Rifadin è un medicinale antibiotico a base di rifampicina, appartenente alla categoria delle rifamicine e al gruppo terapeutico degli antitubercolari e antileprotici. Prodotto da Sanofi S.r.l., è impiegato principalmente nel trattamento della tubercolosi e di altre gravi infezioni batteriche causate da microrganismi sensibili. Questa guida completa si basa sui contenuti del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 18/10/2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Rifadin: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Rifadin e a cosa serve
- ▸ Formulazioni di Rifadin disponibili
- ▸ Quando non si deve usare Rifadin
- ▸ Avvertenze e precauzioni per l’uso di Rifadin
- ▸ Interazioni di Rifadin con altri medicinali
- ▸ Rifadin in gravidanza, allattamento e fertilità
- ▸ Guida di veicoli con Rifadin
- ▸ Come prendere Rifadin
- ▸ Sovradosaggio e dimenticanza di una dose di Rifadin
- ▸ Possibili effetti indesiderati di Rifadin
- ▸ Come conservare Rifadin
- ▸ FAQ su Rifadin
Che cos’è Rifadin e a cosa serve
Rifadin contiene rifampicina, un antibiotico in grado di sopprimere diversi tipi di batteri nocivi per l’organismo, in particolare quelli responsabili della tubercolosi, una malattia infettiva che colpisce solitamente i polmoni. Rifadin può essere impiegato in associazione ad altri antibiotici o ad altri farmaci specifici quali chemioterapici.
La formulazione Rifadin 600 mg/10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione è particolarmente indicata nei casi in cui le condizioni cliniche del paziente non consentano l’assunzione per via orale, come ad esempio in presenza di interventi chirurgici, di alterato assorbimento gastroenterico o di problemi di tollerabilità gastrica.
Formulazioni di Rifadin disponibili
Rifadin è disponibile in Italia in cinque diverse formulazioni farmaceutiche, ciascuna pensata per rispondere a specifiche esigenze cliniche e di somministrazione:
- Rifadin 150 mg capsule rigide (scatola da 8 capsule);
- Rifadin 300 mg capsule rigide (scatola da 8 capsule);
- Rifadin 450 mg compresse rivestite (scatola da 8 compresse);
- Rifadin 20 mg/ml sciroppo (flacone da 60 ml con bicchiere dosatore graduato);
- Rifadin 600 mg/10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione (1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 10 ml).
Composizione delle diverse formulazioni di Rifadin
Il principio attivo è in tutti i casi la rifampicina. Gli eccipienti variano a seconda della formulazione: le capsule rigide contengono amido di mais, magnesio stearato, gelatina, eritrosina (E 127), indigotina (E 132) e titanio diossido (E 171). Le compresse rivestite contengono sodio laurilsolfato, cellulosa microcristallina, lattosio, saccarosio, calcio stearato, carmellosa sodica, amido di mais, gomma arabica, povidone, talco, magnesio carbonato leggero, titanio diossido, caolino pesante, silice colloidale anidra, lacca di alluminio ed eritrosina (E 127), magnesio stearato e gelatina.
Lo sciroppo contiene agar-agar, saccarosio, potassio sorbato, saccarina, metile paraidrossibenzoato, propile paraidrossibenzoato, sodio metabisolfito, polisorbato 80, essenza di lampone (contenente etanolo), dietanolammina e acqua depurata. La polvere per soluzione per infusione contiene sodio formaldeide solfossilato e sodio idrossido, mentre la fiala solvente contiene acqua per preparazioni iniettabili.
Quando non si deve usare Rifadin
L’uso di Rifadin è controindicato nelle seguenti situazioni:
- allergia nota al principio attivo rifampicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati;
- presenza di ittero, ossia una condizione che causa l’ingiallimento della pelle o degli occhi;
- assunzione concomitante di un medicinale contenente saquinavir e ritonavir, utilizzato per curare l’infezione da HIV, il virus che causa l’AIDS;
- assunzione concomitante di lurasidone, un farmaco per la schizofrenia e il disturbo bipolare.
Avvertenze e precauzioni per l’uso di Rifadin
Prima di iniziare la terapia con Rifadin è necessario informare il medico o il farmacista nei seguenti casi:
- presenza di problemi al fegato;
- sofferenza di porfiria, un raro disturbo ereditario del metabolismo del sangue;
- condizione di malnutrizione, età avanzata o età pediatrica (in particolare in associazione con l’antibiotico isoniazide);
- problemi di sanguinamento o tendenza alla formazione di lividi, poiché il medicinale può causare disturbi della coagulazione del sangue;
- assunzione concomitante di altri antibiotici che possono aumentare il rischio di disturbi della coagulazione;
- storia clinica di infiammazione polmonare, ossia malattia polmonare interstiziale o polmonite.
È fondamentale che, prima di iniziare la terapia con Rifadin, venga accertata la causa dell’infezione e l’eventuale presenza di tubercolosi, per evitare che il trattamento non funzioni correttamente portando a un peggioramento del quadro clinico.
Sintomi da segnalare immediatamente al medico durante la terapia con Rifadin
Durante il trattamento con Rifadin è necessario rivolgersi immediatamente al medico in caso di comparsa di:
- prurito, affaticamento, debolezza, malessere generale;
- perdita di appetito, nausea, vomito;
- dolore addominale, ingiallimento di occhi o pelle, urine scure.
Questi sintomi potrebbero essere correlati a un’infiammazione o a gravi problemi al fegato, come epatite o colestasi.
Rifadin può causare una reazione al farmaco nota come sindrome DRESS, caratterizzata da eritema, febbre, infiammazione degli organi interni, alterazioni ematologiche e malattie sistemiche. Il medicinale può inoltre provocare gravi reazioni cutanee, tra cui la Sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (NET) e la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). In presenza di qualsiasi cambiamento della pelle (ulcere della bocca, gola, naso, genitali, vesciche diffuse e desquamazione), di occhi rossi e gonfi o di eruzione cutanea rossa e squamosa con formazione di pustole e vescicole, è necessario interrompere l’assunzione del medicinale e contattare immediatamente il medico.
Se durante la terapia si sviluppa un nuovo o improvviso peggioramento della mancanza di respiro, eventualmente con tosse persistente secca o febbre che non risponde al trattamento antibiotico, è necessario informare immediatamente il medico: potrebbero essere sintomi di infiammazione polmonare, condizione che può portare a gravi problemi respiratori.
Alterazione del colore e lenti a contatto durante l’uso di Rifadin
Rifadin può causare un’alterazione del colore (giallo, arancio, rosso, marrone) di denti, urine, sudore, catarro e lacrime. Può inoltre macchiare in modo permanente le lenti a contatto morbide: si consiglia pertanto di evitarne l’uso durante il trattamento.
Esami di laboratorio durante il trattamento con Rifadin
Prima dell’inizio della terapia il medico prescriverà alcuni esami del sangue e, durante il trattamento, effettuerà visite mensili di controllo. Rifadin può alterare alcuni test diagnostici, in particolare:
- gli esami per misurare la concentrazione di Vitamina B12 o di folati nel sangue;
- gli esami alla cistifellea;
- gli esami delle urine per determinare la presenza di oppiacei.
È possibile che, specialmente nei primi giorni di trattamento, si verifichi un aumento dei valori di alcune analisi di laboratorio relative al fegato, come bilirubina e transaminasi.
Informazioni importanti sugli eccipienti di Rifadin
Le compresse rivestite contengono saccarosio e lattosio: i pazienti con intolleranza ad alcuni zuccheri devono contattare il medico prima dell’assunzione. Lo sciroppo contiene saccarosio (12 g per dose da 600 mg), da tenere in considerazione nei pazienti con diabete mellito. Lo sciroppo contiene inoltre metile paraidrossibenzoato e propile paraidrossibenzoato (possibili reazioni allergiche, anche ritardate), sodio metabisolfito (raramente gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo) ed etanolo (28,5 mg per dose da 600 mg, equivalente a meno di 1 ml di birra o 0,5 ml di vino).
Interazioni di Rifadin con altri medicinali
Rifadin presenta numerose interazioni con altri medicinali, per cui è sempre necessario informare il medico di qualsiasi farmaco assunto.
Associazioni da evitare con Rifadin
L’uso di Rifadin deve essere evitato in concomitanza a:
- medicinali a base di saquinavir/ritonavir (utilizzati per l’infezione da HIV);
- alotano (un anestetico);
- daclatasvir, simeprevir, sofosbuvir e telaprevir (utilizzati per curare l’epatite C);
- lurasidone, poiché la rifampicina può ridurne i livelli ematici;
- altri antibiotici che causano problemi alla coagulazione del sangue (come la cefazolina), associazione che può portare a disturbi gravi e anche fatali.
Farmaci che possono richiedere un aggiustamento della dose con Rifadin
È importante informare il medico in caso di assunzione di:
- farmaci contro le convulsioni o l’epilessia (ad esempio la fenitoina);
- farmaci contro i disturbi del battito cardiaco (disopiramide, mexiletina, chinidina, propafenone, tocainide);
- farmaci per curare alcuni tumori (tamoxifene, toremifene, irinotecan);
- farmaci contro la depressione e altre malattie del sistema nervoso (nortriptilina, aloperidolo);
- anticoagulanti orali (warfarin, clopidogrel);
- farmaci antifungini (caspofungina, fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo);
- farmaci per l’infezione da HIV (zidovudina, saquinavir, indinavir, efavirenz);
- farmaci per l’ansia e i disturbi del sonno (zopiclone, zolpidem, diazepam, barbiturici);
- farmaci per l’ipertensione arteriosa o altre malattie del cuore (enalapril, losartan, diltiazem, nifedipina, verapamil, glicosidi cardioattivi, betabloccanti);
- antibiotici fluorochinolonici, telitromicina, chinina, dapsone, doxiciclina, cloramfenicolo, claritromicina;
- farmaci antinfiammatori come il cortisone;
- farmaci per ridurre il colesterolo alto (clofibrato, statine);
- farmaci contenenti ormoni (gestrinone, anticoncezionali orali, estrogeni, progestinici);
- farmaci immunosoppressori (tacrolimo, ciclosporina);
- farmaci per il diabete (sulfaniluree, rosiglitazone e altri tiazolidindioni);
- levotiroxina (farmaco per la tiroide);
- stupefacenti per il dolore (ossicodone, morfina) o per la dipendenza dalle droghe (metadone);
- farmaci per le infezioni da parassiti (praziquantel, atovaquone);
- riluzolo (usato nella sclerosi laterale amiotrofica);
- farmaci contro nausea e vomito come l’ondansetron;
- teofillina (per malattie respiratorie).
Interazioni che richiedono particolare attenzione con Rifadin
È necessario prestare particolare attenzione in caso di:
- antiacidi: Rifadin deve essere preso almeno 1 ora prima dell’antiacido;
- anticoncezionali orali: Rifadin riduce l’efficacia della pillola, per cui è necessario utilizzare un metodo barriera affidabile (preservativo o spirale) per evitare gravidanze indesiderate;
- isoniazide: l’associazione può aumentare il rischio di problemi al fegato e il medico potrebbe prescrivere controlli periodici del sangue;
- acido para-aminosalicilico: intervallo di almeno 8 ore tra le due somministrazioni;
- dapsone: l’associazione può causare tossicità ematologica, inclusa anemia da diminuzione del midollo osseo e dei globuli rossi, oltre a metaemoglobinemia;
- paracetamolo: l’uso combinato può aumentare il rischio di danno al fegato;
- mifepristone: informare il medico in caso di interruzione di gravidanza programmata.
Rifadin in gravidanza, allattamento e fertilità
In caso di gravidanza in corso, sospetta o pianificata, oppure durante l’allattamento al seno, Rifadin deve essere utilizzato solo se ritenuto necessario dal medico e sotto il suo stretto controllo. La valutazione del rapporto beneficio/rischio è sempre riservata al curante, in relazione alla specifica situazione clinica della paziente.
Guida di veicoli con Rifadin
Rifadin può causare alcuni effetti indesiderati come capogiri, calo della pressione e mal di testa, che possono diminuire la capacità di concentrazione e di svolgere attività che richiedono attenzione. In presenza di questi sintomi è opportuno evitare di guidare veicoli o di utilizzare macchinari.
Come prendere Rifadin
Rifadin va sempre assunto seguendo esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. In caso di dubbi è necessario consultare il professionista sanitario di riferimento.
Posologia di Rifadin negli adulti
Per il trattamento della tubercolosi, la dose raccomandata (in un’unica somministrazione giornaliera) è:
- 600 mg al giorno per pazienti con peso superiore a 50 kg;
- 450 mg al giorno per pazienti con peso inferiore a 50 kg.
Per il trattamento delle infezioni diverse dalla tubercolosi, la dose raccomandata può essere aumentata fino a 900-1200 mg, divisa in due somministrazioni giornaliere.
Posologia di Rifadin nei bambini
La dose raccomandata nei bambini è di 10-20 mg per kg di peso corporeo al giorno, divisa in due somministrazioni uguali. La dose giornaliera non deve superare i 600 mg.
Modalità di assunzione delle diverse formulazioni di Rifadin
Rifadin nelle formulazioni orali deve essere assunto a stomaco vuoto, lontano dai pasti, almeno 30 minuti prima del pasto o 2 ore dopo. Nel caso dello sciroppo 20 mg/ml è necessario agitare bene e delicatamente il flacone prima dell’uso evitando la formazione di schiuma, versare lo sciroppo nel bicchierino dosatore fino alla tacca corrispondente alla dose e lavare bene con acqua il bicchierino dopo ogni prelievo.
Per la formulazione in polvere e solvente per soluzione per infusione, la somministrazione deve essere effettuata esclusivamente da personale sanitario per via endovenosa, mediante iniezione lenta con flebo. La dose raccomandata è di 600 mg (un flaconcino) una volta al giorno, a giudizio del medico.
Nei primi tre mesi di terapia antitubercolare, il medico può prescrivere Rifadin insieme ad altri due farmaci, tra cui l’isoniazide, per poi proseguire il trattamento con rifampicina e isoniazide per tutta la durata complessiva della terapia, che dura solitamente 9 mesi.
Sovradosaggio e dimenticanza di una dose di Rifadin
In caso di assunzione di una dose di Rifadin superiore a quella prescritta è necessario avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale, portando con sé la confezione del medicinale. I sintomi del sovradosaggio possono comprendere nausea, vomito, dolore alla pancia, prurito, mal di testa, sonnolenza, perdita di coscienza (in caso di grave danno epatico), aumento della bilirubina e degli enzimi epatici. Tipica è la colorazione bruno-rossastra o arancione di pelle, urine, sudore, saliva, lacrime e feci, di intensità proporzionale alla dose. Nei bambini può verificarsi gonfiore di viso, occhi o palpebre. Più raramente possono comparire calo della pressione del sangue, tachicardia o battito cardiaco irregolare, convulsioni e arresto cardiaco.
In caso di dimenticanza di una dose, non assumere una dose doppia per compensarla. Inoltre, è importante non interrompere il trattamento senza consultare il medico: un’interruzione improvvisa potrebbe provocare reazioni allergiche anafilattiche.
Possibili effetti indesiderati di Rifadin
Come tutti i medicinali, Rifadin può causare effetti indesiderati, sebbene non si manifestino in tutti i pazienti.
Effetti indesiderati di Rifadin che richiedono interruzione immediata
È necessario interrompere l’assunzione e informare immediatamente il medico in caso di:
- shock anafilattico con problemi respiratori, gonfiore di labbra, viso, gola o lingua;
- Sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (NET);
- pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP);
- sindrome DRESS con eritema, febbre e alterazioni sistemiche;
- porpora con infiammazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle e possibile trombocitopenia.
Effetti indesiderati comuni e molto comuni di Rifadin
Effetti indesiderati molto comuni (più di 1 persona su 10): febbre e brividi.
Effetti indesiderati comuni (fino a 1 persona su 10): mal di testa, vertigini, nausea, vomito, aumento della bilirubina nel sangue (iperbilirubinemia), valori alterati nei test di funzionalità del fegato (aspartato aminotransferasi, alanina aminotransferasi), reazione paradossa al farmaco con ricomparsa o comparsa di nuovi sintomi della tubercolosi (tipicamente associati a febbre, ingrossamento dei linfonodi, affanno e tosse).
Effetti indesiderati non comuni e con frequenza non nota di Rifadin
Effetti indesiderati non comuni (fino a 1 persona su 100): alterazione delle cellule del sangue (leucopenia), diarrea.
Effetti indesiderati con frequenza non nota: colite pseudomembranosa, alterazioni ematiche (agranulocitosi, eosinofilia, anemia), disturbi della coagulazione vitamina K-dipendenti, sanguinamento, epatite, colestasi, anoressia, disturbi gastrointestinali, orticaria e altri disturbi della pelle con prurito, debolezza muscolare e miopatie, emorragia postpartum (madre e feto), disturbi del ciclo mestruale, edema, alterazioni del colore di lacrime, catarro, sudore, urine o dente (permanente), attacchi di porfiria, aumento degli enzimi epatici e delle fosfatasi alcaline, aumento della creatinina, sintomi simil-influenzali con dolore osseo, dispnea e sibili, ipotensione, shock, vampate, danno renale acuto (necrosi tubulare o nefrite tubulo-interstiziale), pemfigo, coagulazione intravascolare disseminata, disturbi mentali, alterazione della funzionalità surrenale, vasculite, malattia polmonare interstiziale/polmonite.
Segnalazione degli effetti indesiderati di Rifadin
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Rifadin
Rifadin nelle formulazioni capsule rigide, compresse rivestite e sciroppo non deve essere conservato a temperatura superiore ai 25°C. La formulazione in polvere e solvente per soluzione per infusione non richiede particolari condizioni di conservazione.
Il medicinale va tenuto fuori dalla vista e dalla portata dei bambini e non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla confezione e sul blister dopo la dicitura “Scad.” (la data si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato). I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: è sempre necessario chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non più utilizzati, per contribuire alla protezione dell’ambiente.
FAQ su Rifadin
A cosa serve Rifadin?
Rifadin è un antibiotico a base di rifampicina utilizzato principalmente per il trattamento della tubercolosi, una malattia infettiva che colpisce soprattutto i polmoni. Può essere impiegato anche per altre infezioni batteriche gravi, in associazione ad altri antibiotici o chemioterapici specifici, seguendo sempre la prescrizione del medico.
Perché Rifadin colora urine e lacrime di arancio-rosso?
La rifampicina, principio attivo di Rifadin, provoca un’alterazione del colore di urine, sudore, saliva, catarro, lacrime e feci, che assumono tonalità gialle, arancioni, rosse o marroni. È un effetto noto e atteso, di intensità proporzionale alla dose assunta, e non rappresenta motivo di allarme. Rifadin può inoltre macchiare in modo permanente le lenti a contatto morbide, motivo per cui se ne sconsiglia l’utilizzo durante la terapia.
Rifadin riduce l’efficacia della pillola anticoncezionale?
Sì, Rifadin riduce l’efficacia degli anticoncezionali orali. Durante il trattamento è necessario adottare un metodo contraccettivo barriera affidabile, come il preservativo o la spirale, per evitare gravidanze indesiderate. È consigliabile parlare con il medico o il ginecologo per valutare la strategia contraccettiva più adeguata durante tutta la durata della terapia.
Come va assunto Rifadin?
Le formulazioni orali di Rifadin devono essere assunte a stomaco vuoto, lontano dai pasti, almeno 30 minuti prima di mangiare o 2 ore dopo. Lo sciroppo va agitato delicatamente evitando la formazione di schiuma e dosato con l’apposito bicchierino graduato. La formulazione in polvere per infusione è somministrata esclusivamente da personale sanitario per via endovenosa.
Per quanto tempo si assume Rifadin?
La durata del trattamento con Rifadin varia in base alla patologia e alla risposta clinica. Nel caso della tubercolosi, la terapia dura solitamente 9 mesi: nei primi tre mesi viene associato ad altri due farmaci antitubercolari (tra cui l’isoniazide), mentre nei mesi successivi la terapia prosegue con rifampicina e isoniazide. La durata precisa e lo schema terapeutico sono sempre stabiliti dal medico curante.
Si può interrompere bruscamente la terapia con Rifadin?
No, non si deve mai interrompere Rifadin senza consultare il medico. Un’interruzione improvvisa può provocare reazioni allergiche anafilattiche. Inoltre, la sospensione anticipata della terapia, soprattutto nel trattamento della tubercolosi, può compromettere l’efficacia della cura e favorire lo sviluppo di resistenze batteriche.
Rifadin si può prendere in gravidanza?
In gravidanza, in caso di sospetto di gravidanza o durante l’allattamento, Rifadin deve essere assunto solo se il medico lo ritiene necessario e sotto il suo controllo. La valutazione del rapporto beneficio/rischio spetta esclusivamente al professionista sanitario, che terrà conto della situazione clinica specifica della paziente e della necessità di curare l’infezione.
Quali sono i sintomi che richiedono di contattare subito il medico durante la terapia con Rifadin?
È necessario contattare immediatamente il medico in caso di prurito, affaticamento, perdita di appetito, nausea, vomito, dolore addominale, ingiallimento di pelle o occhi, urine scure (possibili segni di problemi al fegato), cambiamenti cutanei come ulcere, vesciche o desquamazione, peggioramento della mancanza di respiro con tosse secca o febbre, e qualsiasi segno di reazione allergica grave come gonfiore di labbra, viso o gola.
