i sintomi dell’occhio secco.
Interazioni di Siccafluid con altri medicinali
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica, integratori o prodotti naturali.
In caso di trattamento concomitante con un altro collirio o farmaco oftalmico, è necessario rispettare un intervallo di almeno 15 minuti tra un’instillazione e l’altra. Siccafluid deve essere sempre l’ultimo medicinale oftalmico ad essere applicato, perché la sua viscosità elevata può rallentare l’assorbimento di altri principi attivi somministrati contemporaneamente.
Non sono note interazioni clinicamente significative tra Siccafluid e farmaci assunti per via sistemica (compresse, capsule, iniezioni). Tuttavia, in caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare il medico o il farmacista, specialmente in presenza di terapie croniche per ipertensione arteriosa, diabete o patologie autoimmuni.
Siccafluid in gravidanza e allattamento
Non sono disponibili studi clinici specifici sulla sicurezza d’uso di Siccafluid durante la gravidanza e l’allattamento. Per questo motivo, se si è in gravidanza, si sospetta di esserlo o si sta allattando al seno, è necessario chiedere consiglio al medico prima di iniziare il trattamento con Siccafluid. Sarà il medico a valutare, caso per caso, il rapporto beneficio/rischio e a decidere se il prodotto possa essere utilizzato.
In linea generale, la somministrazione topica oculare comporta un assorbimento sistemico molto limitato, ma la cautela resta comunque raccomandata in queste fasi della vita, in cui il supporto di acido folico e altri nutrienti è fondamentale per la salute della madre e del bambino.
Posologia e modo d’uso di Siccafluid
La dose abituale di Siccafluid, sia nella formulazione flacone che monodose, è di 1 goccia in ciascun occhio da trattare, fino a 4 volte al giorno, in funzione della gravità dei sintomi. La posologia può essere personalizzata dal medico sulla base della diagnosi specifica e della risposta individuale al trattamento.
Istruzioni d’uso di Siccafluid flacone 10 g
Prima della prima apertura, verificare che il sigillo attorno al tappo sia integro: non utilizzare il flacone se il sigillo risulta rotto. Lavare accuratamente le mani, poi:
- Inclinare la testa all’indietro e guardare verso il soffitto.
- Tirare delicatamente verso il basso la palpebra inferiore dell’occhio da trattare fino a formare una piccola “tasca”.
- Capovolgere il flacone e spremerlo delicatamente per far cadere una goccia nella “tasca” così formata.
- Lasciare andare la palpebra inferiore e sbattere gli occhi un paio di volte.
- Ripetere la procedura per l’altro occhio, se necessario.
Per prevenire contaminazioni, evitare che la punta del flacone tocchi l’occhio, le palpebre, le dita o altre superfici. Richiudere il flacone con il tappo a vite subito dopo l’uso e conservarlo capovolto per facilitare la formazione delle gocce al successivo utilizzo.
Istruzioni d’uso di Siccafluid monodose 0,5 g
I contenitori monodose vanno utilizzati con questa sequenza:
- Lavare accuratamente le mani.
- Assicurarsi che il gel sia nella punta del contenitore, poi aprire il contenitore girando la linguetta.
- Inclinare la testa all’indietro, tirare la palpebra inferiore e instillare una goccia nella “tasca” congiuntivale.
- Sbattere gli occhi un paio di volte per distribuire uniformemente il gel.
Ciascun contenitore monodose è sufficiente per trattare entrambi gli occhi nello stesso momento. Dopo l’uso, il contenitore va gettato: non deve essere riutilizzato, anche se residua del prodotto, per evitare il rischio di contaminazione microbica legata all’assenza di conservanti.
Sovradosaggio e dimenticanza di una dose di Siccafluid
L’applicazione di un numero di gocce di Siccafluid superiore a quello raccomandato non è associata ad alcun rischio clinicamente rilevante, né per via oculare né in caso di ingestione accidentale di piccole quantità. Tuttavia, l’uso deve sempre attenersi alle indicazioni del medico o del farmacista.
Se si dimentica una dose di Siccafluid, non è necessario raddoppiare l’applicazione successiva: è sufficiente proseguire con la dose prevista al momento consueto. Per dubbi sull’uso del prodotto, rivolgersi al medico o al farmacista.
Effetti indesiderati di Siccafluid
Come tutti i medicinali, anche Siccafluid può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Nella maggior parte dei casi sono lievi, transitori e limitati al momento successivo all’instillazione.
Gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati con Siccafluid sono:
- offuscamento della vista di breve durata subito dopo l’applicazione;
- lieve bruciore o sensazione di pizzicore agli occhi, transitori;
- leggero prurito momentaneo, analogo a quello di altri colliri;
- raro arrossamento locale o sensazione di corpo estraneo.
Nei soggetti sensibili al benzalconio cloruro (presente solo nella formulazione flacone 10 g) possono comparire, con uso prolungato, irritazione oculare più marcata e, raramente, alterazioni corneali come cheratopatia puntata o ulcerativa. In questi casi è opportuno passare alla formulazione monodose priva di conservanti, previa valutazione medica.
Se gli effetti si aggravano o se compaiono sintomi non elencati nel foglietto illustrativo, è importante informare il medico o il farmacista. In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Siccafluid
Siccafluid deve essere conservato in modo corretto per mantenere intatte le sue proprietà fino alla data di scadenza riportata sulla confezione (indicata con la dicitura “EXP.” e riferita all’ultimo giorno del mese indicato).
Regole di conservazione valide per tutte le formulazioni:
- tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini;
- non conservare a temperatura superiore a 25°C;
- mantenere il prodotto nell’imballaggio esterno originale per proteggerlo dalla luce;
- non utilizzare Siccafluid dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.
Indicazioni specifiche per la formulazione flacone 10 g:
- conservare il flacone capovolto, per facilitare la formazione delle gocce al successivo utilizzo;
- gettare il flacone 28 giorni dopo la prima apertura, anche se contiene ancora del prodotto.
I contenitori monodose, una volta aperti, devono essere utilizzati immediatamente ed eliminati dopo l’uso, anche se al loro interno è rimasto del gel. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: è consigliabile chiedere al farmacista come smaltire correttamente i medicinali non più utilizzati, per contribuire alla tutela dell’ambiente.
FAQ su Siccafluid
Siccafluid è un collirio o un gel oftalmico?
Siccafluid è un gel oftalmico fluido, non un collirio tradizionale. Grazie alla presenza del Carbomer 974P, un polimero a elevato peso molecolare, ha una viscosità superiore rispetto alle lacrime artificiali liquide, il che garantisce una permanenza più prolungata sulla superficie dell’occhio (circa 30 minuti) e una minore frequenza di somministrazione nell’arco della giornata.
Siccafluid richiede la ricetta medica?
Dipende dalla formulazione. Il flacone da 10 g è un medicinale SOP di classe C, acquistabile in farmacia senza ricetta medica. Le confezioni monodose (10, 20, 30 e 60 contenitori) sono invece classificate in fascia A con Nota AIFA 83 e richiedono la prescrizione medica per ottenere il rimborso SSN, riservato ai pazienti con sindrome di Sjögren o fenomeno di Sjögren.
Posso usare Siccafluid con le lenti a contatto?
Con il flacone da 10 g no: contiene benzalconio cloruro, che può essere assorbito dalle lenti morbide e alterarne il colore o l’integrità. È necessario rimuovere le lenti prima dell’uso e attendere almeno 30 minuti prima di reindossarle. La formulazione monodose 0,5 g è priva di conservanti e può essere utilizzata anche con le lenti inserite, salvo diversa indicazione dell’oculista.
Quante volte al giorno posso usare Siccafluid?
La posologia standard prevede una goccia in ciascun occhio fino a 4 volte al giorno, in base alla gravità dei sintomi di occhio secco. In caso di secchezza più intensa o di sindrome di Sjögren, il medico può indicare uno schema diverso. Non è stata documentata tossicità per un uso superiore alle dosi raccomandate, ma è comunque bene attenersi alle indicazioni ricevute.
Posso guidare dopo aver usato Siccafluid?
Subito dopo l’instillazione di Siccafluid è normale avvertire un offuscamento visivo di breve durata, dovuto alla distribuzione del gel sulla superficie oculare. Prima di mettersi alla guida o utilizzare macchinari è quindi necessario attendere la normale ripresa della visione, generalmente nell’arco di pochi minuti.
Siccafluid si può usare in gravidanza?
Non esistono studi clinici specifici su Siccafluid in gravidanza e durante l’allattamento. L’uso è quindi consigliato solo dopo valutazione medica del rapporto beneficio/rischio. In considerazione del ridotto assorbimento sistemico dei preparati oftalmici, il medico può autorizzarne l’impiego in caso di effettiva necessità, preferendo di norma la formulazione monodose senza conservanti.
Per quanto tempo posso usare un flacone di Siccafluid dopo l’apertura?
Il flacone da 10 g di Siccafluid, una volta aperto, può essere utilizzato per un massimo di 28 giorni. Trascorso questo periodo, il flacone deve essere eliminato anche se contiene ancora gel, per il rischio di contaminazione microbica. I contenitori monodose, invece, vanno usati immediatamente dopo l’apertura e poi scartati, senza conservarli per utilizzi successivi.
