Momendol è un medicinale a base di naprossene sodico appartenente alla classe degli analgesici-antinfiammatori non steroidei (FANS), utilizzato per il trattamento di breve durata del dolore lieve-moderato e della febbre. Di seguito presentiamo la riscrittura del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 4 febbraio 2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Momendol: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Momendol e a cosa serve
- ▸ Formulazioni e dosaggi di Momendol disponibili
- ▸ Come si assume Momendol: posologia e modo d’uso
- ▸ Controindicazioni: quando non prendere Momendol
- ▸ Avvertenze e precauzioni d’uso di Momendol
- ▸ Interazioni di Momendol con altri medicinali
- ▸ Momendol in gravidanza, allattamento e fertilità
- ▸ Possibili effetti indesiderati di Momendol
- ▸ Sovradosaggio di Momendol: cosa fare
- ▸ Come conservare Momendol
- ▸ Composizione e principio attivo di Momendol
- ▸ FAQ su Momendol
Che cos’è Momendol e a cosa serve
Momendol contiene naprossene, un principio attivo della classe dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che combatte il dolore, l’infiammazione e la febbre.
Nelle formulazioni orali (compresse, capsule molli, granulato per soluzione orale), Momendol è indicato negli adulti e negli adolescenti a partire dai 16 anni per il trattamento di breve durata di:
- dolori lievi e moderati come mal di testa, dolori articolari e muscolari (ad esempio mal di schiena, torcicollo), mal di denti e dolori mestruali;
- febbre.
Nelle formulazioni topiche (gel 5% e 10%), Momendol si usa per il trattamento locale di dolori muscolari e articolari, quali mialgia, dolore lombare, cervicalgia, borsiti, tendinite, tenosinoviti, periartriti, stiramenti muscolari, contusioni ed ematomi. Il gel può essere utilizzato anche come coadiuvante nella riabilitazione a seguito di traumi o interventi di chirurgia ortopedica.
È importante non prolungare il trattamento con Momendol oltre i 7 giorni per il dolore e oltre i 3 giorni per la febbre. In caso di persistenza o peggioramento dei sintomi, è necessario consultare il medico.
Formulazioni e dosaggi di Momendol disponibili
Momendol è commercializzato in Italia da Angelini Pharma S.p.A. in cinque diverse formulazioni, orali e topiche, pensate per adattarsi alle diverse esigenze terapeutiche:
- Momendol 220 mg compresse rivestite con film — confezioni da 12 o 24 compresse;
- Momendol 220 mg capsule molli — confezioni da 10, 12, 20, 24 o 30 capsule;
- Momendol 220 mg granulato per soluzione orale — confezioni da 12 bustine;
- Momendol 10% gel — tubi da 50 g o 100 g;
- Momendol 5% gel — tubi da 50 g.
Tutte le formulazioni orali contengono 220 mg di naprossene sodico per unità posologica (corrispondenti a 200 mg di naprossene). Le formulazioni in capsule molli e in bustine hanno un assorbimento più rapido rispetto alle compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate contemporaneamente.
Come si assume Momendol: posologia e modo d’uso
La posologia di Momendol varia in base alla formulazione scelta. In generale, il medicinale deve essere assunto seguendo esattamente le indicazioni del foglietto illustrativo o del medico, senza superare la dose massima giornaliera.
Posologia delle formulazioni orali di Momendol
Per compresse rivestite con film, capsule molli e granulato per soluzione orale, la dose raccomandata negli adulti e negli adolescenti oltre i 16 anni è:
- 1 compressa, capsula o bustina ogni 8-12 ore;
- per un migliore effetto iniziale è possibile, solo il primo giorno, iniziare con 2 unità seguite da 1 unità dopo 8-12 ore;
- dose massima: 3 unità nelle 24 ore;
- pazienti anziani e pazienti con insufficienza renale lieve-moderata: non superare 2 unità nelle 24 ore.
Le compresse e le capsule devono essere deglutite intere con acqua o altra bevanda. Il granulato va sciolto in un bicchiere d’acqua. In tutti i casi è preferibile assumere il farmaco a stomaco pieno (dopo colazione, pranzo o cena) per ridurre il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali.
Posologia del Momendol gel (5% e 10%)
Le formulazioni topiche vanno applicate localmente sulla zona dolorante:
- Momendol 10% gel: 2 applicazioni al giorno, massaggiando fino a completo assorbimento;
- Momendol 5% gel: 2-3 applicazioni al giorno, massaggiando fino a completo assorbimento.
Il gel non va applicato su occhi, mucose, ferite o lesioni cutanee. Durante il trattamento e nelle due settimane successive è necessario evitare l’esposizione diretta alla luce solare, compresi solarium e lampade abbronzanti, per prevenire reazioni di fotosensibilizzazione.
Durata massima del trattamento con Momendol
Momendol non deve essere utilizzato per più di:
- 7 giorni per il trattamento del dolore (tutte le formulazioni);
- 3 giorni per il trattamento della febbre (formulazioni orali).
Se il dolore o la febbre persistono o peggiorano, è indispensabile consultare il medico. L’uso prolungato di FANS è sconsigliato, in particolare negli anziani.
Controindicazioni: quando non prendere Momendol
Momendol non deve essere assunto dai pazienti che presentano una delle seguenti condizioni:
- ipersensibilità accertata al naprossene, ad altri FANS o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- manifestazioni allergiche come asma, orticaria, rinite, polipi nasali, angioedema indotti da acido acetilsalicilico o altri FANS;
- precedenti di sanguinamento o perforazione gastrointestinale correlati a un trattamento con FANS;
- due o più episodi distinti di ulcera peptica o di sanguinamenti dello stomaco;
- ulcera gastrica o duodenale in fase attiva;
- malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn);
- grave insufficienza cardiaca, epatica o renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min);
- terapia intensiva con diuretici in corso;
- emorragia in atto o terapia anticoagulante con rischio di sanguinamento;
- gravidanza (in particolare terzo trimestre) e allattamento al seno;
- età inferiore ai 16 anni per le formulazioni orali (sotto i 12 anni è assolutamente controindicato).
Il Momendol 5% gel è inoltre controindicato nei pazienti in trattamento con anticoagulanti cumarinici (warfarin, dicumarolo). Tutte le formulazioni gel non vanno usate nell’ultimo trimestre di gravidanza.
Avvertenze e precauzioni d’uso di Momendol
Prima di assumere Momendol è necessario consultare il medico o il farmacista in diverse situazioni specifiche, poiché il naprossene, come tutti i FANS, può comportare rischi cardiovascolari, gastrointestinali e renali di particolare rilievo.
Rischio cardiovascolare associato a Momendol
I FANS come Momendol possono essere associati a un modesto aumento del rischio di infarto del miocardio o di ictus, soprattutto con dosi elevate e trattamenti prolungati. Maggiore cautela è richiesta nei pazienti con:
- ipertensione arteriosa;
- diabete;
- colesterolo alto;
- abitudine al fumo;
- precedenti cardiovascolari noti.
Rischio di reazioni cutanee gravi con Momendol
Sono state segnalate reazioni cutanee gravi in associazione con Momendol, tra cui dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). La reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompere il farmaco e rivolgersi immediatamente al medico in presenza di:
- eruzioni o lesioni cutanee;
- lesioni delle mucose;
- allergia cutanea con eritemi, prurito, orticaria;
- pelle che si squama o si esfolia.
Altre avvertenze d’uso di Momendol
Particolare cautela è necessaria in caso di:
- pazienti anziani con qualche grado di compromissione renale, epatica o cardiaca;
- consumatori abituali di alte dosi di alcolici (rischio aumentato di sanguinamento gastrico);
- dolori di origine gastrointestinale (l’uso va evitato);
- alterazioni della coagulazione o terapia con anticoagulanti;
- sospetta infezione in corso (i FANS possono mascherarne i sintomi).
Interrompere il trattamento e consultare il medico in caso di disturbi visivi, dolore improvviso alla pancia, sintomi gastrointestinali inusuali nei primi giorni di assunzione. Il medico deve monitorare la funzionalità renale nei pazienti anziani, nei pazienti con ridotta diuresi, nei pazienti in trattamento con diuretici e dopo interventi chirurgici maggiori.
Momendol può modificare i risultati di esami del sangue e delle urine: è opportuno comunicare al medico o al tecnico di laboratorio l’assunzione del farmaco prima di sottoporsi a esami, poiché potrebbe essere necessario sospendere il naprossene 72 ore prima.
Interazioni di Momendol con altri medicinali
Il naprossene può interagire con numerose classi di farmaci, modificando l’efficacia o aumentando il rischio di effetti indesiderati. È importante informare il medico o il farmacista di tutti i medicinali assunti, inclusi quelli da banco e gli integratori.
Associazioni da evitare con Momendol
L’associazione del naprossene con i seguenti medicinali non è raccomandata:
- litio (utilizzato per trattare i disturbi mentali);
- altri FANS e corticosteroidi (aumento del rischio di ulcera e sanguinamento);
- anticoagulanti (warfarin, dicumarolo) e antiaggreganti (acido acetilsalicilico, ticlopidina);
- antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, utilizzati per trattare la depressione;
- ciclosporina, tacrolimus (antirigetto);
- metotressato (antitumorale e antireumatico).
Associazioni che richiedono cautela con Momendol
Il naprossene va associato con cautela ai seguenti farmaci:
- idantoinici e sulfamidici;
- sulfaniluree (ipoglicemizzanti orali);
- diuretici d’ansa e tiazidici;
- beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II;
- probenecid;
- digossina.
Il naprossene può alterare il tempo di sanguinamento (che può restare aumentato fino a 4 giorni dalla sospensione), ridurre la clearance della creatinina e aumentare i livelli ematici di azotemia, creatinina, potassio e transaminasi.
Momendol in gravidanza, allattamento e fertilità
Uso di Momendol in gravidanza
L’uso di Momendol in gravidanza è controindicato, in particolare nel terzo trimestre. I FANS possono causare problemi ai reni e al cuore del feto, influire sulla tendenza al sanguinamento di madre e bambino e ritardare o prolungare il travaglio.
A partire dalla 20ª settimana di gravidanza, Momendol può causare problemi renali al feto, riducendo i livelli di liquido amniotico (oligoidramnios) o provocando il restringimento del dotto arterioso nel cuore del bambino. Nei primi 6 mesi di gravidanza il farmaco non deve essere utilizzato se non strettamente necessario e sotto stretto controllo medico, alla dose più bassa e per il minor tempo possibile.
Momendol durante l’allattamento
I FANS vengono escreti nel latte materno: per questo motivo l’uso di Momendol è controindicato durante l’allattamento al seno. Se il trattamento è strettamente necessario, dovrebbe essere valutato con il medico il rapporto rischio/beneficio e considerata la sospensione dell’allattamento.
Momendol e fertilità
I FANS come Momendol possono causare problemi reversibili alla fertilità femminile (l’effetto scompare con la sospensione del trattamento). L’uso del farmaco deve essere sospeso nelle donne che hanno problemi di fertilità, si sottopongono a indagini sulla fertilità o che pianificano una gravidanza.
Possibili effetti indesiderati di Momendol
Come tutti i medicinali, Momendol può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti più comuni sono di natura gastrointestinale e possono essere minimizzati usando la dose più bassa efficace per il minor tempo possibile.
Effetti indesiderati comuni di Momendol (1 persona su 10)
- nausea, vomito, dispepsia (difficoltà a digerire);
- pirosi (bruciore di stomaco) e gastralgia (dolore allo stomaco);
- flatulenza (emissione di gas);
- mal di testa, sonnolenza, vertigini, stordimento.
Effetti indesiderati non comuni di Momendol (1 persona su 100)
- diarrea o stitichezza;
- disturbi del sonno, insonnia, sopore, eccitazione;
- disturbi della vista;
- acufene (ronzio nelle orecchie) e disturbi dell’udito;
- reazioni allergiche con gonfiore e angioedema;
- eruzione cutanea, prurito, edema, ecchimosi (lividi);
- brividi, ridotta funzionalità renale.
Effetti indesiderati rari e molto rari di Momendol
Tra gli effetti indesiderati rari (fino a 1 persona su 1.000) si segnalano ulcera, sanguinamento o perforazione gastrointestinale, ematemesi, stomatite ulcerativa, peggioramento della colite o del morbo di Crohn, glomerulonefrite, mialgia e alterazioni della glicemia.
Gli effetti molto rari (fino a 1 persona su 10.000) comprendono stomatite, pancreatite, esofagite, gastrite, ittero, epatite, anemia aplastica o emolitica, trombocitopenia, granulocitopenia fino ad agranulocitosi, eosinofilia, dispnea, asma, polmonite eosinofila, fotosensibilità, alopecia, eritema multiforme o fisso, lichen planus, lupus eritematoso sistemico, tachicardia, vasculite, ipertensione, insufficienza cardiaca e renale, convulsioni e sintomi simil-meningite.
Effetti indesiderati del Momendol gel
Con le formulazioni topiche (Momendol 5% gel e 10% gel) possono verificarsi, con frequenza non nota, effetti indesiderati cutanei come eritema, irritazione, sensazione di calore o bruciore, dermatite da contatto, eruzione bollosa e reazioni di fotosensibilità. L’uso prolungato di medicinali topici può provocare fenomeni di ipersensibilizzazione; in tal caso il trattamento va interrotto consultando il medico.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Sovradosaggio di Momendol: cosa fare
In caso di ingestione o assunzione accidentale di una dose eccessiva di Momendol è necessario avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale, portando con sé il foglietto illustrativo del medicinale.
I segni e i sintomi di sovradosaggio possono comprendere:
- stato di torpore, sonnolenza, disorientamento;
- bruciori di stomaco, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali;
- emorragia gastrica, alterazioni della funzionalità epatica;
- aumento dei livelli ematici di sodio, acidosi metabolica;
- ipoprotrombinemia (difetti della coagulazione);
- malfunzionamento renale, apnea, convulsioni.
In ambito ospedaliero possono essere indicati lo svuotamento gastrico e la somministrazione di un’adeguata quantità di carbone attivo per ridurre l’assorbimento del farmaco, oltre alle abituali misure di supporto.
Per il Momendol gel non sono stati riportati casi di sovradosaggio; è comunque opportuno contattare il medico in caso di utilizzo superiore alle dosi raccomandate o di ingestione accidentale del prodotto.
Come conservare Momendol
Le corrette modalità di conservazione variano a seconda della formulazione:
- Capsule molli: non conservare a temperatura superiore a 25°C;
- Compresse rivestite con film e granulato: conservare nella confezione originale al riparo da luce e umidità;
- Gel 5% e 10%: nessuna temperatura particolare richiesta, conservare nella confezione originale con tappo chiuso al riparo da luce ed evaporazione.
Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non utilizzare Momendol dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (la scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato). Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati per proteggere l’ambiente.
Composizione e principio attivo di Momendol
Il principio attivo di Momendol è il naprossene, nelle formulazioni orali presente come naprossene sodico (220 mg pari a 200 mg di naprossene per unità posologica). Di seguito gli eccipienti caratteristici delle diverse formulazioni.
Eccipienti di Momendol compresse rivestite con film
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, amido di mais, cellulosa microcristallina, povidone K25, carbossimetilamido sodico, silice colloidale idratata, magnesio stearato. Film di rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido (E 171), talco. Ogni compressa contiene 23 mg di sodio.
Eccipienti di Momendol capsule molli
Macrogol 600, acido lattico, gelatina, sorbitolo/glicerolo speciale, blu brillante (E133), lecitina, trigliceridi a catena media, acqua depurata. Contiene sorbitolo (fonte di fruttosio): i pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio devono consultare il medico. Ogni capsula contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio ed è quindi essenzialmente “senza sodio”.
Eccipienti di Momendol gel 10% e 5%
Il Momendol 10% gel contiene alcool isopropilico, trolamina, glicerolo, idrossietilcellulosa, sodio idrossido, profumo contenente mentolo ed eucaliptolo, acqua depurata. La fragranza contiene D-limonene, che può causare reazioni allergiche.
Il Momendol 5% gel contiene, oltre al naprossene, glucoronil glucosaminoglicano (con attività anticoagulante), alcool isopropilico, glicerolo, idrossietilcellulosa, profumo mentolato, acqua demineralizzata.
Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio di tutte le formulazioni di Momendol è Angelini Pharma S.p.A. (Viale Amelia 70, Roma).
FAQ su Momendol
Per cosa si usa il Momendol?
Momendol è un analgesico-antinfiammatorio a base di naprossene sodico indicato, nelle formulazioni orali, per il trattamento di breve durata del dolore lieve e moderato (mal di testa, mal di denti, dolore mestruale, dolori muscolari e articolari come mal di schiena e torcicollo) e della febbre. Le formulazioni in gel si usano localmente per mialgie, cervicalgia, tendiniti, borsiti, contusioni ed ematomi.
Da quanti anni si può prendere Momendol?
Le formulazioni orali di Momendol (compresse, capsule e granulato) sono indicate negli adulti e negli adolescenti a partire dai 16 anni. Al di sotto dei 16 anni è necessario consultare il medico; sotto i 12 anni l’uso è controindicato. Il gel non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 12 anni per mancanza di dati su sicurezza ed efficacia.
Quante compresse di Momendol si possono prendere al giorno?
La dose raccomandata è 1 compressa, capsula o bustina da 220 mg ogni 8-12 ore. Il primo giorno si può iniziare con 2 unità seguite da 1 unità dopo 8-12 ore. La dose massima giornaliera è di 3 unità nelle 24 ore (equivalenti a 660 mg di naprossene sodico). Pazienti anziani e con insufficienza renale lieve-moderata non devono superare 2 unità nelle 24 ore.
Si può prendere Momendol a stomaco vuoto?
È preferibile assumere Momendol a stomaco pieno (dopo colazione, pranzo o cena) per ridurre il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali, tipici di tutti i FANS. L’assunzione a stomaco vuoto non è vietata, ma aumenta la probabilità di bruciore di stomaco, gastralgia e irritazione della mucosa gastrica.
Momendol si può prendere in gravidanza?
No: Momendol è controindicato in gravidanza, in particolare nell’ultimo trimestre, perché può causare problemi ai reni e al cuore del feto, oligoidramnios e restringimento del dotto arterioso. Nei primi 6 mesi va utilizzato solo se strettamente necessario e sotto controllo medico. È inoltre controindicato durante l’allattamento al seno.
Qual è la differenza tra Momendol e Moment?
Momendol contiene naprossene sodico, mentre Moment contiene ibuprofene. Sono entrambi FANS da banco, ma il naprossene ha una durata d’azione più lunga (fino a 12 ore per dose) rispetto all’ibuprofene (4-6 ore), risultando più indicato per dolori prolungati come dolori articolari, muscolari e mestruali. L’ibuprofene tende ad agire più rapidamente sui dolori acuti.
Momendol fa sonno?
Sì, sonnolenza, capogiro, vertigini e insonnia sono tra gli effetti indesiderati comuni di Momendol. Per questo motivo il farmaco può compromettere la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari: in caso di insorgenza di questi sintomi è opportuno evitare tali attività e qualsiasi altra occupazione che richieda particolare vigilanza.
Quanto dura l’effetto di Momendol?
Momendol agisce rapidamente, entro circa 30 minuti dall’assunzione, con picco plasmatico a 1-2 ore. La durata dell’effetto analgesico-antinfiammatorio arriva fino a 8-12 ore, il che consente di limitare l’assunzione a 2-3 dosi al giorno. Capsule molli e bustine presentano un assorbimento più rapido rispetto alle compresse rivestite con film.
