Il Panacef è un antibiotico a base di cefacloro monoidrato, appartenente alla classe delle cefalosporine di seconda generazione per uso orale. Prodotto da Neopharmed Gentili S.p.A., è indicato per il trattamento di numerose infezioni batteriche dell’apparato respiratorio, urinario, cutaneo e ORL sostenute da germi sensibili. Disponibile in ben 14 confezioni autorizzate che comprendono capsule rigide, compresse, compresse a rilascio modificato, compresse dispersibili, granulato per sospensione orale e gocce orali. In questa guida trovi tutte le informazioni del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 10 aprile 2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Panacef: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Panacef e a cosa serve
- ▸ Formulazioni e composizione di Panacef
- ▸ Come si assume Panacef: dosaggio e somministrazione
- ▸ Controindicazioni di Panacef
- ▸ Precauzioni d’uso di Panacef
- ▸ Interazioni di Panacef con altri medicinali
- ▸ Panacef in gravidanza e allattamento
- ▸ Effetti indesiderati di Panacef
- ▸ Sovradosaggio di Panacef
- ▸ Conservazione di Panacef
- ▸ FAQ su Panacef
Che cos’è Panacef e a cosa serve
Panacef è un medicinale antibiotico a base di cefacloro monoidrato, principio attivo appartenente alla categoria farmacoterapeutica delle cefalosporine di seconda generazione per uso orale. Il cefacloro agisce interferendo con la sintesi della parete batterica, provocando la lisi osmotica dei germi sensibili, e risulta attivo nei confronti di numerosi batteri Gram-positivi e Gram-negativi.
Panacef è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni sostenute da germi sensibili:
- infezioni dell’apparato respiratorio, incluse le polmoniti, le bronchiti, le riacutizzazioni delle bronchiti croniche, le faringiti e le tonsilliti;
- otite media (processi infiammatori di origine batterica a carico dell’orecchio medio);
- infezioni della cute e dei tessuti molli;
- infezioni del tratto urinario, incluse le pielonefriti e le cistiti;
- sinusiti;
- uretrite gonococcica.
La formulazione a rilascio modificato di Panacef è indicata in particolare per il trattamento di: bronchite acuta e riacutizzazione di bronchite cronica; faringite e tonsillite; infezioni non complicate delle basse vie urinarie; infezioni della cute e dei tessuti molli.
Formulazioni e composizione di Panacef
Panacef è disponibile sul mercato italiano in 14 confezioni autorizzate con codice AIC 024227, distribuite da Neopharmed Gentili S.p.A. Le formulazioni disponibili coprono diverse forme farmaceutiche e dosaggi, per adattarsi alle esigenze terapeutiche di adulti e bambini.
Capsule rigide
- Panacef 250 mg capsule rigide — confezione da 12 capsule (AIC 024227011);
- Panacef 500 mg capsule rigide — confezione da 8 capsule (AIC 024227023).
Compresse
- Panacef 250 mg compresse — confezione da 12 compresse (AIC 024227062).
Compresse dispersibili
- Panacef 500 mg compresse dispersibili — confezione da 8 compresse (AIC 024227112).
Compresse a rilascio modificato
- Panacef 375 mg compresse a rilascio modificato — confezione da 12 compresse (AIC 024227074);
- Panacef 500 mg compresse a rilascio modificato — confezione da 8 compresse (AIC 024227086);
- Panacef 750 mg compresse a rilascio modificato — confezione da 6 compresse (AIC 024227098);
- Panacef 750 mg compresse a rilascio modificato — confezione da 12 compresse (AIC 024227148).
Granulato per sospensione orale (flacone)
- Panacef 125 mg/5 ml granulato per sospensione orale (AIC 024227035);
- Panacef 187,5 mg/5 ml granulato per sospensione orale (AIC 024227100);
- Panacef 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale — flacone da 100 ml con misurino e siringa dosatrice (AIC 024227050);
- Panacef 375 mg/5 ml granulato per sospensione orale (AIC 024227124).
Granulato per sospensione orale in bustine
- Panacef 375 mg granulato per sospensione orale — confezione da 12 bustine (AIC 024227136).
Gocce orali, sospensione
- Panacef 50 mg/ml gocce orali, sospensione — flacone di vetro da 20 ml con contagocce (2,5 mg di cefacloro per goccia) (AIC 024227047).
Composizione di Panacef
Il principio attivo comune a tutte le formulazioni è il cefacloro monoidrato, in quantità equivalente al dosaggio indicato in ciascuna confezione. Gli eccipienti variano in base alla forma farmaceutica:
- Compresse a rilascio modificato: mannitolo, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, copolimero dell’acido metacrilico, acido stearico, stearato di magnesio. Rivestimento: miscela colorante blu, propilenglicole.
- Capsule rigide: amido pregelatinizzato, magnesio stearato, dimeticone 350 c.s.
- Granulato per sospensione orale 250 mg/5 ml: eritrosina E-127 lacca di alluminio, metilcellulosa 15, sodio laurilsolfato, dimeticone 350 cs, gomma polisaccaride, amido pregelatinizzato, aroma fragola, saccarosio.
Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è Neopharmed Gentili S.p.A., con sede in Via San Giuseppe Cottolengo 15 – 20143 Milano. Il produttore è ACS Dobfar S.p.A., Pomezia (Roma).
Come si assume Panacef: dosaggio e somministrazione
Panacef si somministra per via orale e può essere assunto indipendentemente dai pasti. L’assunzione contemporanea di cibo aumenta tuttavia l’assorbimento del farmaco. Il dosaggio varia in base alla formulazione utilizzata, all’età del paziente, al peso corporeo e alla gravità dell’infezione.
Dosaggio di Panacef capsule rigide e granulato per sospensione orale
Per le formulazioni in capsule rigide e granulato per sospensione orale, la posologia raccomandata è:
- Adulti: 250 mg ogni 8 ore. Nelle infezioni più gravi possono essere necessari dosaggi più elevati. La dose massima raccomandata è di 2 g al giorno.
- Bambini: 20 mg/kg al giorno in dosi frazionate ogni 8 ore. Nelle infezioni più gravi (come nell’otite media), si raccomanda un dosaggio di 40 mg/kg al giorno fino ad una dose massima giornaliera di 1 g.
- Uretrite gonococcica acuta (ambo i sessi): un’unica somministrazione di 3 g di cefacloro, eventualmente in associazione a 1 g di probenecid.
Nel trattamento delle infezioni causate da streptococco beta-emolitico, la terapia deve essere mantenuta per almeno 10 giorni.
Dosaggio di Panacef compresse a rilascio modificato
Le compresse a rilascio modificato devono essere assunte intere, quindi non spezzate, frantumate o masticate. Gli schemi posologici raccomandati sono:
- Faringiti, tonsilliti ed infezioni della cute e dei tessuti molli: 375 mg 2 volte al giorno;
- Infezioni non complicate delle basse vie urinarie: 375 mg 2 volte al giorno;
- Bronchiti: 375 mg 2 volte al giorno;
- Nelle infezioni più gravi possono essere necessari dosaggi più elevati (750 mg 2 volte al giorno).
Nel trattamento delle infezioni causate da S. pyogenes (streptococchi di gruppo A), la terapia con Panacef compresse a rilascio modificato dovrebbe essere continuata fino a 10 giorni.
Dosaggio di Panacef gocce orali, sospensione
Per il Panacef 50 mg/ml gocce orali, sospensione (2,5 mg di cefacloro per goccia):
- Dosaggio giornaliero standard: 8 gocce (20 mg) per kg di peso corporeo, in dosi frazionate ogni 8 ore;
- Infezioni più gravi (come l’otite media): 16 gocce (40 mg) per kg di peso corporeo, fino ad una dose massima giornaliera di 1 g.
Un millilitro (20 gocce) dell’accluso contagocce equivale a 50 mg di cefacloro.
Preparazione della sospensione orale di Panacef
Per preparare correttamente la sospensione orale dal granulato:
- Agitare bene il flacone prima della preparazione per disperdere la polvere.
- Aggiungere acqua fino al livello indicato dalla freccia sull’etichetta.
- Chiudere il flacone e agitare bene fino a quando la sospensione non diventa omogenea.
- Aggiungere nuovamente acqua per riportare il livello al giusto volume indicato dalla freccia.
- Agitare di nuovo e utilizzare la siringa o il misurino per la somministrazione.
Se preparata secondo queste istruzioni, 5 ml di sospensione contengono cefacloro monoidrato equivalente a 250 mg di cefacloro (per la formulazione 250 mg/5 ml). Agitare bene prima di ogni somministrazione.
Controindicazioni di Panacef
Panacef è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo cefacloro, ad altri antibiotici cefalosporinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella formulazione.
Prima di iniziare la terapia con Panacef, è fondamentale indagare attentamente se il paziente abbia avuto precedenti reazioni di ipersensibilità alle cefalosporine, alle penicilline o ad altri farmaci. Esiste infatti una parziale allergenicità crociata tra penicilline e cefalosporine.
Precauzioni d’uso di Panacef
Sono stati segnalati pazienti che hanno manifestato gravi reazioni (compresa l’anafilassi) in seguito alla somministrazione di penicilline o cefalosporine, incluso il cefacloro. Si tratta di reazioni IgE mediate che si manifestano solitamente a livello cutaneo, gastroenterico, respiratorio e cardiocircolatorio.
I sintomi di una reazione di ipersensibilità grave possono includere:
- ipotensione grave ed improvvisa;
- accelerazione e rallentamento del battito cardiaco;
- stanchezza o debolezza insolite, ansia, agitazione, vertigini, perdita di coscienza;
- difficoltà della respirazione o della deglutizione;
- prurito generalizzato, specialmente alle piante dei piedi e alle palme delle mani;
- orticaria con o senza angioedema;
- arrossamento della cute, cianosi, sudorazione abbondante;
- nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea.
In caso di comparsa di una reazione allergica a Panacef, la somministrazione del farmaco deve essere immediatamente sospesa e al paziente vanno prestate le cure del caso.
Il trattamento con antibiotici ad ampio spettro, incluso Panacef, altera la normale flora del colon e determina un aumento numerico dei clostridi. Una tossina prodotta dal Clostridium difficile è la principale causa della diarrea grave associata alla terapia antibiotica, inclusa la colite pseudomembranosa. È importante considerare questa diagnosi nei pazienti che sviluppano diarrea durante la terapia antibiotica.
I casi di colite di gravità lieve solitamente rispondono alla sola sospensione del farmaco. Nei casi moderati o severi devono essere prese opportune misure terapeutiche che includano studi batteriologici e la somministrazione di liquidi, elettroliti e proteine. La vancomicina per via orale è il trattamento di scelta.
Panacef deve essere somministrato con cautela ai pazienti con funzionalità renale fortemente ridotta: in queste condizioni il dosaggio dovrebbe essere inferiore a quello generalmente consigliato. Gli antibiotici ad ampio spettro devono essere somministrati con cautela anche a soggetti che hanno avuto in precedenza disturbi intestinali.
L’uso prolungato del Panacef può dare luogo ad una proliferazione di germi non sensibili: se durante la terapia interviene una superinfezione batterica, essa deve essere opportunamente trattata.
I pazienti allergici all’amido (non affetti da morbo celiaco) non dovrebbero assumere il medicinale. Il granulato per sospensione orale e le gocce orali contengono saccarosio: in caso di accertata intolleranza agli zuccheri, contattare il medico prima di assumere il farmaco.
Uso di Panacef nei bambini e nei neonati
L’efficacia e la tollerabilità del Panacef compresse a rilascio modificato nei bambini non è stata ben stabilita. L’efficacia e la tollerabilità nei neonati con meno di un mese di vita non sono note. Nei bambini sono state osservate più frequentemente le reazioni simili alla malattia da siero.
Effetti di Panacef sulla capacità di guidare
Panacef non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Interazioni di Panacef con altri medicinali
È importante informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica. Le principali interazioni documentate di Panacef sono le seguenti:
- Antiacidi contenenti idrossido di magnesio o alluminio: riducono l’entità di assorbimento di Panacef se assunti entro un’ora dall’antibiotico.
- H2-bloccanti: non alterano la velocità e l’entità dell’assorbimento di Panacef compresse a rilascio modificato.
- Probenecid (farmaco antigottoso): inibisce l’escrezione renale del cefacloro, aumentandone la concentrazione ematica.
- Warfarin (farmaco antitrombotico): sono state segnalate rare osservazioni di aumento del tempo di protrombina, con o senza conseguenze cliniche come sanguinamento, in pazienti che ricevevano contemporaneamente cefacloro e warfarin.
- Penicilline: esistono prove di una parziale allergenicità crociata tra penicilline e cefalosporine.
Dopo somministrazione di cefacloro si possono osservare reazioni falsamente positive al glucosio urinario con le soluzioni di Benedict e Fehling e con il Clinitest, ma non con il Tes-Tape. Sono state inoltre segnalate positività (talora false) dei test di Coombs in corso di trattamento con cefalosporine.
Panacef in gravidanza e allattamento
Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale in gravidanza o durante l’allattamento.
La tollerabilità del cefacloro durante la gravidanza non è stata sufficientemente provata. Non esistono studi specifici e ben controllati in donne gravide e, poiché gli studi sulla riproduzione animale non sempre sono predittivi della risposta nell’uomo, durante la gravidanza Panacef dovrebbe essere usato solo se chiaramente necessario e sotto controllo medico.
L’uso di Panacef compresse a rilascio modificato durante il travaglio e il parto non è stato studiato: il farmaco dovrebbe essere somministrato solo in caso di accertato bisogno.
Piccole quantità di cefacloro sono state ritrovate nel latte materno dopo la somministrazione di dosi singole di 500 mg. Non si conoscono gli effetti del farmaco nel lattante: durante l’allattamento si raccomanda quindi cautela nell’uso del medicinale.
Effetti indesiderati di Panacef
Come tutti i medicinali, Panacef può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La maggior parte degli effetti osservati negli studi clinici sono stati di natura lieve e transitoria, con percentuale di incidenza generalmente inferiore all’1%.
Manifestazioni gastrointestinali
Le manifestazioni gastrointestinali possono presentarsi in circa il 2,5% dei pazienti e includono: diarrea, nausea, vomito e dispepsia (disturbo digestivo). La colite pseudomembranosa può essere osservata durante e dopo il trattamento antibiotico. Con alcune penicilline ed altre cefalosporine sono state raramente osservate epatite transitoria e ittero colestatico.
Manifestazioni allergiche
Sono state osservate reazioni di ipersensibilità nell’1,5% dei pazienti, comprese le eruzioni morbilliformi (1%). Prurito, orticaria e test di Coombs positivo si osservano in meno di 1 paziente su 200 trattati.
Sono state riferite reazioni generalizzate chiamate “malattie da siero-simili”, caratterizzate da eritema multiforme, eruzione cutanea ed altre manifestazioni cutanee accompagnate da artriti e/o artralgie (disturbi articolari infiammatori o dolorosi), con o senza febbre. Queste reazioni avvengono più spesso durante e dopo un ciclo di trattamento con cefacloro e con maggiore frequenza nei bambini rispetto agli adulti. I segni e i sintomi si manifestano pochi giorni dopo l’inizio della terapia e cessano pochi giorni dopo la conclusione. Antistaminici e cortisonici favoriscono la guarigione.
Reazioni di ipersensibilità più gravi, come la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi tossica epidermica e l’anafilassi, sono state osservate raramente.
Altre manifestazioni
Tra le altre manifestazioni segnalate: angioedema, eosinofilia, prurito ai genitali, moniliasi vaginale, vaginite e, raramente, trombocitopenia e nefrite interstiziale reversibile. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a trattamento con cefalosporine.
Effetti per i quali non è certa la correlabilità con il trattamento:
- Sistema nervoso centrale: raramente iperattività reversibile, irrequietezza, insonnia, confusione mentale, ipertonia, allucinazioni, senso di instabilità, sonnolenza, mal di testa, capogiro.
- Sistema digerente: lievi aumenti dei valori delle transaminasi (SGOT e SGPT) o della fosfatasi alcalina.
- Sistema emolinfatico: linfocitosi transitoria, leucopenia e, raramente, anemia emolitica, anemia aplastica, agranulocitosi e neutropenia reversibile.
- Apparato genito-urinario: lievi aumenti dell’azotemia, della creatininemia ed alterazioni dell’analisi delle urine.
Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Sovradosaggio di Panacef
I segni e i sintomi di sovradosaggio da Panacef possono includere nausea, vomito, disturbi epigastrici e diarrea, la cui gravità è correlata alla dose assunta. Se sono presenti altri sintomi, è probabile che siano secondari ad una malattia di base preesistente, ad una reazione allergica o ad un altro stato tossico.
Nel trattamento del sovradosaggio è importante considerare la possibilità di un sovradosaggio dovuto a più farmaci, a interazioni tra farmaci o ad una farmacocinetica insolita nel paziente. Il paziente deve essere seguito attentamente, controllando le vie aeree, la ventilazione, la perfusione, i segni vitali (frequenza cardiaca e pressione arteriosa), l’emogasanalisi e gli elettroliti sierici.
Il lavaggio gastrico non è necessario quando il paziente non ha ingerito una dose di Panacef 5 volte superiore alla dose consigliata. L’assorbimento intestinale può essere ridotto somministrando carbone attivo, che in molti casi è più efficace del vomito indotto o del lavaggio gastrico. La somministrazione ripetuta del carbone attivo può facilitare l’eliminazione di altri farmaci eventualmente assunti.
Non è noto se la diuresi forzata, la dialisi peritoneale, l’emodialisi o l’emoperfusione con carbone siano di beneficio al paziente per il trattamento del sovradosaggio di Panacef.
Conservazione di Panacef
Per una corretta conservazione di Panacef seguire le seguenti indicazioni:
- Conservare a temperatura non superiore a 30°C.
- La data di scadenza indicata sulla confezione si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.
- Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.
- Una volta preparata la sospensione orale, conservare in frigorifero tra +2°C e +8°C ed utilizzare entro 14 giorni.
- Lo stesso vale per le gocce orali sospensione una volta preparate.
- Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Per Panacef 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale, il periodo di validità del prodotto in confezionamento integro è di 3 anni.
Non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizzi più. Questo aiuta a proteggere l’ambiente.
FAQ su Panacef
A cosa serve Panacef?
Panacef è un antibiotico a base di cefacloro appartenente alle cefalosporine di seconda generazione. È indicato per il trattamento di infezioni sostenute da germi sensibili a carico dell’apparato respiratorio (polmoniti, bronchiti, faringiti, tonsilliti), dell’orecchio medio (otite media), della cute e dei tessuti molli, del tratto urinario (cistiti, pielonefriti), nonché per sinusiti e uretrite gonococcica.
In quante formulazioni è disponibile Panacef?
Panacef è disponibile in 14 confezioni autorizzate con codice AIC 024227, distribuite da Neopharmed Gentili S.p.A. Le formulazioni comprendono capsule rigide (250 mg e 500 mg), compresse (250 mg), compresse dispersibili (500 mg), compresse a rilascio modificato (375 mg, 500 mg e 750 mg), granulato per sospensione orale in flacone (125, 187,5, 250 e 375 mg/5 ml), granulato per sospensione in bustine (375 mg) e gocce orali sospensione (50 mg/ml).
Qual è il dosaggio di Panacef negli adulti?
Per le capsule rigide e il granulato per sospensione orale, il dosaggio standard nell’adulto è di 250 mg ogni 8 ore. Nelle infezioni più gravi possono essere necessari dosaggi più elevati, fino alla dose massima raccomandata di 2 g al giorno. Per le compresse a rilascio modificato il dosaggio è di 375 mg due volte al giorno, che può arrivare a 750 mg due volte al giorno nelle infezioni più gravi.
Panacef può essere usato in gravidanza?
La tollerabilità del cefacloro durante la gravidanza non è stata sufficientemente provata e non esistono studi specifici e ben controllati in donne gravide. Panacef dovrebbe essere usato in gravidanza solo se chiaramente necessario e sotto stretto controllo medico. Durante l’allattamento si raccomanda cautela, poiché piccole quantità di cefacloro sono state ritrovate nel latte materno.
Panacef può essere assunto a stomaco pieno o vuoto?
Panacef può essere assunto indipendentemente dai pasti, quindi sia a stomaco pieno sia a stomaco vuoto. L’assunzione contemporanea di cibo aumenta tuttavia l’assorbimento del farmaco, in particolare per le compresse a rilascio modificato, che devono comunque essere deglutite intere senza spezzarle, frantumarle o masticarle.
Quali sono i principali effetti indesiderati di Panacef?
Gli effetti indesiderati più comuni di Panacef sono manifestazioni gastrointestinali (diarrea, nausea, vomito, dispepsia) che si presentano in circa il 2,5% dei pazienti, e reazioni di ipersensibilità (1,5%) come eruzioni morbilliformi, prurito e orticaria. Più raramente possono verificarsi reazioni simili alla malattia da siero, colite pseudomembranosa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica e anafilassi. Possono comparire anche mal di testa, capogiro, sonnolenza ed eosinofilia.
Per quanto tempo va assunto Panacef?
La durata del trattamento con Panacef dipende dal tipo di infezione e deve essere stabilita dal medico. In generale, nel trattamento delle infezioni causate da streptococco beta-emolitico o da S. pyogenes (streptococchi di gruppo A), la terapia con Panacef dovrebbe essere continuata fino a 10 giorni. È importante completare il ciclo prescritto anche in caso di miglioramento dei sintomi, per evitare recidive e lo sviluppo di resistenze batteriche.
Panacef richiede ricetta medica?
Sì, Panacef è un medicinale soggetto a prescrizione medica (classe RR, ricetta ripetibile). Essendo un antibiotico, il suo utilizzo deve essere sempre valutato e prescritto da un medico, che stabilirà la formulazione, il dosaggio e la durata del trattamento più adatti in base al tipo di infezione, all’età e alle condizioni del paziente.
