Tysabri è un medicinale a base di natalizumab, un anticorpo monoclonale utilizzato per il trattamento della sclerosi multipla (SM) in forma recidivante-remittente ad elevata attività. Agisce impedendo ai globuli bianchi di raggiungere il cervello e il midollo spinale, riducendo così il danno nervoso provocato dalla malattia. Questo articolo è basato sul contenuto del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 12/06/2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Tysabri: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Tysabri e a cosa serve
- ▸ Formulazioni di Tysabri disponibili in Italia
- ▸ Come agisce Tysabri nella sclerosi multipla
- ▸ Controindicazioni di Tysabri
- ▸ Avvertenze e precauzioni nell’uso di Tysabri
- ▸ Interazioni di Tysabri con altri medicinali
- ▸ Tysabri in gravidanza, allattamento e guida
- ▸ Posologia e modalità di somministrazione di Tysabri
- ▸ Effetti indesiderati di Tysabri
- ▸ Come conservare Tysabri
- ▸ FAQ su Tysabri
Che cos’è Tysabri e a cosa serve
Tysabri è un medicinale che contiene come principio attivo il natalizumab, un anticorpo monoclonale ricombinante umanizzato. È indicato per il trattamento della sclerosi multipla (SM) in forma recidivante-remittente ad elevata attività, una malattia cronica del sistema nervoso centrale che provoca un’infiammazione a carico del cervello e del midollo spinale.
Nella sclerosi multipla l’infiammazione si verifica quando i globuli bianchi penetrano nel tessuto nervoso, danneggiando la guaina mielinica che protegge le cellule nervose. Tysabri interviene in questo meccanismo patologico impedendo ai globuli bianchi di raggiungere il cervello, riducendo così il danno ai nervi causato dalla malattia.
Sintomi della sclerosi multipla
I sintomi della sclerosi multipla variano notevolmente da paziente a paziente. Alcuni soggetti possono presentare manifestazioni lievi, mentre altri possono sviluppare sintomi più invalidanti. I principali sintomi comprendono:
- difficoltà nel camminare;
- sensazione di intorpidimento a viso, braccia o gambe;
- problemi della visione;
- spossatezza e stanchezza fisica;
- perdita dell’equilibrio o intontimento;
- problemi a carico della vescica e dell’intestino;
- difficoltà nel pensiero e nella concentrazione;
- depressione;
- dolori acuti o cronici;
- problemi sessuali;
- rigidità e spasmi muscolari.
Quando i sintomi peggiorano improvvisamente, nel giro di poche ore o di alcuni giorni, si parla di recidiva (detta anche esacerbazione o attacco). Di norma, poi, i sintomi migliorano gradualmente in un periodo chiamato remissione.
Efficacia del trattamento con Tysabri
Negli studi clinici, Tysabri ha dimostrato di ridurre di circa la metà l’aumento della disabilità causata dalla sclerosi multipla e di ridurre di circa due terzi il numero degli attacchi. Durante il trattamento il paziente potrebbe non notare effetti diretti sulla malattia, ma il farmaco contribuisce a impedire che la patologia peggiori nel tempo.
Formulazioni di Tysabri disponibili in Italia
In Italia Tysabri è autorizzato da AIFA e rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale in due distinte formulazioni, differenti per modalità di somministrazione ma con la stessa indicazione terapeutica e lo stesso dosaggio complessivo di 300 mg ogni 4 settimane:
- Tysabri 300 mg concentrato per soluzione per infusione — per uso endovenoso, confezione da 1 flaconcino di vetro da 15 ml (20 mg/ml);
- Tysabri 150 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita — per uso sottocutaneo, confezione da 2 siringhe preriempite da 1 ml (150 mg/ml).
Composizione di Tysabri
Il principio attivo di entrambe le formulazioni è il natalizumab. La formulazione endovenosa contiene 300 mg di natalizumab per flaconcino da 15 ml (20 mg/ml); dopo diluizione, la soluzione per infusione contiene circa 2,6 mg/ml. La formulazione sottocutanea contiene 150 mg di natalizumab per siringa preriempita da 1 ml.
Gli eccipienti comuni a entrambe le formulazioni sono:
- sodio fosfato monobasico monoidrato;
- sodio fosfato dibasico eptaidrato;
- sodio cloruro;
- polisorbato 80 (E 433);
- acqua per preparazioni iniettabili.
Come agisce Tysabri nella sclerosi multipla
Il natalizumab, principio attivo di Tysabri, appartiene alla categoria farmacoterapeutica degli immunosoppressori selettivi. È un anticorpo monoclonale che si lega a una specifica molecola presente sulla superficie dei globuli bianchi (linfociti), chiamata integrina α4.
Nella sclerosi multipla i globuli bianchi attraversano la barriera emato-encefalica e penetrano nel sistema nervoso centrale, dove danneggiano la mielina che riveste le fibre nervose. Tysabri blocca questo passaggio impedendo ai globuli bianchi di attraversare la barriera emato-encefalica e di raggiungere il cervello e il midollo spinale.
Riducendo l’afflusso di cellule infiammatorie al sistema nervoso centrale, Tysabri contribuisce a:
- diminuire la frequenza delle recidive;
- rallentare la progressione della disabilità;
- ridurre le nuove lesioni rilevabili alla risonanza magnetica.
Controindicazioni di Tysabri
Tysabri non deve essere somministrato nei seguenti casi:
- ipersensibilità al natalizumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- diagnosi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), un’infezione non comune del cervello;
- presenza di un problema serio a carico del sistema immunitario, che può essere causato da una malattia (come l’HIV) o da medicinali assunti attualmente o in passato;
- trattamento in corso con medicinali che agiscono sul sistema immunitario, inclusi alcuni farmaci usati per la sclerosi multipla;
- presenza di un cancro in atto (ad eccezione del carcinoma basocellulare della pelle).
Tysabri è inoltre controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Avvertenze e precauzioni nell’uso di Tysabri
Prima di iniziare il trattamento con Tysabri è fondamentale discutere con il medico specialista i possibili benefici del trattamento e i rischi associati. Questa valutazione va ripetuta dopo 2 anni di terapia.
Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)
Alcune persone trattate con natalizumab (meno di 1 paziente su 100) hanno sviluppato un’infezione cerebrale non comune denominata leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), che può provocare grave disabilità o risultare fatale.
La PML è associata al virus JC, un virus molto diffuso che normalmente non causa malattie. Prima di iniziare il trattamento e durante la terapia il medico predisporrà:
- esami del sangue per verificare la presenza di anticorpi anti-virus JC;
- una risonanza magnetica (RM) che sarà ripetuta periodicamente per escludere la PML;
- una valutazione complessiva del rapporto beneficio/rischio del trattamento.
I sintomi della PML possono essere simili a quelli di una recidiva di sclerosi multipla. È possibile sviluppare PML fino a 6 mesi dopo l’interruzione del trattamento. Occorre rivolgersi al medico appena possibile in caso di peggioramento della SM o di nuovi sintomi durante il trattamento o fino a 6 mesi dopo la sospensione.
Fattori di rischio per la PML
Tre elementi possono aumentare il rischio di PML durante il trattamento con Tysabri. Se ne sono presenti due o più, il rischio aumenta ulteriormente:
- presenza di anticorpi anti-virus JC nel sangue;
- trattamento prolungato con Tysabri, in particolare superiore a due anni;
- precedente assunzione di medicinali immunosoppressori che riducono l’attività del sistema immunitario.
Un’altra condizione, chiamata neuropatia granulare da virus JC (JCV GCN), è anch’essa causata dal virus JC e si è verificata in alcuni pazienti trattati con Tysabri. I sintomi sono simili a quelli della PML.
Monitoraggio delle infezioni
Alcune infezioni diverse dalla PML possono essere serie e causate da virus, batteri o altre cause. È necessario informare prontamente il medico o l’infermiere in presenza di sintomi sospetti di infezione durante il trattamento con Tysabri.
Alterazioni delle piastrine
Il natalizumab può ridurre la quantità di piastrine nel sangue, con possibile sviluppo di trombocitopenia. Questa condizione può provocare la comparsa di lividi e sanguinamenti anomali. Occorre consultare immediatamente il medico in caso di:
- comparsa di lividi non spiegabili;
- macchie cutanee rosse o viola (petecchie);
- sanguinamento da tagli cutanei che non si ferma;
- sanguinamento gengivale o nasale prolungato;
- sangue nelle urine o nelle feci;
- sanguinamento nel bianco degli occhi.
Tysabri e contenuto di sodio
La formulazione endovenosa (300 mg concentrato) contiene 2,3 mmol (52 mg) di sodio per flaconcino; dopo la diluizione la dose somministrata contiene 17,7 mmol (406 mg) di sodio. Questa informazione è importante per chi segue una dieta a basso contenuto di sodio. La formulazione sottocutanea contiene invece meno di 1 mmol di sodio per dose da 300 mg, risultando essenzialmente priva di sodio.
Interazioni di Tysabri con altri medicinali
È fondamentale informare il medico di tutti i medicinali assunti, anche recentemente, e di quelli che si intende utilizzare. In particolare:
- Tysabri non deve essere somministrato a pazienti in terapia con medicinali che agiscono sul sistema immunitario, compresi alcuni altri trattamenti per la sclerosi multipla;
- il trattamento con Tysabri potrebbe non essere possibile nei pazienti che hanno assunto in passato farmaci immunosoppressori, a causa del rischio aumentato di PML.
L’associazione con interferoni beta o glatiramer acetato è controindicata. Il passaggio diretto da una precedente terapia per la SM a Tysabri può essere valutato dal medico, che potrebbe consigliare un periodo di washout per garantire l’eliminazione del medicinale precedente.
Tysabri in gravidanza, allattamento e guida
Gravidanza e allattamento durante il trattamento con Tysabri
Tysabri non deve essere utilizzato in caso di gravidanza, salvo diversa indicazione del medico. È importante informare immediatamente il medico se si inizia una gravidanza, se si sospetta di esserlo o se si intende pianificare una gravidanza.
Durante il trattamento con Tysabri non si deve allattare al seno. Il medico aiuterà la paziente a decidere se interrompere l’allattamento o sospendere il medicinale, valutando il rischio per il bambino e il beneficio per la madre.
Tysabri, guida di veicoli e utilizzo di macchinari
I capogiri, equiparabili a vertigini, sono un effetto indesiderato molto comune durante il trattamento con Tysabri. In presenza di questo sintomo è necessario astenersi dalla guida di veicoli e dall’uso di macchinari.
Posologia e modalità di somministrazione di Tysabri
La dose raccomandata di Tysabri per gli adulti è di 300 mg ogni 4 settimane, indipendentemente dalla formulazione utilizzata. Il trattamento viene prescritto e supervisionato da un medico specializzato nel trattamento della sclerosi multipla.
Tysabri 300 mg concentrato per infusione endovenosa
La formulazione endovenosa viene somministrata come segue:
- deve essere diluita prima della somministrazione, aggiungendo i 15 ml di concentrato a 100 ml di soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%);
- viene somministrata per infusione endovenosa in un arco di tempo di circa 1 ora, generalmente in un braccio;
- non deve essere somministrata mediante iniezione in bolo né miscelata con altri medicinali;
- dopo la diluizione si raccomanda l’uso immediato; se necessario può essere conservata tra 2 °C e 8 °C e somministrata entro 24 ore.
Tysabri 150 mg soluzione iniettabile sottocutanea
La formulazione sottocutanea viene somministrata come segue:
- la dose completa di 300 mg corrisponde a due siringhe preriempite da 150 mg somministrate consecutivamente;
- le iniezioni vengono praticate nella coscia, nell’addome o nella parte posteriore del braccio;
- la seconda iniezione deve essere effettuata entro 30 minuti dalla prima, ad almeno 3 cm di distanza dal primo sito;
- la somministrazione richiede fino a 30 minuti complessivi;
- le iniezioni vengono somministrate da un operatore sanitario, eventualmente anche fuori dall’ambiente ospedaliero (ad esempio a domicilio).
Controlli e monitoraggio prima e durante la terapia
Prima di iniziare il trattamento e durante la terapia con Tysabri il medico programmerà:
- esami del sangue per la ricerca degli anticorpi anti-virus JC e altri possibili problemi;
- una risonanza magnetica (RM) basale, da ripetere periodicamente;
- osservazione del paziente durante e dopo l’infusione o l’iniezione per monitorare eventuali reazioni da ipersensibilità (in particolare nell’ora successiva).
Interruzione del trattamento con Tysabri
L’assunzione regolare di Tysabri è fondamentale, soprattutto nei primi mesi di terapia. I pazienti che hanno ricevuto una o due dosi e successivamente hanno interrotto il trattamento per tre mesi o più hanno mostrato una maggiore probabilità di sviluppare una reazione allergica alla ripresa del trattamento.
In alcuni pazienti, nel tempo, le difese naturali dell’organismo possono produrre anticorpi anti-natalizumab che ne riducono l’efficacia. In tali casi il medico può stabilire mediante esami del sangue se il medicinale sta ancora agendo correttamente ed eventualmente sospendere la terapia.
Effetti indesiderati di Tysabri
Come tutti i medicinali, Tysabri può causare effetti indesiderati, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. È fondamentale informare immediatamente il medico o l’infermiere se si notano i sintomi di seguito elencati.
Segnali di allarme: infezione cerebrale grave
Alcuni sintomi possono indicare un’infezione grave del cervello (encefalite o PML) o del rivestimento cerebrale (meningite):
- cambiamenti nella personalità e nel comportamento, confusione, delirium o perdita di coscienza;
- crisi epilettiche (convulsioni);
- mal di testa;
- nausea e vomito;
- rigidità del collo;
- estrema sensibilità alla luce intensa;
- febbre;
- eruzione cutanea in qualsiasi parte del corpo.
Segnali di altre infezioni gravi
Altri sintomi che richiedono attenzione immediata sono:
- febbre inspiegabile;
- grave diarrea;
- respiro corto;
- capogiri prolungati;
- perdita di peso;
- apatia;
- compromissione della vista;
- dolore o arrossamento di uno o entrambi gli occhi.
Segnali di reazione allergica
Una reazione allergica a Tysabri è più probabile durante o subito dopo l’infusione o l’iniezione e si manifesta con:
- eruzione cutanea (orticaria);
- gonfiore al viso, alle labbra o alla lingua;
- difficoltà respiratoria;
- dolore o malessere al torace;
- aumento o diminuzione della pressione sanguigna.
Segnali di problemi al fegato
Occorre prestare attenzione a possibili segni di sofferenza epatica:
- ingiallimento della pelle o del bianco degli occhi (ittero);
- urine di colore scuro insolito;
- alterazioni degli esami di funzionalità epatica.
Effetti indesiderati molto comuni
Effetti che possono interessare più di 1 persona su 10:
- infezione delle vie urinarie (cistite);
- mal di gola, ipersecrezione o congestione nasale;
- mal di testa;
- capogiri;
- nausea;
- dolori alle articolazioni;
- stanchezza;
- capogiri, nausea, prurito e brividi durante o subito dopo l’infusione (specifico della formulazione endovenosa).
Effetti indesiderati comuni
Effetti che possono interessare fino a 1 persona su 10:
- anemia;
- allergia (ipersensibilità);
- brividi di freddo;
- orticaria;
- vomito;
- febbre;
- respirazione difficoltosa (dispnea);
- rossore del viso e del corpo;
- infezione erpetica simile a herpes labiale;
- fastidio nel sito di somministrazione (lividura, arrossamento, dolore, prurito o gonfiore).
Effetti indesiderati non comuni
Effetti che possono interessare fino a 1 persona su 100:
- allergia grave (reazione anafilattica);
- leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML);
- disturbo infiammatorio dopo l’interruzione del medicinale (IRIS);
- gonfiore della faccia;
- aumento del numero di globuli bianchi (eosinofilia);
- riduzione delle piastrine nel sangue;
- comparsa di lividi con facilità (porpora).
Effetti indesiderati rari
Effetti che possono interessare fino a 1 persona su 1.000:
- infezione erpetica nell’occhio;
- grave anemia;
- grave gonfiore sotto la pelle;
- alti livelli di bilirubina nel sangue (iperbilirubinemia), con possibile ingiallimento di occhi o pelle, febbre e stanchezza.
Effetti indesiderati di frequenza non nota
Possono inoltre verificarsi:
- infezioni insolite (“infezioni opportunistiche”);
- danni al fegato.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Tysabri
Tysabri va conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sull’etichetta e sulla confezione (la data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato).
Conservazione di Tysabri 300 mg (flaconcino)
- conservare in frigorifero (2-8 °C);
- non congelare;
- tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce;
- dopo la diluizione si raccomanda l’uso immediato; se conservata tra 2 °C e 8 °C, la soluzione diluita va somministrata entro 24 ore.
Conservazione di Tysabri 150 mg (siringhe preriempite)
- conservare in frigorifero (2-8 °C);
- non congelare;
- le siringhe possono essere conservate nella confezione originale a temperatura ambiente (fino a 25 °C) per un massimo di 24 ore;
- le siringhe non devono essere rimesse in frigorifero dopo essere state a temperatura ambiente;
- tenere le siringhe nell’imballaggio esterno per proteggerle dalla luce.
Non utilizzare Tysabri se si notano particelle nel liquido o se il liquido presenta un’alterazione del colore. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o tra i rifiuti domestici.
FAQ su Tysabri
A cosa serve Tysabri?
Tysabri è indicato come monoterapia disease-modifying per il trattamento di adulti con sclerosi multipla recidivante-remittente ad elevata attività. È utilizzato per i pazienti con elevata attività di malattia nonostante un ciclo terapeutico completo con almeno una terapia disease-modifying, o per i pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente grave ad evoluzione rapida.
Qual è il principio attivo di Tysabri?
Il principio attivo di Tysabri è il natalizumab, un anticorpo monoclonale ricombinante umanizzato. Il natalizumab agisce legandosi all’integrina α4 presente sui globuli bianchi, impedendo loro di attraversare la barriera emato-encefalica e di raggiungere il cervello.
Quante formulazioni di Tysabri sono disponibili in Italia?
In Italia sono disponibili due formulazioni di Tysabri: Tysabri 300 mg concentrato per soluzione per infusione endovenosa, in confezione da 1 flaconcino da 15 ml, e Tysabri 150 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita per uso sottocutaneo, in confezione da 2 siringhe da 1 ml. Entrambe le formulazioni sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.
Ogni quanto si somministra Tysabri?
Tysabri si somministra ogni 4 settimane, indipendentemente dalla formulazione utilizzata. La dose raccomandata per gli adulti è di 300 mg: un flaconcino da 300 mg per via endovenosa oppure due siringhe preriempite da 150 mg per via sottocutanea. La somministrazione deve essere effettuata da un operatore sanitario.
Che cos’è la PML associata a Tysabri?
La PML (leucoencefalopatia multifocale progressiva) è un’infezione cerebrale non comune causata dal virus JC. Può colpire meno di 1 paziente su 100 trattato con Tysabri e rappresenta l’effetto indesiderato più grave del farmaco, potendo provocare grave disabilità o risultare fatale. Per questo motivo il medico effettua controlli regolari degli anticorpi anti-virus JC prima e durante la terapia.
Tysabri può essere usato in gravidanza?
Tysabri non deve essere utilizzato in gravidanza, salvo diversa indicazione del medico specialista, che valuterà caso per caso il rischio per il bambino e il beneficio per la madre. È necessario informare immediatamente il medico in caso di gravidanza in corso, sospetta o pianificata. Durante il trattamento è inoltre sconsigliato l’allattamento al seno.
Si può interrompere il trattamento con Tysabri?
L’assunzione regolare di Tysabri è molto importante, in particolare nei primi mesi di trattamento. I pazienti che hanno ricevuto una o due dosi e poi hanno interrotto il trattamento per tre mesi o più hanno mostrato una maggiore probabilità di sviluppare una reazione allergica quando la terapia viene ripresa. È fondamentale che ogni modifica terapeutica venga concordata con il medico specialista.
Tysabri può essere usato nei bambini?
No, Tysabri è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Il medicinale è indicato esclusivamente per il trattamento di adulti con sclerosi multipla recidivante-remittente ad elevata attività.
