Il Vaccino RSV, virus respiratorio sinciziale (RSV, o VRS in italiano) e’ uno dei principali responsabili delle infezioni respiratorie acute, con un impatto particolarmente serio nei due estremi della vita: i neonati e gli anziani. Negli ultimi anni la prevenzione ha fatto passi enormi e oggi disponiamo di strumenti diversi a seconda dell’eta’, che e’ bene non confondere tra loro: per i piu’ piccoli si usa un anticorpo monoclonale, mentre per le donne in gravidanza e per gli adulti esistono veri e propri vaccini. In questo articolo vediamo in modo chiaro come funziona ciascuna strategia, a chi e’ rivolta, quanto e’ efficace e qual e’ la situazione aggiornata in Italia.
- Che cos’e’ l’RSV e perche’ e’ importante
- I neonati e il monoclonale nirsevimab
- La protezione in gravidanza: il vaccino materno
- I vaccini RSV per adulti e over 60
- Vaccino o anticorpo monoclonale?
- Come e quando si somministra
- Efficacia e dati italiani
- Sicurezza ed effetti collaterali
- Chi dovrebbe valutarlo e controindicazioni
- RSV, influenza e altre vaccinazioni
- Domande frequenti
01Che cos’e’ l’RSV e perche’ e’ importante
Il virus respiratorio sinciziale e’ un virus molto diffuso che circola soprattutto tra autunno e inverno, con un picco in genere tra novembre e marzo. Provoca infezioni delle vie respiratorie che nella maggior parte dei casi si manifestano come un comune raffreddore, con naso chiuso, tosse e febbre. Nei soggetti piu’ fragili, pero’, l’infezione puo’ scendere alle basse vie respiratorie e diventare seria.
Nei bambini sotto i due anni l’RSV e’ la causa piu’ frequente di bronchiolite e di polmonite, mentre negli anziani e nei pazienti con malattie croniche puo’ aggravare condizioni preesistenti e portare al ricovero. Si stima che in Italia il virus causi ogni anno decine di migliaia di ospedalizzazioni, divise proprio tra i piu’ piccoli e gli over 60.
L’RSV e’ responsabile da solo di circa la meta’ di tutti i ricoveri per problemi respiratori nei bambini sotto i cinque anni. E’ una delle infezioni piu’ comuni in assoluto: praticamente tutti i bambini la contraggono almeno una volta entro i due anni di eta’.
02I neonati e il monoclonale nirsevimab
Per i neonati e i lattanti la protezione non avviene con un vaccino, ma con un anticorpo monoclonale chiamato nirsevimab (nome commerciale Beyfortus). Questa distinzione e’ importante: un vaccino stimola il sistema immunitario a produrre da solo le proprie difese (immunita’ attiva), mentre l’anticorpo monoclonale fornisce direttamente al bambino anticorpi gia’ pronti (immunita’ passiva), che lo proteggono da subito.
Si tratta di una singola iniezione intramuscolare che garantisce protezione per almeno cinque mesi, cioe’ per l’intera stagione di maggiore circolazione del virus. In Italia il nirsevimab e’ disponibile da novembre 2024 e viene offerto gratuitamente, su base volontaria, a tutti i nuovi nati, indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio. E’ quindi una strategia di prevenzione universale, non riservata ai soli prematuri o ai bambini fragili.
In genere viene somministrato cosi’:
- ai nati durante la stagione del virus, prima della dimissione dal punto nascita;
- ai bambini nati fuori stagione, che vengono richiamati prima dell’inizio dell’autunno;
- ai bambini fino a due anni con particolari fattori di rischio, che restano vulnerabili.
Nirsevimab non e’ un vaccino. Per questo si parla di “immunizzazione” e non di “vaccinazione” quando ci si riferisce ai neonati. I veri vaccini contro l’RSV esistono, ma sono destinati alla gravidanza e agli adulti, come vedremo tra poco.
03La protezione in gravidanza: il vaccino materno
Una delle novita’ piu’ rilevanti del calendario 2025-2026 e’ l’introduzione del vaccino materno contro l’RSV. In questo caso si tratta di un vero vaccino (Abrysvo), che viene somministrato alla donna in gravidanza, di norma tra la 24esima e la 36esima settimana.
Il meccanismo e’ elegante: la futura mamma produce anticorpi che, attraverso la placenta, passano al bambino. In questo modo il neonato nasce gia’ protetto nei primi mesi di vita, che sono i piu’ delicati. Quando la madre ha ricevuto il vaccino in tempo utile prima del parto, spesso non e’ necessario somministrare anche il monoclonale al neonato: le due strategie si equivalgono come obiettivo e si scelgono in base alla situazione.
04I vaccini RSV per adulti e over 60
Anche gli adulti, soprattutto a partire dai 60 anni, possono ammalarsi in forma grave di RSV. Per loro sono disponibili veri vaccini, che stimolano il sistema immunitario a costruire una propria memoria difensiva pluriennale. Oggi in Europa ne esistono tre:
- Arexvy (GSK), un vaccino ricombinante adiuvato;
- Abrysvo (Pfizer), lo stesso usato anche in gravidanza;
- mResvia (Moderna), basato sulla tecnologia a mRNA.
La raccomandazione riguarda in via prioritaria gli over 60 e, in alcuni casi, anche gli adulti tra 50 e 59 anni con condizioni che aumentano il rischio, come asma grave, broncopneumopatia cronica, diabete, scompenso cardiaco o difese immunitarie indebolite. A differenza dell’antinfluenzale, questo vaccino non va ripetuto ogni anno: una singola dose offre protezione per piu’ stagioni.
L’RSV colpisce ogni anno fino al 10% degli adulti over 65 e, in questa fascia, e’ una causa tutt’altro che trascurabile di ricoveri per problemi respiratori. Negli over 60 si stimano in Italia centinaia di migliaia di casi ogni stagione.
05Vaccino o anticorpo monoclonale?
La differenza tra le due strategie e’ la chiave per capire l’intero argomento.
Il vaccino (immunita’ attiva)
Il vaccino “allena” il sistema immunitario della persona, che impara a riconoscere il virus e a produrre da solo gli anticorpi. La protezione impiega qualche giorno a svilupparsi, ma dura a lungo. E’ la scelta ideale per chi ha un sistema immunitario ancora reattivo: donne in gravidanza e adulti.
L’anticorpo monoclonale (immunita’ passiva)
Il monoclonale fornisce gli anticorpi gia’ pronti dall’esterno. La protezione e’ immediata ma limitata a una stagione, perche’ quegli anticorpi col tempo si esauriscono e l’organismo non ne produce di propri. E’ la soluzione perfetta per i neonati, il cui sistema immunitario e’ ancora troppo immaturo per rispondere bene a un vaccino.
06Come e quando si somministra
Il momento giusto dipende dal destinatario:
- Neonati: il monoclonale si somministra prima della stagione del virus o alla nascita se si nasce in pieno inverno, in un’unica iniezione.
- Gravidanza: il vaccino materno si fa generalmente nel terzo trimestre, in modo che gli anticorpi abbiano il tempo di passare al bambino prima del parto.
- Adulti e over 60: il vaccino puo’ essere fatto idealmente prima dell’autunno, all’inizio della stagione respiratoria, ma e’ utile anche se somministrato piu’ avanti.
In tutti i casi si tratta di una somministrazione semplice, ambulatoriale, che non richiede preparazioni particolari.
07Efficacia e dati italiani
I numeri raccolti in Italia sin dalla prima stagione sono molto incoraggianti. Nelle regioni che hanno avviato per prime la campagna con il monoclonale nei neonati si sono osservate riduzioni importanti dei ricoveri: in alcune realta’ il calo delle ospedalizzazioni nei bambini sotto l’anno ha superato il 60-70%, con una diminuzione ancora piu’ marcata dei ricoveri in terapia intensiva.
Per gli adulti, gli studi indicano un’efficacia elevata dei vaccini nel prevenire le forme gravi che richiedono il ricovero, con stime che si collocano intorno al 75-80% nella prima stagione dopo la somministrazione. Sono dati che spiegano perche’ le autorita’ sanitarie stiano spingendo per rendere queste misure sempre piu’ accessibili e capillari.
08Sicurezza ed effetti collaterali
Sia i vaccini sia il monoclonale hanno un buon profilo di sicurezza. Gli effetti indesiderati, quando compaiono, sono in genere lievi e passeggeri: dolore o arrossamento nel punto dell’iniezione, un po’ di stanchezza fisica, qualche linea di febbre o dolori muscolari, che si risolvono spontaneamente in un paio di giorni.
Nel caso del nirsevimab, le reazioni sono rare e per lo piu’ cutanee e non gravi. Come per ogni prodotto immunizzante, le reazioni allergiche serie sono eventi eccezionali, ed e’ per questo che la somministrazione avviene sempre in ambiente sanitario.
09Chi dovrebbe valutarlo e controindicazioni
La prevenzione dell’RSV e’ particolarmente indicata per:
- tutti i neonati, soprattutto se nati pretermine o con patologie cardiache o respiratorie;
- le donne in gravidanza nel terzo trimestre;
- gli adulti dai 60 anni in su;
- gli adulti tra 50 e 59 anni con malattie croniche o difese immunitarie basse.
Le controindicazioni vere e proprie sono poche e riguardano essenzialmente una grave allergia nota a un componente del prodotto. In caso di malattia acuta con febbre alta, di solito si rimanda la somministrazione di qualche giorno. La valutazione finale spetta sempre al medico o al pediatra, che conoscono la storia clinica della persona.
10RSV, influenza e altre vaccinazioni
L’RSV non e’ l’unico virus respiratorio contro cui ci si puo’ proteggere in autunno. Per gli anziani e i soggetti fragili, le autorita’ sanitarie raccomandano un approccio combinato che comprende anche il vaccino antinfluenzale e il vaccino antipneumococcico, che protegge dalle infezioni da pneumococco. Queste vaccinazioni possono spesso essere effettuate nella stessa seduta, riducendo il numero di accessi.
Nei bambini, il monoclonale contro l’RSV puo’ essere somministrato insieme alle altre vaccinazioni dell’infanzia previste dal calendario, come quelle garantite dal vaccino esavalente, senza interferenze. Costruire una protezione completa contro i diversi agenti respiratori e’ il modo migliore per affrontare i mesi freddi in serenita’.
11Domande frequenti sul Vaccino RSV
Il nirsevimab e’ un vaccino?
Per quanto tempo protegge l’immunizzazione del neonato?
L’immunizzazione dei neonati e’ obbligatoria?
Il vaccino in gravidanza e’ sicuro per il bambino?
Se faccio il vaccino in gravidanza, serve anche il monoclonale al neonato?
Ogni quanto va ripetuto il vaccino negli adulti?
Da che eta’ e’ raccomandato il vaccino RSV negli adulti?
Quanti vaccini RSV per adulti esistono?
Il vaccino RSV si puo’ fare insieme all’antinfluenzale?
Quali sono gli effetti collaterali piu’ comuni?
Perche’ l’RSV e’ pericoloso nei bambini piccoli?
Approfondisci sul blog
- Vaccini in gravidanza — la vaccinazione materna che protegge il neonato.
- Vaccini per anziani — l’RSV tra le protezioni respiratorie della terza età.
- Vaccino antinfluenzale — altra difesa nella stagione fredda.
Fonti e approfondimenti:
Avvertenza: questo articolo ha finalita’ puramente informative e non sostituisce il parere del medico o del pediatra. Per decidere quale forma di prevenzione contro l’RSV sia adatta al proprio caso, rivolgersi sempre a un professionista sanitario.