Triasporin è un medicinale a base di itraconazolo, appartenente alla categoria degli antimicotici per uso sistemico. In questa guida trovi le informazioni del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 14/11/2025, per tutte le formulazioni disponibili in Italia.
📑 Triasporin: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Triasporin e a cosa serve
- ▸ Formulazioni e indicazioni di Triasporin
- ▸ Controindicazioni di Triasporin
- ▸ Avvertenze e precauzioni con Triasporin
- ▸ Interazioni di Triasporin con altri medicinali
- ▸ Triasporin in gravidanza, allattamento e fertilità
- ▸ Guida di veicoli e uso di macchinari con Triasporin
- ▸ Eccipienti di Triasporin e avvertenze
- ▸ Come prendere Triasporin
- ▸ Effetti indesiderati di Triasporin
- ▸ Come conservare Triasporin
- ▸ FAQ su Triasporin
Che cos’è Triasporin e a cosa serve
Triasporin contiene il principio attivo itraconazolo, un antimicotico di tipo triazolico destinato all’uso sistemico. Il suo meccanismo d’azione si basa sull’inibizione della sintesi dell’ergosterolo, un componente essenziale della membrana cellulare dei funghi, determinando la morte del patogeno.
Il medicinale è indicato per il trattamento di infezioni causate da funghi e lieviti, sia superficiali (che interessano pelle, unghie e mucose) sia sistemiche (che coinvolgono organi interni). Tra le infezioni trattate rientrano la candidosi sostenuta da Candida, la pityriasis versicolor, le dermatofitosi, le onicomicosi, l’aspergillosi, la criptococcosi, l’istoplasmosi, la sporotricosi, la paracoccidioidomicosi e la blastomicosi.
In alcuni contesti clinici particolari, come nei pazienti immunocompromessi con tumori del sangue o sottoposti a trapianto di midollo osseo, Triasporin può essere impiegato anche a scopo profilattico contro le infezioni micotiche profonde.
Formulazioni e indicazioni di Triasporin
Triasporin è disponibile in Italia in due diverse formulazioni farmaceutiche, che non sono intercambiabili tra loro: le due preparazioni hanno infatti indicazioni terapeutiche e caratteristiche di biodisponibilità differenti. Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è Italfarmaco S.p.A., su licenza di Janssen Pharmaceutica N.V.
Triasporin 100 mg capsule rigide
La confezione contiene 8 capsule rigide in blister PVC/PE/PVDC/Al. Ogni capsula contiene 100 mg di itraconazolo come principio attivo. Questa formulazione è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni fungine:
Micosi superficiali:
- candidosi vulvovaginale, infezione dell’apparato genitale femminile;
- pityriasis versicolor, infezione della pelle caratterizzata da macchie chiare e scure;
- dermatofitosi, infezione superficiale della pelle;
- candidosi orale, infezione della bocca;
- cheratite fungina, infiammazione della cornea;
- onicomicosi delle mani e dei piedi, causate da funghi e lieviti.
Micosi sistemiche:
- aspergillosi, infezione causata da Aspergillo;
- candidosi sistemica, infezione causata da Candida;
- criptococcosi, compresa la meningite criptococcica (solo quando il trattamento di prima linea è inappropriato o inefficace);
- istoplasmosi, infezione causata da Histoplasma;
- sporotricosi linfocutanea e cutanea;
- paracoccidioidomicosi, infezione da Paracoccidioides Brasiliensis;
- blastomicosi, infezione da Blastomyces Dermatitidis;
- altre rare micosi sistemiche.
Triasporin 10 mg/ml soluzione orale
La confezione contiene un flacone in vetro da 150 ml con chiusura a prova di bambino e un bicchiere dosatore graduato da 10 ml in polipropilene. Ogni millilitro contiene 10 mg di itraconazolo. La soluzione si presenta limpida, di colore da giallo a leggermente ambrato, con aroma di ciliegia e caramello.
La soluzione orale è indicata per:
- trattamento della candidosi orale e/o esofagea in pazienti HIV-positivi o in altri pazienti immunocompromessi;
- profilassi delle infezioni micotiche profonde sensibili all’itraconazolo, quando la terapia standard risulti inadeguata, in pazienti con tumori ematici o destinati a trapianto di midollo osseo con neutropenia prevista (inferiore a 500 cellule/microlitro).
Importante: la sostituibilità tra Triasporin capsule e Triasporin soluzione orale non è raccomandata, poiché la biodisponibilità della soluzione orale è maggiore rispetto a quella delle capsule a parità di dose.
Controindicazioni di Triasporin
Triasporin non deve essere utilizzato nei seguenti casi:
- ipersensibilità (allergia) nota all’itraconazolo o a uno qualsiasi degli eccipienti del medicinale;
- pazienti con problemi cardiaci, in particolare con insufficienza cardiaca congestizia, salvo necessità di trattare infezioni potenzialmente pericolose per la vita;
- gravidanza, salvo condizioni che rappresentano un pericolo di vita per la madre.
Esistono inoltre numerosi medicinali che non devono essere assunti durante il trattamento con Triasporin e per due settimane successive al termine della terapia. Tra questi rientrano:
- aliskiren, eplerenone, lercanidipina, nisoldipina per la ipertensione arteriosa;
- bepridil, ivabradina, ranolazina per l’angina pectoris;
- dabigatran, ticagrelor per la prevenzione dei coaguli;
- disopiramide, dofetilide, dronedarone, chinidina per il battito cardiaco irregolare;
- lomitapide, lovastatina, simvastatina per il colesterolo;
- sildenafil per la pressione alta delle arterie polmonari;
- cisapride, domperidone per disturbi gastrointestinali;
- naloxegol per la stitichezza da oppioidi;
- diidroergotamina, ergotamina per la cefalea;
- midazolam, triazolam per ansia e induzione del sonno;
- lurasidone, pimozide, quetiapina, sertindolo per disturbi mentali;
- astemizolo, mizolastina, terfenadina per le allergie;
- colchicina per la gotta in pazienti con problemi renali o epatici;
- eliglustat, irinotecan, isavuconazolo, ombitasvir/paritaprevir/ritonavir, venetoclax, voclosporina.
Avvertenze e precauzioni con Triasporin
Prima di iniziare il trattamento con Triasporin è importante informare il medico in caso di condizioni preesistenti o in presenza di sintomi che potrebbero indicare effetti avversi.
È necessario consultare immediatamente il medico qualora dovessero insorgere segnali di epatotossicità, come:
- anoressia, ovvero riduzione o mancanza dell’appetito;
- nausea;
- vomito;
- astenia (debolezza);
- dolori addominali;
- urine scure.
In presenza di questi sintomi il trattamento con Triasporin deve essere interrotto. Il medico può prescrivere regolari esami del sangue per identificare precocemente eventuali problemi al fegato.
Bisogna contattare il medico anche in caso di perdita dell’udito. In pazienti con acloridria (riduzione dell’acidità dello stomaco) o che assumono farmaci antiacidi, è opportuno prendere Triasporin con una bevanda contenente cola per favorirne l’assorbimento.
È necessario contattare immediatamente il medico in presenza di segnali che possono indicare uno scompenso cardiaco:
- mancanza di respiro;
- inatteso aumento di peso;
- gonfiore alle caviglie;
- stanchezza;
- difficoltà a respirare in posizione sdraiata.
Segnalare al medico anche la comparsa di sintomi riconducibili a una neuropatia, come formicolio, intorpidimento, debolezza agli arti, dolore a braccia o gambe, visione sfocata o doppia, acufene (ronzio alle orecchie) e difficoltà nell’emissione o nel trattenimento delle urine.
È importante informare il medico se si hanno o si sono avuti problemi al fegato, al cuore, ai reni, fibrosi cistica, neutropenia, AIDS o se si è stati sottoposti a trapianto d’organo: in questi casi potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio o una terapia alternativa.
Negli anziani, nei bambini e negli adolescenti, Triasporin viene prescritto soltanto dopo un attento bilancio dei rischi e dei benefici.
Interazioni di Triasporin con altri medicinali
Itraconazolo è metabolizzato principalmente attraverso il citocromo CYP3A4 ed è un potente inibitore di questo enzima e della glicoproteina-P. Per questa ragione Triasporin può interagire con numerosi altri medicinali. È fondamentale informare il medico o il farmacista di qualsiasi farmaco assunto, anche recentemente o in modo occasionale.
Oltre ai medicinali elencati tra le controindicazioni, esistono farmaci il cui uso non è raccomandato in concomitanza con Triasporin e per le 2 settimane successive alla sua interruzione. Tra questi figurano:
- apixaban, edoxaban, rivaroxaban, vorapaxar per la prevenzione dei coaguli;
- atorvastatina, felodipina, riociguat, tadalafil per patologie cardiovascolari;
- fenitoina, carbamazepina, fenobarbital per l’epilessia;
- eletriptan per il mal di testa;
- Hypericum perforatum (erba di San Giovanni), utilizzato nella depressione;
- tolterodina per la vescica iperattiva;
- numerosi antitumorali (axitinib, bosutinib, cabazitaxel, cabozantinib, ceritinib, cobimetinib, crizotinib, dabrafenib, dasatinib, docetaxel, entrectinib, glasdegib, ibrutinib, lapatinib, nilotinib, olaparib, pazopanib, regorafenib, sunitinib, talazoparib, trabectedina, trastuzumab emtansina, vinflunina, vinorelbina);
- bedaquilina, isoniazid, rifabutina, rifampicina per la tubercolosi;
- efavirenz, nevirapina, elbasvir/grazoprevir, tenofovir per infezioni da HIV o epatite;
- everolimus, sirolimus, temsirolimus nel trapianto d’organo;
- tamsulosina, alfuzosina, silodosina per l’ipertrofia prostatica benigna;
- ciclesonide, ebastina, salmeterolo per asma e allergie;
- tadalafil e vardenafil per la disfunzione erettile;
- fentanil, lumacaftor/ivacaftor.
Altri medicinali richiedono invece cautela quando vengono assunti insieme a Triasporin, poiché può essere necessario modificare il dosaggio o si può verificare un aumento degli effetti indesiderati. Tra questi rientrano:
- bosentan, amlodipina, isradipina, nifedipina, nimodipina, diltiazem, verapamil;
- cilostazolo, warfarin, digossina, nadololo;
- aprepitant, netupitant, loperamide;
- antiacidi a base di alluminio, calcio, magnesio o bicarbonato di sodio, cimetidina, ranitidina, lansoprazolo, omeprazolo, rabeprazolo;
- alprazolam, brotizolam, buspirone, midazolam (endovena) per ansia o induzione del sonno;
- zopiclone per l’insonnia;
- reboxetina, venlafaxina, aripiprazolo, cariprazina, aloperidolo, risperidone;
- galantamina per la malattia di Alzheimer;
- guanfacina per l’ADHD;
- imidafenacina, fesoterodina, ossibutinina, solifenacina per la vescica iperattiva;
- numerosi antitumorali (bortezomib, brentuximab vedotin, busulfan, erlotinib, gefitinib, idelalisib, imatinib, nintedanib, panobinostat, pemigatinib, ponatinib, ruxolitinib, sonidegib, tretinoina per bocca);
- ciprofloxacina, claritromicina, eritromicina, delamanid, artemetere-lumefantrina, chinina, praziquantel;
- cobicistat, elvitegravir, maraviroc, ritonavir, darunavir, fosamprenavir, indinavir, saquinavir, glecaprevir/pibrentasvir;
- ciclosporina, tacrolimus;
- dutasteride, bilastina, rupatadina, metilprednisolone, desametasone, budesonide, fluticasone;
- sildenafil, alfentanil, buprenorfina, ossicodone, sufentanil, meloxicam;
- alitretinoina, cabergolina, cannabis medica, cinacalcet, dienogest, ulipristal, ivacaftor, metadone, repaglinide, saxagliptina.
L’assorbimento di Triasporin dipende da una sufficiente acidità gastrica: per questo motivo gli antiacidi devono essere assunti almeno 1 ora prima o almeno 2 ore dopo Triasporin.
Triasporin in gravidanza, allattamento e fertilità
In caso di gravidanza in corso, sospetta o pianificata, oppure durante l’allattamento al seno, è indispensabile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di iniziare il trattamento con Triasporin.
Uso di Triasporin in gravidanza
Triasporin è controindicato in gravidanza, a meno che il medico non valuti necessario il trattamento di infezioni potenzialmente pericolose per la vita, in cui il beneficio atteso per la madre sia superiore al rischio potenziale per il feto.
Uso di Triasporin durante l’allattamento
Una piccola quantità di itraconazolo passa nel latte materno. Per questa ragione il trattamento con Triasporin non è raccomandato durante l’allattamento e verrà prescritto dal medico solo in caso di effettiva necessità.
Fertilità e contraccezione
Le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Triasporin e fino alla mestruazione successiva al termine della terapia.
Guida di veicoli e uso di macchinari con Triasporin
Triasporin può causare capogiri, disturbi della vista e perdita dell’udito. Per questo motivo il medicinale può alterare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Durante il trattamento si raccomanda di non mettersi alla guida e di non utilizzare macchinari.
Eccipienti di Triasporin e avvertenze
Le due formulazioni di Triasporin contengono eccipienti diversi, alcuni dei quali richiedono particolare attenzione in specifiche categorie di pazienti.
Eccipienti di Triasporin capsule
Le capsule contengono saccarosio: i pazienti con diagnosi di intolleranza ad alcuni zuccheri devono contattare il medico prima di assumere questo medicinale. Gli altri componenti sono granuli zuccherini di supporto (amido di mais, acqua purificata, saccarosio), ipromellosa, macrogol. La capsula è composta da gelatina, titanio diossido (E171), eritrosina (E127) e indigotina (E132).
Eccipienti di Triasporin soluzione orale
La soluzione orale contiene diversi eccipienti che richiedono attenzione:
- Sorbitolo (7.920 mg per dose da 40 ml, pari a 198 mg/ml): è una fonte di fruttosio. Pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio devono parlare con il medico prima dell’assunzione. Può causare problemi gastrointestinali e avere un lieve effetto lassativo.
- Glicole propilenico (4,2 g per dose da 40 ml, pari a 104 mg/ml): nei bambini di età inferiore a 5 anni è necessario consultare il medico prima della somministrazione, specie in caso di uso concomitante di altri medicinali contenenti glicole propilenico o alcol.
- Ciclodestrina (16.000 mg per 40 ml, pari a 400 mg/ml): non utilizzare nei bambini di età inferiore a 2 anni salvo diversa indicazione medica. Può causare problemi gastrointestinali come diarrea.
- Alcol (etanolo): 0,2 mg per dose da 40 ml (0,005 mg/ml). Quantità talmente piccola da non produrre effetti rilevanti.
- Sodio: meno di 1 mmol per dose da 40 ml, quindi il medicinale è essenzialmente “senza sodio”.
Gli altri componenti sono idrossipropil-β-ciclodestrina (E420), acido cloridrico, aroma di ciliegia, aroma di caramello, saccarina sodica, sodio idrossido e acqua.
Come prendere Triasporin
Il dosaggio di Triasporin varia significativamente in base al tipo di formulazione, alla patologia trattata e alle condizioni del paziente. È fondamentale seguire sempre attentamente le indicazioni del medico, che può adattare lo schema terapeutico alle esigenze specifiche.
Dosaggio di Triasporin capsule nelle micosi superficiali
Di seguito gli schemi posologici indicati per le principali infezioni superficiali:
- Pityriasis versicolor: 2 capsule 1 volta al giorno per 7 giorni;
- Dermatomicosi: 2 capsule 1 volta al giorno per 7 giorni (2 capsule 2 volte al giorno per 7 giorni in caso di forme plantari di tinea pedis e palmari di tinea manus);
- Onicomicosi delle mani: 2 cicli di 2 capsule 2 volte al giorno per una settimana, ognuno seguito da 3 settimane di pausa;
- Onicomicosi dei piedi: 3 cicli di 2 capsule 2 volte al giorno per una settimana, ognuno seguito da 3 settimane di pausa;
- Candidosi vulvovaginale: 2 capsule 1 volta al giorno per 3 giorni, oppure 2 capsule 2 volte al giorno per 1 giorno;
- Candidosi orale: 1 capsula 1 volta al giorno per 15 giorni;
- Cheratite fungina: 2 capsule 1 volta al giorno per 21 giorni.
Nelle infezioni della pelle le lesioni scompaiono completamente solo 2-4 settimane dopo la fine del trattamento. Nelle onicomicosi occorre attendere la ricrescita delle unghie, che avviene tra 6 e 9 mesi dopo la fine della terapia.
Dosaggio di Triasporin capsule nelle micosi sistemiche
Il trattamento delle micosi sistemiche è più prolungato e varia in base al patogeno:
- Aspergillosi: 2 capsule 1 volta al giorno per 2-5 mesi (2 capsule 2 volte al giorno nelle forme invasive o disseminate);
- Candidosi sistemica: 1-2 capsule 1 volta al giorno per 3 settimane – 7 mesi;
- Criptococcosi non meningea: 2 capsule 1 volta al giorno per 2 mesi – 1 anno;
- Meningite criptococcica: 2 capsule 2 volte al giorno per 2 mesi – 1 anno;
- Istoplasmosi: 2 capsule 1-2 volte al giorno per 8 mesi;
- Sporotricosi linfocutanea e cutanea: 1-2 capsule al giorno (lesioni localizzate) o 2 capsule 2 volte al giorno (lesioni estensive) per 3-6 mesi;
- Paracoccidioidomicosi: 1 capsula 1 volta al giorno per 6 mesi;
- Cromoblastomicosi: 2-4 capsule 1 volta al giorno per 6 mesi;
- Blastomicosi: da 1 capsula 1 volta al giorno a 2 capsule 2 volte al giorno per 6 mesi.
Le capsule vanno assunte immediatamente dopo uno dei pasti principali per garantire un assorbimento ottimale. Non devono mai essere aperte e vanno deglutite intere.
Dosaggio di Triasporin soluzione orale
La soluzione orale prevede schemi specifici:
- Candidosi orale/esofagea: 200 mg (20 ml, pari a 2 misurini) al giorno, preferibilmente in due somministrazioni o in unica somministrazione per 1 settimana. Se l’infezione non si risolve, proseguire per un’altra settimana;
- Candidosi resistente al fluconazolo: 100-200 mg (10-20 ml) due volte al giorno per 2 settimane, eventualmente prolungabili di altre 2 settimane. La dose massima di 400 mg (40 ml) al giorno non deve essere superata e il trattamento a questa dose è limitato a 14 giorni;
- Profilassi delle infezioni micotiche: 5 mg per kg di peso suddivisa in due somministrazioni al giorno.
A differenza delle capsule, la soluzione orale va assunta a stomaco vuoto: evitare cibo per almeno 1 ora dopo la somministrazione. Si raccomanda di trattenere la soluzione in bocca per circa 20 secondi prima di ingoiarla, senza risciacquare la bocca dopo l’assunzione. Utilizzare sempre il bicchiere dosatore graduato incluso nella confezione.
Sovradosaggio e dimenticanza di Triasporin
In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva di Triasporin, contattare immediatamente il medico o rivolgersi al pronto soccorso più vicino. Il medicinale non viene rimosso dall’emodialisi e non esiste un antidoto specifico: il trattamento sarà quindi sintomatico.
Se si dimentica una dose (soluzione orale), assumere la dose successiva come al solito senza raddoppiare la quantità per compensare la dose dimenticata.
Effetti indesiderati di Triasporin
Come tutti i medicinali, anche Triasporin può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti indesiderati più gravi includono:
- reazioni allergiche gravi;
- insufficienza cardiaca e insufficienza cardiaca congestizia;
- edema polmonare;
- pancreatite;
- grave epatotossicità, inclusi alcuni casi di insufficienza epatica acuta fatale;
- reazioni cutanee gravi.
Effetti indesiderati comuni di Triasporin
Possono interessare fino a 1 persona su 10:
- mal di testa e cefalea;
- dolore addominale;
- nausea, diarrea e vomito;
- dispnea, tosse, disgeusia (alterazione del gusto);
- vertigini (soluzione orale);
- eruzione cutanea, dispepsia, febbre.
Effetti indesiderati non comuni di Triasporin
Possono interessare fino a 1 persona su 100:
- sinusite, infezioni del tratto respiratorio superiore, rinite;
- ipersensibilità, parestesia, confusione, ipoestesia;
- diarrea, vomito, costipazione, dispepsia, flatulenza;
- anormale funzionalità del fegato, iperbilirubinemia;
- orticaria, rash, prurito, alopecia;
- disordini mestruali, edema, disturbi visivi;
- tinnito, insufficienza cardiaca, leucopenia, trombocitopenia (nella soluzione orale);
- insufficienza epatica (soluzione orale), neuropatia periferica;
- mialgia, artralgia, ipokaliemia (soluzione orale).
Effetti indesiderati rari di Triasporin
Possono interessare fino a 1 persona su 1.000:
- leucopenia, malattia da siero, reazioni anafilattiche;
- edema angioneurotico, ipertrigliceridemia;
- tremore, ipoestesia, disturbi visivi, diplopia;
- perdita dell’udito transitoria o permanente;
- insufficienza cardiaca congestizia, riduzione della frequenza cardiaca, dispnea;
- pancreatite, grave epatotossicità con possibile insufficienza epatica acuta fatale;
- sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica;
- pustolosi esantematica acuta generalizzata, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, vasculite leucocitoclastica;
- fotosensibilità, pollachiuria, disfunzione erettile, febbre, aumento della creatinfosfochinasi ematica.
Effetti indesiderati da studi con itraconazolo in soluzione orale o endovena
Ulteriori effetti osservati con formulazioni orale ed endovenosa di itraconazolo includono granulocitopenia, trombocitopenia, reazione anafilattoide, iperglicemia, iperkaliemia, ipomagnesiemia, stato confusionale, neuropatia periferica, capogiri, sonnolenza, insufficienza ventricolare sinistra, tachicardia, ipertensione, ipotensione, edema polmonare, disfonia, tosse, dolore toracico, disturbi gastrointestinali, insufficienza epatica, epatite, ittero, eruzione cutanea eritematosa, iperidrosi, insufficienza renale, incontinenza urinaria, edema generalizzato, edema facciale, febbre, dolore, stanchezza, brividi e alterazioni degli esami del sangue e delle urine.
Effetti indesiderati in bambini e adolescenti
Nella popolazione pediatrica gli effetti indesiderati più comunemente riportati sono mal di testa, vomito, dolore addominale, diarrea, alterata funzione del fegato, ipotensione, nausea e orticaria. Nella soluzione orale sono particolarmente frequenti vomito, febbre, diarrea, infiammazione della mucosa, rash, dolore addominale, nausea, ipertensione e tosse. Gli effetti sono simili a quelli osservati negli adulti, ma la frequenza è maggiore nei pazienti pediatrici. Sono stati inoltre segnalati alcuni casi di arresto cardiaco.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Triasporin
Triasporin deve essere tenuto fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Entrambe le formulazioni vanno conservate a temperatura non superiore a 25°C.
Non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione dopo l’abbreviazione “Scad”: la data si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato ed è valida per il prodotto in confezionamento integro correttamente conservato. La soluzione orale non deve essere usata per più di 1 mese dalla prima apertura del flacone.
I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici: chiedere al farmacista come smaltire correttamente i medicinali non più utilizzati, per contribuire alla protezione dell’ambiente.
FAQ su Triasporin
Triasporin è un antibiotico?
No, Triasporin non è un antibiotico. Il principio attivo è l’itraconazolo, un antimicotico triazolico per uso sistemico, efficace contro infezioni da funghi e lieviti come Candida, Aspergillus, Cryptococcus e dermatofiti. Gli antibiotici invece combattono le infezioni batteriche.
Triasporin capsule e soluzione orale sono intercambiabili?
No, le due formulazioni di Triasporin non sono intercambiabili. La soluzione orale ha una biodisponibilità maggiore rispetto alle capsule a parità di dose e ha indicazioni terapeutiche differenti. Il passaggio da una formulazione all’altra deve essere sempre valutato dal medico.
Come si assume correttamente Triasporin?
Le capsule di Triasporin vanno assunte immediatamente dopo uno dei pasti principali per garantire un assorbimento ottimale, deglutite intere senza essere aperte. La soluzione orale va invece assunta a stomaco vuoto, evitando cibo per almeno 1 ora dopo la somministrazione, trattenendola in bocca per circa 20 secondi prima di deglutire.
Triasporin può essere assunto in gravidanza?
Triasporin è controindicato in gravidanza, a meno che il medico non ritenga necessario il trattamento di infezioni potenzialmente pericolose per la vita, in cui il beneficio atteso per la madre sia superiore al rischio per il feto. Le donne in età fertile devono utilizzare contraccettivi efficaci durante la terapia e fino alla mestruazione successiva.
Quanto dura il trattamento dell’onicomicosi con Triasporin?
Per l’onicomicosi delle mani sono previsti 2 cicli da 2 capsule due volte al giorno per una settimana, ciascuno seguito da 3 settimane di pausa. Per le unghie dei piedi i cicli diventano 3, sempre con intervallo di 3 settimane. La ricrescita completa delle unghie avviene però solo 6-9 mesi dopo la fine del trattamento.
Triasporin può essere assunto con antiacidi o gastroprotettori?
L’assorbimento di Triasporin richiede un’adeguata acidità gastrica. Gli antiacidi devono quindi essere assunti almeno 1 ora prima o almeno 2 ore dopo Triasporin. In pazienti con acloridria o che assumono gastroprotettori è consigliato assumere il medicinale con una bevanda contenente cola per favorirne l’assorbimento.
Quali sono gli effetti indesiderati più comuni di Triasporin?
Gli effetti indesiderati comuni di Triasporin (fino a 1 persona su 10) comprendono mal di testa, dolore addominale, nausea, diarrea, vomito, dispnea, tosse, alterazione del gusto, eruzione cutanea, dispepsia e febbre. Gli effetti più gravi, come epatotossicità severa, scompenso cardiaco e reazioni cutanee importanti, sono rari ma richiedono attenzione medica immediata.
