Caelyx pegylated liposomal è un medicinale antitumorale a base di doxorubicina cloridrato racchiusa in liposomi pegilati, una tecnologia avanzata che ne ottimizza il trasporto selettivo verso il tessuto tumorale riducendo l’esposizione dei tessuti sani. Questo articolo è una rielaborazione del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 13 settembre 2023, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Caelyx: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Caelyx e a cosa serve
- ▸ Formulazioni disponibili di Caelyx
- ▸ Controindicazioni e precauzioni d’uso di Caelyx
- ▸ Caelyx in gravidanza, allattamento e fertilità
- ▸ Interazioni di Caelyx con altri medicinali
- ▸ Come si usa Caelyx: dosaggio e somministrazione
- ▸ Effetti indesiderati di Caelyx
- ▸ Come conservare Caelyx
- ▸ Composizione e descrizione di Caelyx
- ▸ FAQ su Caelyx
Che cos’è Caelyx e a cosa serve
Caelyx pegylated liposomal è un agente antitumorale che utilizza una tecnologia liposomiale avanzata: la doxorubicina cloridrato, il principio attivo, è incapsulata in microscopiche sfere lipidiche denominate liposomi pegilati. Il rivestimento in polietilen-glicole (PEG) sulla superficie di ciascun liposoma prolunga il tempo di circolazione nel sangue e favorisce l’accumulo preferenziale nel tessuto tumorale, limitando la dispersione nei tessuti sani.
Caelyx è autorizzato in Italia per il trattamento delle seguenti patologie oncologiche:
- Carcinoma della mammella in pazienti a rischio di complicanze cardiache, nelle quali il profilo di sicurezza di Caelyx risulta più favorevole rispetto alla doxorubicina convenzionale;
- Carcinoma dell’ovaio, dove contribuisce a ridurre le dimensioni del tumore, rallentarne la progressione e prolungare la sopravvivenza;
- Mieloma multiplo (tumore del sangue) in pazienti che abbiano già ricevuto almeno una precedente linea di terapia, in associazione con bortezomib;
- Sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS, con l’obiettivo di ottenere un miglioramento delle lesioni, inclusi l’appiattimento, lo schiarimento e la riduzione dimensionale del tumore.
Formulazioni disponibili di Caelyx
In Italia è autorizzata e commercializzata la seguente formulazione di Caelyx:
Caelyx pegylated liposomal 2 mg/ml concentrato per soluzione per infusione
Si tratta di un concentrato sterile, traslucido e di colore rosso, disponibile in flaconcini di vetro nelle seguenti dimensioni:
- Flaconcino da 10 ml → contenuto: 20 mg di doxorubicina cloridrato;
- Flaconcino da 25 ml → contenuto: 50 mg di doxorubicina cloridrato.
Caelyx è disponibile in confezione singola o in confezione contenente 10 flaconcini. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate sul territorio italiano. Il medicinale è destinato alla somministrazione esclusivamente in ambiente ospedaliero, tramite infusione endovenosa.
Attenzione: Caelyx pegylated liposomal è una formulazione unica e non deve essere utilizzato in modo intercambiabile con altre formulazioni di doxorubicina cloridrato, poiché le caratteristiche farmacocinetiche e gli schemi posologici sono significativamente diversi.
Controindicazioni e precauzioni d’uso di Caelyx
Controindicazioni assolute
Non utilizzare Caelyx pegylated liposomal nei seguenti casi:
- ipersensibilità nota alla doxorubicina cloridrato o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- allergia alle arachidi o alla soia (Caelyx contiene olio di soia);
- pazienti pediatrici e adolescenti, in quanto la sicurezza e l’efficacia del medicinale non sono state stabilite in questa fascia d’età.
Precauzioni d’uso e avvertenze speciali
Prima di iniziare la terapia con Caelyx, è necessario informare il medico se si è in trattamento per disturbi cardiaci o epatici. Nei pazienti con diabete, il medicinale contiene saccarosio e potrebbe essere necessario adeguare la terapia ipoglicemizzante. In caso di sarcoma di Kaposi con pregressa splenectomia, è richiesta una sorveglianza clinica più attenta.
Segnalare immediatamente al medico la comparsa di ulcere, variazioni del colore o qualsiasi altro disturbo a livello del cavo orale. Nei pazienti trattati con doxorubicina liposomiale pegilata sono stati segnalati casi di malattia polmonare interstiziale, inclusi casi fatali. I sintomi tipici sono tosse e respiro affannoso, talvolta accompagnati da febbre, non provocati dall’attività fisica: richiedono una valutazione medica urgente.
Caelyx contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, ed è pertanto considerato “essenzialmente privo di sodio”.
Caelyx in gravidanza, allattamento e fertilità
La doxorubicina cloridrato, principio attivo di Caelyx, può causare alterazioni al nascituro. È pertanto indispensabile informare il medico in caso di gravidanza sospetta o in corso. Le donne devono evitare il concepimento durante il trattamento e per gli otto mesi successivi all’ultima somministrazione, adottando metodi contraccettivi efficaci.
Gli uomini devono utilizzare metodi contraccettivi per tutta la durata del trattamento e per i sei mesi successivi alla sospensione, al fine di evitare che la partner rimanga incinta. Poiché la doxorubicina cloridrato può essere dannosa per i lattanti, l’allattamento al seno deve essere interrotto prima di iniziare la terapia con Caelyx. Le donne con infezione da HIV sono invitate a non allattare in nessun caso, per prevenire qualsiasi rischio di trasmissione virale.
Interazioni di Caelyx con altri medicinali
Prima di iniziare la terapia con Caelyx è necessario informare il medico o il farmacista di tutti i medicinali assunti, inclusi quelli senza obbligo di ricetta e i preparati fitoterapici. Particolare attenzione deve essere prestata a:
- altri trattamenti antitumorali in corso o pregressi, in particolare quelli in grado di ridurre il numero dei globuli bianchi: l’associazione con Caelyx può determinare un’ulteriore riduzione clinicamente significativa della conta leucocitaria;
- medicinali per patologie cardiache, per le quali è richiesta una sorveglianza cardiologica più attenta durante il trattamento;
- medicinali per disturbi epatici, poiché eventuali alterazioni della funzionalità del fegato possono influenzare il metabolismo della doxorubicina.
In caso di incertezza sui trattamenti ricevuti in passato, è opportuno discuterne con il medico prima dell’avvio della terapia.
Come si usa Caelyx: dosaggio e somministrazione
Caelyx viene somministrato esclusivamente per infusione endovenosa (fleboclisi) da parte di personale medico specializzato. La dose è calcolata in funzione della superficie corporea del paziente (determinata da altezza e peso) e varia in base all’indicazione terapeutica.
Dosaggio nel carcinoma mammario e ovarico
50 mg/m² di superficie corporea, somministrati ogni 4 settimane tramite infusione endovenosa della durata di 60-90 minuti, fino a progressione della malattia o comparsa di tossicità non tollerabile.
Dosaggio nel mieloma multiplo
30 mg/m² di superficie corporea al giorno 4 del ciclo terapeutico con bortezomib (schema di 3 settimane), tramite infusione endovenosa di 1 ora somministrata immediatamente dopo l’infusione di bortezomib. Il trattamento viene ripetuto finché il paziente risponde alla terapia e la tollera adeguatamente.
Dosaggio nel sarcoma di Kaposi
20 mg/m² di superficie corporea, somministrati ogni 2-3 settimane per le prime 2-3 somministrazioni; successivamente la dose viene ripetuta secondo necessità per mantenere il miglioramento clinico. La durata dell’infusione può variare da 30 minuti a oltre 90 minuti in funzione della dose e della risposta individuale.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
In caso di comparsa di stanchezza o sonnolenza in seguito al trattamento con Caelyx, è necessario astenersi dalla guida di veicoli e dall’utilizzo di macchinari pericolosi fino alla completa risoluzione dei sintomi.
Effetti indesiderati di Caelyx
Come tutti i medicinali, Caelyx può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Di seguito è riportata una sintesi degli effetti segnalati nelle sperimentazioni cliniche e nella sorveglianza post-marketing.
Reazioni durante l’infusione
Durante la somministrazione possono comparire le seguenti reazioni, alcune delle quali gravi:
- grave reazione allergica con gonfiore di viso, labbra, bocca, lingua o gola, difficoltà a deglutire o respirare, orticaria;
- asma con infiammazione e restringimento delle vie aeree, tosse, respiro sibilante e affannoso;
- vampate, sudorazione, brividi o febbre;
- dolore al petto o fastidio toracico;
- pressione arteriosa alta o bassa, battito cardiaco accelerato;
- convulsioni (molto rare).
Effetti indesiderati molto comuni (più di 1 paziente su 10)
- Sindrome mano-piede: arrossamento, gonfiore, desquamazione e sensibilità principalmente a mani e piedi; nei casi gravi può interferire con le attività quotidiane e durare fino a 4 settimane o oltre;
- anemia (riduzione dei globuli rossi) con stanchezza intensa;
- riduzione dei globuli bianchi con aumentato rischio di infezioni, incluse infezioni gravi;
- riduzione delle piastrine nel sangue con rischio di sanguinamento e lividi;
- ulcere (afte) nella bocca, forte diarrea, vomito e nausea;
- appetito ridotto e stipsi;
- alopecia (perdita di capelli) ed eruzioni cutanee di vario tipo;
- dolori muscolari, alle articolazioni e agli arti, sensazione di estrema stanchezza.
Effetti indesiderati comuni (fino a 1 paziente su 10)
- infezioni gravi (sepsi), infezioni polmonari, herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio), infezioni da candida (inclusa candidosi orale), infezioni del tratto urinario (cistite);
- bassi livelli di potassio, sodio o calcio nel sangue; grave calo ponderale e disidratazione;
- depressione, ansia, confusione e difficoltà a dormire;
- danno nervoso periferico con formicolio, intorpidimento o dolore, alterazione del senso del gusto, emicrania, vertigini;
- congiuntivite;
- battito cardiaco rapido, pressione alta o bassa, vampate;
- respiro affannoso, epistassi (sanguinamento dal naso), tosse;
- infiammazione della mucosa gastrica ed esofagea, difficoltà a deglutire, bocca secca, dolore orale;
- prurito, pelle desquamata o secca, vesciche, macchie scure sulla pelle;
- dolori muscolari, ossei e alla schiena, spasmi muscolari;
- calo ponderale, gonfiore generalizzato da accumulo di liquidi, malessere.
Effetti indesiderati non comuni, rari e di frequenza non nota
- Non comuni: aritmie cardiache, danno al muscolo cardiaco, insufficienza cardiaca, embolia polmonare, basso livello di magnesio nel sangue, gengivite, alterazioni della pigmentazione cutanea, infiammazione venosa con trombosi.
- Rari: trombosi venosa profonda, sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (gravi eruzioni cutanee potenzialmente letali), retinite con possibili alterazioni visive, anomalie del ritmo cardiaco all’ECG.
- Frequenza non nota: leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplastica, tumori del cavo orale, malattia polmonare interstiziale.
Sindrome mano-piede: prevenzione e trattamento
La sindrome mano-piede è uno degli effetti indesiderati più frequenti con Caelyx. Per prevenirla e attenuarne i sintomi si raccomanda di:
- immergere mani e piedi in acqua fredda per periodi prolungati (es. durante attività sedentarie);
- tenere mani e piedi scoperti, evitando guanti e calze non necessari;
- soggiornare in ambienti freschi ed evitare l’esposizione ad acqua molto calda (idromassaggio, sauna);
- evitare esercizi fisici intensi che possano traumatizzare i piedi (es. jogging);
- evitare calzature strette o con il tacco alto;
- Vitamina B6 (piridossina): 50-150 mg al giorno ai primi segni di arrossamento o formicolio (disponibile senza prescrizione medica).
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Caelyx
Conservare Caelyx fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Il medicinale non aperto deve essere conservato in frigorifero a temperatura compresa tra 2°C e 8°C. Non congelare.
Dopo la diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 24 ore a 2°C – 8°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere utilizzato immediatamente; qualora non fosse possibile, i tempi di conservazione non devono superare le 24 ore in frigorifero. I flaconcini parzialmente utilizzati devono essere eliminati.
Non utilizzare Caelyx dopo la data di scadenza riportata sull’etichetta e sulla scatola, né in presenza di precipitati o altre particelle visibili nella soluzione. Per lo smaltimento, rivolgersi al farmacista: non gettare i medicinali nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici.
Composizione e descrizione di Caelyx
Principio attivo: doxorubicina cloridrato 2 mg per ml, in formulazione di liposomi pegilati.
Eccipienti: MPEG-DSPE (α-(2-[1,2-distearoil-sn-glicero(3)fosfossi]etilcarbamoil)-ω-metossipoli(ossietilen)-40 sale di sodio), fosfatidilcolina di soia completamente idrogenata (HSPC), colesterolo, ammonio solfato, saccarosio, istidina, acqua per preparazioni iniettabili, acido cloridrico e idrossido di sodio (per la regolazione del pH).
Aspetto: soluzione sterile, traslucida, di colore rosso.
Titolare AIC: Baxter Holding B.V., Kobaltweg 49, 3542 CE Utrecht, Paesi Bassi. Produttori: Janssen Pharmaceutica NV (Beerse, Belgio) e Baxter Oncology GmbH (Halle/Westfalen, Germania). Per informazioni in Italia: Baxter S.p.A., tel. +39 06 32491233.
FAQ su Caelyx
A cosa serve Caelyx pegylated liposomal?
Caelyx è un farmaco antitumorale utilizzato nel trattamento del carcinoma della mammella (in pazienti a rischio cardiaco), del carcinoma dell’ovaio, del mieloma multiplo (in associazione con bortezomib, dopo almeno una precedente terapia) e del sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS.
Qual è la differenza tra Caelyx e la doxorubicina convenzionale?
La differenza principale risiede nella formulazione: in Caelyx, la doxorubicina è incapsulata in liposomi pegilati, microscopiche sfere lipidiche rivestite di polietilen-glicole. Questo sistema di trasporto prolunga la permanenza in circolo del farmaco, riduce l’esposizione dei tessuti sani (in particolare il cuore) e favorisce l’accumulo selettivo nel tessuto tumorale. Per questa ragione, Caelyx non è intercambiabile con le altre formulazioni di doxorubicina.
Quali sono gli effetti collaterali più frequenti di Caelyx?
Gli effetti indesiderati molto comuni includono la sindrome mano-piede (arrossamento, gonfiore e desquamazione di mani e piedi), la riduzione delle cellule del sangue con rischio di infezioni, anemia e sanguinamento, ulcere nel cavo orale, diarrea, vomito, nausea, perdita dei capelli e stanchezza intensa. Il medico valuterà eventuali modifiche al dosaggio in caso di effetti intollerabili.
Come si conserva Caelyx pegylated liposomal?
Il flaconcino non aperto deve essere conservato in frigorifero a temperatura compresa tra 2°C e 8°C; non deve essere congelato. Dopo la diluizione per l’infusione, il preparato può essere conservato fino a 24 ore in frigorifero. I flaconcini parzialmente utilizzati devono essere scartati.
Caelyx può essere somministrato durante la gravidanza?
No. La doxorubicina cloridrato può causare danni al nascituro e pertanto Caelyx è controindicato in gravidanza. Le donne in età fertile devono adottare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno 8 mesi dopo l’ultima somministrazione. È necessario sospendere anche l’allattamento al seno prima di iniziare la terapia.
