Tamiflu è un medicinale antivirale a base di oseltamivir, indicato per il trattamento e la prevenzione dell’influenza negli adulti, negli adolescenti, nei bambini e nei lattanti, inclusi i neonati a termine. Appartiene alla classe degli inibitori della neuraminidasi, una categoria di farmaci che blocca la diffusione del virus influenzale nell’organismo, contribuendo ad alleviare i sintomi e a ridurre la durata della malattia. In questa guida trovi tutte le informazioni sul foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 04/04/2026, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Tamiflu: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Tamiflu e a cosa serve
- ▸ Formulazioni di Tamiflu disponibili in Italia
- ▸ Composizione di Tamiflu: principio attivo ed eccipienti
- ▸ Come si assume Tamiflu: posologia e modo di somministrazione
- ▸ Controindicazioni e precauzioni d’uso di Tamiflu
- ▸ Interazioni di Tamiflu con altri medicinali
- ▸ Tamiflu in gravidanza e allattamento
- ▸ Effetti indesiderati di Tamiflu
- ▸ Come conservare Tamiflu
- ▸ FAQ su Tamiflu
Che cos’è Tamiflu e a cosa serve
Tamiflu è un farmaco antivirale il cui principio attivo è l’oseltamivir, una molecola appartenente alla classe degli inibitori della neuraminidasi. Questi farmaci agiscono bloccando un enzima fondamentale per la replicazione del virus influenzale, impedendone la diffusione nell’organismo e contribuendo così ad alleviare o prevenire i sintomi dell’infezione.
Tamiflu è indicato per:
- il trattamento dell’influenza in adulti, adolescenti, bambini e lattanti (inclusi neonati a termine), quando il virus dell’influenza sta circolando nella comunità e il paziente avverte i sintomi influenzali tipici;
- la prevenzione dell’influenza in adulti, adolescenti, bambini e lattanti di età superiore a 1 anno, valutata caso per caso (per esempio dopo il contatto con una persona infetta);
- il trattamento preventivo in circostanze eccezionali, come durante una pandemia influenzale in cui il vaccino antinfluenzale stagionale non garantisca una protezione sufficiente.
L’influenza è un’infezione virale che si manifesta tipicamente con febbre improvvisa (superiore a 37,8 °C), tosse, naso che cola o chiuso, mal di testa, dolori muscolari ed estrema stanchezza. È importante sottolineare che Tamiflu non è un vaccino: tratta l’infezione o ne previene la diffusione, ma non fornisce anticorpi contro il virus. Per questa ragione il medico può prescrivere contemporaneamente Tamiflu e il vaccino antinfluenzale, poiché il farmaco non altera l’efficacia della vaccinazione.
Formulazioni di Tamiflu disponibili in Italia
In Italia, Tamiflu è autorizzato dall’AIFA in cinque formulazioni differenti, pensate per soddisfare le esigenze posologiche di pazienti adulti, adolescenti, bambini e lattanti:
- Tamiflu 30 mg capsule rigide: capsule con corpo e cappuccio di colore giallo chiaro opaco, con la scritta “ROCHE” sul corpo e “30 mg” sul cappuccio in inchiostro blu, disponibili in blister da 10 capsule;
- Tamiflu 45 mg capsule rigide: capsule con corpo e cappuccio di colore grigio opaco, con scritte “ROCHE” e “45 mg” in inchiostro blu, disponibili in blister da 10 capsule;
- Tamiflu 75 mg capsule rigide: capsule con corpo grigio opaco e cappuccio giallo chiaro opaco, con scritte “ROCHE” e “75 mg” in inchiostro blu, disponibili in blister da 10 capsule;
- Tamiflu 6 mg/mL polvere per sospensione orale: flacone da 13 g di polvere granulare bianco/giallo chiaro da ricostituire con 55 mL di acqua per ottenere un volume finale di 65 mL di sospensione, fornita con bicchiere graduato, adattatore per flacone e due dosatori orali (3 mL e 10 mL);
- Tamiflu 12 mg/mL polvere per sospensione orale: formulazione a concentrazione doppia rispetto alla precedente, indicata in particolare per la dispensazione in farmacia.
Le capsule rigide e la sospensione orale sono formulazioni bioequivalenti: una dose da 75 mg può essere somministrata indifferentemente con una capsula da 75 mg, oppure combinando una capsula da 30 mg e una da 45 mg, oppure ancora utilizzando la sospensione orale. La sospensione orale rappresenta la formulazione preferita per i pazienti pediatrici e per gli adulti che hanno difficoltà a deglutire le capsule.
Composizione di Tamiflu: principio attivo ed eccipienti
Il principio attivo di Tamiflu è l’oseltamivir fosfato, equivalente rispettivamente a 30 mg, 45 mg o 75 mg di oseltamivir per ciascuna capsula rigida. Nella formulazione liquida, ogni mL di sospensione ricostituita contiene 6 mg di oseltamivir.
Eccipienti delle capsule rigide
Il contenuto delle capsule è costituito da:
- amido pregelatinizzato;
- talco;
- povidone;
- croscarmellosa sodica;
- sodio stearil fumarato.
L’involucro delle capsule comprende gelatina, ossidi di ferro (E172) e titanio diossido (E171), con piccole differenze a seconda del dosaggio. L’inchiostro per la stampa contiene gommalacca (E904), titanio diossido (E171) e FD e C Blu 2 (indigotina E132). Ogni capsula contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg), risultando quindi essenzialmente “senza sodio”.
Eccipienti della sospensione orale
La polvere per sospensione orale contiene:
- sorbitolo (E420);
- sodio citrato diidrato (E331[a]);
- gomma xantano (E415);
- sodio benzoato (E211);
- saccarina sodica (E954);
- titanio diossido (E171);
- aroma tutti frutti (composto da maltodestrine, glicole propilenico, gomma arabica E414 e sostanze aromatizzanti naturali identiche con note di banana, ananas e pesca).
Importante: il sorbitolo è una fonte di fruttosio. Pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio (HFI) devono parlare con il medico prima di assumere la sospensione. Il sodio benzoato (E211) può aumentare l’ittero nei neonati fino a 4 settimane di età.
Come si assume Tamiflu: posologia e modo di somministrazione
Tamiflu deve essere assunto seguendo esattamente le istruzioni del medico. Idealmente, il trattamento va iniziato il prima possibile, entro due giorni dalla comparsa dei primi sintomi influenzali. Le capsule devono essere ingoiate intere con acqua, senza romperle né masticarle, e possono essere assunte con o senza cibo. L’assunzione con il cibo può ridurre la nausea e il vomito talvolta associati al farmaco.
Dosaggio per il trattamento dell’influenza
Per il trattamento dell’influenza, Tamiflu si assume due volte al giorno per 5 giorni, idealmente una dose al mattino e una alla sera. Nei pazienti immunocompromessi, il trattamento viene esteso a 10 giorni. Le dosi raccomandate variano in base all’età e al peso corporeo:
- Adulti e adolescenti dai 13 anni in su (peso ≥ 40 kg): 75 mg due volte al giorno;
- Bambini 1-12 anni con peso 10-15 kg: 30 mg due volte al giorno;
- Bambini con peso da più di 15 kg fino a 23 kg: 45 mg due volte al giorno;
- Bambini con peso da più di 23 kg fino a 40 kg: 60 mg due volte al giorno;
- Bambini con peso superiore a 40 kg: 75 mg due volte al giorno;
- Lattanti da 0 a 12 mesi (3-10+ kg): 3 mg per kg di peso corporeo due volte al giorno.
Dosaggio per la prevenzione dell’influenza
Per la prevenzione dopo il contatto con una persona infetta, Tamiflu si assume una volta al giorno per 10 giorni, preferibilmente al mattino con la colazione. In situazioni particolari, come durante un’epidemia diffusa o nei pazienti immunocompromessi, il trattamento può proseguire fino a 6 o 12 settimane. Le dosi unitarie sono identiche a quelle del trattamento, ma somministrate una sola volta al giorno.
Cosa fare in caso di sovradosaggio o dose dimenticata
In caso di assunzione eccessiva di Tamiflu, è necessario interrompere il trattamento e consultare immediatamente il medico o il farmacista. Nella maggior parte dei casi di sovradosaggio non sono stati segnalati effetti indesiderati gravi; quando presenti, gli effetti sono simili a quelli osservati con dosi normali. I casi di sovradosaggio sono stati riportati più frequentemente nei bambini, quindi è fondamentale prestare attenzione alla preparazione della sospensione e al dosaggio pediatrico. Se si dimentica una dose, non assumere una dose doppia per compensare. Completare sempre l’intero ciclo prescritto, anche se i sintomi migliorano rapidamente.
Controindicazioni e precauzioni d’uso di Tamiflu
Tamiflu è controindicato nei pazienti con allergia (ipersensibilità) all’oseltamivir o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale. Prima di iniziare la terapia, è fondamentale informare il medico se:
- si è allergici ad altri medicinali;
- si soffre di una malattia renale (in tal caso può essere necessario un aggiustamento della dose);
- si è in una grave condizione di salute che potrebbe richiedere il ricovero immediato;
- il sistema immunitario non funziona correttamente;
- si soffre di malattie cardiache o respiratorie croniche.
Eventi neuropsichiatrici: monitoraggio essenziale
Durante il trattamento con Tamiflu sono stati segnalati eventi neuropsichiatrici rari ma potenzialmente gravi, soprattutto in bambini e adolescenti. Questi includono convulsioni, alterato livello di coscienza, confusione, comportamenti anomali, delirio, allucinazioni, agitazione, ansia e incubi. Tali eventi possono manifestarsi improvvisamente e risolversi rapidamente, ma in alcuni rari casi sono degenerati in autolesionismo con esito anche fatale. È quindi essenziale che i pazienti, in particolare i più giovani, siano attentamente monitorati per cambiamenti comportamentali e che il medico venga informato immediatamente in caso di alterazioni dell’umore o del comportamento.
Tamiflu non altera la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari.
Interazioni di Tamiflu con altri medicinali
È fondamentale informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci assunti, compresi quelli senza prescrizione medica, prima di iniziare la terapia con Tamiflu. Le caratteristiche farmacocinetiche dell’oseltamivir (basso legame con le proteine plasmatiche e metabolismo indipendente da CYP450 e sistemi glucuronidasici) rendono improbabili interazioni clinicamente significative attraverso questi meccanismi. Tuttavia, alcuni farmaci richiedono attenzione particolare:
- clorpropamide: ipoglicemizzante orale utilizzato nel trattamento del diabete;
- metotrexato: immunosoppressore impiegato per esempio nel trattamento dell’artrite reumatoide;
- fenilbutazone: antinfiammatorio utilizzato per il dolore e l’infiammazione;
- probenecid: uricosurico impiegato nel trattamento della gotta.
Tamiflu può essere somministrato contemporaneamente al vaccino antinfluenzale stagionale senza che venga compromessa l’efficacia della vaccinazione.
Tamiflu in gravidanza e allattamento
Le donne in gravidanza, che pensano di esserlo o che stanno cercando una gravidanza devono informare il medico prima di assumere Tamiflu, in modo che possa valutare l’opportunità del trattamento caso per caso, considerando il rapporto rischio-beneficio.
Per quanto riguarda l’allattamento al seno, gli effetti dell’oseltamivir sui lattanti allattati non sono attualmente noti. Le donne che allattano devono quindi informare il medico, che deciderà se Tamiflu è adatto sulla base delle circostanze cliniche. In ogni caso, prima di assumere il medicinale è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista.
Effetti indesiderati di Tamiflu
Come tutti i medicinali, Tamiflu può causare effetti indesiderati, sebbene non si manifestino in tutti i pazienti. Va considerato che molti degli effetti elencati possono essere causati anche dall’influenza stessa. Gli effetti più frequenti sono nausea, vomito, mal di stomaco, disturbi allo stomaco, mal di testa e dolore generalizzato; questi effetti si manifestano per lo più dopo la prima dose e tendono a scomparire con il proseguire del trattamento. La frequenza si riduce assumendo il farmaco con il cibo.
Effetti indesiderati gravi (rari ma da segnalare immediatamente)
Sono stati segnalati raramente i seguenti effetti gravi, che richiedono assistenza medica immediata:
- reazioni anafilattiche o anafilattoidi: gravi reazioni allergiche con gonfiore del viso, eruzioni cutanee pruriginose, abbassamento della pressione e difficoltà respiratorie;
- disturbi epatici, inclusi epatite fulminante, alterazioni della funzionalità epatica e ittero;
- edema angioneurotico: gonfiore improvviso intorno a testa, collo, occhi e lingua con difficoltà respiratorie;
- sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica: reazioni allergiche complesse potenzialmente fatali con grave infiammazione di pelle e mucose;
- sanguinamento gastrointestinale: emorragie prolungate dall’intestino crasso o emissione di sangue dalla bocca;
- disturbi neuropsichiatrici: convulsioni, alterato livello di coscienza, confusione, delirio, allucinazioni e comportamento anomalo.
Effetti indesiderati negli adulti e adolescenti dai 13 anni
Gli effetti indesiderati molto comuni (più di 1 persona su 10) negli adulti e adolescenti includono mal di testa e nausea. Tra gli effetti comuni (fino a 1 persona su 10) si segnalano bronchite, herpes labiale, tosse, capogiri, febbre, dolore generalizzato e dolore agli arti, naso che cola, disturbi del sonno, mal di gola, mal di stomaco, affaticamento, sensazione di pienezza addominale, infezioni del tratto respiratorio superiore, disturbi allo stomaco e vomito.
Gli effetti non comuni (fino a 1 persona su 100) comprendono reazioni allergiche, alterazioni del livello di coscienza, convulsioni, anormalità del ritmo cardiaco, anomalie della funzionalità epatica e reazioni cutanee. Gli effetti rari (fino a 1 persona su 1.000) includono trombocitopenia (bassa conta piastrinica) e disturbi visivi.
Effetti indesiderati nei bambini e nei lattanti
Nei bambini di età compresa tra 1 e 12 anni, gli effetti molto comuni sono tosse, congestione nasale e vomito. Tra gli effetti comuni figurano congiuntivite, otite e altri disturbi all’orecchio, mal di testa, nausea, naso che cola, mal di stomaco, sensazione di pienezza addominale e disturbi di stomaco. Tra gli effetti non comuni si segnalano infiammazione della pelle e disturbi del timpano.
Nei lattanti di età inferiore a 1 anno gli effetti indesiderati sono per lo più simili a quelli osservati nei bambini più grandi, con l’aggiunta di diarrea e dermatite da pannolino.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Tamiflu
Tamiflu deve essere conservato seguendo precise indicazioni, indispensabili per garantirne la sicurezza e l’efficacia:
- Tenere fuori dalla vista e dalla portata dei bambini;
- Capsule rigide (30 mg, 45 mg, 75 mg): non conservare a temperatura superiore ai 25 °C;
- Sospensione orale – polvere: conservare a temperatura inferiore a 30 °C;
- Sospensione orale – dopo ricostituzione: conservare a temperatura inferiore a 25 °C per un massimo di 10 giorni;
- Non utilizzare il farmaco oltre la data di scadenza riportata sull’astuccio e sul blister o sul flacone (la scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato).
I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Per il corretto smaltimento, rivolgersi al farmacista: questo gesto contribuisce a proteggere l’ambiente.
FAQ su Tamiflu
A cosa serve Tamiflu?
Tamiflu è un antivirale a base di oseltamivir indicato per il trattamento dell’influenza in adulti, adolescenti, bambini e lattanti, e per la prevenzione dell’influenza dopo contatto con persone infette o in circostanze eccezionali come le pandemie. Agisce bloccando la diffusione del virus influenzale nell’organismo, contribuendo ad alleviare i sintomi e a ridurre la durata della malattia.
Tamiflu sostituisce il vaccino antinfluenzale?
No, Tamiflu non sostituisce il vaccino antinfluenzale. Si tratta di due strumenti complementari: il vaccino fornisce anticorpi contro il virus influenzale prima dell’esposizione, mentre Tamiflu tratta o previene l’infezione una volta che il virus è in circolazione. Il medico può prescrivere entrambi senza che venga compromessa l’efficacia della vaccinazione.
Entro quanto tempo va iniziato il trattamento con Tamiflu?
Tamiflu va assunto il prima possibile, idealmente entro due giorni dalla comparsa dei primi sintomi influenzali. Iniziare la terapia tempestivamente è fondamentale per ottenere il massimo beneficio clinico, poiché il farmaco è più efficace nelle fasi iniziali dell’infezione, quando la replicazione virale è ancora attiva.
Quanto dura il trattamento con Tamiflu?
Per il trattamento dell’influenza, il ciclo standard dura 5 giorni con due dosi al giorno. Nei pazienti immunocompromessi il trattamento si estende a 10 giorni. Per la prevenzione post-esposizione si assume una dose al giorno per 10 giorni; in situazioni eccezionali come epidemie estese, il trattamento può proseguire fino a 6 o 12 settimane su indicazione del medico.
Tamiflu si può dare ai bambini?
Sì, Tamiflu è indicato anche nei bambini e nei lattanti, inclusi i neonati a termine. Il dosaggio dipende dal peso corporeo del bambino e va sempre stabilito dal medico. Per i pazienti che hanno difficoltà a deglutire le capsule è disponibile la formulazione in sospensione orale, più adatta all’uso pediatrico. È necessario monitorare attentamente i bambini per eventuali alterazioni del comportamento durante la terapia.
Tamiflu è soggetto a prescrizione medica?
Sì, Tamiflu è un medicinale soggetto a prescrizione medica in tutte le sue formulazioni. Non può quindi essere acquistato in farmacia senza ricetta. La prescrizione è necessaria perché il dosaggio deve essere personalizzato in base all’età, al peso corporeo e alle condizioni cliniche del paziente, valutando inoltre eventuali interazioni con altri farmaci e controindicazioni specifiche.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Tamiflu?
Gli effetti collaterali più frequenti di Tamiflu sono mal di testa, nausea e vomito. Nei bambini, gli effetti più comuni includono tosse, congestione nasale e vomito. Questi effetti tendono a manifestarsi soprattutto dopo la prima dose e si riducono con la prosecuzione del trattamento. Assumere il farmaco con il cibo può ridurre la frequenza dei disturbi gastrointestinali.
Il team editoriale di Farmacia Tiberio (Agnone): farmacisti abilitati che scrivono e revisionano i contenuti di salute del blog, sulla base di fonti ufficiali (AIFA, ISS, Ministero della Salute, EMA).
