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Trilafon: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Trilafon è un medicinale antipsicotico a base del principio attivo perfenazina, appartenente alla classe delle fenotiazine. Viene impiegato nel trattamento di diverse patologie psichiatriche tra cui schizofrenia, stati paranoidi, mania e psicosi tossiche, oltre che per il controllo di alcuni sintomi come agitazione, delirio, singhiozzo e dolori intensi. In questa guida completa trovi tutte le informazioni del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 20/04/2021, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Trilafon e a cosa serve

Trilafon contiene il principio attivo perfenazina, appartenente alla classe dei medicinali denominati fenotiazine. La perfenazina agisce sul sistema nervoso centrale attenuando gli stati d’ansia e di angoscia (proprietà ansiolitica), svolgendo attività terapeutica nei confronti dei sintomi psicotici come deliri e allucinazioni ed essendo inoltre in grado di prevenire o eliminare il vomito e la sensazione di nausea (proprietà antiemetica).

Trilafon è indicato per il trattamento dei seguenti disturbi e malattie:

  • schizofrenia, disturbo mentale che si manifesta con vari sintomi che includono allucinazioni, deliri, tendenza all’isolamento e difficoltà ad articolare i pensieri;
  • stati paranoidi, disturbi della personalità caratterizzati dalla tendenza persistente ad interpretare i comportamenti degli altri con diffidenza e sospetto;
  • stati psicologici che si manifestano con alterazioni dell’umore associate ad euforia ed eccitabilità e caratterizzate da idee e comportamenti ossessivi (manie);
  • psicosi tossiche, disturbi psichiatrici indotti dal consumo di sostanze stupefacenti (amfetamine, LSD, cocaina, ecc.);
  • disturbi psichici associati a cause organiche ed accompagnati da delirio;
  • disturbi d’ansia gravi che non mostrano miglioramenti con medicinali ansiolitici;
  • depressione, se accompagnata da agitazione e delirio, in associazione con antidepressivi;
  • riduzione del vomito e del singhiozzo persistente e continuo;
  • trattamento dei dolori intensi, generalmente in associazione con medicinali analgesici.

Formulazioni disponibili di Trilafon

Trilafon è disponibile in Italia nelle seguenti formulazioni in compresse rivestite, confezionate in blister da 20 compresse:

  • Trilafon 2 mg compresse rivestite — ogni compressa contiene 2 mg di perfenazina;
  • Trilafon 4 mg compresse rivestite — ogni compressa contiene 4 mg di perfenazina;
  • Trilafon 8 mg compresse rivestite — ogni compressa contiene 8 mg di perfenazina.

Eccipienti di Trilafon

Gli eccipienti contenuti in Trilafon 2 mg compresse rivestite sono: amido di mais, lattosio, magnesio stearato, amido pregelatinizzato, ipromellosa, macrogol, opaspray bianco e paraffina.

Gli eccipienti contenuti in Trilafon 4 mg e Trilafon 8 mg compresse rivestite sono: amido di mais, lattosio, magnesio stearato, amido pregelatinizzato e Opadry® white (ipromellosa, macrogol, titanio diossido, idrossipropilcellulosa).

Trilafon contiene lattosio: se il medico ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, è necessario contattarlo prima di prendere questo medicinale.

Controindicazioni di Trilafon

Trilafon non deve essere assunto nei seguenti casi:

  • allergia nota al principio attivo perfenazina o ad uno qualsiasi degli eccipienti;
  • stato di diminuzione del grado di coscienza (grave ottundimento), coma o depressione grave;
  • assunzione di medicinali che rallentano la normale attività cerebrale (depressori del sistema nervoso centrale) come alcol, barbiturici o oppiacei, oppure di altri medicinali usati per il trattamento dei disturbi mentali (neurolettici);
  • presenza di malattie del sangue (discrasie ematiche) o di alterazioni della funzionalità del midollo osseo (depressione midollare);
  • presenza di malattie del fegato;
  • danni cerebrali presunti o accertati (danno cerebrale sottocorticale, con o senza danno ipotalamico);
  • età inferiore ai 12 anni;
  • primo trimestre di gravidanza o allattamento al seno.

Avvertenze e precauzioni per l’uso di Trilafon

È necessario consultare il medico o il farmacista prima di assumere Trilafon nei seguenti casi:

  • età avanzata;
  • presenza di malattie cardiovascolari o storia familiare di alterazione della funzionalità cardiaca (prolungamento QT);
  • tumore delle ghiandole surrenaliche (feocromocitoma) o alterazioni delle valvole cardiache (insufficienza mitralica), condizioni che richiedono un controllo maggiore per il rischio di abbassamento della pressione sanguigna (ipotensione);
  • malattie dell’apparato respiratorio causate da infezioni polmonari o da disturbi respiratori cronici come l’asma grave o l’enfisema;
  • ridotta funzionalità renale;
  • malattia che provoca un aumento della pressione dell’occhio (glaucoma);
  • malattie del sistema uro-genitale come l’ingrossamento della prostata (ipertrofia prostatica);
  • restringimenti del tratto gastrointestinale ed urinario (malattie stenosanti);
  • disturbi psichici, poiché Trilafon può provocare un peggioramento del tono dell’umore fino all’insorgenza di depressione;
  • tumore alla mammella, poiché la perfenazina induce un aumento della concentrazione di prolattina che potrebbe peggiorare la malattia;
  • morbo di Parkinson, forme Parkinson-simili o altri disturbi motori, poiché la perfenazina può aumentare lo stato di rigidità muscolare;
  • astinenza da alcol;
  • convulsioni in corso di terapia con medicinali anticonvulsivanti (antiepilettici), caso in cui può essere necessario un aumento della dose dei medicinali per il trattamento delle convulsioni;
  • esposizione a temperature troppo alte o troppo basse, poiché Trilafon può compromettere i meccanismi di regolazione della temperatura corporea;
  • intervento chirurgico in corso di assunzione di alte dosi del medicinale, per il rischio di ipotensione e per la possibile necessità di ridurre le quantità di anestetici o sedativi;
  • fase post-operatoria, poiché è stata segnalata aspirazione di vomito in un numero limitato di pazienti in trattamento con fenotiazine;
  • assunzione contemporanea di alcol, che può potenziare gli effetti del medicinale, abbassare notevolmente la pressione sanguigna ed aumentare il rischio di suicidio;
  • demenza in trattamento con antipsicotici atipici, condizione associata ad un aumentato rischio di eventi cerebrovascolari quali ictus o attacco ischemico transitorio;
  • presenza di fattori di rischio per l’ictus;
  • precedenti di malattie cardiovascolari associate a formazione di coaguli di sangue nelle vene profonde (trombosi venosa profonda e tromboembolismo venoso) o presenza di fattori di rischio per tali malattie.

Sindrome neurolettica maligna e altri sintomi gravi

Occorre interrompere l’assunzione di Trilafon e avvisare immediatamente il medico in caso di comparsa di un complesso di sintomi potenzialmente fatale, denominato sindrome neurolettica maligna, i cui segni principali sono: aumento della temperatura corporea, rigidità muscolare, riduzione dei movimenti (acinesia), disturbi vegetativi con irregolarità del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, aumento della frequenza dei battiti cardiaci (tachicardia), alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie cardiache) ed alterazione dello stato di coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma.

È inoltre necessario interrompere la terapia in presenza di un aumento significativo della temperatura corporea non attribuibile ad altra causa, che potrebbe suggerire un’ipersensibilità alla perfenazina, oppure in caso di anomalie nei test di funzionalità epatica o renale e nelle discrasie ematiche.

Altri rischi associati al trattamento con Trilafon

Durante la terapia con Trilafon possono verificarsi:

  • infiammazioni della bocca e delle prime vie aeree, che richiedono esami del sangue;
  • alterazioni delle funzioni organiche: l’uso sicuro ed efficace del medicinale richiede un adeguato controllo della dose e l’esecuzione di periodici controlli dei valori delle cellule del sangue e della funzionalità di fegato, reni e cuore, soprattutto in caso di dosi elevate o terapie prolungate;
  • comparsa di movimenti involontari della muscolatura (discinesia tardiva), il cui rischio aumenta con la durata del trattamento e con la dose totale assunta;
  • reazioni di sensibilità della pelle alla luce (fotosensibilità), che rendono necessario evitare l’eccessiva esposizione al sole o utilizzare creme protettive;
  • aumentato rischio di pensieri associati al suicidio in pazienti con depressione, condizione che richiede stretta osservazione.

La perfenazina riduce la sensazione di nausea e vomito e può quindi mascherare i segni di sovradosaggio di altri medicinali o rendere più difficile la diagnosi di patologie come l’ostruzione intestinale, la sindrome di Reye e i tumori cerebrali.

Aumento della mortalità in pazienti anziani con demenza

Nei pazienti anziani con demenza trattati con antipsicotici è stato osservato un lieve aumento del rischio di morte rispetto ai pazienti non trattati. Per questo motivo Trilafon non è indicato per il trattamento di disturbi comportamentali correlati a demenza.

Uso di Trilafon nei bambini e adolescenti

La sicurezza di impiego di Trilafon in bambini di età inferiore a 12 anni non è stata stabilita, pertanto il suo uso in questa fascia d’età non è raccomandato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Trilafon può indurre sedazione e sonnolenza: è quindi necessario tenerne conto in caso di guida di veicoli e di utilizzo di macchinari.

Interazioni di Trilafon con altri medicinali

È importante informare il medico o il farmacista se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti o potrebbero essere assunti altri medicinali, con particolare riferimento a:

  • altri medicinali antipsicotici, la cui terapia concomitante va evitata;
  • barbiturici, ansiolitici, anestetici, antistaminici, meperidina ed altri analgesici oppiacei;
  • medicinali per il trattamento delle convulsioni come la fenitoina, oppure il litio, utilizzato per il trattamento di alcuni disturbi dell’umore;
  • antidepressivi triciclici e inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI);
  • medicinali per il trattamento della pressione sanguigna alta come guanetidina, metildopa e betabloccanti (ad esempio propranololo);
  • chinidina, propafenone e flecainide (antiaritmici);
  • cimetidina (medicinale utilizzato nel trattamento dell’ulcera);
  • medicinali con azione anticolinergica come l’atropina;
  • fenilbutazone (usato per infiammazioni e traumi muscolari), medicinali che deprimono la produzione di ormoni tiroidei (tiouracilici) ed altri medicinali mielotossici;
  • metrizamide, mezzo di contrasto: la terapia con Trilafon deve essere sospesa almeno 48 ore prima dell’esame per il rischio di convulsioni e non deve riprendere prima di 24 ore dall’esame;
  • levodopa, impiegata nel trattamento del morbo di Parkinson;
  • medicinali usati per ridurre l’acidità dello stomaco, come i sali di alluminio, che possono ridurre l’assorbimento di Trilafon;
  • medicinali che prolungano l’intervallo QT, con conseguente aumento del rischio di aritmie cardiache;
  • medicinali che determinano alterazioni degli elettroliti, come quelli usati per il trattamento della pressione sanguigna alta.

È inoltre necessario informare il medico in caso di esposizione ad insetticidi fosforo-organici.

Trilafon ed esami di laboratorio

L’assunzione di Trilafon può rendere le urine scure e determinare alterazioni nei risultati di alcuni test di laboratorio:

  • falsi-positivi nei valori di urobilinogeno, amilasi, uroporfirine, porfobilinogeni e acido 5-idrossi-indolacetico;
  • alterazioni dei risultati dei test di funzionalità ipotalamo-ipofisaria, per diminuzione di alcuni ormoni;
  • falsi-positivi e falsi-negativi nel test di gravidanza effettuato sulle urine;
  • alterazioni dell’elettrocardiogramma, in particolare dell’intervallo QT.

Trilafon con cibi, bevande e alcol

Trilafon non deve essere assunto contemporaneamente all’alcol, poiché questa associazione può incrementare gli effetti del medicinale, comportare una riduzione della pressione sanguigna (ipotensione) e aumentare il rischio di suicidio e il pericolo di sovradosaggio.

Trilafon in gravidanza e allattamento

In caso di gravidanza in corso, sospetta o pianificata, così come durante l’allattamento, è necessario chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere questo medicinale.

Trilafon non deve essere utilizzato nel primo trimestre di gravidanza. Nei mesi successivi sarà il medico a valutare la necessità di assumere il farmaco. L’impiego di Trilafon per il trattamento di nausea e vomito in gravidanza deve essere limitato ai casi in cui non sia possibile un intervento alternativo e non deve essere utilizzato nei comuni casi di nausea gravidica, né allo scopo di prevenirla.

La perfenazina viene escreta rapidamente nel latte materno: spetterà al medico decidere se interrompere l’allattamento al seno o la terapia con Trilafon, tenendo in considerazione l’importanza del trattamento per la paziente.

Come assumere Trilafon correttamente

Trilafon deve essere assunto seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. La dose ottimale viene stabilita dal medico in funzione della gravità della malattia e della risposta individuale alla terapia, preferendo sempre la dose minima efficace, considerato che la frequenza e la gravità degli effetti indesiderati sono proporzionali all’aumento della dose. La necessità di proseguire il trattamento va valutata periodicamente.

Posologia di Trilafon negli adulti

Le dosi raccomandate nei pazienti adulti sono:

  • pazienti ambulatoriali: 4-8 mg di Trilafon tre volte al giorno oppure 8-16 mg due volte al giorno;
  • pazienti ospedalizzati: 8-16 mg da due a quattro volte al giorno, oppure 8-32 mg due volte al giorno;
  • trattamento antiemetico: 8-12 mg suddivisi durante la giornata.

In ogni caso non devono essere superati i 64 mg di perfenazina per via orale al giorno.

Uso di Trilafon negli adolescenti

Trilafon non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 12 anni di età. Per gli adolescenti di età superiore a 12 anni è applicabile il medesimo schema di trattamento indicato per gli adulti.

Uso di Trilafon negli anziani

La dose e la frequenza di somministrazione di Trilafon nei pazienti anziani devono essere attentamente stabilite dal medico, che potrà valutare un’eventuale riduzione della dose sulla base delle necessità individuali.

Sovradosaggio e dimenticanza di una dose di Trilafon

Se si assume più Trilafon del dovuto

In caso di assunzione di una dose eccessiva di Trilafon è necessario contattare immediatamente il medico o recarsi al più vicino ospedale. I sintomi del sovradosaggio comprendono:

  • anomalie del sistema motorio (sintomi extrapiramidali);
  • progressivo rallentamento delle funzioni mentali, da sonnolenza a distacco temporaneo dalla realtà esterna (stupore) o coma con assenza di riflessi;
  • convulsioni nei bambini;
  • irrequietezza, confusione ed eccitamento nei pazienti con intossicazione moderata o iniziale;
  • ipotensione, tachicardia, riduzione della temperatura corporea (ipotermia), riduzione della dimensione della pupilla (miosi);
  • tremori, contrazioni muscolari, contrazioni involontarie (spasmi), rigidità o diminuzione del tono muscolare (ipotonia);
  • difficoltà a deglutire e respirare, colorazione bluastra della pelle e delle mucose (cianosi), collasso respiratorio e/o vasomotorio, talora con apnea improvvisa.

Non esiste un antidoto specifico in grado di contrastare l’effetto del sovradosaggio di Trilafon. In ospedale il paziente verrà sottoposto ad adeguati trattamenti di emergenza, come l’induzione del vomito o la lavanda gastrica, e tenuto sotto stretto controllo medico.

Se si dimentica di prendere Trilafon

Non bisogna prendere una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se si interrompe il trattamento con Trilafon

Non interrompere l’assunzione di Trilafon prima di aver consultato il medico. Generalmente le fenotiazine non provocano dipendenza, tuttavia un’interruzione improvvisa della terapia può causare effetti quali gastrite, nausea, vomito, vertigini, tremori ed iperattività motoria.

Effetti indesiderati di Trilafon

Come tutti i medicinali, Trilafon può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti gravi che richiedono l’interruzione di Trilafon

È necessario sospendere il trattamento e contattare immediatamente il medico in presenza di:

  • sindrome neurolettica maligna (SNM), caratterizzata da aumento della temperatura corporea, rigidità muscolare, acinesia, disturbi vegetativi, tachicardia, aritmie e alterazione dello stato di coscienza che può progredire fino allo stupore e al coma;
  • anomalie persistenti nella contrazione dei muscoli e dei movimenti, quali movimenti anomali e involontari di lingua, mandibola, tronco o arti (discinesia persistente tardiva);
  • eruzione cutanea simile all’orticaria, accompagnata da gonfiore di mani, piedi, caviglie, viso, labbra, lingua e/o gola, con conseguente difficoltà a deglutire o respirare (edema angioneurotico);
  • aumento della temperatura corporea (iperpiressia);
  • eccessivo accumulo di liquidi a livello cerebrale (edema cerebrale), collasso circolatorio e decesso dovuti ad ipersensibilità alle fenotiazine (effetti estremamente rari);
  • gonfiore, dolore e rossore alle gambe eventualmente accompagnati da dolore al petto e difficoltà a respirare, dovuti alla formazione di coaguli di sangue che possono migrare fino ai polmoni.

Reazioni extrapiramidali

I sintomi più comunemente riportati in corso di trattamento con perfenazina sono le alterazioni e le anomalie del sistema motorio (reazioni extrapiramidali), quali:

  • postura anomala con eccessiva estensione del collo, rigidità e grave inarcamento della schiena (opistotono);
  • contrazione anomala dei muscoli della mascella con difficoltà ad aprire la bocca (trisma);
  • limitata mobilità o blocco del collo accompagnato da dolore cervicale e contrattura muscolare (torcicollo), anche in forma spastica con brusche rotazioni della testa;
  • dolore e formicolio agli arti, irrequietezza motoria, deviazioni degli occhi in una direzione (crisi oculogire);
  • contrazioni muscolari involontarie (distonia), disturbi della lingua (colore, dolore e movimenti involontari), contrazioni dei muscoli masticatori, senso di costrizione alla gola, difficoltà nella pronuncia delle parole e nella deglutizione (disfagia);
  • impossibilità a stare seduti, discinesia, rigidità muscolare e rallentamento dei movimenti (parkinsonismo), perdita della coordinazione muscolare (atassia).

Altri effetti indesiderati di Trilafon

Si possono inoltre verificare:

  • anomalie nella composizione delle proteine del fluido cerebrospinale, convulsioni, mal di testa (cefalea), sonnolenza;
  • peggioramento dei sintomi psicotici come disturbi del pensiero, deliri e allucinazioni, stati simil-catatonici, reazioni paranoiche, letargia, eccitamento paradosso, irrequietezza, iperattività, stati confusionali notturni con sogni bizzarri e insonnia;
  • secrezione anomala di latte (galattorrea), aumento della dimensione delle mammelle in donne e uomini (ginecomastia), disturbi del ciclo mestruale, assenza prolungata delle mestruazioni (amenorrea), alterazioni del desiderio sessuale, inibizione dell’eiaculazione, aumento o riduzione della concentrazione di zuccheri nel sangue (iperglicemia e ipoglicemia), presenza di zuccheri nelle urine (glicosuria), eccessivo rilascio di ormone antidiuretico (sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico, SIADH);
  • falsa positività nei test di gravidanza;
  • abbassamento della pressione quando ci si alza dalla posizione seduta o sdraiata (ipotensione posturale), bradicardia, arresto cardiaco, perdita di coscienza momentanea e capogiri, alterazioni dell’elettrocardiogramma, anomalie della conduzione del battito cardiaco (prolungamento del QT), aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare;
  • diminuzione dei globuli bianchi (agranulocitosi, leucopenia), aumento di eosinofili (eosinofilia), anemia emolitica, distruzione anomala delle piastrine (porpora trombocitopenica), riduzione del numero di tutte le cellule del sangue (pancitopenia);
  • infiammazione ed ostruzione dei canali biliari (stasi biliare), ingiallimento della pelle e della parte bianca degli occhi (ittero).

Effetti indesiderati meno frequenti e occasionali

Meno frequentemente si possono verificare sedazione, discrasie ematiche, convulsioni ed effetti sul sistema nervoso autonomo. Occasionalmente possono manifestarsi:

  • secchezza della bocca, ipersalivazione, nausea, vomito e diarrea, ritenzione gastrica, anoressia, costipazione, stitichezza ostinata e formazione di massa dura di feci disidratate (fecaloma);
  • difficoltà a svuotare la vescica (ritenzione urinaria), frequente bisogno di urinare, perdite involontarie di urina (incontinenza), paralisi della vescica, aumento della quantità di urina emessa (poliuria);
  • naso chiuso (congestione nasale);
  • pallore, aumento (midriasi) e riduzione (miosi) della dimensione della pupilla, visione offuscata, glaucoma, sudorazione eccessiva, ipertensione, ipotensione, alterata frequenza del polso, ileo adinamico che nei casi gravi può causare complicanze e decesso;
  • reazioni allergiche alla pelle (orticaria), eritema, eczema, dermatite esfoliativa con formazione di lesioni e perdita dello strato superficiale, prurito, fotosensibilità, asma, febbre, reazioni anafilattoidi, accumulo di liquidi nelle vie aeree superiori (edema della laringe), dermatite da contatto.

Effetti indesiderati della terapia a lungo termine con Trilafon

In caso di terapia prolungata si possono verificare:

  • comparsa di macchie sulla pelle (pigmentazione cutanea);
  • alterazioni della vista che, nei casi più gravi, portano a opacità del cristallino a forma stellare;
  • infiammazione della cornea (cheratopatie epiteliali), alterazioni retiniche, distruzione della retina fino a perdita della vista (retinopatia pigmentaria).

Altri effetti riportati includono: edema periferico, stato di sedazione (effetto epinefrinico inverso), alterazioni della PBI, gonfiore delle ghiandole salivari (gonfiore parotideo), sindrome simile al lupus eritematoso sistemico, aumento dell’appetito e del peso, polifagia, eccessiva sensibilità alla luce (fotofobia), debolezza muscolare. In pazienti trattati con fenotiazine è stata occasionalmente riportata morte improvvisa.

Effetti indesiderati di Trilafon nei neonati

I neonati le cui madri hanno assunto antipsicotici, incluso Trilafon, durante gli ultimi tre mesi di gravidanza sono a rischio di sintomi extrapiramidali e sindrome da astinenza neonatale. Sono inoltre stati segnalati: agitazione, rigidità e/o debolezza muscolare, tremore, sonnolenza, problemi respiratori, difficoltà nell’assunzione di cibo e riflessi iperattivi. In presenza di uno qualsiasi di questi sintomi nel neonato, è necessario contattare immediatamente il medico.

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Come conservare Trilafon

Trilafon deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, dove la data si riferisce all’ultimo giorno di quel mese e al prodotto in confezionamento integro e correttamente conservato.

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: è necessario chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati, contribuendo così a proteggere l’ambiente.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Trilafon

A cosa serve Trilafon?

Trilafon è un antipsicotico a base di perfenazina indicato nel trattamento della schizofrenia, degli stati paranoidi, della mania, delle psicosi tossiche e dei disturbi psichici con delirio. È inoltre impiegato nei disturbi d’ansia gravi resistenti agli ansiolitici, nella depressione con agitazione e delirio in associazione ad antidepressivi, nel controllo di vomito e singhiozzo persistenti e nel trattamento dei dolori intensi in associazione con analgesici.

Quali sono le formulazioni di Trilafon disponibili in Italia?

Trilafon è disponibile in Italia in tre formulazioni di compresse rivestite: Trilafon 2 mg, Trilafon 4 mg e Trilafon 8 mg. Tutte le confezioni contengono 20 compresse in blister e sono commercializzate da Neopharmed Gentili S.r.l.

Qual è la dose massima giornaliera di Trilafon?

La dose massima giornaliera di Trilafon per via orale è di 64 mg di perfenazina. Nei pazienti ambulatoriali la posologia tipica è di 4-8 mg tre volte al giorno o 8-16 mg due volte al giorno, mentre nei pazienti ospedalizzati può raggiungere 8-32 mg due volte al giorno. La dose ottimale va sempre stabilita dal medico in base alla gravità della malattia e alla risposta individuale.

Trilafon può essere assunto in gravidanza?

Trilafon non deve essere utilizzato nel primo trimestre di gravidanza ed è controindicato durante l’allattamento al seno, poiché la perfenazina viene escreta rapidamente nel latte materno. Nei mesi successivi della gravidanza la necessità di assumere Trilafon va valutata attentamente dal medico. Il suo utilizzo per il trattamento di nausea e vomito in gravidanza è limitato ai casi in cui non sia possibile un intervento alternativo.

Quali sono i principali effetti collaterali di Trilafon?

Gli effetti collaterali più comuni di Trilafon sono le reazioni extrapiramidali (rigidità muscolare, discinesia, parkinsonismo, distonia), sonnolenza, cefalea, ipotensione posturale, secchezza delle fauci, stitichezza, aumento di peso, galattorrea e ginecomastia. Effetti gravi che richiedono l’interruzione immediata includono la sindrome neurolettica maligna, la discinesia persistente tardiva e l’edema angioneurotico.

Trilafon può essere utilizzato nei bambini?

Trilafon è controindicato nei bambini di età inferiore a 12 anni, poiché la sicurezza d’uso in questa fascia d’età non è stata stabilita. Per gli adolescenti con età superiore a 12 anni si applica il medesimo schema posologico previsto per gli adulti.

È possibile interrompere improvvisamente Trilafon?

Non è consigliabile interrompere improvvisamente l’assunzione di Trilafon senza prima consultare il medico. Sebbene le fenotiazine generalmente non provochino dipendenza, una sospensione brusca può provocare effetti quali gastrite, nausea, vomito, vertigini, tremori e iperattività motoria. Il medico valuterà la modalità più appropriata per una eventuale sospensione graduale.

Trilafon può interferire con la guida di veicoli?

Sì, Trilafon può indurre sedazione e sonnolenza, compromettendo la capacità di reazione alla guida di veicoli e nell’utilizzo di macchinari. È necessario tenere conto di questo effetto ed evitare tali attività se si manifesta sedazione, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento o in caso di aumento del dosaggio.


Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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