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Nexium: Foglietto Illustrativo Completo

Foglio illustrativo ufficiale e informazioni sul medicinale

🔹 Nota importante: Questo foglietto illustrativo è tratto da fonti ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e ha scopo puramente informativo. Per qualsiasi dubbio o necessità terapeutica, consultare sempre il proprio medico o farmacista di fiducia.

Nexium è un medicinale a base di esomeprazolo, principio attivo appartenente alla classe degli inibitori di pompa protonica (IPP). Agisce riducendo la produzione di acido da parte dello stomaco ed è utilizzato nel trattamento di diverse patologie gastrointestinali acido-correlate, come la malattia da reflusso gastroesofageo, le ulcere da Helicobacter pylori e l’ulcera peptica indotta da FANS. Le informazioni che seguono sono tratte dal foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 03/04/2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.

Che cos’è Nexium e a cosa serve

Nexium contiene esomeprazolo, appartenente a un gruppo di farmaci denominati inibitori di pompa protonica, che agiscono riducendo la quantità di acido prodotta dallo stomaco.

Nexium è indicato negli adulti per il trattamento dei seguenti disturbi:

  • malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), condizione in cui l’acido proveniente dallo stomaco risale nell’esofago causando dolore, infiammazione e bruciore;
  • ulcere dello stomaco o della parte superiore dell’intestino con infezione da Helicobacter pylori, spesso trattate anche con antibiotici per eradicare l’infezione e favorire la guarigione;
  • ulcere dello stomaco causate da FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), sia in fase di trattamento sia come prevenzione durante l’assunzione di questi medicinali;
  • eccesso di acido nello stomaco causato da tumori del pancreas (sindrome di Zollinger-Ellison);
  • trattamento prolungato del risanguinamento delle ulcere, dopo prevenzione con somministrazione endovenosa di Nexium.

Negli adolescenti dai 12 anni di età, Nexium è indicato per la MRGE e per le ulcere da Helicobacter pylori. Nei bambini da 1 a 11 anni è disponibile nella formulazione in bustine per sospensione orale per il trattamento della MRGE.

Formulazioni di Nexium disponibili in Italia

Nexium è autorizzato in Italia da AIFA in quattro formulazioni, ciascuna indicata per specifiche esigenze terapeutiche e fasce di età:

  • Nexium 20 mg compresse gastroresistenti: compresse di colore rosa chiaro con la scritta A/EH da un lato e 20 mg dall’altro;
  • Nexium 40 mg compresse gastroresistenti: compresse di colore rosa con la scritta A/EI da un lato e 40 mg dall’altro;
  • Nexium 10 mg granulato gastroresistente per sospensione orale, in bustina: granuli fini giallo pallido, pensati per i bambini e per chi ha difficoltà a deglutire le compresse;
  • Nexium 40 mg polvere per soluzione iniettabile/per infusione: liofilizzato bianco o biancastro in flaconcino, utilizzato in ambito ospedaliero quando la via orale non è praticabile.

Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è Grünenthal Italia S.r.l., con sede a Milano. I siti produttivi sono AstraZeneca AB (Svezia), Recipharm Monts (Francia) e Grünenthal GmbH (Germania).

Come si assume Nexium: posologia e modalità

Nexium deve essere assunto seguendo rigorosamente le indicazioni del medico. La posologia varia in base alla formulazione, alla patologia da trattare, all’età e alla funzionalità epatica del paziente.

Dosaggi per adulti (dai 18 anni)

Nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo, se l’esofago è leggermente danneggiato la dose raccomandata è di una compressa da 40 mg una volta al giorno per 4 settimane, eventualmente estendibili a ulteriori 4 settimane. Dopo la guarigione dell’esofago, la dose di mantenimento è di una compressa da 20 mg al giorno. Se l’esofago non risulta danneggiato, la dose usuale è di una compressa da 20 mg al giorno.

Per il trattamento delle ulcere da Helicobacter pylori, la dose è di una compressa da 20 mg due volte al giorno per una settimana, in associazione ad antibiotici come amoxicillina e claritromicina.

Per il trattamento delle ulcere gastriche da FANS, la dose è di una compressa da 20 mg una volta al giorno per 4-8 settimane. Come prevenzione durante l’uso di FANS, la dose è di 20 mg al giorno.

Nella sindrome di Zollinger-Ellison, la dose iniziale è di 40 mg due volte al giorno, con possibilità di arrivare fino a 80 mg due volte al giorno in base alla risposta clinica. Per il trattamento prolungato del risanguinamento delle ulcere, la dose è di 40 mg una volta al giorno per 4 settimane.

Dosaggi per adolescenti (12-18 anni)

Per la MRGE, negli adolescenti dai 12 anni valgono gli stessi schemi posologici degli adulti: 40 mg al giorno per 4 settimane in caso di esofago danneggiato, 20 mg al giorno per il mantenimento o se l’esofago non è danneggiato. Per le ulcere da Helicobacter pylori, la dose è di 20 mg due volte al giorno per una settimana con antibiotici.

Dosaggi per bambini da 1 a 11 anni

Nei bambini si utilizza esclusivamente la formulazione in bustine di granulato da 10 mg. La dose viene calcolata in base al peso corporeo e stabilita dal pediatra. In genere, per la MRGE la dose raccomandata è di una bustina (10 mg) o due bustine (20 mg) una volta al giorno. Le compresse gastroresistenti non sono raccomandate sotto i 12 anni.

Modalità di assunzione

Le compresse devono essere deglutite intere con un sorso d’acqua, senza masticare o frantumare, perché contengono granuli rivestiti che proteggono il principio attivo dall’acidità gastrica. Possono essere assunte a stomaco pieno o a digiuno, in qualsiasi momento della giornata.

Per chi ha difficoltà a deglutire, le compresse possono essere disperse in un bicchiere di acqua non gasata, mescolate fino a disintegrazione e bevute entro 30 minuti. I granuli non devono essere masticati. È anche possibile la somministrazione attraverso sondino gastrico.

Per le bustine, svuotare il contenuto in un bicchiere con 15 ml di acqua non gasata per bustina (30 ml per due bustine), mescolare, lasciare addensare alcuni minuti e bere entro 30 minuti dalla ricostituzione.

Aggiustamenti nelle popolazioni speciali

Nei pazienti con gravi problemi al fegato la dose massima giornaliera non deve superare i 20 mg. Nei bambini di 1-11 anni con compromissione epatica grave, la dose massima è di 10 mg. Nei pazienti con ridotta funzionalità renale e negli anziani non sono necessari aggiustamenti della dose.

Controindicazioni e precauzioni d’uso di Nexium

Nexium non deve essere assunto nei seguenti casi:

  • allergia nota all’esomeprazolo o a uno qualsiasi degli eccipienti;
  • ipersensibilità ad altri inibitori di pompa protonica (pantoprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, omeprazolo);
  • assunzione concomitante di nelfinavir, medicinale utilizzato per il trattamento dell’infezione da HIV;
  • precedenti gravi reazioni cutanee con vescicole, esfoliazione o ulcere in bocca dopo l’assunzione di Nexium o di medicinali correlati.

Prima di iniziare la terapia è necessario informare il medico se si hanno gravi problemi al fegato o ai reni, se si sono avute reazioni cutanee dopo l’uso di altri IPP o se è in programma un esame del sangue per la Cromogranina A, poiché Nexium può alterarne i risultati.

Segnali di allarme da non sottovalutare

Nexium può mascherare i sintomi di altre patologie, comprese quelle tumorali. È quindi fondamentale contattare subito il medico in caso di:

  • perdita di peso rilevante senza motivo apparente;
  • difficoltà a deglutire;
  • dolore allo stomaco persistente o indigestione;
  • vomito di cibo o sangue;
  • feci nere con possibili tracce di sangue.

Uso prolungato e rischi correlati

L’assunzione di Nexium per oltre un anno può comportare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Pazienti con osteoporosi o in trattamento con corticosteroidi devono consultare il medico.

L’uso prolungato può influire sull’assorbimento della vitamina B12: sono da segnalare al medico stanchezza estrema, formicolii, lingua dolorante, debolezza muscolare, disturbi della vista e problemi di memoria. Dopo più di tre mesi di terapia possono anche diminuire i livelli ematici di magnesio, con sintomi come affaticamento, contrazioni muscolari involontarie, convulsioni, vertigini e tachicardia. Bassi livelli di magnesio possono inoltre ridurre quelli di potassio o calcio.

Reazioni cutanee gravi

In caso di eritema cutaneo, soprattutto nelle zone esposte ai raggi solari, è necessario rivolgersi al medico il prima possibile: può essere necessario sospendere Nexium. In rari casi sono state segnalate reazioni cutanee gravi come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e sindrome DRESS, che richiedono l’immediata interruzione del medicinale.

Eccipienti di rilievo

Le compresse gastroresistenti contengono saccarosio, un tipo di zucchero: chi è intollerante ad alcuni zuccheri deve consultare il medico prima dell’uso. Le bustine contengono saccarosio e glucosio, per cui è importante curare bene l’igiene orale. Nexium contiene meno di 1 mmol di sodio per compressa o flaconcino, ed è quindi considerato essenzialmente “senza sodio”.

Interazioni di Nexium con altri medicinali

Nexium può modificare l’azione di diversi farmaci e, a sua volta, subirne l’influenza. È quindi indispensabile informare il medico di qualsiasi terapia in corso, anche da banco.

L’associazione è controindicata con nelfinavir. Particolare attenzione va prestata ai seguenti medicinali:

  • atazanavir (infezione da HIV): l’esomeprazolo può ridurne l’efficacia;
  • clopidogrel (antiaggregante piastrinico): possibile riduzione dell’effetto antitrombotico;
  • ketoconazolo, itraconazolo e voriconazolo (antifungini): l’acidità gastrica ridotta ne diminuisce l’assorbimento;
  • erlotinib (chemioterapico);
  • citalopram, imipramina e clomipramina, utilizzati nel trattamento della depressione;
  • diazepam, usato per ansia, rilassamento muscolare ed epilessia;
  • fenitoina (antiepilettico): richiede monitoraggio clinico all’inizio e alla sospensione di Nexium;
  • warfarin e altri anticoagulanti orali: serve controllo dell’INR;
  • cilostazolo, cisapride, digossina;
  • metotressato (chemioterapia ad alte dosi): può essere necessaria la sospensione temporanea di Nexium;
  • tacrolimus, utilizzato nei trapianti d’organo;
  • rifampicina, antibiotico antitubercolare;
  • erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), impiegata come rimedio naturale nei disturbi dell’umore.

Nel protocollo di eradicazione dell’Helicobacter pylori con amoxicillina e claritromicina, il medico deve essere informato di qualunque altro medicinale in uso per escludere interazioni rilevanti.

Nexium in gravidanza e allattamento

Durante la gravidanza, Nexium deve essere assunto solo se il medico lo ritiene strettamente necessario. Donne in gravidanza, che sospettano di esserlo o che stanno pianificando una gravidanza devono informare il medico prima di iniziare la terapia.

Non è noto se l’esomeprazolo passi nel latte materno: per questo motivo, Nexium non deve essere assunto durante l’allattamento al seno.

Per quanto riguarda la guida di veicoli e l’uso di macchinari, Nexium di solito non influisce su queste attività. Tuttavia effetti indesiderati come vertigini o visione annebbiata, seppure non comuni, sconsigliano la guida e l’uso di macchinari fino alla loro scomparsa.

Effetti indesiderati di Nexium

Come tutti i medicinali, Nexium può provocare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Alcuni richiedono l’immediata interruzione del farmaco e il consulto medico urgente.

Effetti gravi: interrompere subito Nexium

  • pelle gialla (ittero), urine scure e stanchezza: possibili sintomi di problemi epatici (rari, fino a 1 caso su 1.000);
  • sibilo respiratorio improvviso, gonfiore di labbra, lingua, gola o corpo, eruzione cutanea, svenimento o difficoltà a deglutire: reazione allergica severa (rari);
  • grave eruzione cutanea con vesciche o desquamazione, anche dopo settimane di trattamento (eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica): molto rari, fino a 1 caso su 10.000;
  • eruzione cutanea estesa con febbre e ingrossamento dei linfonodi (sindrome DRESS): molto rari.

Effetti comuni (fino a 1 persona su 10)

  • mal di testa;
  • disturbi gastrointestinali: diarrea, mal di stomaco, stitichezza, flatulenza;
  • nausea o vomito;
  • polipi benigni nello stomaco;
  • reazioni nella sede di somministrazione (solo per la formulazione iniettabile/infusione).

Effetti non comuni (fino a 1 persona su 100)

  • gonfiore a piedi e caviglie;
  • disturbi del sonno e insonnia;
  • capogiri, formicolii, sonnolenza;
  • secchezza della bocca;
  • alterazioni dei test epatici;
  • eruzione cutanea, orticaria e prurito;
  • fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale a dosi elevate e per periodi prolungati.

Effetti rari (fino a 1 persona su 1.000)

  • problemi del sangue (riduzione di globuli bianchi o piastrine) con debolezza, lividi o maggiore suscettibilità alle infezioni;
  • bassi livelli di sodio nel sangue con debolezza, vomito e crampi;
  • agitazione, confusione o depressione;
  • alterazioni del gusto e della vista (visione offuscata);
  • broncospasmo;
  • infiammazione del cavo orale;
  • infezione da candida che può interessare l’intestino;
  • problemi al fegato inclusa ittero-sintomatologia;
  • perdita dei capelli (alopecia);
  • eruzione cutanea all’esposizione al sole;
  • dolore articolare (artralgia) o muscolare (mialgia);
  • malessere generale, debolezza e aumento della sudorazione.

Effetti molto rari e non noti

Tra gli effetti molto rari (fino a 1 persona su 10.000) sono state segnalate agranulocitosi, aggressività, allucinazioni, gravi problemi epatici con insufficienza epatica e infiammazione cerebrale, debolezza muscolare, gravi problemi renali e ingrossamento della mammella negli uomini.

Con frequenza non nota sono stati riportati riduzione dei livelli di magnesio dopo più di tre mesi di terapia, infiammazione intestinale con diarrea ed eritema con possibili dolori articolari.

In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.

Come conservare Nexium

Nexium deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, e non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (la data si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato).

Le compresse gastroresistenti e la polvere per soluzione iniettabile non devono essere conservate a temperatura superiore ai 30°C. Le compresse vanno tenute nella confezione originale (blister) o nel flacone ben chiuso per proteggerle dall’umidità. I flaconcini vanno mantenuti nell’imballaggio esterno per proteggerli dalla luce, anche se possono essere esposti alla normale luce interna fino a 24 ore fuori dalla confezione.

Le bustine di granulato non richiedono particolari condizioni di conservazione, ma la sospensione ricostituita deve essere assunta entro 30 minuti. I medicinali non utilizzati non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: è opportuno chiedere al farmacista come smaltirli correttamente.

Pagina categoria foglietti illustrativi.

FAQ su Nexium

A cosa serve Nexium?

Nexium è un inibitore di pompa protonica a base di esomeprazolo utilizzato per ridurre la produzione di acido gastrico. È indicato per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), delle ulcere dello stomaco e del duodeno causate da Helicobacter pylori o da FANS, e della sindrome di Zollinger-Ellison.

Quando si assume Nexium, prima o dopo i pasti?

Nexium può essere assunto in qualsiasi momento della giornata, a stomaco pieno o a digiuno. Tuttavia, molti medici consigliano di prenderlo al mattino prima di colazione per ottenere il massimo controllo dell’acidità durante la giornata. Le compresse vanno deglutite intere con un sorso d’acqua, senza masticarle.

Per quanto tempo si può prendere Nexium?

La durata del trattamento dipende dalla patologia: da una settimana per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori, a 4-8 settimane per la MRGE o le ulcere da FANS, fino a terapie di mantenimento prolungate. L’uso continuativo oltre l’anno richiede monitoraggio medico per il rischio di fratture, riduzione di vitamina B12 e bassi livelli di magnesio.

Qual è la differenza tra Nexium 20 mg e Nexium 40 mg?

La differenza principale sta nel dosaggio di esomeprazolo. Nexium 20 mg è indicato per il mantenimento della MRGE, le ulcere da FANS e la prevenzione, mentre Nexium 40 mg è utilizzato per il trattamento iniziale dell’esofagite da reflusso, le ulcere con esofago danneggiato e la sindrome di Zollinger-Ellison. La scelta spetta sempre al medico in base alla patologia e alla gravità.

Nexium si può assumere in gravidanza?

Nexium deve essere assunto in gravidanza solo su indicazione medica, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio. Durante l’allattamento al seno invece non deve essere utilizzato, poiché non è noto se l’esomeprazolo passi nel latte materno.

Dopo quanti giorni fa effetto Nexium?

Nexium inizia a ridurre la secrezione acida già dopo la prima assunzione, ma il sollievo sintomatico del bruciore di stomaco e della pirosi può richiedere 1-4 giorni. Per la guarigione completa delle lesioni esofagee o ulcerative sono invece necessarie diverse settimane di terapia continuativa, in genere 4-8 settimane.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Nexium?

Gli effetti collaterali più comuni di Nexium includono mal di testa, diarrea, mal di stomaco, stitichezza, flatulenza, nausea e vomito. Meno frequenti sono insonnia, capogiri, secchezza della bocca, alterazioni dei test epatici, eruzioni cutanee e prurito. In caso di reazioni gravi come ittero, eruzioni cutanee con vescicole o reazioni allergiche severe è necessario sospendere il farmaco e contattare subito il medico.

Nexium richiede la ricetta medica?

Sì, Nexium è un medicinale soggetto a prescrizione medica in tutte le sue formulazioni (compresse, bustine e flaconcino iniettabile) e non è vendibile online senza ricetta. La prescrizione è necessaria per garantire un uso appropriato del farmaco, dato che gli inibitori di pompa protonica richiedono una valutazione clinica accurata.

Fonte ufficiale: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

I contenuti di questo articolo sono tratti dal foglietto illustrativo ufficiale pubblicato da AIFA. Per informazioni aggiornate e complete, visita il sito ufficiale: www.aifa.gov.it.

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