Il vaccino contro la dengue rappresenta oggi una delle strategie più importanti per contrastare la diffusione di questa malattia virale trasmessa dalle zanzare Aedes. La dengue colpisce milioni di persone ogni anno, soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali, e può provocare sintomi da lievi a gravi. Accanto alle misure di protezione dalle punture, il vaccino offre un ulteriore strumento di prevenzione. In questo articolo vediamo come funziona, a chi è raccomandato e quale ruolo può avere nella tutela della salute pubblica.
01La dengue e il suo impatto sulla salute
La dengue, una malattia virale trasmessa dalle zanzare, rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica in molte aree tropicali e subtropicali del mondo. Ogni anno milioni di persone ne sono colpite, con un quadro che può variare da forme lievi a condizioni gravi come la febbre emorragica e la sindrome da shock da dengue.
Cos’è la dengue?
La dengue è causata dal virus della dengue, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes (principalmente Aedes aegypti e Aedes albopictus, la zanzara tigre). Il virus si presenta in quattro diversi sierotipi: questo significa che è possibile essere infettati fino a quattro volte, con un rischio crescente di forme gravi in caso di infezioni successive.
La dengue è conosciuta anche come “febbre spaccaossa” (breakbone fever), per via degli intensi dolori muscolari e articolari che provoca, tanto forti da dare la sensazione che le ossa si stiano rompendo. È uno dei sintomi più caratteristici, insieme alla febbre alta improvvisa e al dolore dietro gli occhi.
Sintomi della dengue
I sintomi della dengue possono includere febbre alta, mal di testa, dolore dietro gli occhi, dolori muscolari e articolari, eruzioni cutanee e nausea. Se non gestita adeguatamente, la dengue può evolvere in forme più gravi e potenzialmente mortali.
Impatto globale della dengue
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa metà della popolazione mondiale è a rischio di dengue, con centinaia di milioni di infezioni ogni anno: l’OMS la considera una delle dieci principali minacce per la salute globale, con un’incidenza aumentata di circa 30 volte negli ultimi 50 anni. Nonostante gli sforzi per controllare le zanzare e informare le comunità, la dengue continua a espandersi, aggravata da fattori come il cambiamento climatico e l’urbanizzazione non controllata.
Prevenzione tramite vaccinazione
La prevenzione della dengue si basa principalmente sul controllo delle zanzare e sull’uso di misure di protezione personale. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati sviluppati vaccini che offrono un ulteriore strato di protezione, soprattutto nelle aree endemiche e per i viaggiatori diretti verso zone a rischio.
02Dengue in Italia: un rischio in crescita
Per anni in Italia la dengue è stata quasi esclusivamente una malattia “di importazione”, legata cioè ai viaggi in zone tropicali. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: il riscaldamento del clima ha favorito la diffusione della zanzara tigre (Aedes albopictus), ormai stabilmente presente nel nostro Paese e capace di trasmettere il virus. Così sono comparsi i primi casi autoctoni, cioè contratti senza essere mai usciti dall’Italia.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 in Italia si sono registrati 82 casi autoctoni in almeno 4 focolai, oltre ai casi legati ai viaggi. Il 2024 ha segnato un’ulteriore impennata: all’8 ottobre 2024 si contavano 625 casi confermati, di cui 173 autoctoni, con un focolaio particolarmente importante a Fano, nelle Marche. È un segnale chiaro che la dengue sta diventando una questione di sanità pubblica anche alle nostre latitudini.
A differenza delle comuni zanzare notturne, la zanzara tigre (Aedes albopictus) è attiva soprattutto di giorno, in particolare nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. È molto aggressiva e ormai diffusa in gran parte d’Italia. Per questo le misure anti-puntura (repellenti, abiti coprenti, eliminazione dei ristagni d’acqua dove le larve si sviluppano) vanno adottate anche durante il giorno, e non solo la sera.
03I vaccini contro la dengue: Qdenga e Dengvaxia
Oggi esistono due vaccini contro la dengue, con caratteristiche diverse. In Italia e in Europa quello di riferimento è Qdenga, mentre Dengvaxia ha avuto un ruolo storico ma un uso più limitato.
Qdenga (TAK-003)
Qdenga, prodotto da Takeda, è un vaccino vivo attenuato tetravalente approvato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) alla fine del 2022. Il suo grande vantaggio è che può essere somministrato anche a chi non ha mai contratto la dengue, senza bisogno di un test preliminare. È indicato a partire dai 4 anni di età e prevede un ciclo di 2 dosi a distanza di 3 mesi. È il vaccino utilizzato in Italia, soprattutto nei centri di medicina dei viaggi. Negli studi clinici ha mostrato un’efficacia di circa l’80% nel prevenire la dengue sintomatica e superiore al 90% nel prevenire le ospedalizzazioni.
Dengvaxia (CYD-TDV)
Dengvaxia, sviluppato da Sanofi Pasteur, è stato il primo vaccino al mondo autorizzato contro la dengue (prima approvazione in Messico nel 2015). È un vaccino vivo attenuato ricombinante tetravalente, ma con un limite importante: è raccomandato solo per chi ha già avuto un’infezione da dengue, perché nei soggetti mai infettati può aumentare il rischio di forme gravi. Per questo richiede un test sierologico prima della somministrazione. Proprio per questa limitazione, in Europa il suo utilizzo è stato progressivamente abbandonato a favore di Qdenga.
La dengue ha una caratteristica insolita: la seconda infezione, causata da un sierotipo diverso dalla prima, può essere più grave della prima. Questo accade per un fenomeno chiamato “potenziamento dipendente dagli anticorpi”: gli anticorpi sviluppati contro il primo virus, invece di neutralizzare il secondo, possono in alcuni casi facilitarne l’ingresso nelle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché il vecchio vaccino Dengvaxia richiedeva una precedente infezione, e perché lo sviluppo di vaccini sicuri contro la dengue è stato così complesso.
04Chi dovrebbe ricevere il vaccino contro la dengue?
Le raccomandazioni dipendono dal vaccino e dalla situazione individuale. In generale, la vaccinazione è indicata in questi casi:
- Persone che vivono in aree endemiche, dove la dengue circola stabilmente.
- Viaggiatori diretti verso zone tropicali a rischio (Sud-est asiatico, America Latina, Africa, isole del Pacifico), soprattutto per soggiorni prolungati o durante la stagione delle piogge.
- Persone che hanno già avuto la dengue: in questo caso la vaccinazione protegge da forme gravi in caso di reinfezione (ed è l’unico scenario in cui era indicato Dengvaxia).
Con Qdenga non è necessario un test preliminare, mentre per Dengvaxia il pre-screening sierologico è indispensabile per confermare una precedente infezione.
Chi non dovrebbe vaccinarsi
Il vaccino contro la dengue non è raccomandato a:
- donne in gravidanza o in allattamento (salvo diversa indicazione del medico);
- persone con sistema immunitario compromesso, per malattia o per trattamenti farmacologici;
- bambini sotto i 4 anni (per Qdenga);
- persone che non hanno mai avuto la dengue, nel caso specifico di Dengvaxia.
La decisione di vaccinare deve sempre essere presa con il supporto di un medico, che valuterà la storia clinica e l’epidemiologia locale della dengue.
05Quali sono gli effetti collaterali del vaccino contro la dengue?
Come tutti i vaccini, anche quelli contro la dengue possono causare effetti collaterali, in genere da lievi a moderati e solo in rari casi gravi.
Effetti collaterali comuni
- Dolore nel sito di iniezione: l’effetto più frequente, spesso accompagnato da rossore e gonfiore.
- Mal di testa: molto comune tra i vaccinati.
- Febbre: alcune persone possono sviluppare una febbre lieve dopo la vaccinazione.
- Stanchezza e malessere generale: sintomi temporanei che di solito si risolvono senza trattamento.
- Dolori muscolari e articolari: possono manifestarsi a seguito della risposta immunitaria al vaccino.
Effetti collaterali meno comuni
- Reazioni cutanee: eruzioni cutanee e prurito sono meno comuni ma possibili.
- Nausea: alcune persone possono avere disturbi gastrointestinali lievi.
Effetti collaterali rari
- Reazioni allergiche gravi: estremamente rare, richiedono attenzione medica immediata.
- Rischio aumentato di dengue grave: osservato con Dengvaxia nelle persone mai infettate prima della vaccinazione. È il motivo per cui questo vaccino è raccomandato solo a chi ha già avuto la dengue, mentre Qdenga non presenta questa limitazione.
Prima di ricevere il vaccino è importante discutere con il medico la propria storia clinica, comprese eventuali infezioni pregresse da dengue, perché questo fattore influenza l’idoneità alla vaccinazione.
06Dove e come vaccinarsi contro la dengue in Italia
In Italia il vaccino contro la dengue non fa parte delle vaccinazioni di routine, ma è rivolto soprattutto a chi viaggia verso aree endemiche. Ecco dove cercarlo.
Centri di medicina dei viaggi
Il modo più affidabile per accedere al vaccino è rivolgersi ai centri specializzati in medicina dei viaggi (ambulatori di viaggi internazionali delle ASL), che offrono vaccinazioni e consulenze specifiche per chi si reca all’estero, inclusi i vaccini per malattie endemiche in altre parti del mondo.
Ospedali e cliniche private
Alcuni ospedali e cliniche private offrono il vaccino, soprattutto nelle grandi città. È consigliabile contattare direttamente la struttura per verificare la disponibilità.
Prenotazione e consulenza
Prima della somministrazione è necessaria una consulenza con un medico, preferibilmente esperto in malattie infettive o medicina dei viaggi, che valuterà la storia clinica e l’effettiva necessità del vaccino in base alla destinazione.
Consigli pratici
- Programma in anticipo: il ciclo richiede più di una dose, quindi pianifica la vaccinazione diverse settimane prima della partenza.
- Documentazione sanitaria: porta con te eventuale documentazione di precedenti infezioni da dengue.
- Copertura assicurativa: verifica con la tua assicurazione se il costo del vaccino è coperto, dato che spesso è considerato un vaccino “di viaggio”.
07Domande frequenti (FAQ) sul vaccino contro la dengue
Cos’è il vaccino contro la dengue?
Il vaccino contro la dengue è un preparato biologico progettato per prevenire l’infezione da virus dengue, trasmessa dalle zanzare del genere Aedes. Esistono oggi due vaccini approvati, Qdenga (TAK-003) e Dengvaxia (CYD-TDV), indicati per determinate fasce d’età e situazioni cliniche. L’obiettivo è ridurre i casi gravi di dengue, che possono portare a febbre emorragica e complicanze potenzialmente letali.
Chi può ricevere il vaccino contro la dengue?
Il vaccino contro la dengue è raccomandato a:
- persone che vivono in aree endemiche, soprattutto bambini e adolescenti;
- viaggiatori verso zone tropicali a rischio (Sud-est asiatico, America Latina, Africa, isole del Pacifico);
- individui già infettati in passato: Dengvaxia è approvato solo per chi ha già avuto la dengue, mentre Qdenga può essere somministrato anche a chi non ha mai contratto il virus.
La vaccinazione è soggetta a criteri specifici, quindi è essenziale consultare un medico prima di procedere.
Quando è consigliato fare il vaccino contro la dengue?
La vaccinazione è consigliata prima di recarsi in aree endemiche, in particolare se si prevede un soggiorno prolungato o si viaggia durante la stagione delle piogge, quando le zanzare sono più attive. Per i residenti in zone tropicali, può essere programmata nel calendario vaccinale nazionale, se disponibile.
Il vaccino contro la dengue è sicuro?
Sì, i vaccini approvati (Qdenga e Dengvaxia) sono considerati sicuri ed efficaci se utilizzati nel rispetto delle indicazioni cliniche. Gli studi hanno dimostrato che la vaccinazione riduce il rischio di forme gravi e di ospedalizzazione. Come per tutti i vaccini, possono verificarsi effetti collaterali lievi, come febbre, dolore nel punto di iniezione o malessere generale.
Quante dosi prevede il vaccino contro la dengue?
Qdenga prevede un ciclo di 2 dosi, somministrate a distanza di 3 mesi. Dengvaxia, invece, richiede 3 dosi a distanza di 6 mesi l’una dall’altra (0, 6 e 12 mesi). Il numero di dosi dipende dal tipo di vaccino e dalle linee guida del Paese.
Quali sono i principali effetti collaterali del vaccino contro la dengue?
Gli effetti collaterali più comuni includono:
- dolore o gonfiore nel punto di iniezione;
- mal di testa;
- febbre;
- stanchezza o dolori muscolari.
Le reazioni gravi sono rare, ma è importante monitorare eventuali sintomi insoliti e contattare il medico se necessario.
Il vaccino contro la dengue è obbligatorio?
No, il vaccino contro la dengue non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato in situazioni specifiche: residenti in aree ad alto rischio, viaggiatori internazionali diretti verso Paesi tropicali o subtropicali, e persone che hanno già avuto la dengue, per evitare forme più gravi in caso di reinfezione. La decisione va presa con il supporto di un medico.
Il vaccino contro la dengue è gratuito?
La gratuità dipende dal Paese e dal sistema sanitario. In alcune nazioni tropicali è incluso nei programmi vaccinali pubblici, mentre altrove (come in Europa) potrebbe essere disponibile solo privatamente, a pagamento, su prescrizione medica.
Dove si può fare il vaccino contro la dengue?
Il vaccino contro la dengue si può effettuare presso:
- centri di medicina dei viaggi;
- ambulatori di malattie infettive;
- cliniche internazionali o private;
- in alcuni casi, presso ASL o farmacie autorizzate (previa approvazione).
È sempre consigliabile prenotare con anticipo e consultare un medico per la valutazione del rischio individuale.
Chi non può fare il vaccino contro la dengue?
Il vaccino contro la dengue non è raccomandato a persone immunodepresse, bambini sotto i 4 anni (per Qdenga), donne in gravidanza o allattamento (salvo indicazioni diverse del medico) e persone che non hanno mai avuto la dengue (nel caso di Dengvaxia). Un’accurata valutazione medica è fondamentale per escludere controindicazioni.
Il vaccino contro la dengue è efficace?
Sì, il vaccino è efficace nel prevenire le forme gravi della malattia, inclusa la dengue emorragica, con una significativa riduzione dei ricoveri e delle complicanze. Tuttavia la protezione completa contro l’infezione non è garantita, quindi è importante adottare anche misure preventive contro le punture di zanzara.
Posso viaggiare subito dopo la vaccinazione contro la dengue?
Dopo la vaccinazione è consigliabile attendere almeno qualche settimana prima del viaggio, in modo da garantire che la risposta immunitaria sia pienamente sviluppata. Nel caso di Qdenga, la massima protezione si raggiunge dopo la seconda dose, somministrata a 3 mesi dalla prima.
Il vaccino contro la dengue copre tutti i sierotipi del virus?
Sì, sia Qdenga sia Dengvaxia sono progettati per proteggere contro i quattro sierotipi del virus dengue (DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4). Tuttavia l’efficacia può variare leggermente a seconda del sierotipo e dello stato immunitario del soggetto vaccinato.
È possibile ammalarsi di dengue anche dopo il vaccino?
Sì, anche dopo il vaccino è possibile contrarre la dengue, ma nella maggior parte dei casi la malattia sarà meno grave e con un rischio molto più basso di complicazioni. Per questo la prevenzione delle punture di zanzara resta essenziale anche per i vaccinati.
Cosa fare prima di ricevere il vaccino contro la dengue?
Prima di ricevere il vaccino è importante:
- consultare il medico o un centro di medicina dei viaggi;
- informarsi su eventuali infezioni pregresse da dengue;
- segnalare allergie, gravidanze o condizioni mediche particolari;
- pianificare per tempo, poiché la protezione richiede più di una dose.
Una corretta valutazione clinica assicura la massima efficacia e sicurezza della vaccinazione.
08Conclusione
Il vaccino contro la dengue è uno strumento prezioso in un contesto in cui la malattia si sta diffondendo ben oltre i tradizionali confini tropicali. Grazie a Qdenga, oggi è possibile proteggersi anche senza una precedente infezione, un passo avanti importante rispetto al passato.
Resta però fondamentale ricordare che nessun vaccino sostituisce la protezione dalle punture di zanzara: repellenti, abbigliamento adeguato ed eliminazione dei ristagni d’acqua restano la prima linea di difesa, soprattutto ora che la zanzara tigre è di casa anche in Italia. Per qualsiasi dubbio sulla vaccinazione o su un viaggio in aree a rischio, il riferimento migliore è il medico o un centro di medicina dei viaggi.
Approfondisci sul blog
- Vaccini per viaggiare — la dengue tra i rischi delle mete tropicali.
- Vaccino encefalite giapponese — altra arbovirosi prevenibile con vaccino.
- Vaccino febbre gialla — protezione per molte aree tropicali.
Fonti dell’articolo:
Istituto Superiore di Sanità (EpiCentro) — Dengue
Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) — Qdenga
Questo articolo è fornito a solo scopo informativo e non intende sostituire il consiglio medico professionale, la diagnosi o il trattamento. Le informazioni qui presentate riguardanti i vaccini sono destinate ad arricchire la conoscenza del lettore e non devono essere interpretate come consigli medici personalizzati. È fondamentale consultare sempre un medico o un altro professionista sanitario qualificato per una valutazione accurata della propria condizione di salute e per ricevere consigli su trattamenti specifici. Non trascurare, evitare o ritardare la consultazione medica a causa di informazioni lette su questo sito.
