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Vaccino TBE: Flacone di vaccino con etichetta su superficie di legno muschiato in un ambiente boschivo luminoso, a simboleggiare la protezione contro l'encefalite da zecche per chi frequenta boschi e prati.

Vaccino TBE: protezione contro l’encefalite da zecche

Vaccino TBE, l’encefalite da zecche, protegge da un’infezione virale del sistema nervoso trasmessa dal morso di zecche infette. A differenza di altri vaccini “da viaggio”, riguarda da vicino anche l’Italia: la malattia e’ infatti endemica in alcune aree del nostro Paese, soprattutto nel Nord-Est. Interessa quindi sia chi viaggia verso le zone a rischio dell’Europa centro-orientale, sia chi frequenta abitualmente boschi e ambienti rurali in patria. In questo articolo vediamo come funziona il vaccino, chi dovrebbe farlo, lo schema delle dosi, la durata della protezione e le misure da affiancare.

 

 

01Che cos’e’ l’encefalite da zecche

L’encefalite da zecche, nota con la sigla inglese TBE (Tick-Borne Encephalitis), e’ una malattia virale causata da un flavivirus e trasmessa all’uomo attraverso il morso di zecche infette. Le zecche vivono nei boschi, nei prati umidi e nel sottobosco, e sono piu’ attive nei mesi caldi, dalla primavera all’autunno.

Molte infezioni decorrono in forma lieve o senza sintomi, ma in una quota di casi la malattia puo’ evolvere coinvolgendo il sistema nervoso centrale, con febbre, mal di testa intenso e, nelle forme piu’ gravi, infiammazione di cervello e meningi, con possibili conseguenze neurologiche. Non esiste una terapia specifica: per questo la prevenzione e’ centrale.

Lo sapevi?

La TBE spesso ha un andamento “in due tempi”: una prima fase simil-influenzale, seguita da un periodo di benessere apparente e poi, in alcuni casi, da una seconda fase con il coinvolgimento del sistema nervoso. Questa caratteristica la rende a volte difficile da riconoscere all’inizio.

 

02Dove e’ presente la TBE

La malattia e’ endemica in numerosi Paesi dell’Europa centro-orientale e settentrionale, oltre che in alcune regioni dell’Asia. Tra le aree europee a maggior rischio figurano Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, i Paesi Baltici e la Scandinavia.

In Italia la TBE e’ presente in focolai endemici soprattutto nelle aree alpine e prealpine del Nord-Est. Il rischio e’ legato alla frequentazione di ambienti boschivi e rurali nei periodi di attivita’ delle zecche, e riguarda quindi sia i residenti di quelle zone sia chi vi si reca per turismo o attivita’ all’aperto.

 

03Come funziona il vaccino

Il vaccino contro la TBE e’ un vaccino a virus inattivato: contiene cioe’ il virus reso del tutto incapace di replicarsi, ma sufficiente a stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi protettivi. Non puo’ in alcun modo provocare la malattia.

Si somministra con un’iniezione intramuscolare, di norma nel braccio, ed esiste in una formulazione per adulti e in una pediatrica, adatta ai bambini a partire da circa un anno di eta’. L’efficacia, una volta completato il ciclo, e’ molto elevata.

 

04Lo schema vaccinale e i richiami

La protezione si costruisce con un ciclo di base di tre dosi:

  • la prima dose a una data stabilita;
  • la seconda dose a distanza di 1-3 mesi dalla prima;
  • la terza dose alcuni mesi dopo la seconda, in genere tra il quinto e il dodicesimo mese.

Completato il ciclo, la protezione dura diversi anni. Sono previsti richiami periodici per mantenerla: in genere il primo dopo circa tre anni e poi a cadenza pluriennale, con intervalli piu’ ravvicinati nelle persone anziane. Esistono anche schemi accelerati, utili per chi deve partire in tempi brevi, che il medico puo’ valutare caso per caso.

Lo sapevi?

Per chi vive o lavora stabilmente in aree endemiche conviene programmare il ciclo in modo da arrivare protetti all’inizio della primavera, quando le zecche tornano attive. Iniziare la vaccinazione nei mesi freddi e’ spesso la scelta piu’ comoda.

 

05Chi dovrebbe vaccinarsi

La vaccinazione e’ raccomandata a chi e’ esposto al rischio di morso di zecca in aree endemiche, per lavoro o per svago. Rientrano in questa categoria escursionisti, campeggiatori, cacciatori, raccoglitori di funghi, ciclisti e in generale chi trascorre molto tempo in ambienti naturali.

E’ inoltre indicata per alcune categorie professionali, come agricoltori, lavoratori forestali, guardie dei parchi, militari e volontari del soccorso. La decisione va presa valutando la frequenza e il tipo di esposizione, oltre alla zona frequentata. In alcune aree endemiche italiane la vaccinazione e’ offerta gratuitamente ai residenti e ai minori che frequentano ambienti boschivi.

 

06Cosa il vaccino non copre

Un punto spesso frainteso: il vaccino contro la TBE protegge solo dall’encefalite da zecche, non da tutte le malattie trasmesse dalle zecche. In particolare non protegge dalla malattia di Lyme (borreliosi), un’altra infezione veicolata dalle stesse zecche ma causata da un batterio, per la quale non esiste un vaccino di uso comune.

Questo significa che, anche da vaccinati, evitare le punture di zecca resta fondamentale. Le misure comportamentali proteggono da tutte le malattie trasmesse da questi parassiti, non solo dalla TBE.

 

07Le misure contro le zecche

La vaccinazione va sempre affiancata da semplici precauzioni quando si frequentano aree a rischio:

  • indossare abiti chiari, che rendono piu’ visibili le zecche, coprenti, con maniche lunghe e pantaloni infilati nei calzini;
  • usare repellenti adeguati su pelle e indumenti;
  • evitare di camminare nel sottobosco e nell’erba alta;
  • controllare accuratamente la pelle dopo ogni attivita’ all’aperto.

In caso di morso, la zecca va rimossa il prima possibile con una pinzetta sottile, afferrandola vicino alla pelle e tirando con delicatezza, senza schiacciarla. Se compaiono stanchezza fisica, febbre o altri sintomi nei giorni successivi, e’ bene rivolgersi al medico.

 

08Sicurezza ed effetti collaterali

Il vaccino contro la TBE e’ generalmente ben tollerato. Gli effetti collaterali piu’ comuni sono lievi e transitori: dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione, talvolta un po’ di febbre, mal di testa o dolori muscolari, piu’ frequenti dopo la prima dose.

Si tratta di reazioni che si risolvono spontaneamente in uno o due giorni. Le reazioni allergiche serie sono molto rare. In caso di gonfiore locale e’ consigliabile non massaggiare la zona dell’iniezione.

 

09Controindicazioni e precauzioni

Il vaccino e’ controindicato in caso di grave allergia al principio attivo, a un eccipiente o ai residui di produzione, e nelle persone con grave allergia alle proteine dell’uovo, dato il processo produttivo. In caso di malattia acuta moderata o grave, con o senza febbre, la vaccinazione va rimandata.

Nelle persone con difese immunitarie basse il vaccino puo’ essere utilizzato, ma la risposta puo’ essere ridotta e possono essere previsti schemi e controlli personalizzati. La valutazione finale spetta sempre al medico, sulla base della storia clinica della persona.

 

10Le altre vaccinazioni del viaggiatore

La TBE e’ una delle protezioni da considerare per chi viaggia verso l’Europa centro-orientale o frequenta aree naturali a rischio. A seconda della destinazione e del tipo di viaggio, possono essere indicate anche altre vaccinazioni.

Per i viaggi verso aree tropicali, ad esempio, il medico puo’ valutare il vaccino contro la febbre gialla o la protezione contro le infezioni legate ad acqua e cibo. Rivolgersi a un ambulatorio per i viaggiatori con un certo anticipo permette di pianificare l’intero piano vaccinale in base all’itinerario.

 

11Domande frequenti sul Vaccino TBE

La TBE e’ presente in Italia?
Si’. La malattia e’ endemica in focolai soprattutto nelle aree alpine e prealpine del Nord-Est. Riguarda chi frequenta boschi e ambienti rurali in quelle zone, oltre ai viaggiatori verso l’Europa centro-orientale.
Quante dosi servono?
Il ciclo di base prevede tre dosi: la prima, la seconda dopo 1-3 mesi e la terza alcuni mesi dopo la seconda. Seguono richiami periodici.
Ogni quanto va fatto il richiamo?
In genere il primo richiamo dopo circa tre anni dal ciclo, poi a cadenza pluriennale, con intervalli piu’ ravvicinati nelle persone anziane. Il medico indica la cadenza in base all’eta’ e all’esposizione.
Da che eta’ si puo’ fare?
A partire da circa un anno di eta’, utilizzando la formulazione pediatrica fino all’adolescenza e poi quella per adulti.
Il vaccino protegge dalla malattia di Lyme?
No. Protegge solo dall’encefalite da zecche. La malattia di Lyme e’ causata da un batterio e non e’ coperta da questo vaccino: per questo evitare le punture resta fondamentale.
Esiste uno schema accelerato?
Si’. Per chi deve partire in tempi brevi sono disponibili schemi accelerati, che il medico puo’ valutare per ottenere una protezione piu’ rapida.
Cosa devo fare se mi morde una zecca?
Rimuoverla il prima possibile con una pinzetta sottile, afferrandola vicino alla pelle senza schiacciarla, e tenere d’occhio la comparsa di sintomi nei giorni successivi, rivolgendosi al medico se necessario.
Chi dovrebbe vaccinarsi?
Chi frequenta aree endemiche per lavoro o svago: escursionisti, campeggiatori, cacciatori, raccoglitori di funghi, agricoltori, forestali e residenti delle zone a rischio.
La vaccinazione e’ gratuita?
In alcune aree endemiche italiane e’ offerta gratuitamente ai residenti e ai minori che frequentano ambienti boschivi. Le modalita’ dipendono dalle indicazioni locali.
Quali sono gli effetti collaterali piu’ comuni?
Sono lievi: dolore o arrossamento nel punto dell’iniezione, talvolta un po’ di febbre, mal di testa o dolori muscolari, piu’ frequenti dopo la prima dose.
Il vaccino sostituisce le precauzioni contro le zecche?
No. Anche da vaccinati restano essenziali abiti coprenti, repellenti e il controllo della pelle, perche’ le zecche possono trasmettere anche altre malattie.

 

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Avvertenza: questo articolo ha finalita’ puramente informative e non sostituisce il parere del medico. Per valutare la vaccinazione contro la TBE, rivolgersi sempre a un professionista sanitario o a un centro per i viaggiatori.

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Il team editoriale di Farmacia Tiberio (Agnone): farmacisti abilitati che scrivono e revisionano i contenuti di salute del blog, sulla base di fonti ufficiali (AIFA, ISS, Ministero della Salute, EMA).

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