Fevarin è un antidepressivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), il cui principio attivo è la fluvoxamina maleato. È commercializzato in Italia da Viatris Italia S.r.l. con ricetta medica obbligatoria (RR) ed è indicato nel trattamento della depressione (episodio depressivo maggiore) e del disturbo ossessivo compulsivo (DOC) negli adulti. In questa guida trovi il foglietto illustrativo completo di Fevarin AIFA, con tutte le informazioni su dosaggio, controindicazioni, effetti collaterali e avvertenze.
📑 Fevarin: Indice dell’articolo
Che cos’è Fevarin e a cosa serve
Fevarin contiene come principio attivo la fluvoxamina maleato, un antidepressivo SSRI che agisce aumentando la disponibilità di serotonina nel cervello, modulando così l’umore e i comportamenti ossessivi-compulsivi.
Fevarin è indicato per il trattamento di:
- episodio depressivo maggiore negli adulti;
- disturbo ossessivo compulsivo (DOC) negli adulti e nei bambini a partire dagli 8 anni.
È importante sapere che Fevarin non è indicato per il trattamento della depressione nei pazienti al di sotto dei 18 anni: nei bambini e negli adolescenti può essere prescritto esclusivamente per il DOC, previa valutazione medica. La ansia è frequentemente associata sia alla depressione che al DOC, ma Fevarin non è autorizzato come terapia specifica per i disturbi d’ansia.
Formulazioni disponibili di Fevarin
Dosaggi disponibili in Italia
In Italia Fevarin è disponibile esclusivamente in forma di compresse rivestite con film in due dosaggi:
- Fevarin 50 mg compresse rivestite con film – compressa rotonda, da bianca a biancastra, con impresso “291” da entrambi i lati della linea di frattura. Disponibile in confezioni da 5, 10, 20, 30, 50, 60, 90, 100 e 250 compresse;
- Fevarin 100 mg compresse rivestite con film – compressa ovale, da bianca a biancastra, con impresso “313” da entrambi i lati della linea di frattura. Disponibile in confezioni da 15, 20, 30, 50, 60, 90, 100, 120 e 250 compresse.
Non tutte le confezioni sono necessariamente commercializzate. Il farmaco è prodotto da Mylan Laboratories SAS (Francia) e il titolare dell’AIC è Viatris Healthcare Limited (Irlanda).
Controindicazioni di Fevarin
Fevarin non deve essere assunto nelle seguenti situazioni:
- allergia (ipersensibilità) alla fluvoxamina o a uno degli eccipienti;
- assunzione contemporanea di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), incluso il linezolid (un antibiotico con proprietà IMAO). Il trattamento con fluvoxamina deve iniziare almeno 2 settimane dopo l’interruzione di un IMAO irreversibile, o il giorno successivo all’interruzione di un IMAO reversibile. Tra la sospensione di Fevarin e l’inizio di qualsiasi IMAO deve trascorrere almeno una settimana;
- assunzione di tizanidina (rilassante muscolare);
- assunzione di pimozide (farmaco neurolettico);
- periodo di allattamento al seno.
Avvertenze e precauzioni di Fevarin
Prima di iniziare la terapia con Fevarin, è necessario informare il medico se si è in una delle seguenti condizioni:
- recente infarto del miocardio;
- gravidanza o possibile gravidanza;
- epilessia;
- disturbi della coagulazione o uso di farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento;
- diabete;
- trattamento con terapia elettroconvulsiva (ECT);
- episodi pregressi di mania o disturbo bipolare;
- problemi al fegato o ai reni;
- glaucoma (pressione oculare elevata);
- età inferiore ai 18 anni (solo DOC);
- assunzione di medicinali contenenti buprenorfina o buprenorfina/naloxone, per il rischio di sindrome serotoninergica.
Pensieri di suicidio e peggioramento della depressione
Come per tutti gli antidepressivi SSRI, nelle prime settimane di trattamento con Fevarin possono manifestarsi o aumentare pensieri autolesionisti o suicidari. Questo avviene perché il farmaco impiega del tempo per esercitare il suo effetto (generalmente due settimane o più). Il rischio è maggiore nei giovani adulti sotto i 25 anni e in chi ha già avuto questi pensieri in passato. In caso di comparsa di tali pensieri, è indispensabile contattare immediatamente il medico o recarsi in ospedale.
Reazioni cutanee gravi
Sono state segnalate gravi reazioni della pelle durante l’uso di Fevarin. Occorre interrompere immediatamente l’assunzione e contattare il medico in caso di eruzioni cutanee o lesioni delle mucose. Le reazioni da monitorare includono la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica.
Uso in gravidanza e allattamento
Fevarin non deve essere assunto in gravidanza a meno che il medico non lo ritenga assolutamente necessario. L’assunzione nelle ultime settimane di gravidanza può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN) e di altri sintomi neonatali da sospensione. La fluvoxamina passa nel latte materno, pertanto l’allattamento al seno è controindicato durante la terapia.
Fevarin: Interazioni con altri medicinali
Fevarin può interagire con numerosi farmaci. È fondamentale informare sempre il medico o il farmacista di tutti i medicinali assunti, compresi quelli senza prescrizione e i preparati erboristici.
Farmaci che non devono essere usati insieme a Fevarin
Le associazioni assolutamente da evitare includono:
- IMAO (incluso linezolid e moclobemide);
- tizanidina;
- pimozide;
- terfenadina (per le allergie).
Farmaci da segnalare al medico
Informare il medico in caso di assunzione di:
- benzodiazepine, antidepressivi triciclici, neurolettici, litio, triptofano;
- SSRI come il citalopram;
- aspirina o antinfiammatori FANS;
- ciclosporina, metadone, mexiletina;
- fenitoina o carbamazepina (per l’epilessia – già linkato, non rilincare);
- propranololo;
- ropinirolo (per il Parkinson);
- triptani per l‘emicrania (es. sumatriptan);
- sildenafil;
- teofillina (per l’asma);
- tramadolo;
- buprenorfina e buprenorfina/naloxone;
- clopidogrel, warfarin o altri anticoagulanti.
L’erba di San Giovanni non deve essere utilizzata durante il trattamento con Fevarin, poiché può aumentare gli effetti indesiderati. Inoltre, è necessario ridurre il consumo di caffeina (tè, caffè, bevande energetiche), che può amplificare sintomi come tremore, palpitazioni, irrequietezza e insonnia. L’alcol è controindicato durante la terapia.
Come prendere Fevarin: dosaggio
Dosaggio negli adulti
Le compresse vanno inghiottite con acqua, senza masticarle. Possono essere divise a metà se il medico lo ha prescritto.
Per il trattamento della depressione: la dose iniziale abituale è di 50 o 100 mg al giorno, da assumere alla sera. Il medico può aumentarla gradualmente fino a un massimo di 300 mg al giorno. Se la dose supera i 150 mg/die, è consigliabile suddividerla in più somministrazioni giornaliere.
Per il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo (DOC): la dose iniziale è di 50 mg al giorno, preferibilmente alla sera, con possibile aumento graduale fino a un massimo di 300 mg al giorno.
Dosaggio in bambini e adolescenti (DOC, dagli 8 anni)
La dose iniziale è di 25 mg al giorno (mezza compressa da 50 mg), preferibilmente prima di coricarsi. Il medico può aumentarla di 25 mg ogni 4-7 giorni fino a raggiungere la dose efficace. La dose massima giornaliera è 200 mg. Se la dose supera i 50 mg/die, va suddivisa in più somministrazioni; la dose più elevata deve essere assunta la sera.
Sintomi da sospensione
Fevarin non deve essere interrotto bruscamente. La sospensione improvvisa può causare sintomi da interruzione, tra cui agitazione, confusione, diarrea, difficoltà a dormire, capogiri, instabilità emotiva, mal di testa, irritabilità, nausea, vomito, palpitazioni, disturbi della sensibilità, sudorazione e tremore. Il medico aiuterà a ridurre il dosaggio gradualmente nell’arco di alcune settimane o mesi.
Cosa fare in caso di sovradosaggio
In caso di sovradosaggio, contattare immediatamente un medico o recarsi al pronto soccorso portando con sé la confezione. I sintomi principali comprendono nausea, vomito, diarrea, sonnolenza, capogiri, eventi cardiaci, problemi al fegato, convulsioni e, nei casi gravi, coma.
Possibili effetti collaterali di Fevarin
Come tutti i medicinali, Fevarin può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Di seguito sono riportati gli effetti collaterali suddivisi per frequenza.
Effetti indesiderati molto comuni e comuni
Interessano più di 1 utilizzatore su 100. Tra i più frequenti:
- agitazione e ansia;
- stitichezza o diarrea;
- difficoltà a dormire;
- capogiri, secchezza della bocca;
- tachicardia (ritmo cardiaco accelerato);
- sonnolenza, malessere, mal di testa;
- indigestione, perdita di appetito, dolore allo stomaco;
- sudorazione, tremore, debolezza muscolare (astenia);
- vomito.
Effetti indesiderati non comuni
Interessano tra 1 e 10 utilizzatori su 1.000:
- reazioni allergiche cutanee (gonfiore di viso, labbra, lingua, prurito);
- confusione;
- ritardo dell’eiaculazione;
- capogiri al cambio di postura (ipotensione ortostatica);
- allucinazioni;
- mancanza di coordinazione;
- dolori muscolari o articolari;
- aggressività.
Effetti indesiderati rari e a frequenza non nota
Tra gli effetti rari (1-10 su 10.000):
- convulsioni;
- problemi al fegato;
- mania (sensazione di euforia o sovraeccitazione);
- fotosensibilità;
- galattorrea (fuoriuscita inaspettata di latte dal capezzolo).
Effetti a frequenza non nota includono:
- acatisia (incapacità di stare fermi);
- anorgasmia;
- disturbi mestruali e sanguinamento post-partum;
- disturbi urinari;
- parestesia (formicolio o intorpidimento);
- glaucoma, pupille dilatate;
- iperprolattinemia (aumento dell’ormone prolattina);
- oscillazioni del peso.
È stato inoltre osservato un aumentato rischio di fratture ossee nei pazienti in trattamento con antidepressivi SSRI; a tal proposito, approfondisci il tema dell’osteoporosi per comprendere i fattori di rischio correlati.
Per segnalare un effetto indesiderato, è possibile utilizzare il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Come conservare Fevarin
Conservare Fevarin:
- fuori dalla portata e dalla vista dei bambini;
- a temperatura non superiore ai 25°C;
- non oltre la data di scadenza riportata sulla confezione e sul blister.
Le compresse inutilizzate devono essere riconsegnate in farmacia al termine o all’interruzione della terapia. Non gettarle nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici, per proteggere l’ambiente.
FAQ su Fevarin
Fevarin è un antidepressivo o un ansiolitico?
Fevarin è classificato come antidepressivo SSRI. In Italia è autorizzato per il trattamento della depressione (episodio depressivo maggiore) e del disturbo ossessivo compulsivo (DOC). Non è indicato come terapia specifica per i disturbi d’ansia, sebbene l’ansia possa migliorare come effetto secondario del trattamento.
Dopo quanto tempo Fevarin inizia a fare effetto?
Può impiegare alcune settimane prima di mostrare benefici evidenti. La maggior parte dei pazienti non avverte miglioramenti nelle prime 2-3 settimane di terapia. È fondamentale continuare ad assumere le compresse come prescritto anche se inizialmente non si notano cambiamenti, e non interrompere mai il trattamento senza consultare il medico.
Fevarin può essere assunto dai bambini?
Bambini e adolescenti sotto i 18 anni non devono assumere Fevarin per il trattamento della depressione. Il farmaco può essere prescritto a partire dagli 8 anni esclusivamente per il disturbo ossessivo compulsivo (DOC), con dosi specifiche stabilite dal medico e con attento monitoraggio degli effetti indesiderati, in particolare dei pensieri suicidari.
Si può bere alcolici durante la terapia con Fevarin?
No. L’alcol è assolutamente sconsigliato durante la terapia con Fevarin perché potenzia gli effetti sedativi del farmaco, inducendo sonnolenza e riduzione della vigilanza. Anche un consumo eccessivo di caffeina (caffè, tè, bevande energetiche) può causare tremore, palpitazioni e irrequietezza: è consigliabile ridurne l’assunzione.
Cosa fare se si dimentica una dose di Fevarin?
Se si dimentica una compressa, è sufficiente aspettare e prendere la dose successiva al solito orario. Non bisogna mai raddoppiare la dose per compensare quella dimenticata. In caso di dubbi, consultare sempre il medico o il farmacista.
Fevarin può causare dipendenza?
No, non provoca dipendenza nel senso classico del termine, ma non deve essere sospeso bruscamente. L’interruzione improvvisa può causare sintomi da sospensione (capogiri, nausea, ansia, disturbi del sonno). Per questo il medico pianificherà sempre una riduzione graduale del dosaggio al termine della terapia.
