Vaccino febbre tifoide: e’ una delle protezioni piu’ utili per chi viaggia verso Paesi con condizioni igienico-sanitarie precarie, soprattutto nel subcontinente indiano, in alcune zone dell’Africa e del Sud America. La febbre tifoide, o tifo, e’ una malattia batterica seria che si trasmette attraverso acqua e cibo contaminati. Esistono due tipi di vaccino, uno orale e uno iniettabile, con caratteristiche diverse. In questo articolo vediamo come funzionano, chi dovrebbe vaccinarsi, quanto dura la protezione e perche’ il vaccino da solo non basta.
- Che cos’e’ la febbre tifoide
- Come si trasmette il tifo
- I due tipi di vaccino
- Chi dovrebbe vaccinarsi
- Quando e con quanto anticipo
- Quanto dura la protezione
- Perche’ il vaccino non basta
- Sicurezza ed effetti collaterali
- Controindicazioni e precauzioni
- Le altre vaccinazioni del viaggiatore
- Domande frequenti
01Che cos’e’ la febbre tifoide
La febbre tifoide, detta anche febbre enterica o tifo addominale, e’ una malattia infettiva sistemica causata dal batterio Salmonella Typhi. L’uomo e’ l’unico serbatoio: la malattia si diffonde quindi da persona a persona, in modo diretto o attraverso acqua e alimenti contaminati.
I sintomi compaiono in genere una o due settimane dopo il contagio e comprendono febbre alta e prolungata, mal di testa, dolore addominale, perdita di appetito e talvolta una caratteristica eruzione cutanea rosata. Senza trattamento la malattia puo’ dare complicazioni gravi, come emorragie o perforazioni intestinali, ed e’ tutt’altro che banale.
Una piccola quota di persone che hanno avuto il tifo puo’ diventare “portatore cronico”, continuando a eliminare il batterio per mesi senza piu’ sintomi. Sono proprio questi portatori inconsapevoli una delle principali fonti di contagio nelle aree endemiche.
02Come si trasmette il tifo
Il contagio avviene per via oro-fecale: si contrae cioe’ ingerendo acqua o alimenti contaminati da materiale fecale di persone infette. Sono particolarmente a rischio l’acqua non potabile, il ghiaccio, la frutta e la verdura crude, i crostacei, i gelati e i cibi venduti per strada.
Per questo la febbre tifoide e’ diffusa soprattutto dove le condizioni igienico-sanitarie sono carenti e l’accesso all’acqua sicura e’ limitato. In Italia l’incidenza e’ bassa: i casi riguardano quasi sempre viaggiatori di ritorno da aree endemiche.
03I due tipi di vaccino
Esistono due formulazioni, che il medico sceglie in base all’eta’, all’itinerario e alle condizioni del viaggiatore.
Il vaccino orale
E’ costituito da batteri vivi attenuati (ceppo Ty21a). Si assume per bocca, di norma in tre capsule gastroresistenti da prendere a giorni alterni, a stomaco vuoto. E’ indicato a partire dai sei anni di eta’ e offre una protezione che puo’ durare diversi anni.
Il vaccino iniettabile
E’ a base di polisaccaridi della capsula del batterio (Vi), non contiene batteri vivi e si somministra con una singola iniezione intramuscolare. Puo’ essere usato gia’ dai due anni di eta’ e protegge per circa tre anni.
04Chi dovrebbe vaccinarsi
La vaccinazione e’ raccomandata a chi si reca in Paesi dove la febbre tifoide e’ frequente, in particolare nel subcontinente indiano (India, Pakistan, Bangladesh) e in alcune regioni dell’Africa e del Sud America. E’ tanto piu’ indicata quanto piu’ il soggiorno e’ lungo o si svolge in condizioni igieniche non ottimali.
E’ utile anche per chi viaggia in modo “avventuroso”, mangiando cibo locale o frequentando aree rurali, dove il controllo su acqua e alimenti e’ minore. La scelta finale va sempre fatta valutando la destinazione precisa e il tipo di viaggio.
05Quando e con quanto anticipo
La protezione non e’ immediata: si sviluppa in genere intorno ai dieci giorni dalla somministrazione. Per questo il vaccino va fatto con un congruo anticipo rispetto alla partenza, idealmente almeno una o due settimane prima.
Quando il vaccino antitifico viene combinato con quello contro l’epatite A, la dose va somministrata con qualche settimana di anticipo per garantire una copertura piena. Rivolgersi a un centro per i viaggiatori con buon margine di tempo permette di organizzare tutte le profilassi senza fretta.
Il vaccino antitifico esiste anche in forma combinata con quello contro l’epatite A: un’unica somministrazione che copre due delle infezioni piu’ comuni legate ad acqua e cibo contaminati, comode per chi viaggia.
06Quanto dura la protezione
La durata dipende dal tipo di vaccino. Quello iniettabile protegge per circa tre anni, mentre quello orale puo’ conferire una protezione che si estende su un arco di alcuni anni. In entrambi i casi la copertura non e’ totale: il vaccino riduce in modo significativo il rischio, ma non lo azzera del tutto.
Per chi e’ esposto regolarmente, ad esempio chi viaggia spesso o soggiorna a lungo in aree endemiche, sono previsti richiami periodici per mantenere alta la protezione. La cadenza dei richiami va concordata con il medico in base al tipo di vaccino utilizzato.
07Perche’ il vaccino non basta
Poiche’ la protezione vaccinale e’ parziale, le misure di igiene alimentare restano fondamentali anche dopo la vaccinazione. La regola d’oro per i Paesi a rischio e’ semplice: “bollilo, cuocilo, sbuccialo o lascialo”.
In pratica conviene bere solo acqua sigillata o bollita, evitare ghiaccio e bevande con acqua non controllata, consumare cibi ben cotti e caldi, sbucciare personalmente frutta e verdura. Queste precauzioni proteggono anche da altre infezioni intestinali, come quelle che provocano diarrea del viaggiatore.
08Sicurezza ed effetti collaterali
Entrambe le formulazioni sono generalmente ben tollerate. Per il vaccino iniettabile gli effetti collaterali piu’ comuni sono lievi e locali: dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione, talvolta un po’ di febbre o mal di testa.
Il vaccino orale puo’ dare lievi disturbi gastrointestinali, come nausea o crampi addominali. Si tratta in genere di reazioni passeggere che si risolvono spontaneamente. Le reazioni allergiche serie sono estremamente rare.
09Controindicazioni e precauzioni
Il vaccino orale, contenendo batteri vivi, e’ controindicato nelle persone con difese immunitarie basse o gravemente immunodepresse; in questi casi si preferisce la formulazione iniettabile. Inoltre il vaccino orale puo’ essere influenzato da alcuni antibiotici e da certi farmaci antimalarici, per cui e’ importante segnalare al medico tutte le terapie in corso.
Per entrambe le formulazioni, in caso di malattia acuta con febbre la vaccinazione viene rimandata; il vaccino orale va inoltre posticipato in presenza di diarrea o disturbi intestinali. La valutazione finale spetta sempre al medico del centro per i viaggiatori.
10Le altre vaccinazioni del viaggiatore
La febbre tifoide e’ spesso solo una delle profilassi da considerare. Trattandosi di una malattia legata ad acqua e cibo, va quasi sempre valutata insieme alla protezione contro l’epatite A: il vaccino anti epatite A condivide infatti la stessa via di trasmissione ed e’ disponibile anche in forma combinata con l’antitifico.
A seconda della destinazione, possono rientrare nella valutazione anche altre vaccinazioni, come il vaccino contro la febbre gialla per le aree tropicali a rischio. Un ambulatorio per i viaggiatori puo’ costruire il piano vaccinale piu’ adatto all’itinerario.
11Vaccino febbre tifoide: domande frequenti
Quanti tipi di vaccino antitifico esistono?
Come si trasmette la febbre tifoide?
Da che eta’ si puo’ fare?
Quanto dura la protezione?
Con quanto anticipo devo vaccinarmi?
Il vaccino mi protegge completamente?
Posso fare il vaccino se sono immunodepresso?
Il vaccino orale interferisce con altri farmaci?
Esiste un vaccino combinato?
Quali sono gli effetti collaterali piu’ comuni?
Il vaccino e’ obbligatorio per viaggiare?
Approfondisci sul blog
- Vaccini per viaggiare — dove la febbre tifoide rientra nella profilassi del viaggiatore.
- Vaccino anti-epatite A — spesso somministrato negli stessi itinerari.
- Vaccino colera — altra protezione per aree a rischio igienico-sanitario.
Fonti e approfondimenti:
Avvertenza: questo articolo ha finalita’ puramente informative e non sostituisce il parere del medico. Prima di un viaggio in aree a rischio, rivolgersi sempre a un centro per i viaggiatori internazionali.
