Lo iodio è un minerale essenziale: serve alla tiroide per produrre gli ormoni che regolano il metabolismo e che sono cruciali per lo sviluppo del cervello, soprattutto in gravidanza e nei primi anni di vita. In questa scheda vediamo a cosa serve, dove si trova, quali sono i fabbisogni secondo i LARN italiani e perché sia la carenza sia l’eccesso vanno evitati.
01 Cos’è lo iodio e perché è importante
È un oligoelemento indispensabile per sintetizzare gli ormoni tiroidei – tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) – prodotti dalla tiroide. Questi ormoni governano il metabolismo, cioè la velocità con cui il corpo consuma energia, e regolano temperatura corporea e consumo di ossigeno. Sono inoltre fondamentali per lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso, in particolare durante la gravidanza e l’infanzia.
Quando questo minerale scarseggia, la tiroide fatica a produrre abbastanza ormoni: possono comparire il gozzo (ingrossamento della ghiandola) e l’ipotiroidismo. Proprio per prevenire le carenze, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’uso del sale iodato.
Lo sapevi?
In Italia la carenza di iodio è più diffusa di quanto si pensi, soprattutto nelle aree lontane dal mare. Per questo dal 2005 esiste un programma nazionale di iodoprofilassi basato sul sale arricchito.
02 Fonti alimentari di iodio
Il contenuto negli alimenti è molto variabile e dipende dal terreno e dall’alimentazione degli animali. Le fonti principali sono:
- Pesce e frutti di mare: tra le fonti più ricche. Merluzzo, tonno, salmone, gamberi, ostriche e cozze.
- Latte e latticini: latte, yogurt e formaggi sono una fonte importante, in particolare per bambini e anziani.
- Uova: soprattutto il tuorlo. Il contenuto delle uova dipende dalla dieta delle galline.
- Alghe marine (kelp, kombu, wakame): ricchissime, talvolta in eccesso. Vanno consumate con moderazione, perché possono fornirne quantità molto elevate.
- Sale iodato: il modo più semplice ed efficace per coprire il fabbisogno, utile soprattutto dove il suolo ne è povero.
- Frutta e verdura: ne contengono poco e in quantità variabile; alcune verdure come le patate ne apportano modeste quantità.
Attenzione
Il sale iodato va usato al posto del sale comune, ma sempre con moderazione: non più di 5 grammi al giorno. Eccedere con il sale aumenta il rischio di ipertensione, a prescindere dal contenuto di iodio.
03 Fabbisogno: i valori LARN
Il fabbisogno varia con l’età e aumenta in gravidanza e allattamento. Ecco i valori di riferimento secondo i LARN italiani (SINU):
| Fascia | Iodio (µg/giorno) |
|---|---|
| Bambini 1-6 anni | 90-100 |
| Bambini 7-10 anni | 110-120 |
| Adolescenti 11-17 anni | 130 |
| Adulti | 150 |
| Gravidanza | 200 |
| Allattamento | 200 |
Fonte: LARN – SINU. I LARN italiani fissano anche un limite massimo tollerabile (UL) di 600 µg/die per l’adulto. Nota: alcune indicazioni internazionali (OMS/FAO) suggeriscono fino a 250 µg/die in gravidanza e allattamento. Una dieta con pesce, uova, latticini e sale iodato copre di norma il fabbisogno; eventuali integrazioni vanno valutate con il medico.
04 Carenza di iodio: sintomi e conseguenze
La carenza è una delle principali cause di disfunzione tiroidea nel mondo. I sintomi dipendono dalla gravità e dall’età:
- Gozzo: ingrossamento della tiroide alla base del collo, segno tipico della carenza prolungata.
- Affaticamento e debolezza: legati all’ipotiroidismo che può conseguirne.
- Aumento di peso: dovuto al rallentamento del metabolismo.
- Sensazione di freddo: la ridotta produzione ormonale abbassa la capacità di generare calore.
- Pelle secca e capelli fragili: conseguenza del rallentato ricambio cellulare.
- Difficoltà cognitive: nei bambini può incidere su apprendimento e concentrazione; in gravidanza è particolarmente rischiosa per lo sviluppo del feto (vedi sotto).
Attenzione
Stanchezza, aumento di peso o sensibilità al freddo sono sintomi aspecifici, comuni a molte condizioni. Solo il medico, con gli esami appropriati (funzionalità tiroidea, eventualmente iodiuria), può accertare una carenza o un problema di tiroide.
05 Eccesso di iodio
Anche l’eccesso è dannoso. Un apporto troppo elevato – tipicamente da integratori o dal consumo abbondante di alghe – può alterare la funzione tiroidea, con possibile ipertiroidismo o, in alcuni casi, peggioramento di disturbi tiroidei autoimmuni. Per questo gli integratori non vanno presi “fai da te”.
Le persone con problemi tiroidei noti (per esempio ipertiroidismo o tiroidite autoimmune), così come neonati, anziani e donne in gravidanza, sono più vulnerabili agli effetti di un eccesso e dovrebbero sempre confrontarsi con il medico prima di aumentare l’apporto.
06 Iodio in gravidanza e sviluppo del cervello
È il punto più importante. Gli ormoni tiroidei guidano la formazione e la maturazione del cervello del feto: la mielinizzazione e lo sviluppo dei neuroni dipendono da un apporto adeguato. Una carenza in gravidanza, anche lieve o moderata, può incidere sullo sviluppo neurologico del bambino; nelle forme gravi e storiche di carenza profonda si è osservato il cosiddetto cretinismo, con ritardi cognitivi e motori.
Per questo in gravidanza il fabbisogno aumenta e va garantito con la dieta e, se il medico lo ritiene necessario, con un’integrazione specifica. È bene non assumere più integratori contenenti iodio contemporaneamente, per evitare apporti eccessivi. Negli adulti, una carenza marcata può associarsi a stanchezza, difficoltà di concentrazione e tono dell’umore basso, legati alla ridotta funzione tiroidea.
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07 Domande frequenti sullo iodio
Che cos’è lo iodio e a cosa serve?
È un minerale essenziale che la tiroide usa per produrre gli ormoni tiroidei (T4 e T3), i quali regolano metabolismo, crescita e sviluppo. Un apporto adeguato aiuta a prevenire disturbi come il gozzo e l’ipotiroidismo.
Quali alimenti ne sono più ricchi?
Pesce di mare e frutti di mare (merluzzo, tonno, gamberi, cozze), alghe marine (con moderazione), latte e latticini, uova e il sale iodato. I vegetali ne contengono poco.
Qual è il fabbisogno giornaliero?
Secondo i LARN italiani: circa 90-120 µg nei bambini, 130 µg negli adolescenti, 150 µg negli adulti, 200 µg in gravidanza e allattamento. Il limite massimo per l’adulto è 600 µg al giorno.
Quali sono i sintomi di una carenza?
Gozzo, segni di ipotiroidismo (stanchezza, aumento di peso, pelle secca, sensibilità al freddo) e, soprattutto nei bambini e in gravidanza, possibili difficoltà cognitive e di sviluppo. La diagnosi spetta al medico.
Cosa succede se se ne assume troppo?
L’eccesso può alterare la funzione tiroidea, con possibile ipertiroidismo o peggioramento di disturbi autoimmuni della tiroide. Avviene soprattutto con integratori o consumo elevato di alghe. Va evitato il fai da te.
Aiuta a prevenire il gozzo?
Sì. Il gozzo si sviluppa spesso per carenza di iodio: garantirne un apporto adeguato con la dieta e il sale iodato è una misura di prevenzione efficace.
È importante durante la gravidanza?
Molto. È cruciale per lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto. In gravidanza il fabbisogno aumenta: va garantito con la dieta e, se necessario, con un’integrazione indicata dal medico.
Il sale iodato è sicuro per tutti?
Per la maggior parte delle persone sì, ed è il modo più semplice per prevenire la carenza. Chi ha disturbi tiroidei (come l’ipertiroidismo) dovrebbe però sentire il medico. In ogni caso il sale va usato con moderazione.
Qual è la differenza tra iodio e ioduro?
Lo iodio è l’elemento chimico; lo ioduro è la sua forma ionica, quella presente negli alimenti e negli integratori. Il sale iodato, per esempio, contiene ioduro di potassio, facilmente assorbito dall’organismo.
Fonti
- SINU – LARN, Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) – Minerali e oligoelementi
- Ministero della Salute – Iodoprofilassi e carenza di iodio
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Iodine
- Harvard T.H. Chan School of Public Health – Iodine
Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce il parere medico. I disturbi della tiroide e le carenze nutrizionali vanno diagnosticati con esami specifici: consulta sempre il medico o il farmacista prima di assumere integratori di iodio, soprattutto in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie tiroidee.
