Endoxan Baxter è un farmaco antineoplastico a base di ciclofosfamide, appartenente alla classe degli agenti alchilanti analoghi della mostarda azotata. Si tratta di un potente citostatico utilizzato prevalentemente in ambito oncologico e, in alcuni casi, come immunosoppressore. Viene somministrato esclusivamente da personale medico specializzato, in contesti ospedalieri o ambulatoriali controllati, data la sua elevata tossicità e il profilo di rischio che richiede una costante supervisione clinica. In questa pagina trovi tutte le informazioni aggiornate tratte dal foglio illustrativo ufficiale AIFA.
📑 Endoxan Baxter: Indice dell’articolo
Cos’è Endoxan Baxter e a cosa serve
Endoxan Baxter è un medicinale a base di ciclofosfamide, una sostanza citotossica che agisce legandosi al DNA delle cellule in rapida divisione, impedendone la replicazione. Questo meccanismo lo rende efficace nel trattamento di numerose neoplasie, ma anche responsabile dei suoi importanti effetti collaterali, poiché agisce su tutte le cellule con elevata attività proliferativa, non solo quelle tumorali.
La sua categoria farmacoterapeutica è: antineoplastico, analoghi della mostarda azotata (codice ATC: L01AA01). Il farmaco è indicato per il trattamento citostatico di diverse patologie oncologiche ed ematologiche, tra cui:
- linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin;
- leucemie linfatiche e mieloidi;
- mieloma multiplo;
- carcinoma della mammella, del polmone e dell’ovaio;
- sarcomi dei tessuti molli;
- neuroblastoma e retinoblastoma;
- preparazione al trapianto di midollo osseo (terapia citoriduttiva ad alte dosi).
In alcuni contesti clinici viene impiegato anche come immunosoppressore, ad esempio in alcune malattie autoimmuni gravi come il artrite reumatoide in forme severe e refrattarie ad altri trattamenti, sempre sotto stretto controllo specialistico. Per i tumori appena elencati, la ciclofosfamide viene spesso integrata in protocolli di chemioterapia combinata.
Formulazioni disponibili di Endoxan Baxter
Endoxan Baxter è prodotto da Baxter Oncology GmbH (Germania) e commercializzato in Italia da Baxter S.p.A.. È disponibile in quattro formulazioni con dosaggi differenti, ciascuna indicata per specifiche modalità di somministrazione e fasi del trattamento. Si precisa che, pur essendo tutte e quattro le formulazioni regolarmente autorizzate all’immissione in commercio con AIC AIFA, non tutte potrebbero essere contemporaneamente reperibili in commercio.
Endoxan Baxter 50 mg – Compresse rivestite
Confezione da 50 compresse rivestite (5 blister da 10 compresse). Ogni compressa contiene Ciclofosfamide monoidrata 53,5 mg, corrispondente a Ciclofosfamide anidra 50 mg. Gli eccipienti includono: Glicerolo 85%, Gelatina, Magnesio stearato, Talco, Calcio fosfato dibasico, Lattosio, Amido di mais; il rivestimento contiene Saccarosio, Titanio diossido, Calcio carbonato, Talco e altri componenti. Questa forma farmaceutica è indicata principalmente per la terapia di mantenimento per via orale, una volta ottenuta la regressione della sintomatologia. Le compresse non devono essere divise o frantumate. Da assumere con abbondante acqua, preferibilmente al mattino.
Endoxan Baxter 200 mg – Polvere per soluzione iniettabile
Confezione da 10 flaconi di vetro tipo III. Ogni flacone contiene Ciclofosfamide monoidrata 213,8 mg, corrispondente a Ciclofosfamide anidra 200 mg. Nessun eccipiente aggiunto. Questa formulazione è destinata all’uso parenterale (endovenoso o intramuscolare) ed è ad uso esclusivamente ospedaliero. Prima della somministrazione, la polvere deve essere ricostituita con 10 ml di soluzione fisiologica (NaCl 0,9%).
Endoxan Baxter 500 mg – Polvere per soluzione iniettabile
Confezione da 1 flacone di vetro tipo III. Ogni flacone contiene Ciclofosfamide monoidrata 534,5 mg, corrispondente a Ciclofosfamide anidra 500 mg. Nessun eccipiente aggiunto. Indicata per trattamenti parenterali in regime ospedaliero. Per la ricostituzione si utilizzano 25 ml di soluzione fisiologica.
Endoxan Baxter 1 g – Polvere per soluzione iniettabile
Confezione da 1 flacone di vetro tipo III. Ogni flacone contiene Ciclofosfamide monoidrata 1,069 g, corrispondente a Ciclofosfamide anidra 1 g. Nessun eccipiente aggiunto. È la formulazione impiegata nei protocolli ad alte dosi, come nelle terapie citoriduttive pre-trapianto. Richiede 50 ml di soluzione fisiologica per la ricostituzione. La soluzione ricostituita deve essere iniettata o infusa il prima possibile (conservabilità: 2-3 ore).
Come si usa e dosaggio di Endoxan Baxter
Endoxan Baxter deve essere somministrato esclusivamente da personale medico con esperienza in oncologia. Il dosaggio, la frequenza e la durata del trattamento vengono stabiliti individualmente dal medico in base alla patologia da trattare, alle condizioni generali del paziente, ai parametri ematologici e agli eventuali altri farmaci chemioterapici associati.
La via di somministrazione preferenziale è quella endovenosa (infusione lenta), ma in casi particolari può essere somministrato per via intramuscolare, intrapleurica, intraperitoneale o in loco. Per i trattamenti prolungati e le terapie di mantenimento si preferisce la somministrazione orale (compresse).
I dosaggi standard raccomandati (in assenza di diverse indicazioni mediche) sono i seguenti:
- Trattamento continuo: 3–6 mg/kg/die (120–240 mg/m² di superficie corporea) per via endovenosa;
- Terapia a intervalli di 2–5 giorni: 10–15 mg/kg (400–600 mg/m²) per via endovenosa;
- Terapia a intervalli di 10–20 giorni: 20–40 mg/kg (800–1.600 mg/m²) per via endovenosa;
- Terapia di mantenimento orale: 50–200 mg/die (1–4 compresse da 50 mg).
Durante o subito dopo la somministrazione è fondamentale ingerire o ricevere per infusione quantità abbondanti di liquidi per stimolare la diuresi e ridurre il rischio di tossicità alle vie urinarie. Il paziente deve svuotare la vescica ad intervalli regolari. Le compresse vanno assunte preferibilmente al mattino.
Il dosaggio deve essere ridotto in caso di mielosoppressione (conta leucocitaria e piastrinica ridotta), di insufficienza epatica grave (riduzione del 25% per bilirubina sierica 3,1–5 mg/100 ml) o di insufficienza renale grave (riduzione del 50% per filtrazione glomerulare inferiore a 10 ml/min).
Controindicazioni di Endoxan Baxter
Endoxan Baxter non deve essere somministrato nei seguenti casi:
- ipersensibilità alla ciclofosfamide, ai suoi metaboliti o a uno qualsiasi degli eccipienti presenti nella formulazione;
- funzione del midollo osseo gravemente compromessa, in particolare in pazienti già sottoposti a chemioterapia citotossica e/o radioterapia;
- infiammazione della vescica (Cistite) in atto;
- ostruzione del flusso urinario;
- infezioni in atto non trattate;
- gravidanza e allattamento al seno.
I fattori di rischio per le tossicità della ciclofosfamide possono costituire controindicazioni quando il farmaco non è impiegato per trattare condizioni a rischio vita. In questi casi è indispensabile una valutazione individuale del rapporto rischi/benefici da parte dello specialista.
Avvertenze e precauzioni importanti di Endoxan Baxter
Tossicità renale e delle vie urinarie
Durante la terapia con ciclofosfamide possono manifestarsi cistite emorragica, pielite, uretrite ed ematuria. Nei casi più gravi si possono sviluppare ulcerazione e necrosi della vescica, fibrosi, contrattura o tumori secondari della vescica. Sono stati segnalati casi di urotossicità con esito fatale. Per ridurre significativamente questi rischi è raccomandata una terapia con Uromitexan (mesna) o una forte idratazione durante il trattamento. È fondamentale che i pazienti svuotino la vescica ad intervalli regolari. In caso di comparsa di cistite con microematuria o macroematuria, la terapia deve essere sospesa fino a normalizzazione.
Mielosoppressione, immunosoppressione e infezioni
La ciclofosfamide causa mielosoppressione, con conseguente riduzione di leucociti, neutrofili, piastrine ed anemia. I valori minimi si raggiungono normalmente 1–2 settimane dopo l’inizio del trattamento, con recupero entro circa 20 giorni. Sono necessari frequenti controlli ematologici (conta dei globuli bianchi, delle piastrine e dell’emoglobina prima di ogni somministrazione e ad intervalli di 5–7 giorni, ogni 2 giorni se i leucociti scendono sotto 3.000/mm³). Il farmaco non deve essere somministrato con conta leucocitaria inferiore a 2.500/μl e/o conta piastrinica inferiore a 50.000/μl, salvo stretta necessità. L’immunosoppressione severa può portare a infezioni gravi, sepsi e shock settico. Le difese immunitarie basse possono facilitare la riattivazione di infezioni latenti batteriche, fungine, virali e parassitarie.
Cardiotossicità
Sono state segnalate miocardite, miopericardite, aritmie cardiache e insufficienza cardiaca congestizia grave, anche fatale. La tossicità cardiaca acuta può manifestarsi anche con una singola dose inferiore a 20 mg/kg. Il rischio è aumentato dall’uso concomitante di antracicline, pentostatina, trastuzumab, citarabina e da precedente radioterapia alla regione cardiaca. In questi pazienti sono necessari controlli elettrolitici regolari e monitoraggio cardiologico.
Tossicità polmonare
Può manifestarsi polmonite e fibrosi polmonare, anche a distanza di mesi o anni dalla fine del trattamento. L’insorgenza tardiva (oltre 6 mesi dall’inizio della terapia) è associata a un’elevata mortalità. La tossicità polmonare acuta può verificarsi anche dopo una singola dose.
Tumori secondari
Come per tutti i citostatici, il trattamento con ciclofosfamide comporta un rischio aumentato di tumori secondari, in particolare carcinoma del tratto urinario, alterazioni mielodisplastiche con possibile evoluzione in leucemia acuta, linfomi, tumori della tiroide e sarcomi. Il rischio di tumore alla vescica può essere ridotto prevenendo la cistite emorragica.
Tossicità epatica
È stata segnalata patologia veno-occlusiva del fegato (VOLD), specialmente nei protocolli citoriduttivi per trapianto di midollo osseo che associano ciclofosfamide con irradiazione totale del corpo o busulfano. Come complicanza grave si può sviluppare sindrome epatorenale e insufficienza multiorganica. L’abuso di alcol aumenta il rischio di disfunzioni epatiche.
Alopecia e altri effetti
È frequente la comparsa di alopecia (caduta dei capelli), che tende ad aggravarsi con l’aumentare del dosaggio e può progredire fino alla calvizie. I capelli in genere ricrescono dopo la fine del trattamento. La somministrazione può causare vomito, nausea e stomatite (mucosite orale): è raccomandata una buona igiene orale e l’uso di antiemetici secondo le linee guida. L’alcol può potenziare gli effetti emetici e deve essere evitato.
Genotossicità e fertilità
La ciclofosfamide è genotossica e mutagena. Interferisce con ovogenesi e spermatogenesi, potendo causare sterilità permanente in entrambi i sessi. Le donne possono sviluppare amenorrea (transitoria o permanente). Gli uomini devono essere informati sulla possibilità di conservare lo sperma prima dell’inizio del trattamento. Durante la terapia e fino a 6 mesi dopo la sua fine, è obbligatorio l’uso di metodi contraccettivi efficaci sia per donne che per uomini.
Uso in categorie speciali di pazienti
Nei pazienti anziani il monitoraggio della tossicità deve tenere conto della più frequente compromissione epatica, renale e cardiaca e della presenza di eventuali terapie concomitanti. Nei pazienti con diabete è necessario controllare regolarmente la glicemia per adeguare tempestivamente la terapia antidiabetica. Le compresse contengono lattosio e saccarosio: i pazienti con intolleranza agli zuccheri devono consultare il medico prima di assumere questa formulazione.
Effetti indesiderati di Endoxan Baxter
Come tutti i farmaci chemioterapici, Endoxan Baxter può causare effetti indesiderati, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. La frequenza indicata si basa su dati post-marketing. Di seguito i principali effetti, suddivisi per frequenza e per sistema/organo interessato.
Effetti molto comuni (più di 1 paziente su 10)
- Emolinfopoietici: mielosoppressione, leucopenia, neutropenia, immunosoppressione;
- Cute: alopecia;
- Renali/urinari: cistite, microematuria;
- Riproduttivi: compromissione della spermatogenesi, alterazioni dell’ovulazione;
- Sistemici: febbre.
Effetti comuni (da 1 su 100 a 1 su 10)
- Gastrointestinali: nausea, diarrea, stomatite, stipsi, dolore addominale;
- Cardiaci: cardiomiopatia, insufficienza cardiaca, tachicardia, miocardite, aritmia;
- Epatici: disturbi della funzione epatica, epatite, patologia veno-occlusiva, ittero;
- Metabolici: anoressia;
- Respiratori: broncospasmo, dispnea, tosse;
- Renali: cistite emorragica, macroematuria, insufficienza renale.
Effetti non comuni, rari e molto rari
Tra gli effetti meno frequenti ma clinicamente rilevanti si segnalano: fibrillazione atriale, infarto del miocardio, arresto cardiaco, fibrosi polmonare interstiziale, pancreatite acuta, encefalopatia, convulsioni, neuropatia periferica, sindrome di Stevens-Johnson, necrosi epidermica tossica, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, shock anafilattico. Sono stati segnalati anche tumori secondari (tumore della vescica, leucemia acuta, linfoma non-Hodgkin, cancro della tiroide) comparsi anche anni dopo la fine del trattamento.
Se si manifesta uno qualsiasi degli effetti indesiderati elencati, o qualsiasi altro effetto non elencato, è necessario informare immediatamente il medico o il farmacista.
Endoxan Baxter: Interazioni con altri farmaci
La ciclofosfamide presenta numerose interazioni farmacologiche che possono influire sia sull’efficacia del trattamento che sul profilo di tossicità. È indispensabile informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci assunti, compresi quelli senza prescrizione medica, integratori e fitoterapici.
Le principali interazioni da tenere presenti riguardano:
- Farmaci che riducono l’attivazione della ciclofosfamide (e quindi la sua efficacia): aprepitant, bupropione, busulfano, ciprofloxacina, cloramfenicolo, fluconazolo, itraconazolo, prasugrel, sulfonamidi, tiotepa;
- Farmaci che aumentano la concentrazione dei metaboliti citotossici (aumentando la tossicità): allopurinolo, cimetidina, disulfiram, induttori enzimatici microsomiali (rifampicina, fenobarbital, carbamazepina, fenitoina, corticosteroidi), inibitori delle proteasi;
- Farmaci che aumentano l’ematotossicità o l’immunosoppressione: ACE inibitori, natalizumab, paclitaxel, diuretici tiazidici, zidovudina;
- Farmaci che aumentano la cardiotossicità: antracicline, pentostatina, citarabina, trastuzumab;
- Farmaci che aumentano la nefrotossicità: amfotericina B, indometacina;
- Alcol etilico: può ridurre l’attività antitumorale e potenziare gli effetti emetici; il consumo di alcol deve essere evitato.
Attenzione particolare merita il pompelmo e il suo succo: contiene composti che inibiscono l’attivazione della ciclofosfamide, riducendone l’efficacia. Non deve essere consumato durante la terapia.
La ciclofosfamide può inoltre alterare gli effetti di altri farmaci, tra cui: warfarina (effetto anticoagulante imprevedibile, sia in aumento che in diminuzione), digossina (ridotto assorbimento intestinale), ciclosporina (livelli sierici ridotti, con rischio di rigetto), miorilassanti depolarizzanti (apnea prolungata per inibizione della colinesterasi – segnalare al medico anestesista entro 10 giorni dall’intervento).
Gravidanza, allattamento e fertilità
Endoxan Baxter è controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. La ciclofosfamide attraversa la placenta ed è in grado di causare anomalie fetali (malformazioni, ritardo della crescita, effetti fetotossici come leucopenia, anemia, pancitopenia e grave ipoplasia del midollo osseo). Sono state segnalate malformazioni in neonati da madri trattate nel primo trimestre di gravidanza.
Durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo la sua conclusione, sia le donne che gli uomini devono utilizzare efficaci metodi contraccettivi. La genotossicità del farmaco può persistere oltre la fine del trattamento fintanto che siano presenti ovociti/follicoli esposti al farmaco (periodo che negli esseri umani può essere superiore a 12 mesi).
Poiché la ciclofosfamide passa nel latte materno, le madri che allattano non devono ricevere questo trattamento. In neonati allattati da madri in terapia sono stati segnalati neutropenia, trombocitopenia, riduzione dell’emoglobina e diarrea.
Riguardo alla fertilità: la ciclofosfamide interferisce con ovogenesi e spermatogenesi e può causare sterilità permanente. Gli uomini devono essere informati sulla possibilità di conservare il proprio seme prima dell’inizio della terapia. Le donne possono sviluppare amenorrea permanente, in particolare quelle di età più avanzata. Le ragazze trattate prima della pubertà generalmente sviluppano normalmente le caratteristiche sessuali secondarie, ma presentano un rischio aumentato di menopausa precoce.
Conservazione di Endoxan Baxter
Endoxan Baxter deve essere conservato a temperatura non superiore a +25°C. I flaconi per uso parenterale non devono essere esposti a temperature superiori, poiché potrebbe verificarsi una degradazione del principio attivo, identificabile da un colorito giallastro del contenuto o dall’aspetto di sostanza fusa: i flaconi con questo aspetto non devono essere utilizzati.
La soluzione ricostituita deve essere iniettata o infusa il prima possibile dopo la preparazione; la sua stabilità è di soli 2–3 ore. Il farmaco, in tutte le sue forme, deve essere tenuto fuori dalla portata e dalla vista dei bambini e non deve essere smaltito nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non utilizzati.
Domande frequenti su Endoxan Baxter
Endoxan Baxter può essere acquistato in farmacia senza ricetta?
No. Endoxan Baxter è un farmaco soggetto a prescrizione medica non ripetibile (RNR). Le compresse da 50 mg possono essere dispensate in farmacia tramite ricetta medica, mentre le formulazioni iniettabili (200 mg, 500 mg e 1 g) sono ad uso esclusivamente ospedaliero e non vengono distribuite attraverso le farmacie territoriali.
Cosa devo fare se dimentico di assumere una compressa di Endoxan Baxter?
In caso di dimenticanza, non assumere mai una doppia dose per compensare quella saltata. È necessario contattare il medico oncologo o il centro di riferimento per ricevere indicazioni specifiche su come procedere in base al protocollo terapeutico in corso.
Quanto dura il trattamento con Endoxan Baxter?
La durata del trattamento varia considerevolmente in funzione della patologia oncologica trattata, del protocollo chemioterapico specifico (mono o polichemioterapia) e della risposta individuale del paziente. Il medico oncologo definirà i cicli, gli intervalli e la durata complessiva della terapia sulla base dei parametri clinici e di laboratorio.
Posso bere alcolici durante la terapia con ciclofosfamide?
No. Il consumo di alcol deve essere evitato durante il trattamento con Endoxan Baxter. L’alcol può aumentare gli effetti emetici e la nausea indotti dalla ciclofosfamide, e negli animali è stata osservata una ridotta attività antitumorale quando l’etanolo viene assunto in concomitanza con basse dosi orali di ciclofosfamide. L’abuso alcolico può inoltre aumentare il rischio di disfunzioni epatiche.
I capelli ricrescono dopo la fine della terapia?
Sì, in genere i capelli ricrescono dopo la fine del trattamento con ciclofosfamide, e talvolta anche durante la terapia stessa. È però possibile che la perdita dei capelli che si verifica durante la chemioterapia sia consistente. La ricrescita può avvenire con capelli di consistenza o colore leggermente diversi rispetto a prima della terapia.
Endoxan Baxter può influire sulla capacità di guidare?
Sì. La ciclofosfamide può causare effetti collaterali come nausea, vomito, vertigini, visione offuscata e alterazioni visive che possono compromettere la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari. Il medico valuterà su base individuale l’idoneità del paziente a svolgere queste attività.
Cosa fare in caso di sovradosaggio accidentale?
In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva, contattare immediatamente il medico o recarsi al più vicino pronto soccorso. Non esiste un antidoto specifico per la ciclofosfamide; il trattamento è sintomatico e può includere l’emodialisi, che consente di eliminare il farmaco in modo efficace (la ciclofosfamide è dializzabile). Il sovradosaggio può causare grave mielosoppressione, urotossicità e cardiotossicità.
