Siframin è un medicinale a base di L-aminoacidi a catena ramificata (L-isoleucina, L-leucina e L-valina) utilizzato per la nutrizione parenterale in pazienti che non possono essere alimentati per via orale. Il prodotto è indicato specificatamente per l’apporto di aminoacidi ramificati nel risveglio dal coma causato da gravi danni al fegato, noto come coma epatico. Questa guida è stata realizzata sulla base delle informazioni del foglietto illustrativo ufficiale AIFA, aggiornato al 21/10/2020, per la formulazione disponibile in Italia.
📑 Siframin: Indice dell’articolo
- ▸ Che cos’è Siframin e a cosa serve
- ▸ Formulazioni di Siframin disponibili in Italia
- ▸ Controindicazioni: quando non usare Siframin
- ▸ Avvertenze e precauzioni prima di usare Siframin
- ▸ Interazioni di Siframin con altri medicinali
- ▸ Uso di Siframin in gravidanza e allattamento
- ▸ Come si somministra Siframin: dose e modalità
- ▸ Possibili effetti indesiderati di Siframin
- ▸ Come conservare Siframin correttamente
- ▸ Composizione di Siframin e contenuto della confezione
- ▸ FAQ su Siframin
Che cos’è Siframin e a cosa serve
Siframin è una soluzione sterile contenente una miscela di L-aminoacidi a catena ramificata in forma cristallina alla concentrazione del 4%, destinata esclusivamente all’infusione endovenosa. Il prodotto appartiene alla categoria farmacoterapeutica degli aminoacidi per nutrizione parenterale (codice ATC B05BA01) e viene somministrato in ambito ospedaliero quando il paziente non è in grado di assumere nutrienti per via orale.
Gli aminoacidi contenuti in Siframin — L-isoleucina, L-leucina e L-valina — sono sostanze fondamentali per l’organismo umano e vengono impiegati come fonte proteica di supporto per i pazienti sottoposti a nutrizione parenterale. L’indicazione terapeutica principale è l’integrazione delle sostanze proteiche per favorire il risveglio dal coma causato da gravi danni al fegato, noto come coma epatico. L’azione degli aminoacidi ramificati in questo contesto risulta particolarmente efficace rispetto ad altre terapie tradizionali utilizzate per la stessa finalità.
Il coma epatico è una complicanza neuropsichiatrica grave che può insorgere in corso di patologie avanzate del fegato. Tra queste, l’epatite cronica scompensata, la cirrosi e le forme di steatosi epatica evolute rappresentano le cause più frequenti. Anche situazioni di fegato ingrossato con compromissione funzionale severa possono evolvere verso l’encefalopatia epatica. In queste condizioni cliniche, l’apporto specifico di aminoacidi a catena ramificata contribuisce al ripristino dell’equilibrio metabolico cerebrale.
Dal punto di vista clinico, il paziente candidato al trattamento con Siframin presenta tipicamente segni di insufficienza epatica avanzata, come ittero, alterazioni dello stato di coscienza, disorientamento e, nelle fasi più gravi, coma vero e proprio. È importante distinguere l’encefalopatia epatica da altre cause di alterazione cognitiva come la demenza, poiché il trattamento è completamente diverso.
Formulazioni di Siframin disponibili in Italia
Siframin è commercializzato in Italia da Fresenius Kabi Italia S.r.l. in un’unica formulazione farmaceutica — soluzione per infusione 40 mg/ml (pari al 4%) — disponibile in diversi formati di confezionamento per adattarsi alle differenti esigenze cliniche del paziente.
Confezioni disponibili di Siframin
Il medicinale è disponibile nelle seguenti confezioni:
- Siframin 40 mg/ml soluzione per infusione — flacone da 100 ml;
- Siframin 40 mg/ml soluzione per infusione — flacone da 250 ml;
- Siframin 40 mg/ml soluzione per infusione — flacone da 500 ml;
- Siframin 40 mg/ml soluzione per infusione — confezione da 20 flaconi da 500 ml;
- Siframin 40 mg/ml soluzione per infusione — flacone da 1000 ml.
La scelta della confezione adeguata viene effettuata dal medico in base al volume di soluzione da infondere e alla durata prevista del trattamento. La soluzione si presenta come un liquido limpido, privo di particelle visibili, e deve essere utilizzata solo se il contenitore è integro.
Controindicazioni: quando non usare Siframin
Siframin non deve essere somministrato in alcune specifiche condizioni cliniche. Il medicinale è controindicato nei seguenti casi:
- in caso di allergia a uno o più aminoacidi o a uno qualsiasi degli altri componenti del medicinale elencati nella sezione composizione;
- in presenza di turbe del metabolismo dei singoli aminoacidi (disturbi genetici o acquisiti che impediscono il normale utilizzo degli aminoacidi da parte dell’organismo);
- in pazienti con gravi problemi della funzionalità renale, ossia in caso di insufficienza renale grave.
La presenza di una di queste condizioni richiede al medico di valutare terapie alternative di supporto nutrizionale. È fondamentale che il paziente o i familiari comunichino al personale sanitario qualsiasi allergia nota o patologia metabolica pregressa prima dell’inizio del trattamento con Siframin.
Avvertenze e precauzioni prima di usare Siframin
Prima dell’inizio della somministrazione di Siframin, il personale medico deve valutare attentamente le condizioni cliniche del paziente. Durante tutto il trattamento con Siframin, il medico sottopone il paziente ad analisi di laboratorio specifiche per controllare i livelli dei sali minerali (bilancio idroelettrolitico) e del pH del sangue (equilibrio acido-base). Se necessario, provvederà a ristabilire l’equilibrio mediante la somministrazione di soluzioni correttive adeguate.
Il monitoraggio degli elettroliti durante l’infusione di Siframin include il controllo di potassio, sodio, calcio, magnesio e fosforo sierici, parametri che possono alterarsi rapidamente nei pazienti con compromissione epatica. Anche i livelli di ferro e i parametri dell’anemia vengono monitorati, data la frequenza di queste alterazioni in pazienti critici con epatopatia avanzata.
Protezione gastrica durante il trattamento con Siframin
Se il medico lo ritiene necessario, prescriverà dei medicinali per proteggere lo stomaco (H2-antagonisti) a scopo profilattico. Questa precauzione è particolarmente importante nei pazienti critici in nutrizione parenterale prolungata, soprattutto in presenza di gastrite pregressa o rischio di ulcera peptica da stress.
Uso di Siframin nei pazienti diabetici
Nei pazienti con diabete, il medico tiene sotto controllo la quantità di zuccheri assunti (apporto calorico), poiché la contemporanea somministrazione di glucosio al 50-70% può influenzare la glicemia. Analogamente, in pazienti con obesità o sindrome metabolica può essere necessario un monitoraggio glicemico più stringente durante tutta la durata dell’infusione.
Uso di Siframin nei neonati e bambini
Quando Siframin viene impiegato in neonati e bambini di età inferiore a 2 anni, la soluzione (nelle sacche e nei set per la somministrazione) deve essere protetta dall’esposizione alla luce fino al completamento della somministrazione. L’esposizione alla luce delle soluzioni per nutrizione parenterale endovenosa, specialmente dopo l’aggiunta di oligoelementi o vitamine, può generare perossidi e altri prodotti di degradazione con potenziali effetti avversi sull’esito clinico nei neonati.
Interazioni di Siframin con altri medicinali
È importante informare il medico, il farmacista o l’infermiere se il paziente sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale. Per quanto riguarda Siframin, non sono attualmente note interazioni specifiche con altri medicinali.
Nonostante l’assenza di interazioni note, è buona prassi clinica evitare di aggiungere altri farmaci o altri principi nutritivi alla soluzione di Siframin da infondere. L’aggiunta di sostanze non previste — compresi integratori di vitamine del gruppo B, vitamina C o oligoelementi — potrebbe compromettere la stabilità della soluzione o causare precipitazioni non desiderate. Se questi nutrienti vengono somministrati, devono essere infusi separatamente.
Uso di Siframin in gravidanza e allattamento
Se la paziente è in corso di gravidanza, sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, deve chiedere consiglio al medico o al farmacista prima dell’eventuale somministrazione di Siframin. Attualmente non sono disponibili informazioni specifiche riguardanti l’impiego del prodotto in gravidanza, pertanto la decisione di utilizzarlo spetta al medico curante sulla base di una valutazione rischio-beneficio individualizzata.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
L’effetto di Siframin sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari non è pertinente, in quanto il medicinale viene somministrato esclusivamente in ambito ospedaliero per infusione endovenosa in pazienti in condizioni cliniche critiche che non consentono tali attività.
Come si somministra Siframin: dose e modalità
Siframin viene somministrato esclusivamente da un medico o da altro personale sanitario specializzato, tramite infusione endovenosa lenta (goccia a goccia) nell’arco delle 24 ore. Il paziente non deve mai auto-somministrarsi il prodotto.
Posologia raccomandata di Siframin
Il dosaggio raccomandato prevede la seguente progressione:
- primo giorno di trattamento: 1000 ml di soluzione di Siframin;
- secondo giorno e giorni successivi: fino a 1500 ml al giorno;
- infusione di un flacone da 500 ml: della durata di circa 8 ore;
- contemporanea somministrazione di glucosio al 50-70% in quantità adeguata (circa 300-400 g nelle 24 ore).
L’infusione deve essere erogata nell’arco delle 24 ore in modalità lenta, utilizzando la somministrazione goccia a goccia. La soluzione deve essere utilizzata solo se limpida, priva di particelle visibili e se il contenitore è integro.
Sovradosaggio di Siframin
Se il paziente o il personale sanitario ritengono che sia stata somministrata una dose eccessiva di Siframin, è necessario informare immediatamente il medico o un altro operatore sanitario. Essendo la somministrazione di Siframin controllata direttamente dal personale medico, il rischio di sovradosaggio accidentale è estremamente limitato, ma richiede comunque attenzione e monitoraggio clinico.
Possibili effetti indesiderati di Siframin
Come tutti i medicinali, anche Siframin può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Secondo la documentazione AIFA, non sono stati segnalati effetti indesiderati specifici dopo l’utilizzo di Siframin. Tuttavia, in letteratura sono state descritte manifestazioni di carattere secondario quando le infusioni vengono somministrate senza una rigorosa valutazione delle condizioni cliniche dei singoli pazienti.
Tra i possibili effetti correlati all’infusione endovenosa in pazienti con coma epatico o grave compromissione metabolica possono manifestarsi, in modo non specifico:
- squilibri idroelettrolitici e alterazioni dell’equilibrio acido-base;
- alterazioni dei parametri ematochimici (azotemia, glicemia);
- possibile nausea o vomito nel paziente cosciente;
- reazioni nel sito di infusione (flebiti, arrossamento locale);
- reazioni di ipersensibilità nei soggetti predisposti;
- raramente convulsioni in caso di gravi squilibri metabolici non corretti tempestivamente.
In caso di comparsa di uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, contattare immediatamente il medico. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati anche tramite il sistema nazionale di farmacovigilanza.
Come conservare Siframin correttamente
Siframin deve essere conservato fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Il medicinale non deve essere utilizzato dopo la data di scadenza riportata sulla scatola dopo la dicitura “Scad”; la data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato.
Modalità di conservazione di Siframin
Il medicinale deve essere conservato seguendo queste indicazioni:
- conservare a temperatura inferiore a 25°C;
- non refrigerare o congelare;
- conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce;
- verificare l’integrità del contenitore prima dell’uso.
Sbalzi di temperatura possono provocare la formazione di precipitato cristallino nella soluzione. In questo caso, prima di essere infusa, la soluzione deve essere ricostituita mediante riscaldamento fino a dissoluzione completa (temperatura suggerita 70-80°C, agitando delicatamente).
Non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non vengono più utilizzati. Queste precauzioni contribuiscono a proteggere l’ambiente.
Composizione di Siframin e contenuto della confezione
Siframin è una soluzione iniettabile contenente L-aminoacidi a catena ramificata sintetici in forma cristallina. La composizione quantitativa e qualitativa del medicinale è dettagliata di seguito.
Principi attivi di Siframin
Ogni 1000 ml di soluzione di Siframin contiene 40 g di aminoacidi totali, così suddivisi:
- L-isoleucina: 12,5 g;
- L-leucina: 15,5 g;
- L-valina: 12,0 g;
- azoto totale: 4,42 g per litro;
- pH della soluzione: 5,8-6,8;
- osmolarità teorica: 316 mOsm/l.
Eccipienti di Siframin
L’unico eccipiente presente in Siframin è l’acqua per preparazioni iniettabili, utilizzata come veicolo della soluzione.
Titolare AIC e produttori di Siframin
Il titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio di Siframin è Fresenius Kabi Italia S.r.l., con sede in Via Camagre 41, 37063 Isola della Scala (VR). I produttori del medicinale sono S.M. Farmaceutici S.r.l. (Zona Industriale, 85050 Tito – PZ) e Fresenius Kabi Italia S.r.l. stessa.
FAQ su Siframin
A cosa serve Siframin?
Siframin è una soluzione per infusione endovenosa a base di aminoacidi ramificati (L-isoleucina, L-leucina, L-valina) utilizzata nella nutrizione parenterale. L’indicazione principale è l’integrazione delle sostanze proteiche per favorire il risveglio dal coma causato da gravi danni al fegato (coma epatico) in pazienti che non possono essere alimentati per via orale.
Come si somministra Siframin?
Siframin viene somministrato esclusivamente da un medico o da personale sanitario specializzato tramite infusione endovenosa lenta (goccia a goccia) nell’arco delle 24 ore. La dose raccomandata è di 1000 ml il primo giorno, che viene aumentata a 1500 ml nei giorni successivi. Contemporaneamente si somministra glucosio al 50-70% (circa 300-400 g nelle 24 ore).
Chi non deve usare Siframin?
Siframin è controindicato in pazienti allergici a uno o più aminoacidi o a componenti del medicinale, in soggetti con turbe del metabolismo dei singoli aminoacidi e in pazienti con insufficienza renale grave. È fondamentale informare il medico di eventuali allergie o patologie metaboliche pregresse.
Quali sono i principi attivi di Siframin?
I principi attivi di Siframin sono tre L-aminoacidi a catena ramificata: L-isoleucina (12,5 g per litro), L-leucina (15,5 g per litro) e L-valina (12,0 g per litro), per un totale di 40 g di aminoacidi per ogni litro di soluzione. L’unico eccipiente è l’acqua per preparazioni iniettabili.
Come si conserva Siframin?
Siframin deve essere conservato a temperatura inferiore a 25°C, nella confezione originale per proteggerlo dalla luce. Non deve essere refrigerato o congelato. In caso di sbalzi di temperatura può formarsi un precipitato cristallino: in tal caso la soluzione va ricostituita mediante riscaldamento a 70-80°C fino a dissoluzione completa, agitando delicatamente.
Siframin può essere usato in gravidanza?
Non sono attualmente disponibili informazioni specifiche sull’uso di Siframin in gravidanza. La paziente in gravidanza, che sospetta una gravidanza o che sta allattando deve consultare il medico prima dell’eventuale somministrazione. La decisione spetta al medico curante sulla base di una valutazione individualizzata del rapporto rischio-beneficio.
Siframin ha effetti collaterali?
Secondo il foglietto illustrativo AIFA, non sono stati segnalati effetti indesiderati specifici dopo l’utilizzo di Siframin quando somministrato correttamente. Possibili manifestazioni secondarie possono verificarsi se la somministrazione non tiene conto delle condizioni cliniche del paziente: squilibri idroelettrolitici, alterazioni dei parametri ematochimici o reazioni nel sito di infusione.
Siframin interagisce con altri farmaci?
Non sono note interazioni specifiche di Siframin con altri medicinali. Tuttavia è buona prassi clinica evitare di aggiungere farmaci o altri principi nutritivi alla soluzione di Siframin da infondere, per non compromettere la stabilità della soluzione. Il paziente deve comunque informare il medico di tutti i medicinali in uso.
